Papa Francesco mette sotto la protezione della Madonna il mondo

Oggi pomeriggio, vigilia di Pentecoste, papa Francesco ha presieduto la recita del Santo Rosario dalla Grotta di Lourdes, nei Giardini Vaticani, promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sul tema, tratto dagli Atti degli Apostoli: ‘Assidui e concordi nella preghiera, insieme con Maria’, trasmesso in mondovisione con i Santuari mariani del mondo.

Le decine del Rosario sono state recitate da alcune donne e uomini in rappresentanza di persone particolarmente toccate dall’emergenza sanitaria causata dal COVID-19: un medico e un’infermiera, per tutto il personale sanitario impegnato in prima linea negli ospedali; una persona guarita e una che ha perso un famigliare, per tutti coloro che sono stati toccati personalmente dal coronavirus;

un sacerdote, cappellano ospedaliero, e una suora infermiera, per tutti i sacerdoti e le persone consacrate vicini a quanti sono provati dalla malattia; una farmacista e una giornalista, per tutte le persone che anche nel periodo della pandemia hanno continuato a svolgere il proprio servizio in favore degli altri; un volontario della Protezione Civile con la propria famiglia, per quanti si sono adoperati per far fronte a questa emergenza e per tutto il vasto mondo del volontariato; e una giovane famiglia, a cui è nato, proprio in questo periodo, un bambino.

Al termine della recita del Santo Rosario, dopo la Benedizione Apostolica, Papa Francesco ha rivolto un breve saluto ai fedeli dei Santuari dell’America Latina: “Mi dicono che sono collegati tanti santuari in America Latina, e vorrei dare un saluto in spagnolo.

A tutti voi nei Santuari dell’America Latina, vedo Guadalupe e tanti altri, che siete collegati con noi, uniti nella preghiera. Nella mia lingua materna vi saluto. Grazie per esserci vicino a tutti noi. Che nostra Madre di Guadalupe ci accompagni!”

Al termine del Rosario papa Francesco ha recitato la preghiera che aveva scritto nella lettera inviata ai fedeli lo scorso 25 aprile, affidando il mondo sotto la Sua protezione:

“Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione. O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima.

Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro.

Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia”.

Nella preghiera affidava alla Sua protezione medici, infermieri, personale sanitario, volontari, sacerdoti: “Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere la malattia. Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà. Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.

Madre amatissima, fa crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.

Madre della Misericordia, conduci i passi dei tuoi pellegrini che desiderano raggiungerti nei Santuari a te dedicati in tutto il mondo sotto i titoli più svariati con il tuo sguardo dolce e materno, ascolta la loro preghiera e sii per ciascuno una guida sicura.

O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che il Padre Misericordioso intervenga con la sua mano onnipotente per liberarci da questa terribile pandemia, in modo che la vita possa riprendere in serenità il suo corso quotidiano. Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

Nella lettera che ad inizio mese aveva scritto alle famiglia per invitarle alla recita del rosario il papa aveva scritto che il rosario è la ‘culla dell’anima’, come aveva scritto il teologo Ratzinger: “La corona del Rosario simboleggia spesso per noi che siamo la Chiesa militante uno strumento di ‘soccorso’ nella prova. Questo modo di pregare accompagna le nostre esistenze da secoli nei frangenti di maggiore disagio e di sofferenza e anche nel momento della morte”.

(Foto: Vatican Media)

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