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Papa Leone XIV invita i vescovi a farsi ‘trovare’
“Questa Chiesa ha una singolare vocazione all’universalità e alla carità grazie al suo peculiare legame con Cristo, risorto e vivo, fondamento dell’edificio spirituale di pietre vive che è il popolo santo di Dio. Avvicinarsi a Cristo è così avvicinarci gli uni agli altri e crescere insieme nell’unità: ecco il Mistero che ci coinvolge e trasforma dal di dentro anche la città”: nella basilica Lateranense nel pomeriggio papa Leone XIV ha presieduto il rito delle ordinazioni episcopali, esortandoli ad essere ‘pastori di strada’ che hanno a cuore i più deboli.
Nell’omelia il papa ha ringraziato i quattro sacerdoti ordinati vescovi ausiliari: “A servizio del suo dinamismo, portato a Roma dagli apostoli Pietro e Paolo, i nostri fratelli Andrea, Stefano, Marco e Alessandro vengono ordinati all’episcopato. E’ una festa di popolo, perché essi vengono da questo popolo e dal presbiterio che con amore se ne prende cura. La nostra Comunità diocesana si raccoglie oggi nell’invocazione dello Spirito Santo, che ungerà i nuovi Vescovi, perché siano pienamente consacrati al servizio del Vangelo di Cristo”.
Nell’omelia il papa ha sottolineato il valore della ‘pietra scartata’: “Ai primi cristiani questa metafora, tanto familiare perché presente in un salmo, dovette sembrare particolarmente rivelativa. Il Messia Gesù era stato scartato non solo perché non riconosciuto quale Figlio di Dio, ma, prima ancora, per aver assunto la condizione creaturale, compresa come indegna di Dio”.
Una ‘pietra scartata’ fedele alla Parola del Padre: “Fedele a questa via di amore misericordioso, Egli andava a cercare le pecore scartate, si sedeva a tavola con loro, disarmava le mani e i cuori che volevano lapidarle. In questo modo, come dice il Vangelo proclamato in questa Liturgia, il Figlio ha mostrato il volto del Padre: in Lui si compiono le sue opere”.
La ‘pietra scartata’ è annuncio di una missione: “Chiesa che vivi a Roma, la pietra scartata è il cuore dell’annuncio messianico, di fronte a coloro che la società scartava e continua a scartare. E’ il cuore del nostro annuncio, della nostra missione. Abbiamo visto il Santo toccare l’impuro, il Giusto perdonare i peccatori, la Vita guarire i malati, il Maestro lavare i piedi sporchi e stanchi dei suoi discepoli”.
La ‘pietra scartata’ ha la sua realizzazione nelle Beatitudini: “In questa città, capitale del grande impero, la pietra scartata diventò il vessillo di una nuova speranza, quella del Regno di Dio, così come prospettano le Beatitudini e canta il Magnificat. Capovolgendo la logica del dominio, quella di chi persegue l’insensata ambizione di determinare l’architettura della Terra, avviene in Cristo che gli scarti ritrovino la loro dignità e si sentano eletti per il Regno di Dio”.
La ‘pietra scartata’ è la scelta di Dio, perché è a fianco dei poveri: “Sorelle e fratelli carissimi, ecco perché, fino ad oggi, si diventa pietre scartate dagli uomini e scelte da Dio: quando con la vita e la parola ci si oppone ai progetti che schiacciano i deboli, non rispettano la dignità di ogni persona, si servono dei conflitti per selezionare i più forti, mentre trascurano chi resta indietro, chi non ce la fa, considerando chi soccombe come spazzatura della storia. Gesù ha camminato in mezzo a noi da profeta disarmato e disarmante, e quando è stato scartato non ha cambiato stile”.
Questa ‘pietra scartata’ è un aiuto ad essere ‘carità’: “Ed ora mi rivolgo a voi, carissimi fratelli che da oggi sarete Vescovi Ausiliari di questa Chiesa, la cui cura ho ricevuto in dono; a voi che, con il Cardinale Vicario, potrete aiutarmi ad essere riflesso del Buon Pastore per il popolo romano e a presiedere alla carità di tutto il popolo santo di Dio sparso sulla terra”.
Ed ecco l’invito ad essere un ‘ospedale da campo’: “Vi incoraggio a raggiungere le pietre scartate di questa città e di annunciare loro che in Cristo, nostra pietra angolare, nessuno è escluso dal diventare parte attiva dell’edificio santo che è la Chiesa e della fratellanza fra gli esseri umani. Riverbera in questa immagine l’appello dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco: essere una Chiesa ‘ospedale da campo’, essere pastori di strada, avere nel cuore le periferie materiali ed esistenziali”.
Una ‘pietra scartata’ che diventa profezia: “Da presbiteri, voi avete accolto questo invito, insieme alle comunità parrocchiali che avete accompagnato. Ora viene una nuova chiamata, una ulteriore vocazione, che ha sempre lo stesso cuore: nessuno, proprio nessuno deve pensarsi come scartato da Dio, e voi sarete araldi di questa bella notizia che è al centro del Vangelo.
Lasciate agire in voi lo Spirito di profezia: non accomodatevi nei privilegi che la vostra condizione potrebbe offrirvi, non seguite la logica mondana dei primi posti, siate testimoni di Cristo che è venuto non per essere servito ma per servire. Sarete profeti nel vostro ministero, se sarete uomini di pace e di unità, componendo, con fili di grazia e misericordia, gli spazi larghi e popolosi di questa Diocesi, armonizzando le differenze, accogliendo, ascoltando, perdonando”.
Infine ecco l’invito a farsi trovare: “Non fatevi cercare, fatevi trovare. E fate in modo che i presbiteri, i diaconi, le religiose e i religiosi, le laiche e i laici impegnati nell’apostolato non si sentano mai soli. Aiutateli a rianimare la speranza nei loro diversi ministeri e a sentirsi parte di una stessa missione. Sappiate sempre, instancabilmente, motivare le persone e le comunità, richiamando con semplicità alla bellezza del Vangelo”.
(Foto: Santa Sede)
Papa Francesco nel cuore dell’Azione Cattolica
“Con il ritornello del salmo responsoriale ‘la pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo’ abbiamo fatto risuonare in modo intenso e solenne l’espressione ascoltata nel brano degli Atti degli Apostoli. San Pietro usa questa citazione veterotestamentaria per spiegare la figura e l’opera di Gesù davanti alle autorità religiose, ai capi del popolo e agli anziani che lo interrogavano sulla guarigione di un uomo infermo e sulla predicazione con cui annunciava che il Signore Gesù, da loro condannato e messo a morte, era risorto”: è l’inizio dell’omelia di mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana, nel giorno precedente al funerale di papa Francesco con 170.000 fedeli, che hanno reso omaggio a papa Francesco.
Nell’omelia l’assistente dell’Azione Cattolica Italiana ha sottolineato il valore della ‘pietra scartata’: “Lo facciamo anche pensando alla figura di papa Francesco mentre gli rivolgiamo l’ultimo saluto e ci prepariamo alle esequie che saranno celebrate domani. Il suo pontificato infatti può essere letto, sotto diversi aspetti, proprio nella prospettiva della ‘pietra scartata’ che diviene ‘pietra d’angolo’. In primo luogo, con il suo incisivo e ricco Magistero ci ha ricordato che la fede cristiana è radicata sulla persona di Gesù Cristo, Dio fatto uomo, che per salvarci non ha usato le armi del potere, del dominio e della sopraffazione”.
La pietra scartata è una pietra di scandalo: “Gesù ci ha insegnato invece la via della misericordia, del servizio e della carità che si nutre di dialogo, perdono incondizionato e arriva fino all’amore dei nemici. Un Messia scomodo e fuori di ogni logica mondana che per questo è stato scartato e sentito come pericoloso in quanto ‘sasso d’inciampo e pietra di scandalo’.
Ma proprio attraverso di lui, buon samaritano, pastore premuroso, che ci ha chiesto di imitarlo nella lavanda dei piedi e di fare memoria del dono della Sua vita nell’Eucaristia, abbiamo capito che la Chiesa è edificata sulla ‘pietra scartata’ e che non esiste nessun’altra architettura altrettanto solida e sicura per edificare la Chiesa e diffondere la civiltà dell’amore”.
Una pietra angolare che è stata base del pontificato di papa Francesco, che ha promosso un rinnovamento della Chiesa: “Rimarranno certamente come elementi fondamentali di questa ‘riedificazione’ dal forte afflato conciliare: la sua visione di una ‘Chiesa in uscita’ ed ‘ospedale da campo’ capace di assumere un coraggioso profilo missionario e di avventurarsi su territori socio-culturali nuovi e impervi; ancora, la sua determinazione nel condurre la Chiesa sulle frontiere più avanzate delle sfide epocali che il mondo sta affrontando (riportare le periferie al centro, lo sviluppo sostenibile, la fratellanza umana, la pace e la concordia tra i popoli) proponendo in modo instancabile e a tutti parole e azioni davvero evangeliche; inoltre, il suo desiderio di rinnovare il volto della Chiesa rendendolo più trasparente, più essenziale, più a misura dei poveri e degli emarginati, appunto di tutti coloro che sono ‘scartati’ dal mondo mentre, secondo l’insegnamento e la testimonianza del Signore, sono il paradigma e il tesoro della vita della Chiesa”.
Quindi è stato un papa che avviato processi: “La testimonianza, nello stesso tempo scomoda e coraggiosa, di Papa Francesco, anche alla luce del grande impatto mediatico, appare molto più incisiva, ossia vera ‘pietra angolare’, di quanto si potesse immaginare sia nella capacità di entrare nel cuore della gente, soprattutto la più semplice e umile, sia nello scuotere la coscienza dei potenti, che stanno accorrendo numerosi per le esequie.
Forse non hanno recepito gli appelli e i reiterati inviti a coltivare la pace e ad assumere come paradigma politico l’attenzione agli ultimi, ma certamente ne hanno apprezzato l’alto profilo spirituale e il rigore morale. Chissà che questo seme gettato in terra come pietra scartata, non possa produrre il frutto sperato e divenire davvero “pietra d’angolo” anche sugli odierni scenari politici e culturali”.
Infine ha ricordato l’incontro degli aderenti dell’Azione Cattolica con il papa esattamente un anno fa: “Il Signore continua ad essere in mezzo a noi e ad offrirci il pane spezzato, rassicurandoci che gettando le reti sulla Sua Parola la pesca non potrà che essere abbondante. In questi giorni tristi del distacco dal successore di Pietro, papa Francesco, che ha guidato la Chiesa negli ultimi dodici anni, ci conforta e ci sostiene la certezza che nello splendore della luce pasquale, il Risorto continua ad effondere lo Spirito Santo che saprà certamente illuminare i cardinali chiamati ad eleggere il nuovo pontefice. La nostra preghiera sale pertanto a Dio perché accolga e ricompensi Papa Francesco per il bene fatto alla Chiesa e all’umanità e ci prepari ad accogliere il nuovo successore di Pietro che Dio vorrà donarci”.
(Foto: Azione Cattolica Italiana)
XXII Domenica Tempo Ordinario: la logica del mondo e la logica del cielo
La vita è uno rischio da vivere, d’accettare se vogliamo essere uomini veri, cristiani autentici. Nel brano del vangelo Gesù annuncia la Pasqua per condurre gli Apostoli e i discepoli a riconoscere che la nostra salvezza ha origine e fondamento nel sacrificio della croce e non nel trionfalismo stupido e superficiale. L’apostolo Pietro, a cui Gesù aveva detto: ‘Sei pietra, roccia e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa’, non l’aveva ben capito, come d’altronde molti cristiani ancora non lo capiscono.
Papa Francesco: annunciare il Vangelo come Pietro e Paolo
Il Vice Primo Ministro e il Presidente degli Emirati Arabi Uniti hanno contribuito alla costruzione dell’Ospedale ‘Bambino Gesù del Cairo’
Sua Altezza lo sceicco Saif Bin Zayed Al Nahyan, Vice Primo Ministro e Ministro dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato che gli Emirati Arabi Uniti, grazie al sostegno di Sua Altezza lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Presidente dello Stato, hanno elargito un contributo per la costruzione dell’Ospedale ‘Bambino Gesù del Cairo’, iniziativa che rientra tra i progetti della Fondazione della Fratellanza Umana, il cui Presidente è Monsignor Gaid Yoannis Lazhi, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco.
Cristo è risorto: Alleluia!
Pasqua anno 2022: Cristo è risorto! San Giovanni evangelista ci dà il lieto annuncio della risurrezione: il primo giorno dopo il sabato, il sepolcro è vuoto! I discepoli di Gesù si trovarono di fronte ad una realtà nuova, umanamente incredibile, sconvolgente. La prima è stata Maria di Magdala, che si era recata molto presto con due amiche portando aromi per imbalsamare il corpo; camminavano ma erano preoccupate come potere rimuovere la pietra che chiudeva la sepoltura.





























