Papa Leone XIV: il Concilio Vaticano II è criterio di orientamento per la Chiesa
“Dopo l’Anno giubilare, durante il quale ci siamo soffermati sui misteri della vita di Gesù, iniziamo un nuovo ciclo di catechesi che sarà dedicato al Concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi Documenti. Si tratta di un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale”: così inizia il nuovo ciclo di catechesi sul Concilio Vaticano II, analizzato attraverso i suoi documenti, tenuto oggi in aula Paolo VI da papa Leone XIV per una più approfondita conoscenza.
Richiamando le parole di papa Benedetto XIV l’attuale papa ha evidenziato che il magistero del Concilio Vaticano II è ‘stella polare’: “Insieme all’anniversario del Concilio di Nicea, nel 2025 abbiamo ricordato i sessant’anni dal Concilio Vaticano II. Anche se il tempo che ci separa da questo evento non è tantissimo, è altrettanto vero che la generazione di Vescovi, teologi e credenti del Vaticano II oggi non c’è più. Pertanto, mentre avvertiamo la chiamata di non spegnerne la profezia e di cercare ancora vie e modi per attuarne le intuizioni, sarà importante conoscerlo nuovamente da vicino, e farlo non attraverso il ‘sentito dire’ o le interpretazioni che ne sono state date, ma rileggendo i suoi Documenti e riflettendo sul loro contenuto. Si tratta infatti del Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa”.
Quindi ha ricordato che papa san Giovanni XXIII lo additò come ‘stella polare’: “Dopo una ricca riflessione biblica, teologica e liturgica che aveva attraversato il Novecento, il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama a essere suoi figli; ha guardato alla Chiesa alla luce del Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unità tra Dio e il suo popolo; ha avviato un’importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio”.
Ed ha aperto la Chiesa al mondo: “Al tempo stesso, ci ha aiutati ad aprirci al mondo e a cogliere i cambiamenti e le sfide dell’epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità, come una Chiesa che desidera aprire le braccia verso l’umanità, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna”.
Ricordando le parole dei papi san Paolo VI e di papa Giovanni Paolo I ha sottolineato l’apertura conciliare al dialogo: “Grazie al Concilio Vaticano II, ‘la Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio’, impegnandosi a cercare la verità attraverso la via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso e del dialogo con le persone di buona volontà.
Questo spirito, questo atteggiamento interiore, deve caratterizzare la nostra vita spirituale e l’azione pastorale della Chiesa, perché dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale e, dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere attenti interpreti dei segni dei tempi, gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace”.
Insomma il Concilio Vaticano II è ancora oggi un criterio di orientamento: “Anche per noi è così. Accostandoci ai Documenti del Concilio Vaticano II e riscoprendone la profezia e l’attualità, accogliamo la ricca tradizione della vita della Chiesa e, allo stesso tempo, ci interroghiamo sul presente e rinnoviamo la gioia di correre incontro al mondo per portarvi il Vangelo del regno di Dio, regno di amore, di giustizia e di pace”.
Intanto oggi pomeriggio e domani il papa presiede il primo concistoro straordinario del suo pontificato.
(Foto: Santa Sede)




























