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Dal Giffoni Film Festival un messaggio: la pace non è utopia, ma un impegno quotidiano

Premio Ercole per Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana, ospite della sezione ‘Impact!’ al Giffoni Film Festival, per ‘il suo instancabile impegno umanitario, testimone di un’Italia che protegge, accoglie e non si arrende’ che nell’incontro con i giffoner ha toccato molti temi (dalla situazione umanitaria a Gaza al cambiamento climatico, passando per l’emigrazione):

“Sono contento di essere qui, davanti a una platea di giovani. I giovani si dice che sono il futuro. Per me è inaccettabile. Perché sì, sono anche il futuro, ma i giovani sono soprattutto il presente. L’errore più grande che noi adulti facciamo è parlare di giovani e non parlare con i giovani… Questo incontro mi ricorda l’assemblea di istituto di oltre 30 anni fa quando nel mio liceo venne la Croce Rossa e io decisi di diventare volontario”.

Diversi i temi oggetto delle domande. Ad iniziare dalla crisi climatica e dal ruolo della Croce Rossa: “Siamo in una fase in cui non ci possiamo preoccupare più solo della prevenzione ma ci dobbiamo occupare della mitigazione, cioè di mitigare gli effetti che i cambiamenti climatici hanno su di noi. Tutto questo anche per via del fatto che troppo spesso qualcuno ha messo in dubbio il cambiamento climatico”.

Al centro del dibattito, anche la criminalizzare delle organizzazioni non governative: “Negli ultimi dieci anni c’è stata una sorta di involuzione nei confronti di chi aiuta gli altri. Aiutare gli altri prima era considerato un atto da lodare, oggi quasi un atto da fessi; chiunque portava aiuto ha iniziato a essere guardato male. Eppure, noi abbiamo cercato di sottolineare davanti ai governi, inutilmente, che il portare aiuto risponde non solo al principio di portare amore alle proprie comunità, ma anche al rispetto delle convinzioni di Ginevra”.

Il riferimento è anche al portare aiuto a chi arriva dal mare, sempre “in base a convenzioni che gli Stati hanno firmato. Parliamo, cioè, di impegni che lo Stato ha preso. Invece, quanto ai migranti, è passata l’idea che chi viene è un fannullone e chi aiuta sta aiutando fannulloni. Niente di più falso”. Valastro ha ricordato che la Croce Rossa Italiana è presente nei porti di diverse città, “a Lampedusa e non solo. Quando arrivano quelle persone, le situazioni di violenza a sconforto che ascoltano volontari e operatori sono tante. Prendersela con chi aiuta è incomprensibile non solo sotto un profilo umano, ma ancora prima sotto un profilo logico”.

Il discorso è arrivato inevitabilmente alla situazione in corso nella Striscia di Gaza: “Non è mai troppo tardi perché qualcuno possiamo salvarlo ma quello che sta succedendo quasi nel silenzio istituzionale è irrazionale… Nella Striscia di Gaza è iniziato qualcosa che va fuori dalle regole. Ovviamente va fuori dalle regole l’attacco di Hamas e il fatto che Hamas abbia torturato e tenga ancora in ostaggio le persone. Ma è fuori dalle regole attaccare la popolazione civile addirittura mentre sta andando a prendere gli aiuti umanitari. E’ fuori dalle regole non consentire alla Croce Rossa di portare aiuti. E’ fuori dalle regole bombardare ospedali: attaccare un ospedale ha come scopo solo creare sofferenza ulteriore”.

Infine ha invitato a non assuefarsi al male: “Non credo che ci possiamo assuefare a una cosa del genere, non credi sia possibile. E se lo credessi dovrei togliermi l’emblema che porto e fare un’altra cosa… Stiamo cercando di spingere il governo israeliano a farci rientrare. Lo stiamo facendo in silenzio”.

Inoltre il tema di #Giffoni55 si è amplificato per una missione capace di costruire un futuro, come sottolineano il presidente onorario Generoso Andria e la direttrice Alfonsina Novellino: “In un tempo in cui tutto corre veloce, fermarsi per ascoltare il silenzio del cuore è un atto rivoluzionario. La fede è luce nei momenti bui, la pace è il dono più grande che possiamo coltivare e trasmettere. Con piccoli gesti, con parole sincere, con la forza dell’ascolto e della speranza, possiamo essere strumenti d’amore.

Che ogni giorno sia occasione per tendere la mano, per scegliere la gentilezza come forma di coraggio. Fondazione Aura crede in un mondo dove la pace non è utopia, ma impegno quotidiano. Un mondo dove la fede diventa azione, e l’amore per l’altro diventa strada da percorrere insieme”.

Infatti nell’ambito di questa finalità sociale, si inserisce il Premio AURA, rappresentate la Nike di Samotracia. Maestosa, protesa in avanti, avvolta dal vento della storia e del destino, la Nike di Samotracia è da secoli simbolo universale di vittoria. Non una vittoria qualunque, ma quella che nasce dal movimento, dalla resistenza, dalla bellezza dell’agire umano in armonia con lo spirito e il tempo. Da questa potente immagine prende forma il Premio AURA, concepito come un riconoscimento autentico e profondo a chi incarna i valori della forza, della costanza, della condivisione e dell’unione.

Ad introdurre l’incontro è stato il fondatore e direttore di Giffoni, Claudio Gubitosi, che ha ricordato il lungo percorso di collaborazione con Fondazione Con il Sud e con l’impresa sociale Con i Bambini, nato con il progetto ‘Sedici modi di dire ciao’: “Abbiamo scelto di lavorare nelle regioni che amiamo di più, quelle che hanno più bisogno di noi. Luoghi che ci riportano alle nostre origini, a una povertà che era dignitosa. Abbiamo fatto tanto e bene. Ringrazio il Dipartimento Progetti Speciali, guidato da Marco Cesaro, per il lavoro svolto in questi anni”.

Ad illustrare il senso e lo spirito della campagna Ortensia Ferrara, responsabile dei Progetti Editoriali e Comunicazione di Con i Bambini: “Non sono emergenza nasce dall’idea che i ragazzi non sono un problema da gestire, ma protagonisti da ascoltare. Abbiamo usato strumenti diversi: una panchina per raccogliere storie, cartoline, pubblicazioni come quello di Carlo Beorchia. Immagini e video per raccontare la loro ricerca di benessere psicologico, è stata la linea dominante della campagna”.

Visibilmente emozionata la regista Arianna Massimi, ha condiviso la genesi del documentario: “E’ un progetto che nasce da me adolescente. Ho voluto raccontare un mondo interiore fatto di difficoltà che ho vissuto in prima persona. La salute mentale è un tema da affrontare anche in termini collettivi, quasi epidemici. Con questo lavoro ho voluto dare forma alla dimensione condivisa del dolore e della fragilità. Era giusto e necessario che ‘Non sono emergenza’ fosse una campagna online perché doveva utilizzare proprio quegli strumenti che spesso amplificano condizione di disagio”.

A chiudere l’incontro, le parole del fotografo Riccardo Venturi, che ha ideato e partecipato alla campagna con i suoi scatti: “Questi ragazzi sono, oserei dire, la parte sana di una società malata. Hanno il coraggio di metterci la faccia anche per noi. Con le loro testimonianze non hanno solo voluto lanciare un grido di dolore, ma dare uno squillo di tromba, suonare la sveglia ai loro coetanei, a chi vive la loro stessa condizione, il loro stesso disagio ma non lo esprime”.

(Foto: Giffoni Film Festival)

Al Giffoni Film Festival trionfa la famiglia

Applausi, sorrisi ed emozioni hanno accompagnato, ancora una volta, la giornata finale della 54^ edizione di Giffoni: 5000 giurati provenienti da oltre 33 Paesi nel mondo, nel corso dei 10 giorni del festival hanno avuto modo di vedere e commentare film incentrati su tematiche attuali come l’inclusività, il rapporto con la famiglia, la solitudine, le difficoltà nell’accettarsi e nel farsi accettare dalla società e la voglia di riscattarsi e di non lasciarsi mai sopraffare dalle avversità della vita.

Al termine delle votazioni, i giurati delle sezioni ELEMENTS+6; ELEMENTS +10; GENERATOR +13; GENERATOR +16; GENERATOR +18, GEX DOC E PARENTAL EXPERIENCE hanno scelto il film e il cortometraggio che sono stati insigniti del prestigioso Gryphon Award.

La sezione ELEMENTS +6 ha votato il film LAMPO, THE TRAVELLING DOG (Polonia) della regista Magdalena Niec. Una storia basata sul forte legame tra un cane pastore dal pelo bianco e soffice come una nuvola e la sua compagna di avventure, Zuzia malata di cuore. Contro tutto e tutti, il fedele Lampo dimostra al mondo intero di essere pronto a salvare la vita della sua piccola amica.

I giurati della sezione ELEMENTS +10 hanno decretato come primo classificato il film WINNERS (Germania) della regista Soleen Yusef. Quando le barriere culturali e linguistiche impediscono l’inserimento nella società ad una famiglia curda arrivata a Berlino, ci pensa lo sport ad azzerare le distanze. Mona, è una giovane calciatrice di talento e grazie al professore Mr Che, farà in modo di regalare grandi soddisfazioni a lei e alla sua famiglia.

La categoria GENERATOR +13 ha scelto il film DÌDI (USA) del regista Sean Wang. Le origini cinesi del tredicenne Chris Wang sono un ostacolo nell’interagire con i suoi amici americani. Gli scontri con la famiglia e alcune incomprensioni con i compagni di scuola, lo portano a scontrarsi con una dura realtà.

Il miglior lungometraggio per la sezione GENERATOR +16 è stato il film TUESDAY (USA/UK) della regista Daina Oniunas Pusić. Il rapporto tra la Morte, rappresentata da un pappagallo Ara e una bambina malata terminale, racconta una storia dove il tempo è la cosa più preziosa che si possa avere in questa vita. Tra le due si instaura un legame, che porterà la Morte a voler concedere più tempo a Tuesday, per poter dire addio alla mamma Zora.

Per concludere, la giuria composta dai juror più adulti, i GENERATOR +18 ha votato come primo classificato il film SUMMER BROTHER (Paesi Bassi/ Belgio) del regista Joren Molter. Lucien è un ragazzo con gravi problemi fisici e in vista delle vacanze estive, il fratello Brian e il padre Maurice, decidono di far tornare nella loro casa mobile, il giovane ricoverato in clinica, in cambio di una ricompensa in denaro. Trovandosi solo Brian a doversi occupare del fratello disabile, ben presto si renderà conto di dover prendere una drastica decisione.

Per la sezione GEX DOC, a vincere è stato il film SILENT TREES (Polonia/Germania/Danimarca) della regista Agnieszka Zwiefka. La drammatica perdita della mamma, porta l’adolescente curda Runa a doversi prendere cura dei suoi quattro fratelli e di suo padre in depressione. Con il sogno di diventare avvocato e con la costante paura di essere rimpatriata in Iraq, Runa inizia a disegnare su un quaderno tutto ciò che prova.

Per i cortometraggi, i giurati più piccoli del Giffoni Film Festival 2024, gli ELEMENTS +3, hanno scelto HUG ME (Corea del Sud) del regista Jeong Yun-Jeong. A causa di un incidente, un palloncino rimane intrappolato nel deserto dove incontra un cactus solitario. Riuscirà il cactus ad aiutare il palloncino a tornare da dove è venuto?

A seguire, gli ELEMENTS +6 hanno votato il cortometraggio HOMEWORK (Spagna) del regista Nacho Arjona. Una matita e i suoi amici utilizzano le loro abilità uniche per aiutarsi a vicenda in situazioni inaspettate, all’interno della scuola dove vivono tutti insieme.

Per la sezione ELEMENTS +10, si è aggiudicato il Grifone il cortometraggio YUCK! (Francia) del regista Loïc Espuche. Che schifo! Le coppie che si baciano sulla bocca sono disgustose. E la cosa peggiore è che non puoi ignorarli: quando le persone stanno per baciarsi, le loro labbra diventano tutte rosa e lucenti. Il piccolo Léo ride di loro, come tutti i bambini del campo estivo. Ma ha un segreto che non dirà mai ai suoi amici: la sua bocca ha iniziato a luccicare.

Ed infine per la categoria PARENTAL EXPERIENCE è stato scelto BURUL (Kirghizistan) del regista Adilet Karzhoev. Una studentessa delle scuole superiori rurali, Burul, è interessata al wrestling. L’allenatore di wrestling non le permette di frequentare la palestra maschile e la ragazza si allena a casa da sola. Il padre di Burul crede che il wrestling non sia per le ragazze e le proibisce di allenarsi. Intanto, un ragazzo di un villaggio vicino, dopo diversi tentativi falliti di parlarle, decide di rapirla per sposarla.

Inoltre i numeri non tradiscono: nei giorni del festival sono stati oltre 355 articoli pubblicati sui principali quotidiani, 1847 articoli sul web, 369 servizi televisivi. Ma quelle che contano sono le presenze, l’umanità che si respira in ogni angolo del #Giffoni54: 5mila juror da 33 nazioni diverse, oltre 300mila presenze in dieci giorni, 130 film in concorso, oltre 300 ospiti distribuiti nelle varie sezioni con una novità che ha trasformato tutto in straordinarietà nell’ordinario: la Sport Arena con 1500 presenze giornaliere per il #GiffoniSport. I numeri sono stati affidati al direttore generale Jacopo Gubitosi, le emozioni al direttore artistico Luca Apolito. Per la parte istituzionale era presente il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola che ha ribadito che questa edizione è avvenuta grazie al supporto di palazzo Santa Lucia che ha finanziato in gran parte l’evento:

“Ho visto il gioco della parola. Avrei partecipato e avrei detto ‘visione’. Giffoni è questo. Quando nel 1971 un visionario munito solo di una sua idea, senza avere alle spalle poteri finanziari, politici, potentati, banche o multinazionali, decise di impegnarsi in questo progetto, lo ha fatto scommettendo con una visione ma anche una passione e competenza. Se hai solo visione, resti un visionario astratto”.

Le conclusioni sono state affidate, infine, all’ideatore e fondatore del festival Claudio Gubitosi: “Tante volte mi hanno chiesto come abbia fatto Giffoni ad essere sempre puntuale, attento, premuroso, ad anticipare perfino mode e pensieri, a crescere senza crescere, a svilupparsi e non cambiare mai nella sua identità e soprattutto ad aggiungere, pezzo dopo pezzo, valori alla sua storia.

Per poter continuare a farlo bisogna avere determinazione e non bisogna assolutamente girarsi indietro per vedere quello che hai fatto, un poco insoddisfatto ma sempre con occhi che guardano al futuro. Poi bisogna avere il coraggio di distruggere e ricostruire. Negli anni è successo almeno 5-6 volte, bisognava abbandonare delle cose per viverne altre…

Quest’anno abbiamo vissuto un miracolo. Abbiamo superato delle barriere che potevano sembrare insormontabili ma abbiamo lavorato sempre in silenzio, senza fare molta pubblicità. Giffoni ai ragazzi dà tanto, per noi è tutto, dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo metterci ancora di più tutti insieme non tanto per proteggere il #Gff, che si autoprotegge, ma per far capire agli altri cos’è Giffoni, un patrimonio nazionale e internazionale”.

(Foto: Giffoni Film Festival)

Al Terni Film Festival il prof. Bartoli racconta il seguito inedito di ‘Fratello Sole, Sorella Luna’

Liberamente ispirato alla vita e alle opere di san Francesco d’Assisi ‘Fratello Sole, Sorella Luna’ è il film che nel 1972 è valso a Franco Zeffirelli il David di Donatello come ‘miglior regia’ e la candidatura all’Oscar come ‘migliore scenografia’ ed un successo di pubblico.

Dal GiffoniFilmFestival un sostegno alla natalità

Giovani

In un momento di incertezza, GiffoniFilmFestival sta al fianco delle famiglie e nell’anno della 50^ edizione ecco un’altra iniziativa: un inedito bonus bebè, un simbolo, un gesto che vuole essere la conferma del sostegno e della vicinanza a chi ha deciso di realizzare il proprio progetto di vita attraverso una nascita, come ha spiegato Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Opportunity:

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