Papa Leone XIV: nel presepe Dio si fa presenza
“Cari fratelli e sorelle, il Presepio e l’Albero sono segni di fede e di speranza; mentre li contempliamo nelle nostre case, nelle parrocchie e nelle piazze, chiediamo al Signore di rinnovare in noi il dono della pace e della fraternità. Preghiamo per quanti soffrono a causa della guerra e della violenza; in particolare oggi desidero affidare al Signore le vittime della strage terroristica compiuta ieri a Sydney contro la comunità ebraica. Basta con queste forme di violenze antisemitiche! Dobbiamo eliminare l’odio dai nostri cuori”: è stato l’appello accorato di papa Leone XIV nel ricevere questa mattina in udienza i donatori del presepe esposto nell’Aula Paolo VI e dell’albero e del presepe di piazza san Pietro dopo l’attentato di Bondi Beach, in Australia, durante l’Hanukkah.
Nel saluto iniziale il papa ha sottolineato che attraverso il presepe Dio si fa presenza vicina: “Ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo che si recheranno a piazza San Pietro, la scena della natività ricorderà che Dio si fa vicino all’umanità, si fa uno di noi, entrando nella nostra storia con la piccolezza di un bambino. Infatti, nella povertà della stalla di Betlemme, contempliamo un mistero di umiltà e di amore”.
L’Avvenimento che si fa presenza nel presepio permette di rivalutare il valore del silenzio per scoprire la meraviglia dell’adorazione: “Davanti ad ogni presepe, anche quelli realizzati nelle nostre case, noi riviviamo quell’Avvenimento e riscopriamo la necessità di cercare momenti di silenzio e di preghiera nella nostra vita, per ritrovare noi stessi ed entrare in comunione con Dio.
La Vergine Maria è il modello del silenzio adorante. A differenza dei pastori che, tornando da Betlemme, glorificano Dio e raccontano quello che avevano visto e udito, la Madre di Gesù custodisce tutto nel suo cuore. Il suo silenzio non è semplice tacere: è meraviglia e adorazione”.
Ed anche l’albero di Natale, proveniente dalla diocesi di Bolzano-Bressanone, è un richiamo alla speranza della vita che non termina: “L’albero, con le sue fronde sempreverdi, è segno di vita e richiama la speranza che non viene meno neppure nel freddo dell’inverno. Le luci che lo adornano simboleggiano Cristo luce del mondo, venuto a fugare le tenebre del peccato e a illuminare il nostro cammino. Oltre al grande abete, da quelle stesse località dell’Alto Adige provengono gli altri alberi di dimensioni più piccole destinati a uffici, luoghi pubblici e ambienti vari della Città del Vaticano”.
Infine il papa ha evidenziato la caratteristica del presepe che proviene dal Costa Rica: “La rappresentazione della Natività, che rimarrà in quest’Aula per tutto il periodo natalizio, proviene dal Costa Rica e si intitola ‘Nacimiento Gaudium’. Ognuno dei 28.000 nastri colorati che decorano la scena rappresenta una vita preservata dall’aborto grazie alla preghiera e al sostegno fornito da organizzazioni cattoliche a molte madri in difficoltà.
Ringrazio l’artista costaricana che ha voluto, insieme al messaggio di pace del Natale, lanciare anche un appello affinché venga protetta la vita fin dal concepimento… Cari fratelli e sorelle, il Presepio e l’Albero sono segni di fede e di speranza; mentre li contempliamo nelle nostre case, nelle parrocchie e nelle piazze, chiediamo al Signore di rinnovare in noi il dono della pace e della fraternità”.




























