Papa Leone XIV: prendersi cura delle differenze
“Mentre vi riunite per portare avanti gli impegni che sono stati il frutto del Vertice Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, convocato dal mio predecessore, papa Francesco, nello stesso periodo dell’anno scorso, vi do il mio caloroso benvenuto. Vi assicuro le mie preghiere mentre cercate di discernere la volontà del Signore e di leggere i ‘segni dei tempi’ relativi all’impatto delle crisi mondiali sui ‘piccoli’ di Dio”: ricevendo in udienza il Comitato organizzatore dell’iniziativa ‘From Crisis to Care: Catholic Action for Children’ papa Leone XIV ha ricordato l’importanza di leggere i ‘segni dei tempi’.
Durante l’udienza il papa ha sottolineato che non è migliorata la situazione di vita dei bambini: “E’ davvero una tragedia che i bambini e i giovani del nostro mondo, coloro che Gesù voleva che andassero a Lui, siano così spesso privati delle cure e dell’accesso ai beni di prima necessità. Allo stesso modo, hanno spesso poche opportunità di realizzare il potenziale che Dio ha donato loro. Purtroppo, vedo che la situazione dei bambini oggi non è migliorata nell’ultimo anno, ed è anche motivo di profonda preoccupazione apprendere della mancanza di progressi nella protezione dei bambini dai pericoli”.
Per questo ha detto delle difficoltà degli impegni presi per migliorare lo sviluppo: “Dobbiamo chiederci se gli impegni globali per lo sviluppo sostenibile siano stati messi da parte quando vediamo nella nostra famiglia umana globale che così tanti bambini vivono ancora in estrema povertà, subiscono abusi e sono costretti a sfollare, per non parlare del fatto che non hanno un’istruzione adeguata e sono isolati o separati dalle loro famiglie”.
Riprendendo un discorso al Corpo diplomatico di papa Francesco il papa ha evidenziato il loro impegno per l’infanzia: “A questo proposito, accolgo con favore il vostro impegno a sviluppare modi efficaci per affrontare le preoccupazioni sollevate al Vertice sui Diritti dell’Infanzia. Mentre svolgete questo compito, vorrei sottolineare due punti importanti. In primo luogo, state parlando a nome di coloro che non hanno voce. Questo è un compito davvero nobile. Tenetelo a mente quando sorge la tentazione di scoraggiarvi a causa di iniziative fallite, di un’apparente mancanza di interesse da parte degli altri o della sensazione che la situazione non stia migliorando. Lasciate che il bene che sapete di fare vi spinga avanti”.
E’ stato un invito a non trascurare i bisogni ‘trasversali’ dei bambini: “Il secondo punto riguarda la necessità di concentrarsi sui bisogni trasversali dei bambini, che possono facilmente passare inosservati quando l’assistenza si concentra su una sola area di bisogno. In questo senso, mi rendo conto che il modo particolare in cui ciascuno di voi affronta i bisogni dei bambini è conforme ai vostri specifici carismi e specializzazioni all’interno delle strutture della Chiesa locale, delle congregazioni religiose e delle organizzazioni di ispirazione cattolica”.
Per raggiungere tali obiettivi è necessario un lavoro comune: “Vi esorto, tuttavia, a trovare il modo di lavorare insieme in maggiore armonia affinché i bambini ricevano un’assistenza equilibrata, tenendo conto del loro benessere fisico, psicologico e spirituale. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, così come la Pontificia Accademia per la Vita, l’Unione dei Superiori Generali e l’Unione Internazionale dei Superiori Generali vi accompagnano in questo sforzo e incoraggio tutti voi a sviluppare misure concrete e piani d’azione per rispondere ai bisogni trasversali dei bambini”.
Per fare bene tale ‘lavoro’ è fondamentale ascoltare i bambini: “Papa Francesco ci ha spesso ricordato la necessità di ascoltare i bambini e si è dimostrato un maestro esemplare in questo senso”.
Mentre con una citazione del patriarca Atenagora il papa ha salutato i partecipanti ad un’iniziativa del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, destinata ai giovani sacerdoti e monaci delle Chiese ortodosse orientali, ricevuti in udienza: “Come sappiamo, san Paolo viaggiò molto in Israele, in Asia Minore, in Siria, in Arabia e persino in Europa. Fondando e visitando numerose comunità cristiane, divenne consapevole delle peculiarità di ogni chiesa: la sua etnia, i suoi costumi, così come le sue difficoltà e preoccupazioni. L’apostolo comprese che le comunità potevano diventare troppo isolate, concentrandosi sui propri problemi specifici.
Pertanto, in tutte le sue lettere, San Paolo fu fermo nel ricordare loro che facevano parte dell’unico Corpo Mistico di Cristo. In questo modo, li incoraggiava a sostenersi a vicenda e a mantenere l’unità di fede e di insegnamento che riflette la natura trascendente e l’unità di Dio”.
Infine ha sottolineato il valore delle ‘differenze’: “Cari amici, le differenze storiche e culturali delle nostre Chiese costituiscono uno splendido mosaico della nostra comune eredità cristiana, qualcosa che tutti possiamo apprezzare. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a sostenerci a vicenda affinché possiamo crescere nella nostra fede condivisa in Cristo, che è la fonte ultima della nostra pace. Ciò richiede che impariamo a disarmarci”.
(Foto: Santa Sede)




























