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Papa Leone XIV: con il pane c’è perdono

“Il Vangelo che abbiamo ascoltato è parola di salvezza per tutta l’umanità. In ogni luogo viene oggi proclamata questa Buona Notizia, che per la Chiesa in Camerun risuona come annuncio provvidenziale dell’amore di Dio e della nostra comunione. La testimonianza dell’apostolo Giovanni ci racconta infatti di una grande folla, come siamo noi adesso, qui. Per tutta quella gente, però, c’è pochissimo cibo: solo ‘cinque pani d’orzo e due pesci’. Osservando questa sproporzione, Gesù oggi chiede a noi, come allora chiese ai suoi discepoli: in che modo risolvete questo problema? Vedete quanta gente affamata, oppressa dalla fatica. Che cosa fate?”: ha domandato papa Leone XIV ai 120.000 fedeli radunati nello stadio a Douala.

Non ha usato tante parole per dire che il Vangelo interroga tutti: “Questa domanda è rivolta a ciascuno di noi: è rivolta ai padri e alle madri che custodiscono le loro famiglie. E’ rivolta ai pastori della Chiesa, che vegliano sul gregge del Signore. E’ rivolta a quanti hanno la responsabilità sociale e politica di guardare al popolo e al suo bene. Cristo rivolge questa domanda ai potenti e ai deboli, ai ricchi e ai poveri, ai giovani e agli anziani, perché tutti abbiamo fame allo stesso modo. Questa indigenza ci ricorda che siamo creature. Abbiamo bisogno di mangiare per vivere. Non siamo Dio: ma appunto, dov’è Dio davanti alla fame della gente?”

Domande che non attendono risposte, ma azioni come quella di Gesù, che benedice, davanti a 5.000 persone: “Un grave problema viene risolto benedicendo quel poco cibo che c’è e dividendolo per tutti quelli che hanno fame. La moltiplicazione dei pani e dei pesci accade nella condivisione: ecco il miracolo! C’è pane per tutti se a tutti lo si dona. C’è pane per tutti se viene preso non con una mano che afferra, ma con una mano che dona. Osserviamo bene il gesto di Gesù: quando il Figlio di Dio prende il pane e i pesci, anzitutto rende grazie. E’ riconoscente al Padre per un bene che diventa dono e benedizione per tutto il popolo”.

Attraverso la benedizione Gesù cambia la logica mondana: “Così facendo, il cibo abbonda: non viene razionato per emergenza, non viene rubato per contesa, non viene sprecato da chi si ingozza davanti a quanti non hanno nulla da mangiare. Passando dalle mani di Cristo a quelle dei suoi discepoli, il cibo aumenta per tutti, anzi, sovrabbonda. Ammirata per ciò che Gesù ha fatto, la gente esclama: ‘Questi è davvero il profeta!’, cioè colui che parla a nome di Dio, il Verbo dell’Onnipotente. Ed è vero, ma Gesù non usa queste parole in vista di un successo personale: non vuole diventare re, perché è venuto per servire con amore, non per dominare”.

Il miracolo consiste nel segno di cura del corpo e dell’anima: “Il miracolo che ha compiuto è segno di questo amore: ci fa vedere non solo come Dio nutre l’umanità con il pane della vita, ma come noi possiamo portare questo cibo a tutti gli uomini e le donne che hanno fame di pace, di libertà, di giustizia come noi. Ogni gesto di solidarietà e perdono, ogni iniziativa di bene è un boccone di pane per l’umanità bisognosa di cura. E tuttavia questo non basta. Al cibo che alimenta il corpo occorre infatti unire con uguale carità il nutrimento dell’anima, che alimenta la nostra coscienza, che ci sostiene nell’ora buia della paura, tra le tenebre della sofferenza. Questo cibo è Cristo, che sempre nutre in abbondanza la sua Chiesa e ci rafforza nel cammino con il suo Corpo”.

L’eucarestia trasforma il mondo, perché è un invito per tutti alla mensa: “Sorelle e fratelli, l’Eucaristia che stiamo celebrando diventa perciò sorgente di una fede rinnovata, perché Gesù è presente in mezzo a noi. Il Sacramento non ravviva un ricordo lontano nel tempo, ma realizza una ‘com-pagnia’ che ci trasforma, perché ci santifica. Beati gli invitati alla cena del Signore! Attorno all’Eucaristia, questa stessa mensa diventa annuncio di speranza nelle prove della storia e nelle ingiustizie che vediamo attorno a noi. Diventa segno della carità di Dio, che in Cristo ci invita a condividere quel che abbiamo, affinché sia moltiplicato nella fraternità ecclesiale”.

Attraverso il pane Gesù impegna ciascuno all’azione: “Il Signore abbraccia il cielo e la terra, conosce il nostro cuore e tutte le situazioni, lieti o tristi, che sperimentiamo. Facendosi uomo per salvarci, Egli ha voluto condividere i bisogni dell’umanità, a partire da quelli più semplici e quotidiani. La fame rivela allora non solo la nostra indigenza ma soprattutto il suo amore: ricordiamolo ogni volta che incrociamo lo sguardo con il fratello e la sorella che manca del necessario. Quegli occhi, infatti, ci ripetono la domanda posta da Gesù ai suoi discepoli: che fate per tutta questa gente? Certo, essere testimoni di Cristo, imitando i suoi gesti d’amore, comporta spesso difficoltà e ostacoli, sia fuori che dentro di noi, dove l’orgoglio può corrompere il cuore”.

E’ un invito speciale ai giovani: “Carissimi giovani, rivolgo soprattutto a voi questo invito, perché siete i figli amati della terra d’Africa! Come fratelli e sorelle di Gesù, moltiplicate i vostri talenti con la fede, la tenacia, l’amicizia che vi animano. Siate voi per primi i volti e le mani che portano al prossimo il pane della vita: cibo di sapienza e di riscatto da tutto ciò che non ci nutre, ma anzi confonde i nostri buoni desideri e ci ruba dignità”.

Soprattutto a non lasciare spazio alle illusioni: “Anche nel vostro Paese così fecondo, il Camerun, molti sperimentano la povertà, sia quella materiale sia quella spirituale. Non cedete alla sfiducia e allo scoraggiamento; rifiutate ogni forma di sopruso e di violenza, che illudono promettendo guadagni facili ma induriscono il cuore e lo rendono insensibile. Non dimenticate che il vostro popolo è ancora più ricco di questa terra, perché il suo tesoro sono i suoi valori: la fede, la famiglia, l’ospitalità, il lavoro. Siate dunque protagonisti del futuro, seguendo la vocazione che Dio dona a ciascuno, senza lasciarvi comprare da tentazioni che sperperano le energie e non servono al progresso della società”.

Un invito ad imitare le gesta del beato Chui: “Sì, il Signore libera dal peccato e dalla morte. Annunciare con costanza questo Vangelo è la missione di ogni cristiano: è la missione che affido specialmente a voi giovani e a tutta la Chiesa che vive in Camerun. Diventate la buona notizia per il vostro Paese, come lo è, ad esempio, il beato Floribert Bwana Chui per il popolo congolese”.

Ed ha concluso l’omelia ad annunciare la resurrezione di Gesù con gesti concreti: “Fratelli e sorelle, insegnare vuol dire lasciare il segno, come fa il contadino con l’aratro nel campo, affinché ciò che semina porti frutto. E’ così che l’annuncio cristiano cambia la nostra storia, trasformando le menti e i cuori. Annunciare Gesù Risorto significa tracciare segni di giustizia in una terra sofferente e oppressa, segni di pace tra rivalità e corruzioni, segni di fede che ci liberano dalla superstizione e dall’indifferenza. Con questo Vangelo nel cuore, tra poco condivideremo il Pane eucaristico, che ci sazia per la vita eterna. Con fede gioiosa, chiediamo al Signore di moltiplicare tra noi il suo dono, per il bene di tutti”.

(Foto: Santa Sede)

Ad Assisi il convegno di Azione Cattolica Italiana: voi stessi date loro da mangiare

Fino al 5 febbraio ad Assisi, presso la Domus Pacis, si svolge il Convegno nazionale degli Assistenti regionali, diocesani e parrocchiali di Azione cattolica, dal titolo ‘Voi stessi date loro da mangiare’. Un appuntamento che riunisce presbiteri e vescovi impegnati nel servizio dell’assistenza ecclesiale per riflettere sul ministero dell’Assistente dentro una Chiesa sinodale, missionaria e corresponsabile, nel solco del Cammino sinodale delle Chiese in Italia.

Al centro dei lavori, il tema degli ‘Assistenti pro-vocati dallo stile sinodale’, articolato attorno alle parole-chiave comunione, partecipazione e missione, con uno sguardo alle alleanze ecclesiali ed educative come forma concreta di corresponsabilità. Il convegno intende rileggere il rinnovamento ecclesiale sollecitato dal processo sinodale, valorizzando ministeri e carismi a partire dalla vocazione battesimale e ponendo al centro la relazione con Cristo e l’attenzione alle persone e alle comunità.

Il convegno si apre oggi con l’introduzione di mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, seguita da Testimonianze dal Cammino sinodale delle Chiese in Italia di Sofia Livieri, membro del Comitato nazionale, Claudio Di Perna, referente regionale Lazio, e Carmelo La Magra, presbitero dell’Arcidiocesi di Agrigento. La riflessione Per una Chiesa in stile sinodale, con gli interventi di Giorgio Nacci, docente di Teologia morale fondamentale presso la Facoltà Teologica Pugliese, e Ivana Pais, docente di Sociologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, offrirà poi l’occasione per interrogarsi su una Chiesa in ascolto, chiamata a rinnovare il proprio stile pastorale e la propria presenza nel contesto socio-culturale.

In serata, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, e alla Porziuncola si terrà un momento di spiritualità guidato da mons. Domenico Sorrentino, amministratore apostolico di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno. La giornata di martedì 3 febbraio sarà dedicata al tema della comunione, con l’approfondimento Consacrati al servizio di relazioni fraterne. La riflessione, affidata a mons. Gianpiero Palmieri, arcivescovo-vescovo di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto e vicepresidente della Cei, e don Enrico Castagna, rettore del Seminario Arcivescovile di Milano, metterà a fuoco la comunione presbiterale come dimensione essenziale del ministero ordinato e come risorsa per una missione condivisa nella Chiesa locale e nell’associazionismo.

La giornata proseguirà con momenti di lavoro laboratoriale e con la catechesi nella Basilica di Santa Chiara guidata da Francesco Piloni, ministro della Provincia Serafica ‘San Francesco d’Assisi’ dei Frati Minori dell’Umbria, dedicata alla fraternità presbiterale. In serata, la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Francesco sarà presieduta dal card. Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

Il tema della partecipazione sarà al centro dei lavori di mercoledì 4 febbraio, con una riflessione sul tema ‘L’amicizia e la corresponsabilità tra laici e presbiteri’. Gli interventi di p. Giacomo Costa, segretario speciale del Sinodo dei Vescovi, e Lucia Panzini, docente di Diritto canonico presso l’Istituto Teologico Marchigiano, aiuteranno a rileggere il servizio dell’Assistente come ministero di accompagnamento, dialogo e cura delle relazioni, nella prospettiva di una corresponsabilità ecclesiale sempre più concreta.

Nel pomeriggio, lo sguardo si allargherà alla missione, con la riflessione su ‘Ripensare la missione in termini di prossimità’, affidata a Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, e Pierpaolo Triani, docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. In serata, la celebrazione eucaristica nella Basilica di Santa Maria degli Angeli sarà presieduta dal card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Seguirà, dopo cena, l’incontro con l’attore Michele La Ginestra, protagonista su TV2000 della serie ‘Canonico’.

Il convegno si concluderà giovedì 5 febbraio con un dialogo dedicato alle Alleanze costruite in stile sinodale, che vedrà dialogare Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, mons. Claudio Giuliodori, Roberta Vincini, presidente del Comitato nazionale Agesci, Francesco Scoppola, presidente del Comitato nazionale Agesci, e Andrea Turchini, assistente ecclesiastico generale Agesci, a sottolineare il valore della collaborazione tra associazioni e realtà educative, in particolare tra Azione cattolica e Agesci.

La celebrazione eucaristica conclusiva nella Basilica di Santa Maria degli Angeli sarà presieduta da mons. Claudio Giuliodori. Le celebrazioni eucaristiche nei luoghi francescani e i momenti di preghiera, con Annamaria Bongio, responsabile nazionale dell’Acr, Paola Fratini, vicepresidente nazionale di Azione cattolica per il Settore Adulti, e Lorenzo Zardi, vicepresidente nazionale di Azione cattolica per il Settore Giovani, accompagneranno l’intero percorso, intrecciando riflessione, ascolto e spiritualità, per rinnovare il servizio degli Assistenti come ministero di comunione, partecipazione e missione nel cuore della Chiesa.

Emergenza Gaza: la Società di San Vincenzo De Paoli lancia una raccolta fondi a sostegno della popolazione colpita

Quella che è in corso a Gaza è una crisi umanitaria senza precedenti. Oltre al dramma della guerra, migliaia di famiglie vivono senza accesso a cibo, acqua potabile o cure mediche. Moltissimi minori hanno perso entrambi i genitori, ritrovandosi completamente soli in uno scenario di devastazione.

Per far fronte a questa emergenza, la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, attraverso il suo Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo, ha avviato una raccolta straordinaria di fondi in collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme:

“Abbiamo tutti dinanzi agli occhi le immagini della visita a Gaza del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, e il suo accorato monito: ‘Gli aiuti non sono solo necessari, sono una questione di vita odi morte. Rifiutarli non è un ritardo, ma una condanna. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo causa un profondo danno’.

Desidero esprimere profonda preoccupazione per la gravissima emergenza umanitaria che colpisce la popolazione di Gaza, dove il prezzo più alto e straziante — come ci ha autorevolmente ricordato Papa Leone XIV — continua ad essere pagato dai più vulnerabili: bambini, anziani e persone malate. Di fronte a questa immensa sofferenza, la Società di San Vincenzo De Paoli, fedele alla sua missione di vicinanza agli ultimi, non può e non vuole restare indifferente”, ha dichiarato Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, che ha aggiunto:

“Ci uniamo al grido dell’umanità ferita che non vuole e non può abituarsi all’orrore della violenza: basta guerra. È il grido dei palestinesi, degli israeliani e di tutti coloro che, nonostante tutto, continuano a credere nella pace. Un grido che chiede ascolto, compassione e impegno concreto. La pace non è utopia, ma un dovere morale che interpella ciascuno di noi”.

“In questo tempo segnato da dolore e smarrimento, riaffermiamo con forza il valore della solidarietà concreta e della fratellanza tra popoli. La raccolta fondi straordinaria che abbiamo avviato non è solo un gesto di generosità, ma un ponte di speranza e umanità tra comunità che soffrono e persone che scelgono dimettersi al servizio degli altri”, ha evidenziato Giancarlo Salamone, responsabile nazionale del Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo.

Le principali urgenze: ogni giorno migliaia di civili vengono assistiti con la distribuzione di cibo, acqua e medicinali, mentre centinaia di persone ricevono vitto e alloggio presso la Parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza. Per continuare ad aiutare servono costantemente: cibo, acqua potabile, cure mediche, medicinali. Le attività di aiuto sono coordinate direttamente dal card. Pierbattista Pizzaballa.

La Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV rivolge un accorato appello ai suoi soci, volontari, a tutti i benefattori e a quanti  vorranno unirsi a questa iniziativa di concreta solidarietà. È possibile effettuare una donazione con causale: ‘Emergenza Gaza’:  Conto Corrente Bancario presso: Banca Intesa Sanpaolo IBAN: IT76I0306909606100000018852; Conto Corrente Postale N. 14798367 IBAN: IT94F0760111800000014798367 Intestazione: Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV Via G. Ziggiotti, 15 – 36100 VICENZA

“Ogni gesto di carità può trasformarsi in speranza, ogni donazione in vita salvata. Nessuno può fare tutto, ma tutti possiamo fare qualcosa. E oggi quel qualcosa può davvero fare la differenza. Anche il contributo più piccolo rappresenta un gesto concreto di vicinanza e speranza per chi oggi non ha nulla. Questo appello non si esaurisce qui. Vi terremo sempre aggiornato attraverso il sito websanvincenzoitalia.it e i nostri canali social e vi mostreremo ogni gesto di solidarietà reso possibile grazie alla tua generosità”.

Per questo anche Pax Christi invita oggi alle ore 22.00 di ‘disertare’ il silenzio attraverso il suono delle campane: “Viviamo un periodo molto caldo in questi giorni; oggi, un italiano ha a disposizione 214 litri di acqua al giorno. Nell’ottobre 2023 ogni cittadino di casa aveva a disposizione 84 litri di acqua al giorno. nell’ottobre del 2024 ve ne erano solamente 2/9 litri al giorno… niente più acqua, benzina, elettricità, sapone per la gente di Gaza”.

Inoltre nei giorni scorsi il Patriarcato Latino di Gerusalemme ed il Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, sottolineando la storica visita pastorale di Sua Beatitudine il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme per  i latini, e di Sua Beatitudine il patriarca Teofilo III, Patriarca di Gerusalemme, portando un messaggio di consolazione e speranza a un popolo in lutto e un grido di coscienza a un mondo silenzioso.

Nel discorso di apertura, il patriarca Teofilo III ha espresso profondo dolore per ciò che ha visto a Gaza, affermando al contempo la fermezza della speranza nonostante la gravità del dolore: “Siamo entrati come servitori del Corpo sofferente di Cristo. Tra le mura distrutte della Chiesa della Sacra Famiglia e i cuori feriti dei suoi fedeli, abbiamo assistito sia a un profondo dolore che a una speranza incrollabile. Ci siamo inginocchiati in preghiera accanto agli afflitti e abbiamo posto le nostre mani su coloro che desideravano conforto”.

Ha poi proseguito affermando che la missione della Chiesa in tempi di devastazione “è radicata nel ministero della presenza, dello stare accanto a coloro che piangono, della difesa della sacralità della vita e della testimonianza della luce che nessuna oscurità può spegnere… Ai bambini di Gaza diciamo: la Chiesa rimarrà al vostro fianco”. Infine ha invitato la comunità internazionale a rompere il silenzio, affermando che ‘il silenzio di fronte alla sofferenza è un tradimento della coscienza’.

Il card. Pizzaballa ha parlato della visita pastorale: “Siamo tornati da Gaza con il cuore spezzato, ma anche incoraggiati dalla testimonianza di molte persone che abbiamo incontrato… I nostri ospedali, rifugi, scuole, parrocchie (San Porfirio, la Sacra Famiglia, l’ospedale arabo Al-Ahli, la Caritas) sono luoghi di incontro e condivisione per tutti: cristiani, musulmani, credenti, scettici, rifugiati, bambini. Gli aiuti umanitari non sono solo necessari, sono una questione di vita o di morte. Rifiutarlo non è un ritardo, ma una condanna. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo causa un danno profondo”.

Infine i due Patriarchi hanno lanciato un appello congiunto ai leader e ai decisori mondiali, chiedendo la fine della guerra, il rilascio dei detenuti e l’inizio di un vero processo di guarigione che restituisca vita e dignità a Gaza e all’intera Terra Santa. Hanno anche ricordato le parole di papa Leone XIV durante la preghiera dell’Angelus di domenica scorsa, in cui ha esortato la comunità internazionale a sostenere ‘il diritto umanitario e a rispettare l’obbligo di proteggere i civili, così come il divieto di punizioni collettive, l’uso indiscriminato della forza e lo spostamento forzato della popolazione’.

In conclusione è stato letto il discorso di Sua Altezza Reale il Principe El Hassan bin Talal, in cui ha espresso il suo profondo dolore per il bombardamento della Chiesa della Sacra Famiglia, che ha causato vittime e feriti. Ha affermato che le chiese e le moschee, in quanto case di Dio, devono essere risparmiate dagli orrori della guerra:

“Di fronte ai continui attacchi ai luoghi di culto…, devo dire che questi atti sono gravi crimini inaccettabili per qualsiasi coscienza umana. Moschee, chiese e case di culto sono le case di Dio e i santuari per coloro che credono in Lui. Violarli è un assalto alla libertà di culto, un diritto umano, legale e morale inalienabile che non può essere diviso o compromesso….Appello congiunto al Governo Nonostante tutto, i cristiani di Gaza, come i loro fratelli e sorelle musulmani, rimangono saldi di fronte all’ingiustizia, alla distruzione, alla violenza ed all’intimidazione dall’inizio di questa guerra”.

E’ tornata la tradizione con la festa di Pentecoste e dei Faseu Bon dal Francù

Presente la San Vincenzo De Paoli di Asti che ha promosso la cultura del ‘riuso’ contro ogni spreco. A Refrancore tre giorni di musica, arte, buon cibo e solidarietà. Dal 6 all’8 giugno  si è svolta la festa di Pentecoste e dei Faseu Bon dal Francù per ricordare l’antica usanza che in occasione della Pentecoste vedeva i proprietari svuotare i magazzini di fagioli in vista della nuova stagione del raccolto e offrire un piatto caldo ai più poveri.

Nel piccolo comune in provincia di Asti le strade sono state adornate a festa. La Società San Vincenzo de Paoli Consiglio Centrale di Asti era presente per promuovere la cultura del ‘riuso’ contro ogni spreco. Con una bancarella appositamente allestita dalla Conferenza ‘Santa Teresina del Bambino Gesù’, un gruppo di consorelle, sono stati esposti numerosi manufatti frutto di una lavorazione attenta e finalizzata a un bene più grande.

Grazie all’uso di tessuti ricavati da indumenti usurati sono stati realizzati completamenti di arredo di ogni genere e bijoux. Il ricavato sarà devoluto a sostegno di diversi progetti solidali curati dalla Conferenza. Tra gli appuntamenti della tre giorni anche la mostra ‘Ombre vive’ dell’artista astigiano Lorenzo Barruscotto. Sono state esposte una trentina di opere che hanno permesso ai presenti di riflettere il suo impegno solidale.

 L’arte non è stata l’unica protagonista della Pentecoste refrancorese. Il programma, intenso e ricco, ha preso il via con la StraRefrancore, una corsa non competitiva che ha coinvolto tutto il paese. Spazio alla musica con artisti come Franco Piana, Stefania Tallini, Daniela Spalletta, Ferruccio Corsi e Lorenzo Corsi.

Nella giornata conclusiva sono stati distribuiti i tipici ‘faseu bon dal Francù’ ed è stato proclamato il Re di Refrancore, un momento simbolico e partecipativo. L’evento è stato organizzato dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune di Renfracore.

(Foto: Società San Vincenzo De’ Paoli Asti)

A Gaza un bambino su due è gravemente malnutrito a causa del blocco totale degli aiuti umanitari

Alcuni giorni fa IPC (Integrated Food Security Phase Classification, in italiano si traduce Classificazione Integrata delle Fasi di Sicurezza Alimentare), la scala standardizzata che analizza la sicurezza alimentare a livello globale, ha lanciato un nuovo, gravissimo allarme: tutta la Striscia di Gaza è ora classificata al livello 4 della scala IPC su 5, indicando una situazione di emergenza alimentare diffusa, con rischio di morte per la popolazione.

Questo segna un peggioramento drammatico rispetto alle precedenti analisi, quando il 93% di Gaza era già stato classificato almeno al livello di crisi (livello 3 o superiore). Il collasso è arrivato dopo oltre due mesi di assedio totale, durante il quale nessun aiuto umanitario ha potuto entrare: niente cibo, acqua, assistenza medica o altri beni essenziali per la sopravvivenza.

La situazione è più difficile per i bambini tra i 6 mesi e i 5 anni di età: attualmente si registrano oltre 70.000 casi di malnutrizione acuta, dei quali oltre 14.000 di malnutrizione acuta grave. Inoltre, si stima che oltre 18.000 donne in stato di gravidanza e allattamento avranno bisogno di accedere a delle cure mediche entro aprile 2026 per prevenire problemi di salute irreversibili e potenzialmente letali tanto per le madri stesse quanto per i bambini.

“Oggi lavoro come consulente per l’allattamento con Azione Contro la Fame e ogni consulenza conferma le mie peggiori paure: non c’è fine a questa crisi. La situazione sta diventando sempre più catastrofica e la carenza acuta di aiuti e assistenza è sempre più allarmante. Soprattutto per le donne in stato di gravidanza e allattamento, che affrontano un doppio rischio: oltre alla stanchezza del corpo, sono chiamate ad affrontare una fame estrema, una privazione prolungata e una grave mancanza di tutti i beni essenziali per la salute e la nutrizione”, ha raccontato un membro dello staff di Azione Contro la Fame a Gaza.

Azione Contro la Fame, nel mese di aprile, ha condotto una valutazione in tre governatorati della Striscia, intervistando i tutori di oltre 1.000 bambini sotto i 5 anni. Il risultato è allarmante: tutti i bambini risultano in condizione di insicurezza alimentare, e uno su due è affetto da insicurezza alimentare moderata o grave. Sempre ad aprile, il numero di bambini ammessi ai programmi mensili di trattamento per malnutrizione acuta ha superato l’intero numero registrato nel primo trimestre 2025.

“L’unica cosa che al momento impedisce una carestia tra i Palestinesi è l’assistenza umanitaria” ha spiegato Natalia Anguera, Responsabile delle Operazioni per il Medio Oriente di Azione Contro la Fame. “I nostri team a Gaza hanno distribuito gli ultimi pacchi alimentari secchi rimasti, con scorte sufficienti solo per una cucina comunitaria. Molte altre organizzazioni hanno esaurito le proprie risorse già da settimane”.

Le scorte alimentari stanno terminando: dall’inizio dell’assedio, oltre 177 cucine comunitarie e panifici sono stati costretti a chiudere. Nel frattempo, il costo della farina di grano è aumentato di oltre il 3.000% da febbraio 2025, arrivando a costare tra i 235 e i 520 dollari statunitensi per 25 chilogrammi in tutta Gaza. Secondo le proiezioni IPC, 250.000 persone si trovano già in condizioni di fame estrema, e questo numero è destinato a raddoppiare se non si permette l’ingresso degli aiuti umanitari.

Azione Contro la Fame ribadisce le sue richieste a tutte le parti coinvolte nel conflitto: riaprire immediatamente e incondizionatamente tutti i valichi di frontiera, garantire un cessate il fuoco immediato e permanente, il rilascio di tutti gli ostaggi e la protezione dei civili e delle infrastrutture civili. Bloccare l’ingresso del cibo porterà alla carestia. La soluzione appare inequivocabile: occorre agire presto e permettere l’accesso agli alimenti.

Donazioni per individui e famiglie: Bonifico bancario Codice fiscale 97690300153

IBAN: IT98 W030 6909 6061 0000 0103 078  CCP: 1021764194 online attraverso il sito www.azionecontrolafame.it bollettino postale Conto: 1021764194 Causale: Donazione spontanea

Intestato a: Azione Contro la Fame                                                               

Donazione per aziende: per definire possibili forme di collaborazione è possibile contattare Licia Casamassima all’indirizzo di posta elettronica lcasamassima@azionecontrolafame.it.

Agevolazioni fiscali: tutte le donazioni effettuate ad Azione contro la Fame godono dei benefici fiscali previsti per le erogazioni liberali in favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale. Nel mese di marzo ti invieremo il riepilogo delle donazioni da te effettuate nell’anno fiscale precedente.

In 10 anni di ‘ristoranti contro la fame’ raccolti quasi € 1.000.000

L’ultima edizione si è conclusa con oltre 250.000 euro raccolti grazie a chef, ristoratori e catene in tutta Italia. Presentate durante l’evento le storie e i risultati dei progetti sostenuti in Italia, Sahel, India, Libano, Rep. Centrafricana e Rep. Democratica del Congo. Dai ristoranti stellati MICHELIN alle catene di ristorazione: Lombardia, Veneto e Piemonte sono le prime tre regioni per numero di riconoscimenti ottenuti. L’ultima edizione della campagna si è conclusa con una raccolta totale superiore ad € 250.000 ottenuta attraverso l’offerta di piatti solidali e cene di raccolta fondi

Dieci anni di collaborazione solidale con il mondo della ristorazione. Dieci anni di idee, piatti solidali, eventi e coinvolgimento attivo per garantire a ogni persona una vita libera dalla fame. Questo e tanto altro è “Ristoranti Contro la Fame”, iniziativa promossa da Azione Contro la Fame, che oggi ha celebrato la conclusione dell’edizione numero dieci con un evento organizzato presso la Fondazione IBVA di Milano, una delle due sedi che ospita il programma di Azione Contro la Fame a Milano.

All’evento hanno partecipato oltre cento persone, tra ristoratori, rappresentanti istituzionali, partner e appassionati del mondo food. La giornata ha alternato momenti di riconoscimento ufficiale, testimonianze dirette dei beneficiari dei programmi e la condivisione dei risultati raggiunti, resi possibili anche grazie ai fondi raccolti attraverso l’iniziativa Ristoranti Contro la Fame.

La mattinata si è aperta con una visita al social market Solidando, progetto di IBVA nato nel 2017, ed è proseguita con gli interventi di Azione Contro la Fame e dei partner. La conclusione dell’evento ha visto la consegna dei premi ai ristoranti e alle catene che si sono distinti per l’impegno nella raccolta fondi sia nell’ultimo anno sia nel corso del decennio. La raccolta fondi di € 250.000 euro nel 2024 ha portato il totale complessivo dei 10 anni a quasi € 1.000.000.

“Ristoranti Contro la Fame è sicuramente buon cibo e convivialità, ma è soprattutto un modo per realizzare progetti concreti di risposta alle emergenze e di costruzione dell’autonomia delle persone che partecipano ai nostri programmi. In Italia abbiamo supportato più di 400 persone vulnerabili a Milano e Napoli. Nel mondo, abbiamo potuto verificare lo stato di nutrizione di oltre 8.000 bambini in India, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo, dato accesso all’acqua potabile a quasi 30.000 persone in Libano e rafforzato 21 strutture sanitarie in contesti fragili”, ha dichiarato Simone Garroni, Direttore di Azione Contro la Fame in Italia.

Oltre 300 le realtà aderenti tra ristoranti, osterie, pizzerie e catene. A queste ultime si deve una delle principali novità della decima edizione che, per la prima volta, ha visto un equilibrio numerico tra catene e ristoranti indipendenti. Tra i brand più attivi: Bomaki, Bun Burgers, Greeat, Investfood (NIMA Sushi, Pokéria by NIMA, This Is Not a Sushi Bar, Poké Factory e Maui Hawaiian Restaurant), Il Mannarino, Lievità – Pizzeria Gourmet, Macha, Roadhouse Restaurant e Wiener Haus. Al risultato del 2024 hanno contribuito anche Giano Lai e Francesca Manunta (del canale YouTube @cosamangiamooggi) che, nel loro viaggio-documentario attraverso l’India, hanno raccontato i progetti di Azione Contro la Fame e raccolto oltre 30.000 euro attraverso la loro community.

Tra i riconoscimenti con il Premio Platinum 2024 (oltre 3.000 euro raccolti): Madama Piola di Torino, Da Vittorio di Brusaporto – BG (3 Stelle MICHELIN 2025), Yard Restaurant di Verona, Nobu di Milano, Il Sereno Al Lago di Torno – CO (1 Stella MICHELIN 2025), Il Fagiano di Gardone Riviera – BS (1 Stella MICHELIN 2025), Locanda Margon di Trento (1 Stella MICHELIN 2025), Osteria Brunello di Milano e Denis Pizza di Montagna di Alano di Piave – BL.

I riconoscimenti con il Premio Gold 2024 (oltre 1.500 euro raccolti) sono per: Innocenti Evasioni di Milano, Ristorante Famiglia Rana di Vallese di Oppeano – VR (1 Stella MICHELIN 2025), Venissa di Mazzorbo – VE (1 Stella MICHELIN 2025), Lanterna Verde di Villa di Chiavenna – SO (1 Stella MICHELIN 2025), Orma di Roma (1 Stella MICHELIN 2025), Osteria dai Coghi di Costermano sul Garda – VR e Oseleta di Cavaion Veronese – VR (1 Stella MICHELIN 2025).

Premi Fedeltà assegnati a ristoranti che sostengono l’iniziativa dall’inizio come Ceresio 7 di Milano, Glass Hostaria di Roma (1 Stella MICHELIN 2025), Il Credenziere di Annone Veneto – VE, Innocenti Evasioni di Milano, La Locanda dei Matteri di Sant’Elpidio a Mare – FM, La Pineta Marina di Bibbona – LI (1 Stella MICHELIN 2025), Lanterna Verde di San Barnaba – SO (1 Stella MICHELIN 2025), Piazza Duomo di Alba – CN (3 Stelle MICHELIN 2025), Poporoya di Milano, Sadler di Milano (1 Stella MICHELIN 2025), San Domenico di Imola – BO (2 Stelle MICHELIN 2025) e Terrazza Palestro di Milano.

In Italia, fino a fine 2024, il programma ha coinvolto 410 famiglie tra Milano e Napoli, offrendo un percorso integrato che comprende supporto alla spesa, educazione nutrizionale, formazione e accompagnamento all’inserimento lavorativo. I risultati sono rilevanti: il 59% dei partecipanti ha trovato lavoro o ripreso la formazione e anche la qualità dell’alimentazione è migliorata sensibilmente, con progressi evidenti su idratazione, varietà della dieta e riduzione del consumo di zuccheri e cibi ultra-processati.

Nel mondo, i programmi sono stati portati avanti in India, dove oltre 6.000 bambini hanno avuto accesso a screening nutrizionali e 2.400 donne hanno ricevuto consulenza su salute e nutrizione. Nel Sahel (Burkina Faso, Mauritania, Niger e Senegal), Azione Contro la Fame ha sviluppato progetti di adattamento climatico, guidando le comunità nomadi – grazie all’uso di immagini satellitari e intelligenza artificiale – verso le aree più adatte al pascolo e alla coltivazione. In Repubblica Centrafricana, sei strutture sanitarie sono state rinforzate e dotate delle risorse necessarie, più di 2.300 bambini sono stati sottoposti a screening e 246 famiglie hanno ricevuto supporto psicosociale.

Nella Repubblica Democratica del Congo, sostenute 15 strutture per il trattamento della malnutrizione grave, oltre 6.000 famiglie sono state formate sulla diagnosi precoce della malnutrizione e più di 1.600 bambini sono stati curati. In Libano, oltre 29.000 persone hanno avuto accesso all’acqua potabile e più di 39.000 hanno beneficiato di servizi di igiene e gestione delle acque reflue, in un contesto segnato da crisi economica e sociale.

L’edizione 2024 della campagna ha visto il supporto di partner strategici, tra cui Ferrari Trento, METRO Italia, Michelin Italiana e Radio DEEJAY: “La partnership con Azione Contro la Fame è particolarmente significativa per noi perché unisce a filo doppio ristorazione di eccellenza e solidarietà, due ambiti a cui sia Ferrari Trento sia l’acqua Surgiva sono da sempre molto vicini. Sapere che i fondi ricavati da Ristoranti Contro la Fame, anche grazie al contributo del nostro progetto ‘Bollicine Solidali’, si sono tradotti in azioni concrete a sostegno di tante persone vulnerabili, in Italia e nel mondo, è per noi motivo di grande soddisfazione”, ha dichiarato Camilla Lunelli, Direttrice Comunicazione e Sostenibilità Gruppo Lunelli.

“Come METRO Italia, siamo orgogliosi di essere al fianco di Azione Contro la Fame per celebrare dieci anni di Ristoranti Contro la Fame, un progetto che dimostra quanto la ristorazione possa essere protagonista anche fuori dalle cucine. I ristoratori che aderiscono a questa iniziativa mettono al servizio degli altri non solo il loro lavoro, ma anche il loro senso di responsabilità e il loro cuore. In qualità di partner d’eccellenza della ristorazione, METRO crede con convinzione nell’importanza di iniziative come questa per mettere il talento e l’impegno dei professionisti del fuori casa a sostegno di chi è più in difficoltà”, ha dichiarato David Martínez Fontano, CEO di METRO Italia.

Si ringraziano: ABI Professional, Federazione Italiana Cuochi, GAG, Gastronomika, Honor Consulting, IBVA, International Pizza Academy, Italian Gourmet, Jeunes Restaurateurs, Le Soste, Restworld e Unione Brand Ristorazione Italiana – UBRI. Si aggiunge nel 2025 il prezioso contributo della Federazione Italiana Pubblici Esercizi – FIPE.

(Foto: Azione contro la fame)

Papa Francesco: acqua, cibo e terra sono alla base della vita

“Desidero porgere i miei saluti a tutti i partecipanti a questo incontro e spero che possa essere uno spazio significativo di dibattito, studio e riflessione sulle priorità, le preoccupazioni e le giuste aspirazioni delle comunità indigene”: così ha scritto papa Francesco nel messaggio inviato agli Organizzatori e Partecipanti al VII Foro dei Popoli Indigeni, in corso a Roma fino a domani sul tema ‘Il diritto dei popoli indigeni all’autodeterminazione: un percorso verso la sicurezza alimentare e la sovranità’, a cui ha preso parte monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam, che ha letto durante i lavori il messaggio del Pontefice indirizzato a Myrna Cunningham, presidente del Comitato direttivo del Forum.

Nel messaggio il papa ha sottolineato che il tema proposto è un invito a non sottovalutare il contributo dei popoli indigeni: “Il tema scelto, Il diritto dei popoli indigeni all’autodeterminazione: una via verso la sicurezza alimentare e la sovranità, ci invita a riconoscere il valore dei popoli indigeni, così come l’eredità ancestrale di conoscenze e pratiche che arricchiscono positivamente la grande famiglia umana, colorandola con i diversi aspetti delle loro tradizioni. Tutto ciò rivela un orizzonte di speranza nel tempo presente, segnato da sfide intense e complesse e non poche tensioni”.

Quindi il papa ha denunciato il continuo depauperamento di terre da parte delle multinazionali: “La difesa del diritto a preservare la propria cultura e identità passa necessariamente dal riconoscimento del valore del proprio contributo alla società e dalla salvaguardia della propria esistenza e delle risorse naturali di cui necessitano per vivere. Qualcosa che è seriamente minacciato dal crescente accaparramento di terre da parte di multinazionali, grandi investitori e Stati. Si tratta di pratiche che causano danni e minacciano il diritto delle comunità a una vita dignitosa”.

Per questo la terra, insieme all’acqua ed al cibo, non sono merci, invitando a difendere i diritti: “Terra, acqua e cibo non sono semplici merci, ma la base stessa della vita e del legame di queste persone con la natura. Difendere questi diritti non è quindi solo una questione di giustizia, ma anche la garanzia di un futuro sostenibile per tutti. Ispirati dal senso di appartenenza alla famiglia umana, possiamo garantire alle generazioni future un mondo in armonia con la bellezza e la bontà che hanno guidato le mani di Dio nel crearlo”.

Ed in conclusione ha pregato i governanti a garantire questi diritti essenziali alla vita: “Prego Dio Onnipotente affinché questi sforzi portino frutto e servano da ispirazione a quanti sono a capo delle nazioni, affinché siano adottate misure appropriate per garantire che la famiglia umana cammini unita nella ricerca del bene comune, affinché nessuno sia escluso o lasciato indietro”.

(Foto di repertorio: Santa Sede)

La Colletta Alimentare aumenta le tonnellate di cibo raccolto

Si è svolta sabato 16 novembre la 28° Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che ha visto aumentare ad oltre 12.000 i supermercati coinvolti in tutta Italia, e a più di 155.000 volontari. Più di 5.000.000 di donatori hanno contribuito, ciascuno con quello che poteva, a questa grande festa di solidarietà e condivisione, permettendo di raccogliere 7.900 tonnellate di cibo da destinare alle persone in difficoltà.

In occasione di questa giornata, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo sostegno non solo concedendo l’Alto Patronato ma anche contribuendo con una donazione di beni alimentari, un gesto che testimonia la sua vicinanza a chi è in difficoltà.

La Colletta Alimentare, che da 28 anni si ripete senza interruzioni, è una vera e propria festa del dono, dove ogni contributo, piccolo o grande, diventa segno di una solidarietà concreta che unisce le persone e rafforza il senso di comunità. L’iniziativa è stata anche il gesto con il quale la Fondazione Banco Alimentare ha aderito alla Giornata Mondiale dei Poveri, seguendo il messaggio di Papa Francesco che invita ad aprire il cuore e le mani per accogliere e condividere, riconoscendo nei più fragili un bisogno che interpella ogni persona.

In tale giornata i supermercati e i centri di raccolta e stoccaggio si sono trasformati in luoghi di speranza e condivisione animati da migliaia di volontari: tra questi tantissimi giovani e studenti di ogni età, che hanno vissuto un’esperienza preziosa per crescere come cittadini responsabili, capaci di fare la differenza per il bene comune.

Tra i tanti donatori anche i detenuti di 40 Istituti Penitenziari, a testimonianza che nessuno è troppo povero per non poter donare o troppo ricco per non aver bisogno di ricevere: un gesto di condivisione è sempre possibile.

I prodotti donati saranno distribuiti alle 7.632 organizzazioni partner territoriali, tra mense per i poveri, case-famiglia, comunità per i minori e centri d’ascolto, raggiungendo così 1.800.000 persone in difficoltà.

La Colletta Alimentare continua online fino al 10 dicembre su alcune piattaforme dedicate: per conoscere le modalità di acquisto dei prodotti è possibile consultare il sito colletta.bancoalimentare.it.

Natasha e il giorno della nascita

fame in Africa

Natasha sarebbe diventata un diamante diverso dagli altri nel suo Paese. Natasha sarebbe diventata la principessa di un regno che non c’è. Natasha si sarebbe sposata un sabato mattina e il viaggio di nozze cominciava il giorno dopo per una destinazione sconosciuta. Natasha avrebbe avuto almeno due figli come sua madre Rose che ha ventidue anni.

Natasha è nata l’anno scorso a Freetown, la città libera e capitale della Sierra Leone. Natasha ha un fratello maggiore chiamato ‘l’unto’e non ha mai visto suo padre. Natasha ha viaggiato con sua madre e altra gente che non conosceva prima del viaggio. Natasha è arrivata a Niamey passando dal Mali e, senza saperlo, si è accampata con la madre accanto alla sede di una nota compagnia di trasporti della città. Natasha avrebbe voluto tornare al suo Paese perché lì c’è il mare che guarda lontano.

Natasha è stata sepolta ieri nella sabbia del cimitero cristiano di Niamey. Natasha è morta per mancanza di cibo accanto alla strada che separa la compagnia di trasporti dall’ufficio dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, OIM. Natasha non poteva sapere che quella sarebbe stata la prima e unica migrazione della sua vita.

Natasha, nome che significa ‘giorno della nascita’, è stata posta in un piccolo feretro e deposta tra le braccia della sabbia del cimitero nella zona riservata ai bambini. Natasha è stata accompagnata da sua madre, dal fratello e da uno zio di poco maggiore di lei. Natasha è partita senza salutare perché aveva fretta di arrivare dove anche sua madre, un giorno, la raggiungerà. Natasha andrà incontro a sua madre e, con un pò di fortuna, anche di suo padre che non ha conosciuto.

Natasha ha sentito l’acqua benedetta scorrere attorno a lei come per il giorno del battesimo. Natasha era sorpresa di sentire la sabbia cadere e coprire la piccola casa che la custodiva. Natasha non sapeva che anche sua madre avrebbe avuto la forza di buttare un pugno di sabbia per coprirla. Natasha si trova circondata da tante altre piccole tombe che sembrano colline di un villaggio senza nome.

Natasha si è commossa quando a visto sua madre salutarla con la mano prima che tutto fosse ricoperto di sabbia. Natasha si è accorta dopo del ramoscello verde piantato sulla sua tomba. Natasha sa bene che per la prossima stagione delle piogge un albero col suo nome germoglierà una domenica mattina.

Festività del Corpus Domini: Popoli tutti, acclamate al Signore!

Questa festività, già celebrata il Giovedì santo, storicamente risale a1264 ed è arricchita dalla processione del Santissimo Sacramento. La celebrazione eucaristica rende presente ed attuale la promessa di Gesù: ‘Io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo’. L’istituzione dell’Eucaristia ci aiuta nel pellegrinaggio terreno sino a raggiungere il cielo; un pellegrinaggio prefigurato già nell’Esodo del popolo ebreo dall’Egitto verso la terra promessa (la Palestina).

Nell’esodo Dio nutrì  il suo popolo con la ‘manna’ per quaranta anni; il popolo si chiedeva: ‘man hu?’ e Mosè rispose: ‘Questo è il pane che Dio vi ha mandato sino a quando entrerete nella Terra voluta da Dio’. Quel cibo prefigurava un altro cibo: l’Eucaristia, il cibo che nutre l’uomo in questo terreno pellegrinaggio. Gesù l’aveva promesso: ‘Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue avrà la vita eterna’ e mantenne la promessa nell’Ultima Cena quando, dopo aver lavato i piedi agli Apostoli, prese il pane e disse loro: ‘Prendete e mangiate: questo è il mio corpo’; aggiunse poi: ‘Fate questo in memoria di me’.

Gesù invita la sua Chiesa nascente  a prendere parte con fede viva e amore a questo convito del suo corpo e del suo sangue: ‘Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno’. Questo convito, l’Eucaristia, diventa il pegno sicuro della vita eterna. Si hanno così due mense: la mensa della Parola di Dio e la mensa dell’Eucaristia; non sono due mense in contrasto ma complementari: in entrambi c’è la presenza di Gesù salvatore morto e risorto per la nostra salvezza eterna.

Da qui la celebrazione della messa con due momenti: l’ascolto della Parola di Dio (Antico e Nuovo Testamento) e il momento eucaristico che si conclude con la comunione: ‘Prendete e mangiate, questo è il mio corpo: prendete e bevete, questo è il calice della nuova Alleanza’. E’ molto chiaro ed evidente  il riferimento al linguaggio sacrificale: Gesù presenta se stesso, che si sacrifica sulla croce, come l’unico e perfetto sacrificio; Gesù ripara il peccato che aveva precluso le porte del regno dei cieli.

Da qui la ‘Nuova Alleanza’ tra Dio e gli uomini  dove l’uomo si innesta a Cristo Gesù con il Battesimo:  ‘Chi crede e sarà battezzato sarà salvo’; ciò che necessita da parte dell’uomo è fede vera ed amore: ‘Amate come io vi ho amato’. Da qui la  necessita di ravvivare la nostra fede e partecipare al sacro convito. Gesù diventa l’unico mediatore della Nuova Alleanza, grazie al dono di se stesso sulla croce e all’Eucaristia, memoriale della sua passione e morte.

Sulla croce Gesù è sacerdote e vittima: sacerdote perché offre se stesso al Padre per la salvezza di tutti; vittima vera, degna di Dio perché senza macchia né ruga. Da qui l’inno di ringraziamento: ‘Popoli tutti, acclamate al Signore’. L’Eucaristia è veramente il grande sacramento dell’amore di Cristo spinto sino all’estremo: offre la sua umanità e divinità per arricchirci in modo inesprimibile.

Nella Messa Cristo si rende presente realmente ma nell’Eucaristia è presente tutta la Chiesa: senza l’Eucaristia non ci sarebbe la Chiesa; senza la Chiesa non ci sarebbe l’Eucaristia. L’Eucaristia ci unisce a Dio e ci unisce ai fratelli: come diversi chicchi di grano costituiscono  il pane, come diversi acini di uva realizzano il vino, che consacrati diventano corpo e sangue di Cristo Gesù, così tutti i battezzati, diversi per famiglia, colori, cultura, carismi e talenti costituiscono la Chiesa, la grande famiglia con la quale Cristo Gesù ha sancito la Nuova Alleanza; la grande famiglia che invoca Dio: Padre nostro che sei nei cieli.

La festa di oggi è la festa della Chiesa, che prega, che ama e nella celebrazione eucaristica estrinseca la sua fede in Dio che è amore. Maria, santa madre del Verbo incarnato, aiutaci a camminare uniti verso la meta celeste, nutriti del corpo di Cristo, pane di vita eterna e farmaco d’immortalità.

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