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Il disagio esplode: e noi dove siamo?
I fatti tragici di questi giorni, in cui un giovane uccide un altro giovane, ci costringono tutti a fermarci ed a riflettere. È tempo di silenzio, di rispetto, ma anche di domande profonde. È il tempo di interrogarci come adulti, come genitori, come comunità.
Oggi le fatiche che stanno vivendo i giovani ci parlano di un argine che si è rotto: il disagio, a lungo trattenuto, ora esplode in tutta la sua forza. La violenza di un ragazzo non nasce dal nulla, ma è spesso il risultato di regole ignorate, di emozioni non riconosciute e non gestite, di un rapporto fragile con l’autorità e con il senso del limite.
Ci stupiamo, e ce lo chiediamo con sgomento: come è possibile che crescano in famiglie che li amano e li proteggono e che, una volta fuori, diventino quasi irriconoscibili, mossi da rabbia o sfida? Oggi qualcosa si è rotto… e dobbiamo avere il coraggio di chiederci: dove siamo noi adulti in tutto questo?
Qual è l’antidoto a questa deriva? Davvero pensiamo che bastino regole più rigide, divieti o punizioni? Forse l’unica strada possibile è camminare accanto a loro, passo dopo passo, offrendo rispetto, ascolto, confronto e fiducia. Oggi facciamo fatica a stare con i giovani: a reggere le loro domande, la loro irrequietezza, i momenti di ribellione, gli scatti d’ira, il disordine, la mancanza di responsabilità dentro le mura di casa. E troppo spesso il problema diventa ‘loro’.
Non è facile ammetterlo, ma serve un sincero mea culpa: quando li abbiamo davvero accompagnati dentro le esperienze della vita? Quanto spesso li lasciamo soli? Quanto ci manca il coraggio di restare, di affrontare conversazioni scomode, di mostrare con l’esempio cosa significa vivere secondo principi solidi e credibili?
Più sto con i giovani, più mi accorgo di quanto abbiano bisogno di noi. Hanno bisogno di adulti capaci di trasmettere il bello della vita anche attraverso le fatiche. Hanno bisogno di vedere anche le nostre fragilità, i nostri limiti, il nostro tentativo sincero di andare oltre. Di adulti che sappiano mostrare il valore dell’impegno, la soddisfazione di raggiungere un obiettivo, il rispetto delle regole e dell’autorità non come imposizione, ma come occasione di crescita per tutti.
I loro occhi si illuminano quando qualcuno li ascolta davvero, quando sentono che le loro paure, i loro desideri, le loro fragilità contano. Hanno bisogno di spazi dove potersi sperimentare, mettersi alla prova, sbagliare senza essere etichettati, e dove ogni piccolo successo diventa un mattone della loro autostima.
Non possiamo più delegare l’educazione dei figli alla strada, alla rete, alle amicizie costruite qua e là, al vicinato o a figure adulte occasionali. Oggi quella comunità, purtroppo, manca. E allora viene spontaneo chiederci: chi accompagna i nostri ragazzi quando noi siamo presi dal lavoro, dagli impegni, dallo smartphone? Chi insegna loro a provare, a cadere, a rialzarsi?
Il tempo è il dono più prezioso che possiamo offrire, insieme alla nostra coerenza di adulti. Crescere significa sbagliare, cadere, sbucciarsi le ginocchia, affrontare frustrazioni e imparare a portare i propri pesi. Non possiamo crescere figli a brioche e iPhone e poi stupirci se faticano a stare nella vita.
Forse il disagio dei giovani non è solo un problema loro. Forse è una domanda rivolta a noi. E allora la vera questione non è cosa fare dei ragazzi, ma che adulti scegliamo di essere. Perché l’educazione non si delega. Si vive. Ogni giorno.
Simone Feder: prevenire l’abuso di droghe con proposte serie
Mercoledì 26 giugno si è celebrata la Giornata mondiale contro l’abuso ed il traffico illecito di droga sul tema proposto dall’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) ‘The evidence is clear: invest in prevention’ (‘L’evidenza è chiara: investire in prevenzione’), suggerendo un approccio basato sull’evidenza scientifica che abbia come priorità prevenzione e trattamento.
Con la Risoluzione 42/112 del 7 dicembre 1987, l’Assemblea Generale ha scelto il 26 giugno per celebrare la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, affermando la sua determinazione nel rafforzare l’azione e la cooperazione a livello nazionale e internazionale per combattere questi fenomeni.
Per rafforzare la lotta al traffico di droga, nasce nel 1997 l’Ufficio dell’ONU contro la Droga e il Crimine (United Nations Office on Drugs and Crime –UNODC) creato dalla fusione del Programma di Controllo sulla Droga delle Nazioni Unite e dal Centro per la Prevenzione del Crimine Internazionale.
UNODC, oltre a condurre attività di ricerca e analisi, e a promuovere la ratifica e l’adozione di convenzioni e trattati internazionali, sviluppa progetti di cooperazione tecnica e assiste gli Stati membri, grazie ad una vasta rete di uffici operativi presenti in tutte le regioni del mondo.
Il tema della giornata è molto interessante e stimolante e per un maggior approfondimento è stato contattato il dott. Simone Feder, psicologo e coordinatore dell’area ‘Giovani e Dipendenze’ della ‘Casa del Giovane’ di Pavia, organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1971 dal venerabile don Enzo Boschetti per dare ospitalità a giovani con problemi di tossicodipendenza: gli appelli funzionano?
“Gli appelli e queste giornate possono servire per alzare l’attenzione su temi che altrimenti finirebbero nel dimenticatoio o sarebbero utilizzati solo come slogan per campagne politiche. E’ fondamentale però non fermarsi alla celebrazione di qualcosa, la battaglia deve essere quotidiana e culturale, passare da gesti e azioni che non puntino solo a reprimere e bloccare. Non è più il tempo di proclami e bandiere, questa deve diventare una battaglia al di sopra di partiti e ideologie, per l’intera società e a capo di una comunità educante da cui nessuno può e deve sentirsi escluso a livello di responsabilità”.
In quale modo è possibile prevenire le dipendenze?
“Mi sembra, come sempre, che per i giovani manchino idee e proposte. Intorno a loro ci sono continui messaggi e testimonianze di ‘successo e benessere’ molto più convincenti e ammalianti. Bisogna lavorare per stimolare politica, società e genitori a cercare e proporre altro e guardare oltre! Andare oltre le logiche economiche di mercato, dei tornaconti e della visibilità mediatica immediata, per puntare ad un guadagno maggiore: il futuro della società. Il problema è che non ci sono alternative valide che sappiano conquistare e coinvolgere i ragazzi. Finché l’unica strategia sarà spaventare non si riuscirà a modificare la naturale propensione dei giovani a cercare l’oltre”.
Per quale motivo il fentanyl è pericoloso?
“E’ uno degli oppioidi sintetici molto potente, 50 volte più dell’eroina e una percentuale piccolissima del suo uso può causare effetti letali. Negli USA negli ultimi tre anni è stato causa di circa 200.000 morti. L’Italia a livello governativo ha emanato l’allerta di livello alto. Nelle zone di spaccio, come al bosco di Rogoredo, stiamo monitorando costantemente la situazione in modo da lanciare alert tempestivi qualora se ne presentasse la necessità. In Italia dobbiamo sicuramente giocare d’anticipo, se arrivasse l’ondata che è arrivata negli USA la situazione sarebbe devastante”.
In quale modo fornire risposte alle domande dei giovani?
“I giovani sono consapevoli dei rischi legati all’utilizzo di sostanze, le informazioni sono reperibili ovunque. Per fornire risposte alle domande sono fondamentali due aspetti. Il primo è aiutare i giovani ad essere portatori di quesiti, a chiedersi il perché di alcune situazioni ed a diventare soggetti attivi di nuove proposte e cambiamenti. Esiste oggi un movimento giovanile che, per certi tempi, sta iniziando a spingere e prendere maggiori consapevolezze, bisogna aiutarli a guardare nella direzione giusta. Seconda cosa essenziale è dedicare il tempo all’ascolto, fermarsi con loro e condividere esperienze concrete che possano diventare la porta d’ingresso al loro interno, permetter loro di aprirsi e raccontarsi”.
Gli adulti sono ancora punti di riferimento per i giovani?
“Non si può pretendere di esserlo a priori, solo in quanto adulti, solo perché investiti di una qualche carica o professionalità. Oggi i ragazzi chiedono prima di tutto coerenza e presenza: è necessario andar loro incontro senza aspettarsi che siano pronti ad aprirsi con chi e quando pensiamo noi. Gli adulti devono riconquistarsi una credibilità che troppo spesso è messa a dura prova grazie a testimoni pubblici che veicolano valori e obiettivi di vita pericolosi. Troppi sono i messaggi contrastanti che passano attraverso i media e i passaparola, la musica, sta ad ognuno di noi, nella propria quotidianità rendersi portatore efficace e testimone di altro”.
(Tratto da Aci Stampa)
Safer Internet Day: in diminuzione l’età media del primo accesso in rete e il tempo trascorso online
Oggi in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza in Rete (Safer Internet Day), istituita e promossa dall’Unione Europea per riflettere sull’uso consapevole degli strumenti tecnologici e sul ruolo attivo che possono avere i giovani utilizzando la rete, l’ong ‘Save the Children’ sottolinea l’urgenza di creare ambienti digitali sicuri per bambine, bambini e adolescenti e di affrontare opportunità e rischi della rivoluzione in atto, evidenziando la necessità di prestare la massima attenzione ai trend di abbassamento dell’età media nell’utilizzo delle tecnologie digitali e all’aumento del tempo medio trascorso on line da parte dei più giovani, soprattutto dopo la pandemia:
Dott. Pellai: educare i giovani al sogno
‘Dopo essere entrato al cambio dell’ora, alle 9,45, ero in cattedra, vedo correre un alunno verso di me: mi punta e spara. Sono rimasto scioccato, non sono riuscito a capire cosa fosse accaduto, è stata una questione di secondi. Ho chiamato subito la vicepreside, i colleghi sono venuti immediatamente ed hanno rimproverato i ragazzi. Dopo, alcuni tremavano e balbettavano; molti solo in un secondo momento hanno capito la gravità di quanto avvenuto, ma al momento, per loro, si trattava solo di una bravata. Ho deciso di non sporgere denuncia per non rovinarli penalmente ma di dare una pena severa dal punto di vista scolastico’.
YouTopic Fest: dal 17 al 19 giugno il festival di Rondine con protagonisti giovani e adulti
Si aprirà venerdì 17 giugno 2022 alle ore 10.00, presso il teatro tenda di Rondine, la sesta edizione di YouTopic Fest, il festival internazionale della Cittadella della Pace che richiama centinaia di giovani dall’Italia e dal mondo in uno spazio aperto, dove incontrarsi, confrontarsi e trasformare i conflitti in opportunità a servizio del bene comune.
Save the Children denuncia l’aumento della pedopornografia
Nel 2021 sono stati 5.316 i casi di pedopornografia trattati dalla Polizia postale, sarebbe a dire più 47% rispetto all’anno precedente (3.243 nel 2020). Ed è in aumento anche il numero dei minori approcciati sul web dagli adulti abusanti, cioè 531, in maggioranza con un’età inferiore ai tredici anni (338 minori, quasi il 64%, dei quali 306 nella fascia dieci/tredici anni). Non basta, crescono i casi di adescamento online dei bimbi nella fascia 0/9 (32 casi).
Caritas Ugento: pubblicato il bando per il servizio civile
La Caritas diocesana di Ugento – Santa Maria di Leuca comunica che entro e non oltre le ore 14.00 del 26 gennaio prossimo è possibile presentare la domanda di partecipazione per un totale di 17 posti nell’ambito del Bando volontari per la selezione di giovani da impiegare in due progetti di Servizio Civile Universale, entrambi della durata di 12 mesi:





























