Il papa ai sacerdoti anziani: siete memoria viva

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Il santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio ha ospitato, ieri, il sesto Incontro regionale dei sacerdoti anziani e ammalati, promosso dall’Unitalsi Lombarda per una giornata di fraternità nella quale i preti incontrano i Vescovi della nostra regione, riuniti per la sessione della Conferenza Episcopale.

L’incontro tra il clero ammalato e anziano e i vescovi lombardi è iniziato con l’accoglienza presso il Centro di Spiritualità, da cui s’è poi snodata la processione fino all’ingresso in santuario per la messa presieduta da mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano e metropolita della Lombardia, il quale ha riflettuto sul Magnificat:

“Dal punto di vista della vecchiaia, forse vengono delle tentazioni di tristezza e di scoraggiamento. Questa giovane donna che va in fretta alla casa di Elisabetta ci fa venire in mente: ‘Eh sì, una volta anch’io andavo di fretta, ma adesso…’.

Questa giovane donna che canta e che dice ‘grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente’, forse ci induce a pensare: ‘Forse nella mia vita non c’è stata nessuna grande cosa’. Un senso un poco di tristezza, che scende sulla spiritualità, sull’entusiasmo, sul desiderio di fare, come una specie di senso d’impotenza e d’inutilità”.

Ancora, da un altro episodio evangelico, nasce il senso di una speranza sempre possibile, di uno sguardo positivo e riconoscente: “Ricordo che nel Vangelo sono lodate tante donne, ma ce n’è una che entra in casa di Simone il fariseo, non dice neanche una parola: con le sue lacrime lava i piedi di Gesù e con il suo olio lo unge.

A me viene da dire che se tu sei ancora capace di piangere, cioè di commuoverti alla presenza di Gesù; di sentire il pentimento dei tuoi peccati; di provare compassione per i fratelli; se tu hai ancora lacrime da versare, sei una presenza che Gesù gradisce, sei prezioso agli occhi di Dio, se hai ancora lacrime di pentimento, di commozione, di compassione. E poi quella donna ha dell’olio da versare.

Forse questo può significare che se hai ancora olio da versare, quel balsamo che allevia il dolore delle ferite, che riconosce la dignità delle persone, la loro grandezza; se hai ancora olio da versare, e cioè l’augurio di vita piena, l’olio di letizia con cui Dio unge alcuni tra il popolo, allora la tua presenza è preziosa, allora il Signore ha bisogno di te, allora il Signore ha stima di te”.

Al termine della celebrazione eucaristica è stato letto il messaggio inviato da papa Francesco, che ha ringraziato i sacerdoti per la testimonianza offerta: “Ed è soprattutto a voi, cari confratelli che vivete il tempo della vecchiaia o l’ora amara della malattia, che sento il bisogno di dire grazie. Grazie per la testimonianza di amore fedele a Dio e alla Chiesa. Grazie per l’annuncio silenzioso del vangelo della vita. Grazie perché siete memoria viva cui attingere per costruire il domani della Chiesa”.

Nel concludere il messaggio il papa ha invitato a non dimenticare la ‘lezione’ di questi mesi: “Negli ultimi mesi, tutti abbiamo sperimentato delle restrizioni. Le giornate, trascorse in uno spazio limitato, sembravano interminabili e sempre uguali.

Abbiamo sentito la mancanza degli affetti più cari e degli amici; la paura del contagio ci ha ricordato la nostra precarietà. In fondo, abbiamo conosciuto quello che alcuni di voi, come anche molti altri anziani, vivete quotidianamente.

Spero tanto che questo periodo ci aiuti a capire che, molto più dell’occupare spazi, è necessario non sciupare il tempo che ci viene donato; che ci aiuti a gustare la bellezza dell’incontro con l’altro, a guarire dal virus dell’autosufficienza. Non dimentichiamo questa lezione!”

Nella Messa, durante la preghiera dei fedeli si è pregato anche per p. Gigi Maccalli (a due anni esatti dal rapimento in Niger) e per don Roberto Malgesini, assassinato a Como.

(Foto: Diocesi di Milano)

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