Dillo a Korazym

Papa Leone XIV alla Conferenza dell’Amazzonia: annunciare Gesù per la cura della casa comune 

Papa Leone XIV

“La missione della Chiesa di annunciare il Vangelo a tutti gli uomini, il trattamento equo dei popoli che abitano l’Amazzonia e la cura della casa comune”: sono le tre dimensioni pastorali proposte da papa Leone XIV ai vescovi della Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia (Ceama), riunitisi fino al 20 agosto a Bogotá, in Colombia. L’indicazione del papa è contenuta in un telegramma a firma del segretario di Stato, card. Pietro Parolin, inviato al presidente della Ceama, mons. Pedro Ricardo Barreto Jimeno, nel quale ha ribadito la necessità dell’annuncio cristiano:

“E’ essenziale che Gesù Cristo, nel quale tutte le cose si ricapitolano, sia annunciato con chiarezza e immensa carità tra gli abitanti dell’Amazzonia, di modo che ci impegniamo a dare loro il pane fresco e puro della buona novella e il nutrimento celeste dell’Eucaristia, unico modo per essere veramente popolo di Dio e corpo di Cristo”.

All’annuncio di Cristo è correlata la giustizia: “In questa missione, siamo spinti dalla certezza, confermata dalla storia della Chiesa, laddove si predica il nome di Cristo, l’ingiustizia arretra in modo proporzionale, poiché, come afferma l’apostolo Paolo, ogni sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo scompare se siamo capaci di accoglierci gli uni gli altri come fratelli”.

Ciò significa anche prendersi cura della ‘casa comune’: “Nell’ambito di questa dottrina perenne, non meno evidente è il diritto e il dovere di prenderci cura della ‘casa’ che Dio Padre ci ha affidato come amministratori premurosi, affinché nessuno distrugga irresponsabilmente i beni naturali che parlano della bontà e della bellezza del Creatore, né, tanto meno, si sottometta ad essi come schiavo o adoratore della natura, poiché queste cose ci sono state date per raggiungere il nostro fine di lodare Dio e ottenere così la salvezza delle nostre anime”.

Nella prima giornata dei lavori, sono intervenuti i cardinali presidente e vicepresidente della Ceama, p. Pedro Ricardo Barreto Jimeno e p. Leonardo Ulrich Steiner, il card. Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale,  e mons. Lizardo Estrada Herrera, segretario generale del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam).

Emergenza Gaza: la Società di San Vincenzo De Paoli lancia una raccolta fondi a sostegno della popolazione colpita

Quella che è in corso a Gaza è una crisi umanitaria senza precedenti. Oltre al dramma della guerra, migliaia di famiglie vivono senza accesso a cibo, acqua potabile o cure mediche. Moltissimi minori hanno perso entrambi i genitori, ritrovandosi completamente soli in uno scenario di devastazione.

Per far fronte a questa emergenza, la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, attraverso il suo Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo, ha avviato una raccolta straordinaria di fondi in collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme:

“Abbiamo tutti dinanzi agli occhi le immagini della visita a Gaza del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, e il suo accorato monito: ‘Gli aiuti non sono solo necessari, sono una questione di vita odi morte. Rifiutarli non è un ritardo, ma una condanna. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo causa un profondo danno’.

Desidero esprimere profonda preoccupazione per la gravissima emergenza umanitaria che colpisce la popolazione di Gaza, dove il prezzo più alto e straziante — come ci ha autorevolmente ricordato Papa Leone XIV — continua ad essere pagato dai più vulnerabili: bambini, anziani e persone malate. Di fronte a questa immensa sofferenza, la Società di San Vincenzo De Paoli, fedele alla sua missione di vicinanza agli ultimi, non può e non vuole restare indifferente”, ha dichiarato Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, che ha aggiunto:

“Ci uniamo al grido dell’umanità ferita che non vuole e non può abituarsi all’orrore della violenza: basta guerra. È il grido dei palestinesi, degli israeliani e di tutti coloro che, nonostante tutto, continuano a credere nella pace. Un grido che chiede ascolto, compassione e impegno concreto. La pace non è utopia, ma un dovere morale che interpella ciascuno di noi”.

“In questo tempo segnato da dolore e smarrimento, riaffermiamo con forza il valore della solidarietà concreta e della fratellanza tra popoli. La raccolta fondi straordinaria che abbiamo avviato non è solo un gesto di generosità, ma un ponte di speranza e umanità tra comunità che soffrono e persone che scelgono dimettersi al servizio degli altri”, ha evidenziato Giancarlo Salamone, responsabile nazionale del Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo.

Le principali urgenze: ogni giorno migliaia di civili vengono assistiti con la distribuzione di cibo, acqua e medicinali, mentre centinaia di persone ricevono vitto e alloggio presso la Parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza. Per continuare ad aiutare servono costantemente: cibo, acqua potabile, cure mediche, medicinali. Le attività di aiuto sono coordinate direttamente dal card. Pierbattista Pizzaballa.

La Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV rivolge un accorato appello ai suoi soci, volontari, a tutti i benefattori e a quanti  vorranno unirsi a questa iniziativa di concreta solidarietà. È possibile effettuare una donazione con causale: ‘Emergenza Gaza’:  Conto Corrente Bancario presso: Banca Intesa Sanpaolo IBAN: IT76I0306909606100000018852; Conto Corrente Postale N. 14798367 IBAN: IT94F0760111800000014798367 Intestazione: Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV Via G. Ziggiotti, 15 – 36100 VICENZA

“Ogni gesto di carità può trasformarsi in speranza, ogni donazione in vita salvata. Nessuno può fare tutto, ma tutti possiamo fare qualcosa. E oggi quel qualcosa può davvero fare la differenza. Anche il contributo più piccolo rappresenta un gesto concreto di vicinanza e speranza per chi oggi non ha nulla. Questo appello non si esaurisce qui. Vi terremo sempre aggiornato attraverso il sito websanvincenzoitalia.it e i nostri canali social e vi mostreremo ogni gesto di solidarietà reso possibile grazie alla tua generosità”.

Per questo anche Pax Christi invita oggi alle ore 22.00 di ‘disertare’ il silenzio attraverso il suono delle campane: “Viviamo un periodo molto caldo in questi giorni; oggi, un italiano ha a disposizione 214 litri di acqua al giorno. Nell’ottobre 2023 ogni cittadino di casa aveva a disposizione 84 litri di acqua al giorno. nell’ottobre del 2024 ve ne erano solamente 2/9 litri al giorno… niente più acqua, benzina, elettricità, sapone per la gente di Gaza”.

Inoltre nei giorni scorsi il Patriarcato Latino di Gerusalemme ed il Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, sottolineando la storica visita pastorale di Sua Beatitudine il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme per  i latini, e di Sua Beatitudine il patriarca Teofilo III, Patriarca di Gerusalemme, portando un messaggio di consolazione e speranza a un popolo in lutto e un grido di coscienza a un mondo silenzioso.

Nel discorso di apertura, il patriarca Teofilo III ha espresso profondo dolore per ciò che ha visto a Gaza, affermando al contempo la fermezza della speranza nonostante la gravità del dolore: “Siamo entrati come servitori del Corpo sofferente di Cristo. Tra le mura distrutte della Chiesa della Sacra Famiglia e i cuori feriti dei suoi fedeli, abbiamo assistito sia a un profondo dolore che a una speranza incrollabile. Ci siamo inginocchiati in preghiera accanto agli afflitti e abbiamo posto le nostre mani su coloro che desideravano conforto”.

Ha poi proseguito affermando che la missione della Chiesa in tempi di devastazione “è radicata nel ministero della presenza, dello stare accanto a coloro che piangono, della difesa della sacralità della vita e della testimonianza della luce che nessuna oscurità può spegnere… Ai bambini di Gaza diciamo: la Chiesa rimarrà al vostro fianco”. Infine ha invitato la comunità internazionale a rompere il silenzio, affermando che ‘il silenzio di fronte alla sofferenza è un tradimento della coscienza’.

Il card. Pizzaballa ha parlato della visita pastorale: “Siamo tornati da Gaza con il cuore spezzato, ma anche incoraggiati dalla testimonianza di molte persone che abbiamo incontrato… I nostri ospedali, rifugi, scuole, parrocchie (San Porfirio, la Sacra Famiglia, l’ospedale arabo Al-Ahli, la Caritas) sono luoghi di incontro e condivisione per tutti: cristiani, musulmani, credenti, scettici, rifugiati, bambini. Gli aiuti umanitari non sono solo necessari, sono una questione di vita o di morte. Rifiutarlo non è un ritardo, ma una condanna. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo causa un danno profondo”.

Infine i due Patriarchi hanno lanciato un appello congiunto ai leader e ai decisori mondiali, chiedendo la fine della guerra, il rilascio dei detenuti e l’inizio di un vero processo di guarigione che restituisca vita e dignità a Gaza e all’intera Terra Santa. Hanno anche ricordato le parole di papa Leone XIV durante la preghiera dell’Angelus di domenica scorsa, in cui ha esortato la comunità internazionale a sostenere ‘il diritto umanitario e a rispettare l’obbligo di proteggere i civili, così come il divieto di punizioni collettive, l’uso indiscriminato della forza e lo spostamento forzato della popolazione’.

In conclusione è stato letto il discorso di Sua Altezza Reale il Principe El Hassan bin Talal, in cui ha espresso il suo profondo dolore per il bombardamento della Chiesa della Sacra Famiglia, che ha causato vittime e feriti. Ha affermato che le chiese e le moschee, in quanto case di Dio, devono essere risparmiate dagli orrori della guerra:

“Di fronte ai continui attacchi ai luoghi di culto…, devo dire che questi atti sono gravi crimini inaccettabili per qualsiasi coscienza umana. Moschee, chiese e case di culto sono le case di Dio e i santuari per coloro che credono in Lui. Violarli è un assalto alla libertà di culto, un diritto umano, legale e morale inalienabile che non può essere diviso o compromesso….Appello congiunto al Governo Nonostante tutto, i cristiani di Gaza, come i loro fratelli e sorelle musulmani, rimangono saldi di fronte all’ingiustizia, alla distruzione, alla violenza ed all’intimidazione dall’inizio di questa guerra”.

A Tricase ‘Aree interne e creazione di impresa per il contrasto allo spopolamento’

La Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, la Fondazione Mons. Vito De Grisantis e la Rete Italiana di Microfinanza RITMI comunicano che lunedì 28 luglio, dalle ore 16.00 alle ore 22.00 a Tricase presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone in Piazza Pisanelli, si svolgerà un incontro pubblico dedicato alle strategie di sviluppo locale e all’imprenditorialità come strumenti per favorire la ‘restanza’ dei giovani nelle aree interne del Sud Italia.

Il workshop prevede interventi di studiosi, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e attori del terzo settore, con un focus sul microcredito come leva per l’innovazione sociale ed economica e la restanza dei giovani. Un’occasione di confronto tra politiche pubbliche e iniziative dal basso, per costruire insieme nuovi modelli di sviluppo nelle aree interne del paese.

L’evento, con partecipazione gratuita previa iscrizione su  Eventbrite, L’evento, promosso dal Microfinance Centre e sostenuto dal programma SIFTA | Social Inclusive Finance Technical Assistance. e sarà trasmesso in diretta streaming su www.radiodelcapo.it .

Il programma dell’incontro, suddiviso in momenti distinti, prevede alle ore 16.00 un Tavolo di Lavoro, moderato dalla Prof.ssa Ada Manfreda, Direttrice Lab. Ricerca PLACE per Innovazione Sociale e sviluppo di comunità Unipegaso-EspérO, dove studiosi, imprese, terzo settore e Istituzioni Pubbliche si confronteranno sul tema: “Lavoro e imprese nelle aree interne per la restanza dei giovani” e al quale interverranno: il Dott. Giacomo CAZZATO, Presidente dell’Area Interna Sud-Salento, l’Avv. Loredana CAPONE, Presidente del Consiglio Regionale Puglia, il Dott. Vito GENCO, Pres. Mestieri Puglia, il Dott. Gianluca BUDANO, Direttore Arpal Puglia, Don Lucio CIARDO, Segretario Fondazione Mons. de Grisantis, il Dott. Antonio CIRIOLO, Presidente GAL Capo di Leuca, il Dott. Pantaleo GRECO, Consigliere Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia di Lecce, la Dott.ssa Ada CHIRIZZI, Segretaria Generale Provinciale CISL – Lecce e Presidente Fondazione di Comunità del Salento e il Dott. Raffaele SANTORO, Presidente ACLI Provinciali Lecce.

Alle ore 18.00 dopo i saluti istituzionali del Dott. Antonio DE DONNO, Sindaco di Tricase e di Mons. Vito ANGIULI, Vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, prenderà avvio il convegno dal tema: “Microcredito e sviluppo locale: nuove opportunità per l’imprenditoria nelle Aree Interne del Sud”, moderato da Don Lucio CIARDO, Segretario Fondazione de Grisantis con i seguenti relatori e argomenti: il Prof. Leonardo BECCHETTI, Università Tor Vergata Roma, Co-fondatore di Next, Eye on Buy che interverrà su: “La funzione dell’Economia civile in un’area marginale”, il Dott. Sebastiano Leo, Assessore Formazione e Lavoro Regione Puglia che relazionerà su: “Gli interventi regionali a servizio della restanza dei giovani”, a seguire interverrà il Dott. Mario VADRUCCI, Presidente CCIAA di Lecce che illustrerà l’argomento: “La realtà imprenditoriale del Sud-Salento”. 

Verrà, inoltre,  presentato la sintesi dello studio “L’impatto socio-economico del microcredito della Fondazione De Grisantis” realizzato, attraverso l’intervista di 20 su 90 piccole attività imprenditoriali, nate- dal 2012 al 2024- , in un’area marginale come il Sud Salento, dall’Associazione Studentesca – Scuola di Economia dell’Università di Lione, Noise Lyon, a seguire interverrà il Dott. Mauro BUSCICCHIO, Direttore Generale BPP, sul tema: “Il ruolo dell’Istituto Bancario a servizio dell’impresa-giovane su territori marginali” e il Dott. Andrea GAETANI, Area Manager Sud – PerMicro sull’argomento: “Microcredito e impatto sul territorio”.

Alle ore 19.30 la seconda parte del convegno “Microfinanza e impresa”, moderato dalla giornalista, Dott.ssa Luana PRONTERA, sarà introdotta dal del Dott. Giampietro PIZZO, Presidente RITMI, successivamente l’Avv. Michele SPERTI, Presidente Vicario ANCI Puglia e Componente Conferenza Stato-Città relazionerà su “L’azione dei Comuni a rischio di spopolamento a favore delle generazioni future”, a seguire interverrà il Don Antonio MORCIANO, Presidente Fondazione De Grisantis, sul tema: “L’impegno della Fondazione De Grisantis sul territorio salentino”, seguirà  il Dott. Luciano DE FRANCESCO, Amministratore Delegato della DFV che interverrà su: “Testimonianza di un ritorno nel proprio territorio”, al termine il Prof. Salvatore COLAZZO, Universitas Mercatorum Roma, “Il valore socio-educativo delle azioni di microfinanza”.

Giornata mondiale dell’acqua: l’intervento di ‘Azione contro la fame’ per garantire acqua potabile

L’acqua è vita, ma per milioni di persone nel mondo resta un lusso inaccessibile. Oggi, una persona su 4 non ha accesso all’acqua potabile. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, ‘Azione Contro la Fame’ riporta storie di chi ogni giorno affronta questa emergenza nel mondo: senza acqua non c’è futuro.

I raccolti appassiscono, il bestiame muore, il cibo diventa un lusso. Queste alcune delle disastrose conseguenze della mancanza di acqua, l’ingrediente invisibile di ogni pasto che nutre il suolo, regola il clima e mantiene in vita gli ecosistemi. Quando il cibo scarseggia, i prezzi salgono, lasciando milioni di persone, soprattutto bambini, senza un pasto garantito.

Tra le cause principali di questa situazione ci sono i cambiamenti climatici, che alterano i modelli di precipitazioni e accrescono la frequenza di siccità e alluvioni. Inoltre, la scarsità d’acqua potabile è aggravata dai conflitti armati, che distruggono le infrastrutture idriche, e dall’inquinamento ambientale.

Il 27% dei decessi di bambini di età inferiore ai cinque anni è direttamente collegato a gravi malattie prevenibili trasmesse dall’acqua contaminata. In zone di conflitto, i bambini hanno una probabilità 20 volte maggiore di morire a causa di malattie legate all’acqua non sicura rispetto alle violenze dirette della guerra. Colera, dissenteria e infezioni intestinali non solo mettono in pericolo la vita, ma impediscono al corpo di assorbire i nutrienti, portando a uno stato di malnutrizione acuta.

L’impatto delle carenze idriche non si limita alla salute. In molte regioni del mondo, sono le donne e le bambine a farsi carico della raccolta dell’acqua, percorrendo chilometri ogni giorno per raggiungere fonti spesso contaminate. Questo significa meno tempo per studiare, meno opportunità di lavorare, più fatica fisica e più rischi. Inoltre, la mancanza di bagni adeguati e acqua nelle scuole costringe molte ragazze a interrompere la frequenza scolastica dopo l’arrivo del ciclo mestruale. Un ostacolo in più, ancora del tutto reale, in molti paesi del mondo.

‘Azione Contro la Fame’ è attiva in situazioni di emergenza, come conflitti e disastri naturali, dove interviene rapidamente per alleviare le sofferenze, fornendo nutrizione, acqua potabile e assistenza sanitaria. Parallelamente, l’organizzazione implementa progetti di sviluppo che puntano a rafforzare le capacità locali e a garantire la sostenibilità, contribuendo alla ricostruzione e al miglioramento delle condizioni di vita a lungo termine delle comunità.

Per quanto riguarda l’acqua, le principali attività includono: riabilitazione e manutenzione delle fonti d’acqua: decontaminazione delle fonti non sicure e installazione di infrastrutture per garantire l’accesso all’acqua potabile; promozione dell’igiene: distribuzione di kit igienici e costruzione di latrine e stazioni per il lavaggio delle mani in comunità, scuole e centri sanitari; educazione sanitaria: formazione sull’igiene, fornendo informazioni ai genitori per prevenire le recidive della malnutrizione; coinvolgimento comunitario: organizzazione di team sanitari locali e comitati per l’acqua, composti da membri eletti della comunità, per promuovere la collaborazione locale.

Inoltre ‘Azione Contro la Fame’ ha fornito aiuto ad oltre 1.000.000 di persone a Gaza ed in Cisgiordania attraverso interventi emergenziali, distribuendo pasti e acqua potabile, sostenendo agricoltori e piccole imprese, incentivando la produzione locale di cibo e verdure fresche e garantendo la rimozione dei rifiuti solidi. Tuttavia, l’accesso all’acqua potabile rimane critico: il 62% della popolazione di Gaza, pari a 1.400.000 persone, dispone di meno di 6 litri d’acqua al giorno per persona, una quantità drammaticamente inferiore rispetto ai 75-90 litri utilizzati in una doccia di cinque minuti.

Oltre alla grave malnutrizione, la popolazione da più di un anno non ha accesso a cibo fresco e ad altri beni essenziali. La crisi idrica è aggravata dalla distruzione o dal danneggiamento del 67% delle strutture idriche e igienico-sanitarie. La maggior parte dei palestinesi consuma acqua inquinata e non sicura, mettendo a rischio la propria salute.

Nel Corno d’Africa si sta manifestando la peggiore siccità degli ultimi 70 anni. In Kenya più di 5 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e oltre 1 milione di bambini soffre di malnutrizione acuta. Habiba, madre di tre figli, ogni giorno era costretta a svegliarsi molto presto e a camminare per chilometri per raggiungere la fonte più vicina. A causa della difficoltà di accedere a cibo e ad acqua pulita, i suoi tre bambini si trovavano sull’orlo della malnutrizione.

E la situazione si ripete in tutto il Kenya. La vita di Habiba è cambiata da quando, nei pressi della sua abitazione, ‘Azione Contro la Fame’ ha installato un distributore automatico di acqua che funziona ad energia solare: lo Smart Water Tap. Il sistema sfrutta l’energia solare per purificare l’acqua, incanalarla dal sottosuolo e immagazzinarla in un serbatoio. La gestione è data interamente alla comunità, in modo da promuoverne l’autonomia.

Ernest Bikorimana Desire, 29 anni, è fuggito dal Burundi in seguito ai disordini civili e ha attraversato il confine con la Tanzania a piedi insieme ai suoi due figli, Mukunzi di quattro anni e Asiimwe di due. Arrivato in Uganda, si è stabilito nell’insediamento di rifugiati di Nakivale e ha iniziato a lavorare la terra per sopravvivere. Inizialmente, coltivava solo quanto bastava per sfamare la sua famiglia e arrotondava con lavori occasionali per la comunità ospitante, ma non era sufficiente: ‘Spesso ho lottato con la fame. Mi ero sposato da poco e guadagnavo a malapena per sfamare la mia famiglia’, racconta Ernest.

La svolta è arrivata quando si è unito a un’iniziativa agricola di ‘Azione Contro la Fame’ basata sul modello di utilizzo ottimizzato del terreno (Optimized Land Use Model – OLUM), che promuove l’uso efficiente delle risorse idriche per adattarsi ai cambiamenti climatici e migliorare la qualità delle coltivazioni. Grazie a un migliore sistema di irrigazione e alla raccolta dell’acqua piovana, Ernest ha iniziato a coltivare pomodori e cipolle. Alla fine dell’anno, il raccolto è stato abbondante: circa 3 tonnellate di cipolle per un guadagno di $ 1.350 e 1,1 tonnellate di pomodori, che gli hanno fruttato oltre 3.250 dollari.

Grazie a questi profitti, ha potuto acquistare una moto-taxi per spostarsi più velocemente e guadagnare qualcosa in più trasportando persone, mentre sua moglie ha aperto un piccolo negozio. Il suo prossimo obiettivo è comprare un tuk-tuk per facilitare la vendita dei prodotti agricoli. L’iniziativa di ‘Azione Contro la Fame’ ha trasformato la sua vita: oltre a garantirgli un reddito stabile, gli ha restituito speranza per il futuro.

La Giordania è il secondo paese al mondo per stress idrico. Il rapido aumento della popolazione e l’afflusso di rifugiati siriani hanno aggravato la crisi, facendo sì che la domanda di acqua superasse di gran lunga l’offerta. Azione Contro la Fame lavora per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati e delle comunità ospitanti, promuovendo pratiche di conservazione dell’acqua e garantendo l’accesso ai servizi igienico-sanitari.

Nel campo profughi di Azraq, che ospita oltre 41.500 rifugiati siriani, la mancanza di acqua potabile è un’emergenza quotidiana, soprattutto nei mesi estivi, quando le temperature diventano insostenibili. Ikram, rifugiata siriana e volontaria comunitaria per ‘Azione Contro la Fame’, sensibilizza le donne del campo sull’importanza della conservazione dell’acqua e delle pratiche igieniche.

‘Azione Contro la Fame’ è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame. Specialisti da 46 anni, prevediamo fame e malnutrizione, ne curiamo gli effetti e ne preveniamo le cause. Siamo in prima linea in 56 paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione. Guidiamo con determinazione la lotta globale contro la fame, introducendo innovazioni che promuovono il progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali e mobilitando persone e governi per realizzare un cambiamento sostenibile. Ogni anno aiutiamo 21 milioni di persone.

Azione contro la Fame | www.azionecontrolafame.it

Giorgio Meloni pragmatica a Baku con il sorriso

Aliyev e Meloni

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 13.11.2024 – Vik van Brantegem] – Nell’articolo Azerbajgian – Paese fossile e autocratico che disprezza l’azione per il clima e per i diritti umani – ospita la COP29 sui cambiamenti climatici dell’8 novembre 2024 [QUI] abbiamo scritto: «Non possiamo rimanere in silenzio. L’Azerbajgian, il Paese fossile e autocratico, che mostra disprezzo per l’azione per il clima e campione della violazione dei diritti umani, ospiterà a Baku dall’11 al 22 novembre 2024 la 29ª Conferenza quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP29) [QUI]». Ieri sera, nella sezione Rassegna Internazionale della Rassegna Stampa Il mondo visto dagli altri su Il Punto, la newsletter del Corriere della Sera, è stato pubblicato un commento dell’editorialista Luca Angelini in riferimento alla 29° Conferenza degli Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP29) a Baku.

XXVIII Domenica Tempo Ordinario: la vera sapienza è di lasciare che Gesù ci guardi e ci ami!

Scrive san Paolo: gli Ebrei chiedono miracoli; i Pagani invocano la sapienza umana che si chiama ‘filosofia’; per i Cristiani la vera sapienza è Cristo, che è amore ed ha dato la vita per la salvezza di tutti (cfr. 1 Cor. 1, 22-24).  Il brano del Vangelo ci presenta l’incontro di un Giovane con Gesù: Nell’incontro possiamo distinguere tre momenti: a) una domanda del Giovane; b) Gesù aiuta quel giovane a scoprire il volto vero di Dio, che è amore; c) un invito di Gesù: vai, vendi, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi. Gesù invita a conseguire la vera Sapienza che è quella che guida a raggiungere il fine ultimo; la meta per la quale siamo stati creati.

La creazione è il grande atto di amore di Dio nei riguardi dell’uomo: conseguire la vita eterna. Il peccato aveva distolto l’uomo dal suo fine ultimo; ma il cuore dell’uomo è inquieto sino a quando non riposa in Dio.  Per conseguire la vita eterna è necessario camminare nella via tracciata da Gesù, l’unico che poté dire: ‘Io sono la Via, la Verità e la Vita’. Dio ha scritto due libri. la natura con la molteplicità delle cose create, la Bibbia o sacra scrittura: Antino e Nuovo Testamento; se impariamo a leggere questi libri, se camminiamo nella via tracciata da Dio si arriva alla vita eterna. A causa del peccato l’uomo intravede solo la speranza terrena, frutto della sapienza terrena limitata e fragile.

Nella pienezza dei tempi Dio interviene con la rivelazione: dà all’uomo i dieci comandamenti  e lo invita a guardare avanti , all’opera redentrice di Cristo Gesù. Il giovane, che si era presentato a Gesù, aveva osservato i dieci comandamenti amando Dio e i fratelli ma il suo cuore era rimasto sempre sulla terra e per la terra. Aveva accumulato molti beni sulla terra e il suo cuore era legato ad essi. Si era ora presentato a Gesù per conoscere la sua vera identità e cosa fare per assicurarsi la vita eterna. 

Gesù amò subito questo giovane e gli addita i veri valori, la vita eterna; Gesù evidenzia che per seguirlo non basta l’osservanza dei dieci comandamenti, ma occorre dargli il cuore amandolo più dei beni terreni, dei parenti, della stessa vita perchè solo Dio è il Bene sommo. Lo invita perciò: vai, vendi tutto, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo;  poi ‘vieni e seguimi’! Il giovane se ne partì triste: era legato ai suoi beni terreni. Da qui il messaggio di Gesù: ‘Beati i poveri di spirito perchè di essi è il regno dei cieli” infatti dove c’è il tuo tesoro, là c’è il tuo cuore’!

Non dimenticare, amico che leggi, che i beni terreni hanno sempre un limite, viceversa il desiderio dell’uomo è sempre inappagato, non ha limiti: se hai poco non sei beato perchè cerchi ancora; se hai molto  non sei beato perchè vuoi di più e temi di perdere quello che hai. Se sei ricco la tua vita è solo una bolgia ansiosa. Finché sei insoddisfatto non sei ricco ma solo povero e vivi nell’angoscia che presto dovrai lasciare tutto.

Ricordati non sei mai quello che credi di essere, nè  quello che la gente pensa di te o quello che appari davanti al pubblico; sei solo quello che ami; ma amare è servire incondizionatamente. Non vali per i titoli che possiedi, per i tuoi anni o per le tue forze: tu vali solo per quello che effettivamente ami: se il tuo amore è fango, rimani infangato; se ami Dio e vedi l’immagine di Dio nei fratelli, diventerai simile a Dio. Scegli cosa ti conviene fare; la risposta non dovrebbe essere difficile.

Seguire Gesù è la vera sapienza; è la cosa più importante ma comporta rinnegare se stesso e prendere la croce ogni giorno. Conoscere  Gesù e seguirlo è la vera sapienza: non è un atto di intelligenza ma del cuore, di tutta la persona, come ci insegna il Padre. Amare il Regno di Dio più della salute e della bellezza fisica è lasciare che Gesù ci guardi e ci ami.

Cristiano vero non è colui che si affanna per i beni terreni ma chi riscopre se stesso e la meta verso la quale è diretto; cristiano vero è chi ha veramente fede, speranza e carità e sperimenta ogni giorno la presenza di Gesù nella propria vita.  Questa è la vera sapienza. Fare esperienza di Gesù significa fare esperienza della sapienza divina che non è un atto dell’intelletto ma del cuore, di tutta la persona. 

Dio è amore e ti insegna solo ad amare nella duplice dimensione orizzontale e verticale: amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore , con tutte le forze; amerai il prossimo tuo come te stesso. Ama e sarai veramente sapiente e saggio. La Vergine Maria, che ha detto il suo “Sì” al Signore, Lei, madre di Gesù e nostra , ci aiuti a scoprire il vero senso della vita, ci aiuti ad amare e a scoprire la bellezza di fare della vita un dono prezioso a Dio, creatore e padre.

L’inchiesta de La Verità «I denari della “banda dei buoni”» prosegue con nuove rivelazioni. Il Giornale scrive di «soldi dietro i soccorsi»

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 13.12.2023 – Ivo Pincara] – La Verità continua in prima pagina con il proseguimento del dossier I denari della “banda dei buoni”. Riportiamo di seguito a sommi capi il contenuto di ieri e oggi. Anche Il Giornale torna oggi sull’inchiesta della Procura di Ragusa: «I finti salvataggi di Casarini: dei soldi dietro i soccorsi. I contatti con la petroliera danese già due giorni prima dell'”emergenza” in mare. In cambio di 125mila euro».

La tomba

Nel 2000, in un’intervista al Corriere della sera, avevo dichiarato che il Mediterraneo era un cimitero di immigrati morti in mare. La tragedia recente degli oltre 600 morti affogati di fronte alla Grecia vanno ad aggiungersi a quelli degli anni precedenti. Ciò che impressiona è il silenzio di fronte alla tragedia.

Solennità della santissima e indivisa Trinità in cui professiamo e veneriamo Dio uno e trino e la Trinità nell’unità

Oggi, domenica 4 giugno 2023, la Chiese Cattolica Romana celebra la Solennità della Santissima Trinità, che ricorre ogni anno la domenica dopo Pentecoste, quindi come festa del Signore. Si colloca pertanto come riflessione su tutto il mistero che negli altri tempi è celebrato nei suoi diversi momenti e aspetti. Fu introdotta soltanto nel 1334 da Papa Giovanni XXII, mentre l’antica liturgia romana non la conosceva. Propone uno sguardo riconoscente al compimento del mistero della salvezza realizzato dal Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. La Santa Messa inizia con l’esaltazione del Dio Trinità “perché grande è il suo amore per noi”. Offriamo di seguito alla riflessione due contributi, proposti da Santiebeati.it.

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