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L’assemblea dei soci e delle socie di Banca Etica approva il bilancio e rinnova il Comitato Etico

Sabato 16 maggio i soci e le socie di Banca Etica si sono riuniti in assemblea ad Ancona, a Vigo (Spagna) e online in diretta streaming per votare il bilancio e rinnovare il comitato etico. L’assemblea ha approvato il bilancio 2025 che fotografa il buon andamento della crescita di Banca Etica: i crediti a persone, famiglie, imprese e organizzazioni sono cresciuti dell’8,3 rispetto all’anno precedente, nove volte più della media del sistema bancario; la fiducia dei risparmiatori verso la finanza etica continua a consolidarsi: la raccolta diretta ha raggiunto € 2.812.000.000 (+7,8% sul 2024, contro il +2% del sistema).

Il Gruppo Banca Etica ha chiuso l’esercizio con un utile netto consolidato di € 12.200.000 (€ 10.500.000 per la sola capogruppo). Continua a crescere il capitale sociale, che ad oggi ha superato il significativo traguardo di € 100.000.000, permettendo a Banca Etica di migliorare gli indici di solidità patrimoniale con il TCR Ratio al 24,78% e il CET 1 Ratio al 20,96%.

I soci e le socie hanno votato per il rinnovo del Comitato Etico, l’organo indipendente e volontario che vigila affinché l’attività della banca rispetti i principi della finanza etica. Aiuta a risolvere i quesiti etici ed a garantire che i finanziamenti e gli investimenti supportino progetti sociali, ambientali e di cooperazione, promuovendo l’inclusione finanziaria. Il nuovo Comitato Etico di Banca Etica in carica per i prossimi tre anni è composto da: Barbieri Roberto Enrico, Feruglio Francesca, Guarascio Carmela, Martinez Contreras Francisco Javier, Peliti Giuditta, Sanchez Gonzalez Ana Delia, Villano Francesco.

Ospite d’eccezione dell’assemblea di Banca Etica, che si è aperta con un minuto di silenzio in solidarietà con le troppe vittime delle guerre in corso, è stato mons. César Essayan, vicario apostolico di Beirut dei Latini, che ha portato la sua testimonianza sulla drammatica crisi in Libano, sulle prospettive di pace e il bisogno di una finanza disarmata:

“Dopo 51 anni di guerre, crisi socioeconomiche, distruzioni e soprattutto morti, è ora (malgrado la guerra in corso) di gridare ‘Basta!’ Non vogliamo più accompagnare la sopravvivenza. Dobbiamo rendere possibile la vita perché abbiamo visto persone rialzarsi, abbiamo visto la speranza riaccendersi. Ma oggi la domanda non è più soltanto cosa possiamo fare: è cosa vogliamo davvero cambiare”.

In conclusione il presidente di Banca Etica, Aldo Soldi, ha dichiarato la scelta non ‘guerriera’ della banca: “Il bilancio che abbiamo presentato ai soci e alle socie è solido e in piena linea con i nostri obiettivi strategici, ma i numeri raccontano solo una parte della crescita di Banca Etica. Nel 2025 abbiamo registrato una straordinaria fiducia, in particolare da parte dei giovani: un terzo dei nuovi correntisti è under 35, a dimostrazione che la finanza etica non è solo una scelta economica, ma una precisa posizione politica in favore della pace e della giustizia climatica.

In uno scenario internazionale segnato da conflitti e crisi energetiche, noi scegliamo di schierarci con atti concreti: non finanziamo le armi, sosteniamo la transizione ecologica e continuiamo a dare credito a quell’economia sociale che spesso non trova ascolto altrove. La nostra forza risiede in un modello democratico e partecipato, costruito insieme ai soci, per dimostrare che un’alternativa di valore al modello di sviluppo attuale non solo è possibile, ma è già una realtà in crescita”.

(Foto: Luca Gallo)

Inclusione finanziaria e microcredito in Italia: tendenza positiva favorita dall’applicazione degli strumenti a disposizione, ma ancora insufficienti

Luci e ombre nella terza edizione del rapporto ‘Inclusione finanziaria e microcredito’ curata da Gruppo Banca Etica, c.borgomeo&co. e Rete Italiana di Microfinanza. Ai dati positivi di un maggior impiego del microcredito e della riduzione del 46% di nuclei familiari senza strumenti bancari si contrappone un quadro generale ancora critico: si conferma la debolezza del Sud, delle Isole e delle persone fragili, complice una moria territoriale di sportelli che non rallenta.

Inclusione finanziaria e microcredito. Per un nuovo dialogo con i territori è il titolo della terza edizione del rapporto annuale nato dalla collaborazione tra Gruppo Banca Etica, c.borgomeo&co. e Rete Italiana di Microfinanza (RITMI). Lo studio contiene il 6° Rapporto sull’inclusione finanziaria e il 18° Rapporto sul microcredito in italia ed è stato presentato oggi a Roma (online è disponibile la registrazione integrale dell’evento) nella sede dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, durante una tavola rotonda animata dal confronto tra i vertici delle organizzazioni promotrici della ricerca – Anna Fasano (presidente di Banca Etica), Carlo Borgomeo (presidente di c.borgomeo&co.) e Giampietro Pizzo (presidente di RITMI e moderatore dell’incontro) – e i rappresentanti di istituzioni ed enti autorevoli coinvolti (Banca d’Italia, Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, CEI – Conferenza Episcopale Italiana, CeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale e Caritas Italia). Lo studio, oltre a fotografare la realtà cifre alla mano, apre un dibattito di prospettiva presentando una agenda di proposte operative e normative rivolte alle istituzioni e al settore bancario.

Ed ecco alcuni highlights evidenziati dall’indagine: circa il 3% dei nuclei familiari in Italia non possiede alcuno strumento bancario (conto corrente; conto deposito; conto postale). Si tratta di quasi 600.000 nuclei familiari, per un totale stimabile di circa 1.300.000 cittadini non bancarizzati. Una massa di persone escluse finanziariamente già fragili e rese così ulteriormente vulnerabili. Il dato appare in sensibile miglioramento rispetto alla precedente rilevazione su dati del 2020: in due anni circa 500.000 famiglie (il 46% di quelle in condizione di esclusione indicate nel precedente rapporto) si sono dotate di strumenti bancari.

Tra gli aspetti negativi permane la maggior debolezza delle aree meno sviluppate del Paese (il 72% delle famiglie non bancarizzate vive al Sud e nelle Isole) e delle persone più in difficoltà, e il 77% delle famiglie escluse appartiene al quintile di reddito più basso (fino ad € 17.000 annui). Il 53% delle richieste di finanziamento viene dal Nord, mentre solo il 28% da Sud e Isole. Se pur con tassi di accoglimento più alti al Sud, questi tendono a premiare soprattutto gli appartenenti ai quintili di reddito più alti.

Indice di inclusione e fattori in gioco: desertificazione bancaria, donne e migranti, microcredito

In questo scenario, l’Indice di inclusione finanziaria elaborato da Banca Etica, che si concentra su intensità creditizia (rapporto tra finanziamenti e PIL) e condizioni di offerta di credito nelle aree territoriali, segna per il 2022 un calo di 8,4 punti rispetto al valore di riferimento (fissato a 100) per il 2012.

E’ il peggior risultato dall’inizio delle rilevazioni e sintetizza una serie di condizioni sfavorevoli per persone e imprese – inclusa la restrizione quantitativa di disponibilità dei finanziamenti e una maggior riluttanza del sistema a concedere quei finanziamenti. Una fotografia complessiva che trova riscontro nel forte rallentamento del credito erogato dalle banche registrato dalla relazione di Banca d’Italia sul 2022 e sulla quale incidono vari fattori, a cominciare dalla contrazione dei punti di accesso al credito. A fine 2023 Fisac Cgil segnalava che nel Paese fossero presenti poco più di 20 mila sportelli bancari, ridotti di quasi il 4% rispetto al 2022, e marcando ulteriormente la differenza tra Nord (57% del totale nazionale), Sud e Isole (22%).

Donne e migranti restano i soggetti a maggior rischio di rimanere ai margini. In particolare, l’inclusione economica di genere appare frenata anzitutto dalla limitata partecipazione delle donne al mercato del lavoro (56,2% in Italia vs. 70,2% di media UE), con un 37% delle donne italiane che non ha un conto in banca e solo € 95.000.000.000 di crediti concessi a donne sui 474 erogati dalle banche alle persone fisiche nel 2023 (FABI). E benché le donne si dimostrino mutuatarie a minor rischio. Rispetto all’indice di bancarizzazione delle persone straniere (non OCSE) in Italia, invece, il dato è cresciuto vertiginosamente negli anni (dal 61% del 2010 al 90% del 2020), per poi contrarsi all’83% del 2022.

In questo scenario molto difficile, il microcredito si dimostra uno strumento indispensabile di inclusione finanziaria. Nel 2023, secondo i dati elaborati da c.borgomeo&co., grazie al lavoro di promozione di 127 soggetti sono stati concessi microprestiti (quasi sempre senza bisogno di garanzie personali) a 17.785 beneficiari, per un ammontare complessivo di oltre 298 milioni di euro. Rispetto al 2022 si registra così una discreta crescita del numero di prestiti (+13,4%) e un forte incremento dell’ammontare erogato (+39,2%), così come del prestito medio (+54% sul 2022).

Un particolare dato da osservare è la crescita dei microcrediti agli studenti, che rappresenta circa il 46% dei microcrediti erogati nel 2023, ciò rappresenta senza dubbio una novità sia rispetto ai soggetti finanziari che alle caratteristiche del prodotto finanziario. Un fenomeno senz’altro da monitorare in prospettiva. I dati riportati nella ricerca fotografano il settore prima dell’entrata in vigore della nuova normativa (gennaio 2024), che porta con sé cambiamenti importanti per il microcredito produttivo.

Ciò significa che nella rilevazione riguardante l’anno 2024 è plausibile attendersi una sensibile dinamica di crescita. Per contro, il microcredito sociale non ha visto purtroppo evoluzioni con la nuova normativa, nonostante la sempre più crescente domanda di strumenti di inclusione finanziaria dedicati a soggetti vulnerabili, lasciando perciò irrisolta una delle principali sfide del settore.

Per questo Anna Fasano, presidente di Banca Etica, ha commentato: “I dati presentati nello studio, letti congiuntamente alla crescita della desertificazione bancaria e all’aumento delle disuguaglianze, ci consegnano la fotografia di un Paese frammentato, dove le fasce più fragili e disagiate di popolazione non trovano nel sistema bancario e nell’offerta delle istituzioni un’adeguata risposta all’urgenza delle istanze d’inclusione sociale.

La sfida per tutti gli operatori coinvolti è perciò quella di lavorare su diversi strumenti della filiera del credito e dell’accompagnamento, perché tornino ad essere acceleratori di autodeterminazione, con particolare focus sui target oggi a maggior rischio, come donne e migranti. E Banca Etica continuerà, come e più di prima, a fare la propria parte in questa direzione”.

Giampietro Pizzo, presidente di RITMI, si è soffermato sul microcredito: “Di fronte ai bisogni e alle capacità inespresse di persone e comunità fragili, la ricerca evidenzia come il microcredito si confermi una risorsa importante ma non ancora pienamente valorizzata. Lo scenario è destinato a evolvere, a seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa del microcredito (Decreto Ministeriale n.211/2023) che porta senz’altro elementi di novità e di opportunità, ma ora servirebbe un cambio di passo nell’impegno delle istituzioni, in particolare sul fronte del microcredito sociale.

L’inclusione finanziaria si costruisce sui territori lavorando per la messa in rete di competenze e risorse di prossimità: solo così si danno risposte effettive, si costruiscono servizi permanenti e si rende l’inclusione finanziaria un primo passo verso una maggiore coesione sociale e migliori condizioni di vita individuali e collettive”.

Credito: Banca Etica +4,4% contro il -1,6% del sistema bancario tradizionale

Nel 2024 i crediti di Banca Etica sono tornati a crescere in modo sostenuto, registrando un +4,4% rispetto all’anno precedente. Un risultato particolarmente significativo se confrontato con la media del sistema bancario italiano che, secondo l’ABI monthly outlook di gennaio 2025, ha presentato, anche nel 2024, una flessione del -1,6%.

Aumenta anche la raccolta diretta di risparmio: +4,6% per Banca Etica rispetto alla media del sistema ferma al +2,4%. Nel 2024 sono stati aperti 9.260 nuovi conti correnti: una crescita del +40% rispetto al 2023. Il 58% dei nuovi conti correnti è stato aperto da persone under 35, confermando la forte attrattività di Banca Etica per i giovani.

Segno positivo anche per il collocamento alla clientela di prodotti etici di bancassicurazione (polizze, investimenti, strumenti di protezione) i cui volumi sono cresciuti del +16,2%. Si conferma il forte orientamento di Banca Etica rispetto all’economia sociale e al terzo settore: associazioni e cooperative sociali ricevono il 40% dei crediti erogati a persone giuridiche, seguiti da società di capitali (35%) e imprese cooperative diverse da quelle sociali(16%). 

“Per Banca Etica l’erogazione di credito a favore dell’economia sociale è uno degli obiettivi prioritari e siamo soddisfatti di poter confermare che nel 2024 siamo tornati a crescere nell’erogazione di finanziamenti, nonostante la stretta creditizia sia continuata per il resto del sistema bancario”, ha affermato Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica.  

Nel 2023 e nel 2024 Banca Etica ha scelto – unico istituto in Italia – di destinare una quota degli utili maturati per ridurre le rate dei mutui delle persone fisiche e le commissioni a carico delle organizzazioni più colpite dal rialzo dei tassi deciso dalla BCE. L’importo destinato a questa operazione di redistribuzione ammonta ad € 2.000.000, secondo le conclusioni del direttore generale di Banca Etica, Nazzareno Gabrielli:

“Mentre la gran parte delle banche ha distribuito agli azionisti extra-dividendi derivanti dai profitti record degli scorsi anni, con buona pace dei goffi tentativi del Governo di tassare gli extra-profitti, Banca Etica ha confermato la sua attenzione alle persone più in difficoltà e la sua vocazione alla mutualità. Forti dei risultati del 2024, si apre ora per Banca Etica una fase di forte innovazione: a breve presenteremo il piano strategico per il quadriennio 2025-2028 frutto di un ampissimo processo di partecipazione dei soci e delle socie che abbiamo incontrato in 72 appuntamenti con più di 1000 persone coinvolte.

Le novità riguarderanno l’integrazione di IMPAct sgr che abbiamo acquisito a fine 2024 e che ci fa fare un sostanziale passo in avanti verso una sempre maggiore indipendenza da altri operatori finanziari e capacità di ampliare la gamma di prodotti e servizi per persone e organizzazioni, anche grazie a investimenti in tecnologie e strumenti di relazione con la clientela”.

Quindi per Banca Etica il 2024 si è confermato un anno positivo per tutte le attività di Banca Etica: nel 2024 i crediti di Banca Etica sono tornati a crescere in modo sostenuto, registrando un +4,4% rispetto all’anno precedente. Un risultato particolarmente significativo se confrontato con la media del sistema bancario italiano che, secondo l’ABI monthly outlook di gennaio 2025, ha presentato, anche nel 2024, una flessione del -1,6%.

Raccolta diretta di risparmio: + 4,6% rispetto all’anno precedente, mentre la media del sistema si ferma a un +2,4%; raccolta indiretta sui fondi comuni d’investimento di Etica sgr: +5,6%. All’inizio del 2025 il collocamento di fondi di Etica sgr da parte di Banca Etica sfiora € 1.000.000.000; capitale sociale: a fine 2024 il capitale sociale di Banca Etica ammonta a 95,4 milioni di euro con una crescita del 3,5% rispetto all’anno precedente e del +23% rispetto a quattro anni prima.

Il numero di clienti risparmiatori nel 2024 è cresciuto del 9,6% rispetto all’anno precedente toccando quota 88mila. Sono 15.600 i clienti finanziati (+9,5% rispetto all’anno precedente). Nel solo 2024 sono stati aperti 9.260 nuovi conti correnti: una crescita del +40% rispetto al 2023. Il 58% dei nuovi conti correnti è stato aperto da persone under 35, confermando la forte attrattività di Banca Etica per i giovani; in crescita anche il collocamento alla clientela di prodotti etici di bancassicurazione (polizze, investimenti,strumenti di protezione) i cui volumi sono cresciuti del +16,2% .

Nel 2024 Banca Etica ha rafforzato anche alcune importanti strategie tese a sostanziare la propria mission di finanza etica: l’impegno per la pace: nel 2024 Banca Etica ha promosso l’approvazione di un ‘Manifesto per una Finanza Pace’ sottoscritto da oltre 70 istituti di credito operanti in tutto il mondo e aderenti alla Global Alliance for Banking on Values che rifiutano di investire nel lucrativo settore degli armamenti e che chiedono a tutte le banche di fare lo stesso.

Etica sgr ha rafforzato la sua collaborazione con l’organizzazione premio nobel per la Pace ICAN per promuovere il trattato per la messa al bando delle più controverse tra le armi, quelle nucleari, e per diffondere scelte di disinvestimento dalle armi atomiche che sono tornate a rappresentare una minaccia per l’umanità. Prosegue incessante la mobilitazione, insieme ai soci di riferimento di Banca Etica, per difendere in Italia la legge 185/1990 sull’export di armi, minacciata da un ddl governativo che vuole smantellare controlli e presidi di trasparenza.

Inoltre ha fornito sostegno alle persone fragili e alle organizzazioni: nel 2023 e nel 2024 Banca Etica ha scelto – unica in Italia – di destinare una quota degli utili maturati per ridurre le rate dei mutui delle persone fisiche e le commissioni a carico delle organizzazioni più colpite dal rialzo dei tassi deciso dalla BCE. L’importo destinato a questa operazione di redistribuzione ammonta ad € 2.000.000.

Banca Etica è la prima e tuttora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera da 25 anni su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali e consulenti e grazie ai servizi di home e mobile banking. Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo.

Oggi Banca Etica conta più di 48.000 soci ed € 96.000.000 di capitale sociale; una raccolta di risparmio di oltre € 2.500.000 e finanziamenti per circa € 1.200.000.000 a favore di iniziative di organizzazioni, famiglie e imprese nei settori della cooperazione e innovazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, turismo responsabile, agricoltura biologica, diritto alla casa, legalità. Banca Etica aderisce ai principali network internazionali della finanza etica: Global Alliance for Banking on Values (GABV) e Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative (Febea).

Papa Francesco invita le banche a lavorare nelle comunità territoriali

“Questo incontro ci dà occasione di riflettere sulle potenzialità e sulle contraddizioni dell’economia e della finanza attuale. La Chiesa ha dimostrato un’attenzione particolare alle esperienze bancarie a livello popolare, e in molti casi uomini e donne impegnati nella comunità ecclesiale hanno promosso e dato vita a Monti di pietà, banche, istituti di credito cooperativo, casse rurali. L’intento è sempre stato quello di dare opportunità a chi altrimenti non ne aveva. E’ bello questo: aprire la porta delle opportunità”: ricevendo in udienza le delegazioni di alcuni istituti bancari italiani papa Francesco ha evidenziato che quando nelle banche l’unico criterio è il profitto, ci sono conseguenze negative per l’economia.

Ed in breve ha ripercorso la storia economica del credito: “Nella prima metà del secolo XV, con la nascita dei Monti di pietà, il francescanesimo aveva dato concretezza a un’idea importante: la presenza di poveri in città è segno di una malattia sociale. E questo anche oggi, anche oggi è vero questo. Le banche, i Monti di pietà e i Monti frumentari hanno offerto credito a chi non poteva permetterselo e hanno consentito a molte famiglie di rialzarsi e di integrarsi nelle attività economiche e sociali della città”.

Mentre con l’enciclica ‘Rerum Novarum’ si evidenziò la necessità di un’economia a sostegno dello sviluppo territoriale: “Tra Otto e Novecento, anche in seguito alla pubblicazione dell’Enciclica ‘Rerum Novarum’ di Leone XIII, si è realizzato qualcosa di analogo nelle campagne italiane. Si è sviluppata un’economia legata al territorio grazie all’iniziativa di preti e laici illuminati. Il credito bancario ha potuto sostenere tante attività economiche, sia nel campo dell’agricoltura che in quello dell’industria e del commercio”.

Di conseguenza ha criticato quelle multinazionali che spostano attività in luoghi dove è più facile sfruttare il lavoro mettendo in difficoltà famiglie e comunità: “La memoria di queste vicende serve a leggere le contraddizioni in cui versa un certo modo di fare banca e finanza nel nostro tempo. Purtroppo, nel mondo globalizzato la finanza non ha più un volto e si è distanziata dalla vita della gente. Quando l’unico criterio è il profitto, abbiamo conseguenze negative per l’economia reale. Ci sono multinazionali che spostano attività in luoghi dove è più facile sfruttare il lavoro, per esempio, mettendo in difficoltà famiglie e comunità e annullando competenze lavorative che si sono costruite in decenni”.

Quindi ha condannato una finanza ‘usuraia’: “E c’è una finanza che rischia di servirsi di criteri usurai, quando favorisce chi è già garantito ed esclude chi è in difficoltà e avrebbe bisogno di essere sostenuto con il credito. Infine, il rischio che vediamo è la distanza dai territori. C’è una finanza che raccoglie fondi in un luogo e sposta quelle risorse in altre zone con l’unico scopo di aumentare i propri interessi. Così la gente si sente abbandonata e strumentalizzata. Quando la finanza calpesta le persone, fomenta le disuguaglianze e si allontana dalla vita dei territori, tradisce il suo scopo. Diventa, direi, un’economia incivile: le manca la civiltà”.

Di conseguenza ha ‘elogiato’ l’economia civile: “Avete storie e strutture differenti per rispondere a bisogni diversi delle persone. In effetti, senza sistemi finanziari adeguati, capaci di includere e di favorire la sostenibilità, non ci sarebbe uno sviluppo umano integrale. Gli investimenti e il sostegno al lavoro non sarebbero realizzabili senza il ruolo di intermediazione tipico delle banche e del credito, con la necessaria trasparenza. Ogni volta che l’economia e la finanza hanno ricadute concrete sui territori, sulla comunità civile e religiosa, sulle famiglie, è una benedizione per tutti”.

Riprendendo le parole di don Primo Mazzolari papa Francesco ha parlato della necessità della remissione del debito: “La finanza è un po’ il sistema circolatorio’, per così dire, dell’economia: se si blocca in alcuni punti e non circola in tutto il corpo sociale, si verificano infarti e ischemie devastanti per l’economia stessa. La finanza sana non degenera in atteggiamenti usurai, in pura speculazione e in investimenti che danneggiano l’ambiente e favoriscono le guerre”.

In conclusione, il Giubileo impone scelte coraggiose: “Care amiche, cari amici, gli istituti bancari hanno responsabilità grandi per incoraggiare logiche inclusive e per sostenere un’economia di pace. Il Giubileo alle porte ci ricorda la necessità di rimettere i debiti. E’ la condizione per generare speranza e futuro nella vita di molta gente, soprattutto dei poveri. Vi incoraggio a seminare fiducia. Non stancatevi di accompagnare e di tenere alto il livello di giustizia sociale”.

Al termine la presidente di Banca Etica, Anna Fasano, ha ringraziato il papa: “Siamo grati a papa Francesco per l’incoraggiamento che, con le sue parole di oggi, ma non solo, ha voluto porgere a chi mette in pratica una finanza inclusiva, capace di offrire speranza, al servizio delle persone, soprattutto le più fragili; una finanza che non mette il profitto prima di tutto ma che interpreta il suo ruolo al servizio di uno sviluppo economico e sociale inclusivo e sano. Siamo felici di aver avuto l’opportunità di portare il messaggio della finanza etica a Papa Francesco, al quale abbiamo voluto consegnare un’immagine che rappresenta l’impegno della finanza etica verso gli ultimi, e in particolare verso le persone migranti  insieme alle tante associazioni e organizzazioni che sono nostre compagne di viaggio”.

Ad inizio giornata il papa aveva ricevuto la comunità filippina: “I filippini sono uomini di fede, donne di fede. Qui in Vaticano lavorano alcuni di voi, è fantastico, è fantastica la fede che hanno, la testimonianza che danno. Continuate a rendere testimonianza in questa società che è diventata troppo ricca, troppo competente, troppo sufficiente”.

Inoltre con i rappresentanti del Consiglio Metodista mondiale si è soffermato sul significato del Concilio di Nicea: “Il prossimo anno, i cristiani di tutto il mondo celebreranno i millesettecento anni dal primo Concilio ecumenico, Nicea. Questo anniversario ci ricorda che professiamo la stessa fede e, quindi, abbiamo la stessa responsabilità di offrire segni di speranza che testimoniano la presenza di Dio nel mondo… Mi viene in mente una cosa che diceva il grande Zizioulas, quel Vescovo ortodosso, cioè che lui già sapeva la data dell’unione, lui sapeva la data dell’unità: sarebbe il giorno dopo il giudizio finale! Ma nel frattempo, dobbiamo camminare insieme, come fratelli, pregare insieme, fare la carità insieme, e andare avanti insieme nel dialogo. Era grande questo Zizioulas!”

(Foto: Santa Sede)

COP29: La Global Alliance for Banking on Values (GABV) è la prima rete finanziaria a sostenere l’Iniziativa del Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili 

Durante il ‘Finance Day’ alla COP29 la Global Alliance for Banking on Values (GABV) ha annunciato che 25 delle banche che fanno parte del network hanno aderito all’iniziativa del Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili, segnando la prima adesione collettiva all’iniziativa da parte di istituzioni finanziarie. Il Trattato è una proposta per un piano globale vincolante per fermare l’espansione di nuovi progetti di carbone, petrolio e gas, e per gestire una transizione globale lontano dai combustibili fossili.

Fondata nel 2009, la GABV è una rete di 70 banche sostenibili che operano in tutte le principali regioni del mondo, unite dalla missione di “finanziare il cambiamento e cambiare la finanza”. Con l’adesione alla proposta del Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili, queste 25 banche della GABV sollecitano il settore finanziario a intraprendere azioni concrete nella lotta contro i cambiamenti climatici, interrompendo i finanziamenti all’espansione dei combustibili fossili. Insieme queste banche, gestiscono un patrimonio di 117 miliardi di dollari USA e servono oltre 11,3 milioni di persone in tutto il mondo.

Le banche aderenti alla GABV rappresentano alcuni degli esempi più ambiziosi di finanza sostenibile. Le banche della GABV stanno fissando obiettivi ambiziosi per raggiungere emissioni nette zero già nel 2035, dimostrando che la finanza sostenibile non è solo possibile, ma essenziale.

“Nonostante gli impegni dichiarati, molte banche tradizionali continuano a finanziare l’industria dei combustibili fossili, alimentando ulteriori impatti climatici dannosi.

Se il settore finanziario è serio riguardo ai suoi impegni di sostenibilità, dovrebbe sostenere iniziative come il Trattato per la non proliferazione delle fonti fossili che stanno creando soluzioni reali per la crisi. Un Trattato internazionale aiuterà a collaborare direttamente con i governi, in particolare nei Paesi del Sud del Mondo, più vulnerabili ai cambiamenti climatici incontrollati”, ha detto Martin Rohner, Direttore Esecutivo di GABV.

“I trattati internazionali nella storia recente dell’umanità hanno avuto successo per arginare e contrastare alcuni dei fenomeni più pericolosi che l’umanità ha dovuto fronteggiare: pensiamo al trattato internazionale volto a ridurre la produzione e l’uso delle sostanze che minacciano lo strato di ozono, o a quelli di non proliferazione delle armi nucleari o delle mine anti-persona. Per questo siamo convinti che un trattato di non proliferazione delle fonti fossili sia uno strumento utile e raggiungibile per arginare la crisi climatica, anche con l’impegno di quante più banche possibile”, aggiunge il direttore generale di Banca Etica, Nazzareno Gabrielli.

“Il sostegno di un numero crescente di banche per il Trattato sui Combustibili Fossili riflette una vera leadership nel settore finanziario e un riconoscimento che la graduale eliminazione dei combustibili fossili non è solo auspicabile, ma realizzabile. Queste banche visionarie stanno facendo un passo audace come leader nella lotta contro la crisi climatica, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nel promuovere una transizione giusta ed equa lontano dai combustibili fossili. Incoraggiamo altre banche ad unirsi a loro.

Sappiamo che la crescente minaccia di inondazioni, incendi e tempeste violente è causata da petrolio, gas e carbone e abbiamo bisogno che le istituzioni finanziarie, sia pubbliche che private, si impegnino e supportino una transizione verso sistemi energetici puliti e sicuri per proteggere ciò che amiamo. Da troppo tempo sentiamo banche dichiararsi leader sul clima mentre continuano a finanziare l’espansione del problema.

Il sostegno della GABV stabilisce un punto di riferimento per altre istituzioni finanziarie e invia un chiaro messaggio di supporto ai governi che hanno aderito al Trattato dei Combustibili Fossili e stanno iniziando a progettare questo complemento fondamentale all’Accordo di Parigi”, ha aggiunto Tzeporah Berman, Presidente e Fondatrice dell’Iniziativa del Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili.

L’Accordo di Parigi sul Clima ha riconosciuto il settore finanziario come un fattore abilitante per raggiungere gli obiettivi climatici più ambiziosi. Da allora, ogni COP ha esplicitamente menzionato il ruolo del sistema finanziario nel sostenere una transizione giusta. Inoltre, questa COP29 è stata soprannominata la “COP della Finanza”, segnando il momento critico affinché i paesi ricchi finanzino la lotta contro la devastazione climatica.

Questa richiesta si applica anche al settore finanziario privato. Secondo il rapporto “Banking on Climate Chaos 2024”, le 60 maggiori banche del mondo hanno impegnato 6,9 trilioni di dollari in 8 anni per l’industria dei combustibili fossili, alimentando il caos climatico e causando impatti devastanti sulle comunità locali. Un rapporto di Topo Finance ha scoperto che se le maggiori banche e gestori di asset degli Stati Uniti fossero un paese, sarebbero il terzo maggior emissore al mondo, dopo Cina e Stati Uniti. 

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) stima che il mondo debba investire circa 4 trilioni di dollari all’anno entro il 2030 solo per l’energia pulita. Le banche giocheranno un ruolo cruciale nel finanziare il passaggio verso modelli di business e pratiche sostenibili. Sebbene il numero di banche con impegni di zero emissioni entro il 2050 sia aumentato, un’analisi più approfondita mostra che non sono sulla buona strada per raggiungere i loro obiettivi.

Le Banche che hanno aderito all’iniziativa del Trattato sui Combustibili Fossili sono:

    Amalgamated Bank (USA)

    Alternative Bank Schweiz (Svizzera)

    Banca Etica (Italia, Spagna)

    BancoSol (Bolivia)

    Banco Popular (Honduras)

    Bank of Karditsa (Grecia)

    Beneficial State Bank (USA)

    Centenary Bank (Uganda)

    Charity Bank (UK)

    Clearwater Credit Union (USA)

    Climate First Bank (USA)

    Cultura Bank (Norvegia)

    Ekobanken (Svezia)

    Freie Gemeinschaftsbank (Svizzera)

    Finca DRC (Repubblica Democratica del Congo)

    Merkur Cooperative Bank (Danimarca)

    NMB Bank (Nepal)

    Summit Credit Union (USA)

    Sunrise Banks (USA)

    3Bank (Serbia)

    Triodos Bank (Paesi Bassi, Belgio, UK, Spagna, Germania)

    Umwelbank (Germania)

    Unity Trust Bank (UK)

    Vancity (Canada)

    vdk bank (Belgio)

La Global Alliance for Banking on Values (GABV) è una rete di banche indipendenti che utilizzano la finanza per promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile. Il loro obiettivo collettivo è cambiare il sistema bancario affinché sia più trasparente, supporti la sostenibilità economica, sociale e ambientale, e serva l’economia reale. La GABV conta oltre 70 membri e opera in 45 paesi, servendo più di 50 milioni di clienti, impiegando 145.000 persone e gestendo oltre 265 miliardi di dollari in asset. [gabv.org](https://www.gabv.org)

L’Iniziativa del Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili è uno sforzo globale per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, promuovendo la cooperazione internazionale per accelerare la transizione verso l’energia pulita per tutti, fermare l’espansione dei combustibili fossili e ridurre gradualmente la produzione esistente. Questo deve avvenire in modo rapido, giusto e finanziato, affinché nessun lavoratore, comunità o paese venga lasciato indietro, in linea con ciò che la scienza dimostra essere necessario per affrontare la crisi climatica. [fossilfueltreaty.org]

A Milano mons. Delpini invita gli amministratori ad essere sentinelle del bene

Mentre lunedì pomeriggio a Roma si apriva la sessione autunnale del consiglio episcopale permanente della Cei a Milano mons. Mario Delpini condivideva una riflessione sul bene comune nel consiglio comunale della città a conclusione della visita pastorale, mettendo in evidenza il ruolo e la missione degli amministratori pubblici e dei banchieri, ‘sentinelle’ del bene comune:

L’economia di Francesco traccia il cambiamento

Grande attesa per il messaggio che oggi alle ore 17.30 papa Francesco ‘consegnerà’ ai giovani economisti, imprenditori e studenti collegati con Assisi da tutto il mondo. Intanto ieri la seconda della tre giorni di ‘The Economy of Francesco’ ha visto la partecipazione del Premio Nobel per la Pace 2006, Muhammad Yunus. Nel suo intervento ‘Finance and Humanity: a road towards an integral ecology’ l’ideatore del microcredito ha tracciato la via per un cambio di paradigma:

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