Il Papa: guardiamoci tra noi con lo stesso sguardo di Maria

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Un mare di gente che si confonde con il mare che dal sagrato della Basilica della Madonna di Bonaria si abbraccia con lo sguardo. Il golfo di Cagliari dove più di 600 anni fa arrivò quella immagine mariana che oggi segna la storia cattolica dell’isola.

Francesco è il quarto Papa dei tempi moderni che celebra la messa in questo luogo. Lo fece Paolo VI  Il 24 aprile del 1970 in occasione dei festeggiamenti per il sesto centenario dal rinvenimento della cassa con la statua della Vergine. Il 20 ottobre 1985, Giovanni Paolo II, a conclusione della sua visita pastorale in Sardegna, arrivò a Cagliari, dove celebrò una messa sul piazzale di Bonaria,  Il 7 settembre 2008 Benedetto XVI, in visita pastorale a Cagliari, ha presieduto la concelebrazione e donato una Rosa d’Oro all’immagine mariana e la navicella d’oro che nelle mani della statua.

Papa Francesco saluta la folla usando la lingua sarda poi parla di fede e delle difficoltà della gente, dalla mancanza di lavoro all’incertezza del futuro, e ripete, come aveva fatto la mattina: “E’ necessaria la collaborazione leale da parte di tutti, con l’impegno dei responsabili delle istituzioni, per assicurare alle persone e alle famiglie i diritti fondamentali, e far crescere una società più fraterna e solidale.”

La gente applaude quando il Papa parla del diritto “ a portare il pane a casa.”

Sofferenze e sperane messe ai piedi di Maria che “prega, prega insieme alla comunità dei discepoli, e ci insegna ad avere piena fiducia in Dio, nella sua misericordia. La potenza della preghiera! Non stanchiamoci di bussare alla porta di Dio. Portiamo al cuore di Dio, attraverso Maria, tutta la nostra vita, ogni giorno!”

Parla dello scambio di sguardi tra Maria e Gesù il Papa: “Dalla croce Gesù guarda sua madre e le affida l’apostolo Giovanni, dicendo: Questo è tuo figlio. In Giovanni ci siamo tutti, anche noi, e lo sguardo di amore di Gesù ci affida alla custodia materna della Madre. Maria avrà ricordato un altro sguardo di amore, quando era una ragazza: lo sguardo di Dio Padre, che aveva guardato la sua umiltà, la sua piccolezza. Maria ci insegna che Dio non ci abbandona, può fare cose grandi anche con la nostra debolezza. Abbiamo fiducia in Lui!”

Uno sguardo cui affidarci, tenero, materno: “ Madre, donaci il tuo sguardo! Il tuo sguardo ci porta a Dio, il tuo sguardo è un dono del Padre buono, che ci attende ad ogni svolta del nostro cammino, è un dono di Gesù Cristo in croce, che carica su di sé le nostre sofferenze, le nostre fatiche, il nostro peccato. E per incontrare questo Padre pieno di amore, oggi le diciamo: Madre, donaci il tuo sguardo!”

Uno sguardo che deve essere anche il nostro tra di noi. “Ci sono persone che istintivamente consideriamo di meno- dice il Papa- e che invece ne hanno più bisogno: i più abbandonati, i malati, coloro che non hanno di che vivere, coloro che non conoscono Gesù, i giovani che sono in difficoltà. Non abbiamo paura di uscire e guardare i nostri fratelli e sorelle con lo sguardo della Madonna:”  Dobbiamo difendere lo sguardo di Maria “da tanti parolai che promettono illusioni; da coloro che hanno uno sguardo avido di vita facile, di promesse che non si possono compiere. Non ci rubino lo sguardo di Maria, che è pieno di tenerezza, che ci dà forza, che ci rende solidali tra noi.”

Dopo la messa il Papa ha guidato la preghiera mariana dell’ Angelus  e reso omaggio alla immagine di Maria di Bonaria con un pensiero speciale a “tutti i numerosi santuari mariani della Sardegna: la vostra terra ha un legame forte con Maria, un legame che esprimete nella vostra devozione e nella vostra cultura. Siate sempre veri figli di Maria e della Chiesa, e dimostratelo con la vostra vita, seguendo l’esempio dei santi!”

Infine un ricordo per  Tommaso Acerbis da Olera, frate Cappuccino, vissuto tra i secoli sedicesimo e diciassettesimo, beatificato ieri a Bergamo.

Dopo la messa il Papa è entrato nella Basilica dove ha salutato i molti malati e anziani che lo attendevano.

 

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