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Il Festival della Canzone Cristiana a bordo di MSC Crociere
Il Festival della Canzone Cristiana torna con un evento straordinario, dal 21 al 25 ottobre 2026 a bordo di una nave da crociera MSC nel Mediterraneo, con l’obiettivo di diffondere il messaggio del Signore attraverso la musica, linguaggio universale e potente.
Il Festival è ideato dal cantautore e direttore artistico Fabrizio Venturi, si ispira allo spirito del celebre Festival della Canzone Cristiana che si è appena concluso a Sanremo, con la missione di evangelizzare attraverso la musica, portando la gioia della fede a un pubblico sempre più ampio. Il motto dell’evento resta fedele a questa visione: “Chi canta prega due volte!”
L’evento, offrendo un contesto suggestivo e originale in cui vivere un’esperienza unica, unisce musica, fede e viaggio. L’apertura ufficiale del Festival sarà caratterizzata da un esclusivo Cocktail di benvenuto in uno spazio riservato ai partecipanti del Festival. Durante tutta la durata dell’evento sarà attivo un desk organizzativo dedicato, punto di riferimento per artisti e ospiti.
Le esibizioni degli artisti, cuore pulsante del Festival, si terranno dal 22 al 24 ottobre 2026 nell’imponente teatro della nave, con capienza fino a 1.600 spettatori. Ogni serata avrà una durata compresa tra le due e le tre ore. Inoltre, l’organizzazione, sta lavorando, compatibilmente con le esigenze di bordo, per poter utilizzare la discoteca della nave in una data specifica, così da arricchire l’evento con ulteriori riprese in una location diversa.
Durante i momenti liberi, i partecipanti potranno usufruire dei numerosi servizi e comfort disponibili a bordo, tra cui ristorazione, attività ricreative, spazi dedicati al relax e all’intrattenimento, non mancheranno eventi gastronomici speciali come il buffet di mezzanotte e sorprese culinarie.
La crociera prevede due scali, uno a Marsiglia e uno a Barcellona, con la possibilità di visitare queste splendide città, offrendo così l’opportunità di arricchire l’esperienza con momenti culturali e turistici.
Le iscrizioni sono aperte fino al 30 marzo 2026. Un’occasione unica per vivere un’esperienza che unisce musica, fede e viaggio in un contesto suggestivo e coinvolgente. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Segreteria del Festival al seguente indirizzo e-mail: info@sanremofestivaldellacanzonecristiana.it
Musica e spiritualità a Specchia: il coro ‘Ala di Riserva’ presenta ‘E’ giunta l’ora’
La Parrocchia ‘Presentazione Vergine Maria’ di Specchia e l’Associazione Ala di Riserva di Alessano comunicano che sabato 21 marzo alle ore 19.30, presso la Chiesa Madre, in Via Umberto I, sarà possibile assistere a ‘E’ giunta l’ora’, una serata di meditazioni e canti sulla Passione di Gesù Cristo, per un momento di raccoglimento e riflessione attraverso musica e parole, che permetterà di vivere un momento di alta intensità culturale e religiosa, a cura del Coro ‘Ala di Riserva’, diretto dal Maestro Sergio Filippo.
Il programma proposto dal gruppo corale, curato dal Maestro Sergio Filippo, accompagnerà il pubblico in un percorso spirituale dedicato ai momenti più significativi del mistero pasquale. L’obiettivo dell’iniziativa è trasformare il linguaggio artistico in uno strumento di preghiera e contemplazione, creando un’esperienza di ascolto profondo e interiorità nel cuore della comunità di Specchia.
Il coro ‘Ala di Riserva (dal titolo della preghiera di mons. Tonino Bello), composto da circa cinquanta elementi è nato nel 2013 ad Alessano, terra natale del vescovo di Molfetta, rappresenta oggi una realtà d’eccellenza. Il gruppo corale riflette un autentico spaccato della società civile, unendo voci di artigiani, professionisti, casalinghe e pensionati in un unico, armonioso strumento musicale. Con un repertorio che spazia dalla musica sacra alla profana dal XVI al XX secolo, il complesso di voci vanta una storia ricca di prestigiosi traguardi nazionali e internazionali.
Nella memoria dei componenti del coro, restano impressi i momenti vissuti nel 2018, anno in cui la formazione ha accompagnato il 20 aprile la visita apostolica di papa Francesco ad Alessano sulla tomba di mons. Tonino Bello e il 1° dicembre ha partecipato all’udienza speciale in Aula Paolo VI di ringraziamento, trasmessa in diretta su TV2000, dove il coro ha ricevuto il plauso personale del pontefice.
Il 3 gennaio 2024, rendendo omaggio al frate poverello e al venerabile mons. Tonino Bello, cantando la speranza e la pace, la formazione corale si è esibita nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, confermando il proprio impegno nel coniugare l’arte canora con la testimonianza dei valori civili e spirituali.
Oltre alle solenni celebrazioni liturgiche, il Coro ‘Ala di Riserva’ ha saputo conquistare il grande pubblico televisivo, come avvenuto durante la partecipazione al programma ‘Linea Verde’ su RAI 1, esibendosi insieme a Lorella Cuccarini presso la cascata monumentale di Leuca.
Papa Leone XIV: la musica guida verso Dio
“Sant’Agostino, nel suo trattato sulla musica, la chiama ‘scientia bene modulandi’, collegandola all’arte di guidare il cuore verso Dio. La musica è una via privilegiata per comprendere l’altissima dignità dell’essere umano e per confermarlo nella sua più autentica vocazione. Ringrazio le istituzioni che hanno promosso questa iniziativa (il Dicastero per la Cultura e l’Educazione e la Fondazione ‘Pontificia Gravissimum Educationis’) e tutti coloro che, in vari modi, ne hanno reso possibile la realizzazione.
Rivolgo il mio saluto al Maestro Riccardo Muti, a cui oggi viene attribuito il Premio Ratzinger, segno di apprezzamento per una vita interamente consacrata alla musica, luogo di disciplina e di rivelazione”: nel tardo pomeriggio papa Leone XIV ha salutato i partecipanti al Concerto di Natale in Aula Paolo VI con una lode al talento dell’Orchestra Giovanile ‘Luigi Cherubini’ ricordando chi invece non ha accesso all’alfabetizzazione ed allo studio.
Nella cerimonia ha consegnato il ‘Premio Ratzinger’ al maestro Riccardo Muti ‘per una vita interamente consacrata alla musica, luogo di disciplina e di rivelazione’, ricordando che papa Benedetto XVI “amava ricordare che ‘la vera bellezza ferisce, apre il cuore, lo dilata’, e nella musica cercava la voce di Dio nell’universo. In questo itinerario di ricerca della bellezza, Lei, caro Maestro, ha avuto modo di incontrare più volte il cardinale Ratzinger, a cominciare da quando egli frequentava i concerti a Salisburgo, a Monaco di Baviera, poi a Roma. Negli anni successivi, papa Benedetto partecipò alle Sue esecuzioni nell’Aula Paolo VI, dove Le consegnò la Gran Croce di San Gregorio Magno. Il Premio che oggi riceve è prosecuzione di quel rapporto, di un dialogo aperto al mistero e orientato al bene comune, all’armonia”.
E non ha mancato di sottolineare anche l’amore di papa Francesco per la musica: “Questa responsabilità etica dell’arte musicale fu ben illustrata dal mio venerato predecessore papa Francesco, che amava la musica e la ascoltava con gusto spirituale… Armonizzare significa tenere insieme differenze che potrebbero scontrarsi, permettendo loro di generare un’unità superiore. Anche il silenzio concorre a questo scopo: non è assenza, è preparazione, perché in esso si forma la possibilità della parola, nella pausa affiora la verità”.
Sottolineando l’impegno del maestro Muti nell’educazione alla musica ha ricordato che essa è fondamentale nella formazione dei giovani: “Il Concerto di questa sera è occasione di sensibilizzazione e impegno in ambito educativo: nel mondo, infatti, milioni di bambini e bambine sono esclusi da qualsiasi percorso di scolarizzazione. Per questo, saluto con speranza la nascita dell’Osservatorio sulla diseguaglianza e l’accesso universale all’educazione, annunciato in occasione del recente Giubileo del Mondo Educativo.
Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione sta aggregando attorno a questo progetto quanti hanno a cuore l’educazione dei giovani, a cominciare dalla Galileo Foundation, che ha manifestato la propria adesione attraverso il sostegno a questa serata e ai progetti educativi della Fondazione Gravissimum Educationis”.
In precedenza il papa aveva celebrato nella basilica di san Pietro la messa in memoria della beata Vergine Maria di Guadalupe, particolarmente venerata dalle popolazioni latino-americane, tanto che ogni anno sulla montagna del Tepeyac, nell’attuale capitale messicana, milioni di pellegrini visitano il santuario a Lei dedicato, in quanto lì è conservato il mantello della Madonna che apparve il 12 dicembre 1531 all’azteco Juan Diego Cuauhtlatoatzin, pregando per l’unità tra i popoli:
“Madre, insegna alle nazioni che vogliono essere figlie tue a non dividere il mondo in fazioni irriconciliabili, a non permettere che l’odio segni la loro storia, né che la menzogna scriva la loro memoria. Mostra loro che l’autorità deve essere esercitata come servizio e non come dominio. Istruisci i loro governanti nel loro dovere di custodire la dignità di ogni persona in tutte le fasi della sua vita. Fa’ di quei popoli, figli tuoi, luoghi dove ogni persona possa sentirsi accolta”.
Infine ha pregato per chi ha consacrato la vita a Cristo: “Rinnova il loro primo amore… Custodisci la loro interiorità nella preghiera, proteggili nella tentazione, incoraggiali nella stanchezza e soccorri quanti sono abbattuti”.
(Foto: Santa Sede)
Papa Leone XIV invita a prepararsi al Natale
“Da pochi giorni sono rientrato dal mio primo viaggio apostolico, in Türkiye e in Libano. Con l’amato fratello Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e i Rappresentanti di altre confessioni cristiane, ci siamo incontrati per pregare insieme a İznik, l’antica Nicea, dove 1700 anni fa si tenne il primo Concilio ecumenico”: al termine della recita dell’Angelus odierno papa Leone XIV ha raccontato ai fedeli riuniti in piazza san Pietro il suo primo viaggio apostolico in Turchia ed in Libano in occasione dell’anniversario del Concilio di Nicea.
L’occasione di tale racconto è stata la ricorrenza della Dichiarazione comune tra cattolici ed ortodossi: “Proprio oggi ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione comune tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora, che poneva fine alle reciproche scomuniche. Rendiamo grazie a Dio e rinnoviamo l’impegno nel cammino verso la piena unità visibile di tutti i cristiani. In Türkiye ho avuto la gioia di incontrare la comunità cattolica: attraverso il dialogo paziente e il servizio a chi soffre, essa testimonia il Vangelo dell’amore e la logica di Dio che si manifesta nella piccolezza”.
Eppoi ha raccontato la realtà del Libano: “Il Libano continua a essere un mosaico di convivenza e mi ha confortato ascoltare tante testimonianze in questo senso. Ho incontrato persone che annunciano il Vangelo accogliendo gli sfollati, visitando i carcerati, condividendo il pane con chi si trova nel bisogno. Sono stato confortato dal vedere tanta gente per strada a salutarmi e mi ha commosso l’incontro con i parenti delle vittime dell’esplosione nel porto di Beirut”.
Ecco il valore della presenza papale: “I libanesi attendevano una parola e una presenza di consolazione, ma sono stati loro a confortare me con la loro fede e il loro entusiasmo! Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato con la preghiera. Cari fratelli e sorelle, quanto è avvenuto nei giorni scorsi in Türkiye e Libano ci insegna che la pace è possibile e che i cristiani in dialogo con gli uomini e le donne di altre fedi e culture possono contribuire a costruirla. Non lo dimentichiamo: la pace è possibile!”
Mentre prima della recita dell’Angelus ha chiesto di ‘concentrarsi’ sulla venuta di Dio nel mondo: “Il Vangelo di questa seconda domenica di Avvento ci annuncia la venuta del Regno di Dio. Prima di Gesù, compare sulla scena il suo Precursore, Giovanni il Battista. Egli predicava nel deserto della Giudea dicendo: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!’
Nella preghiera del ‘Padre nostro’, noi chiediamo ogni giorno: ‘Venga il tuo regno’. Gesù stesso ce l’ha insegnato. E con questa invocazione ci orientiamo al Nuovo che Dio ha in serbo per noi, riconosciamo che il corso della storia non è già scritto dai potenti di questo mondo. Mettiamo pensieri ed energie a servizio di un Dio che viene a regnare non per dominarci, ma per liberarci. E’ un ‘vangelo’: una vera buona notizia, che ci motiva e ci coinvolge”.
Prendendo spunto dal ‘tono’ di Giovanni Battista il papa ha invitato ad essere ‘seri’ nella vita: “Certo, il tono del Battista è severo, ma il popolo lo ascolta perché nelle sue parole sente risuonare l’appello di Dio a non scherzare con la vita, ad approfittare del momento presente per prepararsi all’incontro con Colui che giudica in base alle opere e alle intenzioni del cuore, e non secondo le apparenze”.
Comunque il Regno di Dio è una ‘sorpresa’, in quanto dono: “Lo stesso Giovanni sarà sorpreso dal modo in cui il Regno di Dio si manifesterà in Gesù Cristo, nella mitezza e nella misericordia. Il profeta Isaia lo paragona a un germoglio: un’immagine non di potenza o di distruzione, ma di nascita e di novità. Sul germoglio che spunta da un tronco apparentemente morto, inizia a soffiare lo Spirito Santo con i suoi doni. Ognuno di noi può pensare a una sorpresa simile che gli è capitata nella vita”.
La stessa esperienza è stata vissuta da chi partecipò al Concilio Vaticano II: “E’ l’esperienza che la Chiesa ha vissuto con il Concilio Vaticano II, che si concludeva proprio sessant’anni fa: un’esperienza che si rinnova quando camminiamo insieme verso il Regno di Dio, tutti protesi ad accoglierlo e a servirlo. Allora non soltanto germogliano realtà che parevano deboli o marginali, ma si realizza ciò che umanamente si sarebbe detto impossibile”.
Un’esperienza che è necessaria per dare speranza al mondo: “Con le immagini del profeta: ‘Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà’. Sorelle e fratelli, come ha bisogno il mondo di questa speranza!”
Questo è l’invito a prepararsi al Regno di Dio: “Nulla è impossibile a Dio. Prepariamoci al suo Regno, facciamogli spazio. Il ‘più piccolo’, Gesù di Nazaret, ci guiderà! Lui che si è messo nelle nostre mani, dalla notte della sua nascita all’ora oscura della morte in croce, risplende sulla nostra storia come Sole che sorge. Un giorno nuovo è iniziato: svegliamoci e camminiamo nella sua luce!”
Questo è l’Avvento e tutto prepara al Natale: “Ecco la spiritualità dell’Avvento, tanto luminosa e concreta. Le luminarie lungo le strade ci ricordino che ognuno di noi può essere una piccola luce, se accoglie Gesù, germoglio di un mondo nuovo. Impariamo a farlo da Maria, nostra Madre, donna dell’attesa fiduciosa e della speranza”.
Mentre ieri il papa ha partecipato alla quarta edizione del Concerto per i poveri: “Questa sera, mentre le melodie toccavano i nostri animi, abbiamo avvertito il valore inestimabile della musica: non un lusso per pochi, ma un dono divino accessibile a tutti, ricchi e poveri. Perciò, nel rivolgere ad ognuno il mio saluto, sento in modo speciale la gioia di accogliere voi, fratelli e sorelle, per i quali oggi abbiamo vissuto questo concerto: grazie a tutti della vostra presenza!”
Per questo ha ricordato il pensiero agostiniano sul valore della musica: “Cari amici, la musica è come un ponte che ci conduce a Dio. Essa è capace di trasmettere sentimenti, emozioni, fino ai moti più profondi dell’animo, portandoli in alto, trasformandoli in una ideale scalinata che collega la terra e il cielo. Sì, la musica può elevare il nostro animo!
Non perché ci distrae dalle nostre miserie, perché ci stordisce o ci fa dimenticare i problemi o le situazioni difficili della vita, ma perché ci ricorda che non siamo solo questo: siamo molto di più dei nostri problemi e dei nostri guai, siamo figli amati da Dio!”
Per questo ha ricordato i canti natalizi, che hanno rallegrato i pastori: “Non è un caso che la festa del Natale sia ricchissima di canti tradizionali, in ogni lingua, in ogni cultura. Come se non si potesse celebrare questo Mistero senza musica, senza inni di lode. Del resto, il Vangelo stesso ci dice che mentre Gesù nasceva nella stalla di Betlemme, in cielo c’era un grande concerto di angeli! E chi ha ascoltato quel concerto? A chi sono apparsi gli angeli? Ai pastori, che vegliavano di notte per fare la guardia al loro gregge”.
E’ stato un invito a prepararsi al Natale: “Carissimi, in questo tempo di Avvento, prepariamoci all’incontro con il Signore che viene! Facciamo in modo che i nostri cuori non si appesantiscano, non siano tutti presi da interessi egoistici e preoccupazioni materiali, ma che siano svegli, attenti agli altri, a chi ha bisogno; siano pronti ad ascoltare il canto d’amore di Dio, che è Gesù Cristo. Sì, Gesù è il canto d’amore di Dio per l’umanità. Ascoltiamo questo canto! Impariamolo bene, per poterlo cantare anche noi, con la nostra vita”.
(Foto: Santa Sede)
Il Rock Cristiano per la pace: serata a Jesi di “preghiera in musica” con i The Branches
Domani, lunedì 3 novembre, alle ore 19, il gruppo Rock Cristiano dei The Branches animerà nella Chiesa dell’Adorazione di Jesi (piazza della Repubblica 4) un incontro di preghiera, musica e adorazione eucaristica per la pace. Tra i fondatori della band, nata nel 2016 per un’ispirazione nata durante la GMG di Cracovia, Cristiano Coppa, che è insegnante di religione, musicista, cantante e compositore originario di Jesi.
Per dieci anni (dal 2001 al 2011) ha suonato il basso nel gruppo Heavy Metal di Fabriano Death Riders, un progetto nato tra i banchi scuola grazie al quale ha pubblicato nel 2011 il primo album Through Centuries of Dust. Successivamente intraprende un progetto solista di Christian Metal che lo porterà, nel 2022, ha editare il suo EP (cioè, album breve) intitolato Prayer in The Battlefield (Preghiera sul campo di battaglia). Nel 2023 pubblica il singolo Chains Of Sadness, per la promozione del quale l’omonimo video grazie alla collaborazione del videomaker israeliano Eli Lev. L’abbiamo incontrato mentre è impegnato nella promozione dell’ultimo singolo dei The Branches “Guidami”.
Con i The Branches hai in programma una particolare “preghiera in musica” per la Pace in una chiesa di Jesi, organizzata con l’aiuto del vescovo Mons. Paolo Ricciardi, ce ne puoi parlare?
Si tratta di un momento di preghiera e musica per chiedere al Signore il ritorno della Pace nel mondo e, soprattutto, in Terra Santa e in Ucraina. La serata è aperta a tutti e confidiamo sarà partecipata non solo da chi frequenta abitualmente la chiesa dell’Adorazione di Jesi. Siamo davvero felici di aver promosso questa iniziativa, alla quale come hai anticipato parteciperà anche il nostro vescovo Don Paolo Ricciardi. Personalmente invito chi può prendervi parte o, se impossibilitato, a organizzarne ed a viverne di simili!
Come si articolerà il concerto-preghiera del 3 novembre?
Dal punto di vista musicale presenteremo dal vivo brani del nostro repertorio, costituito principalmente da cover di grandi gruppi e interpreti del Rock Cristiano come i The Sun, i Reale, Hillsong, Chris Tomlin, i Planetshakers, ecc…. Recentemente abbiamo pubblicato il nostro primo singolo “Guidami”, una preghiera dai toni meditativi e intimi. Stiamo già lavorando in studio al nostro secondo singolo “My Saviour King” dalle sonorità hard rock/heavy metal. Il 3 novembre nella chiesa dell’Adorazione di Jesi animeremo il nostro incontro di preghiera e di adorazione per la pace alternando diverse canzoni del nostro repertorio, compresa Guidami che in sostanza è una preghiera di affidamento al Signore, con dei brani sul tema della pace in generale.
Veniamo ora al Christian Metal, un genere musicale che ha assunto da alcuni decenni una specifica rilevanza all’interno del Rock contemporaneo. A quali artisti internazionali ti ispiri?
A livello internazionale, per quanto riguarda il Christian Metal o White Metal, ho trovato una grande fonte di ispirazione negli Stryper, nei Theocracy, nei Saviour Machine, ma anche in band che non rientrano formalmente nel genere pur condividendone i contenuti, come gli Warlord e gli W.A.S.P. dopo la conversione al Cristianesimo del leader Blackie Lawless.
Come ci puoi descrivere la scena italiana dell’Heavy Metal d’ispirazione cristiana?
La scena italiana, sia in ambito rock che in quello Metal di ispirazione cristiana, è ancora poco supportata e sviluppata. Purtroppo, nel nostro Paese, il monopolio della musica leggera da una parte e un certo bigottismo dall’altra hanno portato sempre a boicottare e demonizzare fin dalle origini il vero Rock (intendo non quello annacquato e mainstream) e quindi anche il Metal. Senza dubbio hanno dato una buona risonanza al Rock Cristiano gruppi come The Sun, i Reale e i Kantiere Kairos. In ambito Metal chi ha dato recentemente più risalto al genere sono sicuramente i Metatrone ma esistono anche molte altre band, ricordo per esempio con affetto Fratello Metallo, pseudonimo di Cesare Bonizzi [(1946-2024), frate francescano] che, fino a una ventina di anni fa, benediceva le edizioni del più importante festival musicale italiano del genere, Gods Of Metal, prima dell’inizio dei concerti.
Ci descrivi il testo di Prayer in The Battlefield, un brano nel quale si riesce molto bene a mio avviso a dare grande rilievo al significato spirituale del messaggio assieme alla musica…
Prayer In The Battlefield è una canzone che parla di sogni infranti, di anime che vogliono essere liberate e di un campo di battaglia da cui si leva una preghiera incessante. È un brano che vuole infondere speranza proprio in quei frangenti (purtroppo attuali) che vedono la corruzione, la violenza e l’ingiustizia minacciare le sorti dell’umanità. È un grido dell’anima che, di fronte al naufragare di ogni speranza, torna ad accendersi grazie alla scintilla divina che dona nuova forza alla lotta spirituale.
Ci parli ora del tuo singolo solista Chains Of Sadness, uscito a poca distanza dallo scoppio della guerra a Gaza?
Chains Of Sadness è un brano che vuole far sentire, non solo pensare, il dramma e l’assurdità della guerra. La spirale di violenza e di devastazione a cui assistiamo ogni giorno nasce da un sacrificio celebrato sull’altare sbagliato: quello del potere. È una canzone che mette in guardia da un rischio ricorrente: ogni volta che, nella coscienza, sacrifichiamo la nostra umanità in cambio di ciò che non è vita, inneschiamo la miccia di un nuovo massacro. Quando ho scritto il brano, nei primi mesi del 2023, avevo davanti agli occhi le immagini strazianti della guerra in Ucraina, in questi mesi uno scenario altrettanto straziante si sta ripetendo in Terra Santa…
Da ‘gnostico’ a simpatizzante. Battiato era uno di noi?
E girava una cassetta senza sosta, un nastro che ruotava nel mangiacassette sovrastato da radio e lettore CD. Erano gli anni dell’ indulto e del cambio di ciclo scolastico. Gira la cassetta, sotto il naso di quella che è ancora una bambina ed ecco apparire il primo brano ritmato, di cui non può intendere il senso, ancora. Un brano allegro, ballabile che parla di uno strano animale ed è quello che colpisce: il cinghiale bianco. Da lì qualche altra scoperta di canzoni diverse e divertenti che, viste solo per le immagini, potevano essere adatte ai bambini. Ed ecco come qualcuno cercò di instradare di più una bambina al cantautorato e a gusti musicali di pregio.
Un’epoca d’oro andata, ma che resterà sempre con noi perché certi brani lo fanno. Ed infatti, a Sanremo, nel 2024, nella serata cover, è comparso uno di quei brani. Battiato non c’è più, ma viene apprezzato ancora da artisti quali Cristicchi e Montesanto. Ma perché proprio da un artista che tocca temi impegnati e uno di Christian Music, tra i tanti esseri umani? Perché Battiato spaziava dalle sperimentazioni progressive rock ed elettroniche dei primi anni Settanta alla ‘Messa Arcaica’ (che egli considerava uno dei momenti più alti della sua carriera), lungo una serie di album e canzoni che son l’incontro tra musica e spiritualità.
Battiato ( Ionia, 23 marzo 1945- Milo, 18 maggio 2021) aveva una personalità importante: geniale, ma non desideroso di essere considerato un guru, artista non canonizzabile perché fuori dagli schemi classici della musica, ma capace di dare quel pò di più, come nel triennio 1979-1981 con i suoi tre dischi d’oro: ‘L’era del cinghiale bianco’, ‘Patriots’ e ‘La voce del padrone’. Brani da ricordare, dal sacro al principe fano, dal divertente all’impegnato: Voglio vederti danzare, Centro di gravità permanente, Up Patriots to arms, Alexander Platz, Summer on a solitary beach, Gli uccelli, E ti vengo a cercare, Bandiera bianca, L’era del cinghiale bianco, La stagione dell’amore e Povera Patria ed, infine, la magnifica La cura, una canzone d’amore vero, profondo e spirituale.
Uno dei suoi grandi meriti, secondo le ACLI, fu di aver portato nel cinema e nella canzone la spiritualità rendendo popolari tematiche profonde, inserendo nelle canzoni temi filosofici e teologici. In questo, dice sempre l’articolo di ACLI, influì la sua lunga collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro e l’amicizia con il collega, già monaco benedettino, Juri Camisasca. Pur non dichiarandosi cattolico al 100×100 e seguendo le orme di Georges Ivanovic Gurdjieff, il quale univa sufismo, meditazione, cristianesimo e religioni orientali, Battiato realizzò, come avevamo visto, Messa arcaica, suonò davanti al papa e i inserì nelle sue canzoni numerose citazioni cristiane.
C’è un Battiato teologo ancora da valorizzare anche se, molti suoi testi a tema spirituale si potrebbero filtrati criticamente, vista la sua continua ricerca spirituale autentica, che testimonia l’universalità dello spirito al di là di ogni parzialità e credo. Proprio questa ricerca, però è importante, come il tentativo di entrare nei concetti cristiani che, dunque, gli interessavano e li valutava come degni di importanza. La sua ricerca si è fermata, ora sa tutto perché è là dove il mistero si chiarisce, ma i suoi tentativi, i pensieri, i dubbi, le strade prese e lasciate possono essere d’aiuto a chi ascolta i suoi brani cercando di trovare la via attraverso la passione condivisa per la musica.
Don Francesco Capolupo racconta di aver conosciuto Battiato e definisce la sua ricerca spirituale gnostica. I due si conobbero grazie ad un insegnante di liceo del futuro prete, il quale scriveva poesie. Il prof, credendo nei testi più dello stesso autore, presento personalmente i brani a Battiato che invitò a casa sua insegnante e ragazzo. Una delle poesie di Capolupo divenne anche il testo del brano Tutto l’universo obbedisce all’amore.
“Spesso, il soprannaturale viene confuso, nel mondo cattolico, con una specie di passaporto per l’accettazione della Fede. Per Franco non era così. Non amava le religioni confessionali, amava gli spiriti religiosi che componevano, nella sua esperienza, un misto sincretistico in cui raccoglieva esperienze mistiche del mondo islamico (sufismo), esoterico ed orientale (passando dal cristianesimo di Santa Teresa d’Avila e dei padri del deserto) con i quali faceva esperienza di uno Spirito Assoluto che regola tutte le cose”.
Il racconto del sacerdote continua con la spiegazione di ciò che l’artista non amava del cristianesimo: l’Incarnazione. Anche se, per i cristiani, l’idea di un Dio che si sia fatto uomo per la nostra salvezza è un punto fondamentale, per siciliano era qualcosa di assolutamente sconvolge. Si sentiva più rassicurato dalle idee del naturalismo e del panteismo permeati di misticismo: l’uomo doveva confluire nella piena natura, sfiorando il nulla, ‘perché la realtà è sogno e non esperienza’.
Molte persone del mondo della chiesa hanno confermato una sensibilità religiosa in Battiato, anche se il suo Dio non era Gesù di Nazaret o, almeno, la Santissima trinità. Ma senso religioso e credo non sono la stessa cosa. Il senso religioso è più vicino alla ricerca della Verità, anche ricerca ‘gnostica’, infatti, la spiritualità è la ricerca di un significato più profondo e alla connessione con qualcosa di trascendente o superiore non meglio identificato. Il tuo percorso ti può portare a credere in uno di questi o ad avvicinarti. Essere credenti indica che si è certi che una certa religione sia giusta. Si crede a quella e la si segue e così, si è sia credenti che religiosi.
Battiato era contro l’ateismo inteso come mancanza di senso religioso nelle persone, non la negazione di un Dio Creatore, fattosi uomo per la salvezza di tutti. La sua vita, anche se abbastanza lunga, non gli ha permesso di trovare la via giusta e la ricerca è rimasta l’unica cosa che lo portasse alla ‘salvezza’. Non per questo, i messaggi dei suoi brani legati ad altri punti del cristianesimo in cui egli credeva, devono essere scartati.
Ad esempio, La cura è la rappresentazione di un amore vero che ogni credente di qualsiasi religione può condividere. A noi resta l’esempio di un uomo che cercava di capire e che non intendeva alcuni punti fondamentali del cristianesimo perché non si sentiva ‘rassicurato’, ma convinto che, da qualche parte, una risposta ci fosse e che combatteva l’assenza della spiritualità nelle persone. Questa è il primo passo per tutto. Cosa possiamo imparare allora da lui? Apriamo occhi, orecchie e cuore alla Parola. Troveremo il modo di accettarla e viverla seguendo il filo delle nostre domande.
Fonti:
• https://www.aclibergamo.it/
• https://fondazionepatriziopaoletti.org
• Wikipedia
• Il Timone
Fabrizio Venturi apre le iscrizioni al DDT Music Festival: trampolino verso Sanremo
Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per la nona edizione del DDT Music Festival, in programma dal 19 al 21 novembre 2025 a Sesto Fiorentino, all’interno della prestigiosa cornice del Salone Rinascita, storico palcoscenico della musica italiana.
La direzione artistica è affidata a Fabrizio Venturi, che condurrà la serata finale insieme ad un noto presentatore italiano, il cui nome sarà reso noto nei prossimi giorni. La giuria sarà composta da autori, artisti e produttori del panorama musicale italiano. Tra i nomi confermati: il produttore Michele Schembri, il cantautore Gianni Drudi e, salvo impegni, Maurizio Solieri, chitarrista storico di Vasco Rossi e autore di brani iconici come ‘C’è chi dice no’.
Il Festival si rivolge a cantautori, interpreti e band che potranno esibirsi con brani editi, inediti o cover, sia in lingua italiana che straniera. La caratteristica distintiva del DDT Music Festival è la possibilità, per tutti i 24/30 artisti selezionati, di partecipare di diritto al Sanremo Cristian Music Festival 2026, giunto alla quinta edizione.
La missione del Festival è quella di sostenere i giovani artisti nella realizzazione del proprio percorso musicale. Per questo: primo, secondo e terzo classificato riceveranno una borsa di musica per lo sviluppo del loro progetto artistico, un contratto discografico con promozione e distribuzione digitale, oltre alla partecipazione garantita al Festival della Canzone Cristiana di Sanremo 2026.
Tutti i concorrenti riceveranno un premio di riconoscimento e l’accesso diretto alla fase finale di selezione per il Festival sanremese, come ha ricordato Fabrizio Venturi: “Il regolamento è già pronto, scritto a suo tempo insieme al mio grande amico Sergio Japino e rivisto per questa nuova edizione. Il nostro obiettivo è stimolare e valorizzare le belle voci in un periodo così povero di qualità musicale. Solo aiutando concretamente i giovani talenti potremo ridare un futuro alla musica vera, quella scritta da musicisti autentici e destinata a restare nella memoria”.
Riguardo alla partecipazione al Sanremo Cristian Music Festival, Venturi ha sottolineato: “Gli artisti dovranno presentare una canzone a tema, di ispirazione cristiana. La Christian music appartiene a tutti: basti pensare a My Sweet Lord di George Harrison, Let It Be di Paul McCartney o Across the Universe di John Lennon. Vogliamo allargare gli orizzonti della musica italiana”.
Regolamento, modulo d’iscrizione e aggiornamenti sono disponibili sulla pagina ufficiale Facebook facebook.com/festivalddtmusic oppure scrivendo a dischideltriciclo@gmail.com.
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Fabrizio Venturi torna in tutti i negozi di dischi con ‘Volo Libero’
‘Volo Libero’, l’album del cantautore toscano Fabrizio Venturi, è ufficialmente nei negozi di dischi, grazie a un nuovo accordo di ristampa e distribuzione siglato tra la DDT Music (etichetta indipendente dell’artista) e la prestigiosa casa discografica Audioglobe.
Il disco sarà disponibile in tutta Italia in diversi formati fisici: Vinile (versione unplugged), CD Digipack (edizione speciale), CD Jewel Box (confezione classica), Musicassetta, in linea con il crescente interesse per il vintage. Ogni formato includerà libretti con fotografie esclusive e i testi delle canzoni.
Fabrizio Venturi è un artista fuori dagli schemi: con uno stile unico e riconoscibile, si distingue per il modo personale di scrivere e interpretare la musica. Lontano dalle mode del momento – dal rap alla dance, fino al pop commerciale – Venturi coltiva una visione musicale raffinata, capace di coniugare profondità autoriale e accessibilità pop. A rendere unico l’artista non è solo la sua musica, ma anche il look: elegante, originale, sempre in grado di distinguersi senza mai scadere nell’eccesso.
“Non ho mai seguito le tendenze – racconta Venturi – né ho voluto rincorrere mode passeggere. Ho sempre cercato un equilibrio tra la canzone popolare e la musica d’autore, tra l’anima rock e la melodia italiana”.
Fondamentale, nel percorso dell’artista, è stata la collaborazione con il grande Alberto Testa, autore e paroliere tra i più importanti della musica italiana, con all’attivo successi immortali come “Grande Grande Grande”, “Quando Quando Quando”, “Un anno d’amore”, “Innamorati a Milano”, “Io ti darò di più” e molti altri.
“Ho conosciuto Alberto Testa negli anni ’80 – ricorda Venturi – e spesso gli portavo le mie canzoni. Le trovava belle, ma non abbastanza da iniziare una collaborazione. Fino a quando, dopo un grave incidente nel 1995 e una lunga convalescenza, qualcosa in me è cambiato. Nuove emozioni, nuove ispirazioni. Quando gli feci ascoltare quei brani, mi disse: ‘Ora sì’. Da lì nacque la nostra collaborazione, durata fino alla sua scomparsa nel 2009. Il brano ‘Ora sì’, presente proprio in Volo Libero, porta il titolo di quella frase che ha cambiato la mia vita artistica. A lui dedico con amore questa ristampa”.
‘Volo Libero’ torna così a nuova vita, pronto a emozionare ancora una volta vecchi e nuovi ascoltatori, attraverso parole autentiche e musica senza tempo.
San Vincenzo De Paoli, una serata di musica e solidarietà al Camping Florenz del Lido degli Scacchi di Comacchio
La solidarietà torna al centro dell’estate comacchiese. Dopo l’esperienza dei mercatini solidali del mese di luglio, la Conferenza ‘San Cassiano e Immacolata Concezione’ del Consiglio Centrale di Ferrara della Società di San Vincenzo De Paoli prosegue la raccolta fondi per il progetto ‘Un tetto sopra la testa… anzi due’, dedicato alla ristrutturazione delle case di accoglienza ‘Casa della Serenità’ e ‘Piccola Casa del Povero’.
Il prossimo appuntamento sarà venerdì 5 settembre 2025, alle ore 21.00, al Camping Florenz del Lido degli Scacchi con il concerto a ingresso libero della tribute band Estasi – Eros Ramazzotti Tribute, nell’ambito della rassegna “Rock the Beach 2025 – Tribute Bands”. Nel corso della serata sarà illustrato al pubblico il progetto dell’Associazione e sarà possibile sostenere l’iniziativa attraverso una libera donazione ai volontari presenti.
“Le case di accoglienza, attive da oltre quarant’anni nel territorio comacchiese, oggi necessitano di importanti interventi di ristrutturazione per poter continuare a garantire ospitalità a chi ne ha più bisogno”, spiega Cecilia Cinti, Presidente della Conferenza San Cassiano e Immacolata Concezione del Consiglio Centrale di Ferrara.
Nate negli anni ’80, queste due case hanno beneficiato nel tempo solo di interventi di manutenzione ordinaria. “Oggi, l’usura, i cambiamenti climatici estremi e il mutare delle esigenze abitative rendono necessari lavori urgenti e straordinari: rifacimento dei tetti danneggiati dalle infiltrazioni, miglioramento del comfort abitativo, adeguamenti per promuovere la socializzazione tra gli ospiti e il benessere psicofisico” spiega la Presidente Cinti.
Entrambe le strutture offrono ospitalità gratuita, prevedendo soltanto un contributo simbolico commisurato alle possibilità di ciascuno. La Casa della Serenità ospita attualmente 12 donne: anziane sole, giovani madri con bambini, donne che hanno conosciuto la durezza della guerra o vissuto situazioni di grave disagio abitativo. I suoi 8 monolocali e 4 bilocali rappresentano per loro non solo un tetto, ma un luogo sicuro dove ritrovare serenità e ricostruire una quotidianità. La Piccola Casa del Povero, composta da 5 monolocali, accoglie uomini soli in condizioni di vulnerabilità.
Nel mese di luglio la Conferenza ‘San Cassiano e Immacolata Concezione’ ha partecipato a tre appuntamenti serali dei mercatini solidali: il primo al Porto di Garibaldi, il secondo il 15 luglio al Lido di Spina, il terzo il 24 luglio al Lido degli Estensi. Sono state tre serate all’insegna dell’artigianato locale, della condivisione e soprattutto dell’impegno verso chi vive situazioni di fragilità.
“Abbiamo destinato il ricavato sempre al progetto ‘Un tetto sopra la testa… Anzi due’. Anche se non si è raccolto quanto sperato – specifica Cecilia Cinti – l’iniziativa ha rappresentato un modo importante per far conoscere l’associazione con i suoi valori e i suoi obiettivi, oltre che le attività e i progetti in corso. Si sono rivelati anche una preziosa occasione di amicizia e collaborazione tra soci e volontari, che con entusiasmo si sono impegnati nell’allestimento e nella gestione dei banchetti” ha concluso la Presidente della Conferenza ‘San Cassiano e Immacolata Concezione’.
La serata al Camping Florenz del Lido degli Scacchi offrirà la possibilità a quanti vorranno di contribuire al sostegno di un progetto di rilevante valore sociale. La Conferenza ‘San Cassiano e Immacolata Concezione’ rinnova pertanto il proprio invito a partecipare e a contribuire alla riuscita dell’iniziativa. Ogni sostegno, economico o collaborativo, sarà fondamentale per consentire alle case di accoglienza di proseguire la loro missione: offrire ospitalità sicura e dignitosa a persone in condizione di fragilità: “Con l’aiuto della comunità – conclude la Presidente Cecilia Cinti – possiamo garantire la continuità di un servizio che da oltre quarant’anni è un punto di riferimento per il territorio e per quanti hanno bisogno”.
(Foto: Società San Vincenzo De’ Paoli)
Meeting di Rimini: alla scoperta degli spettacoli con Otello Cenci
Sono 17 gli spettacoli che fino a mercoledì 27 agosto animano le serate del Meeting dell’Amicizia tra i popoli a Rimini, che prende il titolo da una frase tratta da ‘I cori della Rocca’ di Eliot, ‘Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi’, che al Teatro Galli di Rimini ha aperto venerdì 22 agosto con lo spettacolo, diretto dal regista statunitense Jared McNeill, ‘The Rock – Cori da La Rocca’ ed interpretato da Sergio Castellitto (già in sold out), questa 46^ edizione, a cui seguirà un ricco palinsesto di opere teatrali e musica.
Ispirato all’opera omonima di T.S. Eliot, lo spettacolo inaugurale è un omaggio, tra musica e recitazione, al poeta inglese, figura centrale della letteratura del XX secolo, ma è anche l’album di esordio dello stesso McNeill, realizzato in collaborazione con il compositore Claudio Scarabottini. Le musiche, che spaziano tra elettronica pop, gospel, blues e world music, si fondono con le voci intense degli interpreti, restituendo nuova forza ai versi di Eliot.
Sempre al Teatro Galli, domenica 24 agosto, è in programma ‘Joseph & Bros’, una raccolta di storie e frammenti di vita dal carcere che, in una cella dove la convivenza forzata tra tre uomini diventa occasione di confronto, mettono in discussione stereotipi, pregiudizi e distanze culturali.
Però, come ogni anno, gli spettacoli e i concerti del Meeting vanno in scena anche in Fiera: come ‘La fregatura di avere un’anima’ di e con Giacomo Poretti, che sabato 23 ha esplorato il mistero dell’essere genitori: uno spettacolo scritto e interpretato dall’attore milanese in occasione dei 50 anni di Tracce.
Mentre lunedì 25 agosto nell’Auditorium Isybank D3, si potrà ascoltare la ‘Serenata per archi’ di Dvořák, suonata dai giovani musicisti e professionisti dell’Orchestra Enzo Piccinini, un vero e proprio inno all’umano attraverso la musica classica; l’ensemble che dà vita a questo concerto porta il nome del medico scomparso nel 1999 al quale la storia del Meeting è legata tanto che l’anno scorso gli è stata dedicata una mostra.
Sempre in città, al Teatro Tarkovskij, gli studenti del liceo ‘Don Gnocchi’ di Carate Brianza (MB) portano in scena ‘La bottega dell’orefice’ (anche questo sold out) di Karol Wojtyla ed, alla Corte degli Agostiniani, il gruppo corale e strumentale ‘Ologramma’, fatto di musicisti, musicoterapeuti e ragazzi fragili, tutti accomunati dall’amore per la musica, propone ‘Peace rock: Step made of songs’, un viaggio sonoro ed umano, dove ogni brano diventa occasione per avvicinarsi e conoscersi. Al Teatro Galli si torna martedì 26 agosto per ascoltare brani da ‘Le Confessioni di sant’Agostino’ (altro sold out) con Alessandro Preziosi: un viaggio nel cuore dell’anima, grazie a un testo che è tra i più profondi e influenti della tradizione cristiana e della letteratura mondiale.
E poi ancora tanta musica dal vivo nelle Piscine della Fiera: da Zapotec di Francesco Picciano, ai The Sun, band rock con un’anima (e un seguito) incredibile, fino al concerto dei Rotattada, la band del CLU di Bologna, nata da una forte amicizia all’interno del movimento. Due eventi ricordano poi l’artista e l’uomo Lucio Dalla, la sua genialità e ironia: la lezione e spettacolo ‘Se io fossi un angelo’ di Cristiano Governa e la serata ‘Aspettiamo senza avere paura, domani’, tra racconto e canzone. Infine nella serata conclusiva un omaggio, con il concerto-tributo, a Claudio Chieffo nell’ottantesimo dalla nascita; e la quinta edizione del Meeting Music Contest, competizione musicale nata dalla sinergia con il Mei di Faenza, senza dimenticare la rassegna di spettacoli, ancora più ampia e varia degli anni scorsi, al Villaggio Ragazzi, serate comprese.
Per vedere meglio le opportunità ‘spettacolari’ offerte dal Meeting dell’Amicizia tra i popoli, abbiamo incontrato Otello Cenci, responsabile degli spettacoli: come è possibile costruire nei luoghi deserti con mattoni nuovi attraverso gli spettacoli?
“Il titolo, tratto dall’opera di T.S. Eliot del 1934, evoca la speranza di ricostruzione: là dove tutto sembra arido (relazioni, senso, comunità) la cultura e l’arte possono diventare ‘mattoni nuovi’. Gli spettacoli del Meeting non sono evasione, ma esperienze vive di incontro, bellezza e verità: momenti in cui l’arte riaccende lo sguardo, crea legami e restituisce memoria e fiducia”.
Infatti lo spettacolo inaugurale è stato ‘The Rock’: perché il Meeting ha accettato questa sfida?
“The Rock è uno spettacolo che intreccia musica, poesia e teatro, ispirato al celebre poema di Eliot ‘Choruses from The Rock’. Le musiche, che spaziano dall’elettronica al pop, dal gospel al blues e alla world music, sono firmate da Claudio Scarabottini, in collaborazione con l’artista statunitense Jared McNeill. E’ un progetto che unisce generazioni (giovani non professionisti e artisti di grande esperienza come Sergio Castellitto) per offrire al pubblico un’esperienza intensa e suggestiva, capace di far risuonare le domande provocatorie di quest’opera poetica”.
Inoltre il Meeting si chiude con un tributo a Claudio Chieffo: quanto ha costruito con mattoni nuovi in luoghi deserti?
“Claudio Chieffo ha costruito ovunque ‘mattoni nuovi’ con la vivacità di una vita piena di amicizia, gioia e condivisione. La sua arte, radicata nell’esperienza di fede nata in Comunione e Liberazione, si è espressa in decine di brani originali e profondi. La serata sarà una festa condotta dai figli Martino e Benedetto, che proporranno i pezzi più giocosi e divertenti del padre: un omaggio che celebra vita, libertà e amicizia autentica”.
In questo percorso il pubblico sarà aiutato da ‘Le Confessioni di sant’Agostino’ con Alessandro Preziosi: un testo che racconta che questa costruzione non è inutile?
“Le Confessioni sono un cammino di ricerca interiore, fragilità e grazia. Con la sensibilità di Alessandro Preziosi, il testo di Agostino diventa voce intensa di un’esperienza spirituale viva. Ci ricorda che ogni costruzione di verità e di bene, anche se silenziosa o nascosta, genera futuro e significato”.
In conclusione: una settimana piena di occasioni da non perdere?
“Assolutamente sì. Sarà una settimana ricca di appuntamenti, da scoprire sul sito del Meeting di Rimini, che coinvolgeranno l’intero territorio. Presso il Teatro Galli, oltre agli spettacoli già citati, andrà in scena il divertente e significativo ‘Joseph and Bros’, tratto dal testo di Ignazio De Francesco. Sul Palco delle Piscine della Fiera, tutte le sere, musica d’autore ed, in particolare, la serata finale della quinta edizione del Meeting Music Contest, organizzata in collaborazione con il MEI di Faenza, con centinaia di iscritti e sei finalisti che si esibiranno davanti a una giuria presieduta da Cristiano Godano, voce e leader dei Marlene Kuntz, e da Casadilego, vincitrice di X Factor 2020.
Nell’Auditorium della Fiera di Rimini si potrà assistere al capolavoro sinfonico di A. Dvořák, Serenata per archi op. 22, diretto dal maestro Emmanuele Lo Russo ed eseguito dall’Orchestra Piccinini, composta da giovani talenti provenienti da prestigiose formazioni italiane ed estere. Sempre in Auditorium, sarà proposto il monologo ‘semiserio’ di Giacomo Poretti ‘La fregatura di avere un’anima’. Un calendario ricco di appuntamenti per interrogarsi, divertirsi e iniziare a costruire con mattoni nuovi”.
(Foto: Meeting Amicizia tra i Popoli)




























