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Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo

Scusa Francesco  (Sorry Frank) sono tutti i santi giorni  sempre  in aula, il discorso è serio ed impegnativo eci tengo ad interloquire in merito con una persona come te. Volevo  effettuare un’analisi multidisciplinare  (come tu fai nel trattare qualsiasi tematica di cui hai cognizioni)  della ‘Dichiarazione Fiducia Supplicans’ ma adesso non ce l’ho fatta per il motivo di cui sopra. Le info che ho risalgono ad un servizio che ho ascoltato al tg di tv2000 , in cui si chiariva che con tale dichiarazione non si intendeva per nulla confondere il sacramento del matrimonio con  la benedizione proposta nelle situazioni proposte di situazioni irregolari o unioni tra persone dello stesso sesso.

 Stabilendo non un rito o un luogo che possa assimilare tale atto come riconoscere un’equipollenza al sacramento. quindi fin qua tutto come da tradizione. il problema nasce dall’ estensione del concetto di benedizione facendola uscire dall’ambito ritualistico per includerlo come pratica pastorale, ed in questo siamo nell’alveo di papa Francesco, di accogliere tutte quelle persone che in situazioni particolari si trovano fuori dai canoni semplici stabiliti. il problema mi nasce davanti a due dello stesso sesso che convintamente  vogliono unirsi e che non intendono recedere perchè quella è la loro unione “ naturale”. A questo punto la benedizione dovrebbe essere fatta con l’auspicio che lo Spirito Santo possa illuminare le coscienze di entrambi e agire consapevolmente di conseguenza. Ti faccio un paragone S. Paolo prima della folgorazione/conversione sulla via di Damasco era fermamente convinto ed in buona fede di essere nel giusto in quello che faceva anzi ne ha vantato le sue origini e il suo operato.

NELLA LETTERA AI FILIPPESI PAOLO VANTA LE SUE ORIGINI: “CIRCONCISO ALL’ETÀ DI OTTO GIORNI, DELLA STIRPE D’ISRAELE, DELLA TRIBÙ DI BENIAMINO, EBREO FIGLIO DI EBREI; QUANTO ALLA LEGGE, FARISEO; QUANTO A ZELO, PERSECUTORE DELLA CHIESA; QUANTO ALLA GIUSTIZIA CHE DERIVA DALL’OSSERVANZA DELLA LEGGE, IRREPRENSIBILE” (FIL 3,5-6). IN GAL 1,13-14 EVIDENZIA LA PROPRIA INTRANSIGENZA COME PERSECUTORE: “VOI AVETE CERTAMENTE SENTITO PARLARE DELLA MIA CONDOTTA DI UN TEMPO NEL GIUDAISMO: PERSEGUITAVO FEROCEMENTE LA CHIESA DI DIO E LA DEVASTAVO; SUPERANDO NEL GIUDAISMO LA MAGGIOR PARTE DEI MIEI COETANEI E CONNAZIONALI, ACCANITO COM’ERO NEL SOSTENERE LE TRADIZIONI DEI PADRI”.

L’apparizione di Gesù sulla via di Damasco costringe Paolo a ristrutturare tutto il suo mondo interiore. In quanto fariseo credeva nella risurrezione. Ora Gesù, vivo, si fa riconoscere da lui come colui che Dio Padre ha glorificato e che, nello stesso tempo, manifesta la sua vita Risorta nella Chiesa creando con essa una nuova storia. Non solo: dalla Risurrezione risulta confermato quanto Gesù diceva di sé, di essere venuto e di donare se stesso per la salvezza di tutti gli uomini. Pertanto, in Paolo l’attitudine di difensore della tradizione di Israele si rovescia nell’impegno di mettere tutti a contatto vivente, per mezzo della tradizione della comunità, con l’intenzione salvifica del Cristo Risorto.

In questo modo Paolo riconosce che la Legge non può liberare dal peccato, se il Figlio di Dio è dovuto morire per espiare i peccati; anzi, se la Legge ha fornito le ragioni ad alcuni Israeliti per condannare il Figlio di Dio, quel modo di interpretarla non ha più valore, si deve abbandonare. Da questo parallelo mi auguro che la benedizione sia un auspicio affinchè lo Spirito illumini le coscienze, la Chiesa, che è Madre, accoglie senza discriminare appunto come una madre farebbe e fa in queste situazioni nei confronti di propri figli che si trovano in queste situazioni. ti parlo per fatti di mia conoscenza vissute da miei amici e cugini di fede cattolica provata. e l’atteggiamento costante è stato l’accoglienza.

Fraternamente penso ciò, mi rendo conto che però avere un corpo e un cervello che non corrispondono a quello che è la norma che osserviamo nei grandi numeri in natura, non deve essere facile. Ecco perchè la pressione di fare apparire normali queste situazioni, e richiedere garanzie di diritti che in passato non ci sono stati…. il problema sai qualè  nella società contemporanea: che una coppia sposata regolarmente fra uomo e donna che mettono al mondo dei figli per formare una famiglia , rischia di trovarsi svantaggiata rispetto alle nuove realtà emergenziali o   di fatto che si sono create naturalmente o spinte da una pressione di lobby che alimenta una comunicazione discriminatoria al contrario.

Mio figlio ( che ha tutti gli attributi…) fa il ….. , lavora a …… nel campo della comunicazione rivolto ad imprese, ha approcciato all’inizio il settore della moda, e mi dice “papà in quel mondo se vuoi andare avanti , non conta la tua professionalità, ma devi essere di un certo tipo e disponibile alle avances da parte di persone che hanno il  potere in materia e ti vorrebbero  selezionare sulla base di  altre prestazioni…..”.

Per cui sulla base di questo stato di fatto , questo mondo non è sempre compatibile col il sistema di valori che ha fatto suo e che ha respirato in famiglia. Rispetto reciproco, non prevaricazione. Scusami se mi sono dilungato, ma so che l’argomento è divisivo. Papa Francesco stesso ci dice che la Chiesa è stata da sempre  percorsa da discussioni e Pietro garantisce l’unità , quindi preghiamo per Pietro così come egli da subito ha richiesto e non credo tanto per la sua salute , ma piuttosto per onorare al meglio il suo ministero. e preghiamo intensamente lo Spirito Santo al fine di discernere al meglio le situazioni  grigie ed ingarbugliate.  E proprio con questo spirito Papa Francesco ha indetto il sinodo da svolgersi in tre anni sul tema della sinodalità, che non significa tifoserie contrapposte , ma armonia nella diversità, speranzosi nello Spirito che possa armonizzare alla fine le varie sintesi dei diversi tavoli che hanno raccolto le varie proposte da tutte le realtà di comunità sparse nel mondo. 

Qui vorrei ricordarmi del concetto caro a papa Francesco il tempo supera lo spazio https://it.aleteia.org/2016/05/26/ (perche-papa-francesco-dire-tempo-essere-superiore-spazio/). Questo di cui parliamo è un’applicazione pratica di come affrontare questi temi spinosi. Un abbraccio affettuoso, un augurio di buon anno, un caro saluto a te  ed auguri per il compleanno ed onomastico di  tua moglie Marcella Varia, insieme  operate  simbioticamente per glorificare la SS. Trinità e la Madre di Dio ( come mi hai già spiegato, conosce bene l’ambiente “de quo” in quanto  per decenni ha svolto una brillante attività professionale in Italia ed all’estero,  in contatto lavorativo anche con apprezzati/e, ottimi/e colleghi/e pure da te conosciuti/e, di cui si occupa per la prima volta in modo innovativo il nuovo  documento magisteriale “Fiducia Supplicans”).

Ciao caro Francescooooo.. (mon cher Francois) Auguri a te e Marcella
Io, come tu sai, docente di religione ed operatore pastorale il card. Sarah l’ho sempre stimato, come l’hanno sempre stimato tutti i pontefici da Giovanni Paolo II a Francesco. Per quel che concerne la sua lettera che ho letto sul sito dell’Espresso, chiarisce quei punti, grazie anche al magistero del nostro caro pontefice Francesco, che forse alcune interpretazioni legate ad una stampa poco oculata hanno dato. In questo periodo per alcuni documenti si va molto ad interpretazione, quella dettata dalla tradizione e dal magistero penso che sia la più corretta. Grazie.

Quinta Domenica di Quaresima: Gesù e la Nuova Alleanza

Il brano del Vangelo è un preludio alla passione e morte di Gesù; siamo ormai vicini alla festa di Pasqua. L’occasione è data da alcuni greci che chiedono di incontrare Gesù e si rivolgono ai discepoli. Li spinge forse la curiosità perché Gesù aveva risuscitato Lazzaro o perché pensavano di assistere a qualche miracolo. Gesù non si è incarnato per dare spettacolo di sé ma per rivelare all’uomo il senso vero della vita e quanto essa è preziosa al cospetto di Dio; questa nostra vita per la quale Gesù si è incarnato ed istituisce un’alleanza nuova con l’umanità, sancita a prezzo del suo sangue.

L’antica Alleanza era stata sancita tra Dio e Abramo; con Mosè era stata estesa a tutto il popolo ebreo e lo stesso Mosè ne aveva promulgato la legge: i dieci comandamenti, ‘osserva la mia legge, allora tu sarai il mio popolo, io sarò il tuo Dio’. L’Alleanza nuova, sancita da Gesù, è nuova perché scritta nel cuore dell’uomo: ‘Dio darà un cuore nuovo e uno spirito nuovo perché ogni uomo possa osservare la legge e i termini dell’alleanza’.

In questa dimensione acquista senso anche il soffrire, il patire: soffrire per il marito, per la moglie, per i figli, per il prossimo; soffrire a causa della giustizia, per la comunione, per la solidarietà, per il bene comune. Grazie alla nuova Alleanza Gesù diventa la vite e noi i tralci; Gesù è il Capo, noi le membra; Gesù è il buon pastore, noi le sue pecorelle. Un’Alleanza sancita con il sangue di Cristo in croce e non su due tavole di pietra; da qui l’espressione di Gesù: ‘Se il chicco di grano , caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto’.

Chi ama la propria vita e cerca solo di salvaguardarla, la perde; ma chi la perde in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Conoscere Gesù, cercare Gesù significa accettare e servire il suo progetto di amore; e Gesù aggiunge: laddove sono Io, là sarà anche il mio servitore e il Padre mio lo onorerà come onora me. L’invito di Gesù non mira a dover scegliere la sofferenza per la sofferenza, ma è invito a vivere, qualunque circostanza offra la vita, con amore vero: e Dio è amore.

Nel brano del Vangelo si evince che Gesù stava vivendo un momento cruciale e decisivo della sua vita;  riconosce che ‘è venuta l’ora’ ed ha la certezza di quello che succederà: ‘Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me’: anche i pagani siano essi greci o romani. Però se il chicco di grano non muore non può diventare una rigogliosa spiga. Sul capo di Gesù si addensano: l’ora delle tenebre e l’ora della luce, l’ora del Padre e l’ora dei nemici. Dal cielo allora arriva una voce: ‘L’ho glorificato e lo glorificherò ancora’, è la voce del Padre.

Alla folla presente Gesù chiarisce: ‘Questa voce non è venuta per me ma per voi’. L’ora di Cristo Gesù segna la nascita di un mondo nuovo; dalla croce scaturirà la vita eterna per i credenti. Il cristianesimo, come vedi, non è una recita da teatro, ma è operare ogni giorno la guarigione o rinascita che si effettua con la purificazione del cuore. Quei Greci del Vangelo avevano chiesto: possiamo vedere Gesù? 

Questo Gesù, ieri come oggi, anche se non fisicamente, è presente tra di noi: è presente nella Parola di Dio; è presente nei fratelli piccoli o grandi, sofferenti nel corpo o nello spirito, è presente nell’assemblea; è presente nell’Eucaristia: ‘Prendete e mangiate, questo è il mio corpo’. Oggi è facile incontrare Gesù: bisogna solo avere fede, fede viva. Bisogna vedere quale Gesù vogliamo vedere: se un Gesù, frutto di fantasia, come Erode e rimase deluso; o il Gesù inviato dal Padre: quel Gesù che ‘pur essendo Dio, imparò l’ubbidienza  da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna’.

Amico, forse ti fa paura la croce o ti spaventa il sacrificio; dimentichi che non si sale senza sforzo, non si raccoglie il frutto senza prima gettare il seme. Abbi fiducia nel Signore; dice infatti Gesù alla samaritana: ‘Chi beve di quest’acqua tornerà ad aver sete, ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà sete in eterno’. A me, a te la scelta con l’aiuto di Dio, ma ricordati sempre che la croce esprime sempre: amore, servizio, dono di sé senza riserve; solo essa è l’albero della vita.

 Elogio della paternità

Il Comitato Nazionale per la Salvaguardia della Patria, in breve CNSP, esiste nel Niger dal 26 luglio passato, giorno in cui è stato fatto prigioniero il presidente Mohamed Bazoum. Passano i mesi e il tema della Patria non accenna a diminuire, anzi, il patriottismo e i patrioti sono ormai i cittadini modello da imitare.

Assunzione al cielo della Vergine: ‘un segno grandioso’ di speranza

La solennità della Vergine Maria, assunta in cielo in anima e corpo, infonde speranza e ci incita a guardare il cielo, vera patria dell’uomo redento da Cristo Gesù. Maria indica la meta ultima del nostro pellegrinaggio terreno; ci  ricorda che tutto il nostro essere: anima e corpo, è destinato non a marcire in una fossa ma a risplendere nel regno dei cieli; questo è  il vero ‘tesoro nascosto o la perla preziosa’ per la quale Gesù esorta a trascurare tutto per entrarne in possesso.

Papa Francesco: la croce è l’amore più grande di Gesù

A Lisbona la giornata si è conclusa al parco Edoardo VII’ con la Via Crucis, animata dai giovani, che hanno rappresentato le scene con riflessioni con tutte le sensazioni dei giovani, dal bullismo alla paura della solitudine all’intolleranza e anche alla depressione, al problema del clima, della fama di molti paesi o alla tirannia del ‘corpo perfetto’ fino alla questione dei rifugiati, della disabilità o alla paura per una mancanza di futuro. A loro papa Francesco ha detto di non lasciarsi condizionare dal mondo, perché Gesù è il cammino, ‘Gesù cammina per me’:

Le radici francescane della missione in Cina di Matteo Ricci

Uno dei migliori amici d’infanzia di padre Matteo Ricci fu il suo concittadino nonché confratello gesuita Gerolamo Costa. Questo permise che nell’epistolario tra i due appaiano anche notizie circa le rispettive famiglie. Così nella lettera scritta dalla Cina il 14 agosto 1599 al padre Gerolamo, rettore del noviziato dei gesuiti a Roma afferma:

Solennità del Corpus Domini: Santissimo Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

Con la Pentecoste si conclude il tempo forte dell’anno liturgico durante il quale si è chiamati a meditare sul grande mistero delle nostra redenzione. Le due domeniche successive sono riservate rispettivamente a celebrare il mistero dell’unità e trinità di Dio e la festa del Corpus Domini: Dio ci ha amato da restare in modo visibile in mezzo a noi sotto le apparenze del pane e del vino come cibo e nutrimento delle nostre anime.

Da Narni un invito alla preghiera come san Giovenale

Martedì 2 maggio, alla vigilia della festa del patrono di Narni san Giovenale, si è svolta la cerimonia ‘De Cereis et Palii Offerendi’, l’offerta dei ceri e dei palii, con alcuni rappresentanti delle autorità comunali e pontificie, delle corporazioni, dei castelli, che hanno porto il proprio omaggio al vescovo della diocesi di Terni, Narni e Amelia, mons. Francesco Antonio Soddu, rinnovando così il gesto delle autorità comunali della città di Narni, delle sue contrade e dei rappresentanti delle arti, per l’offerta dei ceri a san Giovenale nelle mani del vescovo suo successore secondo gli statuti della città del 1371, come invito all’accoglienza, alla solidarietà e all’unità che trova la sua origine proprio nella testimonianza di san Giovenale primo vescovo di Narni vissuto nel IV secolo.

Papa Francesco: illazioni contro la memoria di san Giovanni Paolo II

“E purtroppo, in stridente contrasto con il messaggio pasquale, le guerre continuano, e continuano a seminare morte in forme raccapriccianti. Addoloriamoci per queste atrocità e preghiamo per le loro vittime, chiedendo a Dio che il mondo non debba più vivere lo sgomento della morte violenta per mano dell’uomo, ma lo stupore della vita che Lui dà e che rinnova con la sua grazia! Seguo con preoccupazione gli avvenimenti che si stanno verificando in Sudan. Sono vicino al popolo sudanese, già tanto provato, e invito a pregare affinché si depongano le armi e prevalga il dialogo, per riprendere insieme il cammino della pace e della concordia. E penso anche ai nostri fratelli e sorelle che in Russia e in Ucraina oggi celebrano la Pasqua. Che il Signore sia loro vicino e li aiuti a fare la pace!”

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