Arrestato con l’accusa di abusi su minori l’allenatore di basket della Stella Azzurra di Roma

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 09.02.2023 – Ivo Pincara] – «Liberi di giocare, liberi di partecipare, liberi di costruire il proprio percorso nel mondo del basket. Una rivoluzione: si può partecipare ad allenamenti e partite seguiti dallo staff della Stella Azzurra, nello splendido impianto di via Flaminia. Un’esperienza fantastica, che ognuno ha la libertà di arricchire come vuole, personalizzando la sua esperienza grazie alle moltissime opportunità offerte da Stella Nation, Entra subito nella Community, clicca e prenota il tuo posto in campo. Stella Nation è EASY TO PLAY». Così si legge sul sito Stellanation.it della società sportiva dilettantistica Stella Azzurra Basketball Academy sulla via Flaminia a Roma.

Poi, ieri mattina, 8 febbraio 2023 il mondo del basket italiano si è svegliato sconvolto dalla notizia di abusi su minori che sarebbero avvenuti nella Stella Azzurra. Apprendiamo i fatti dai quotidiani, con i dettagli dello scandalo, che ha colpito in pieno l’allenatore – descritto come un punto di riferimento dei cestisti minorenni – e il club della Capitale:

  • Allenatore di basket arrestato per abusi su minorenne. Paolo Traino diceva: «Chi si rifiuta e denuncia non gioca più». Il 55enne allenatore di una squadra di basket avrebbe abusato di un 13enne. «Se parli non giochi più», choc nella Capitale: arrestato il coach di basket pedofilo di Michela Allegri e Camilla Mozzetti su Ilmessaggero.it [QUI]
  • Arrestato l’allenatore di basket della Stella Azzurra Paolo Traino per abusi su minori. “Chi si rifiuta o denuncia non gioca più”. L’indagine è stata avviata grazie alla segnalazione di alcuni collaboratori della squadra. Il 55enne già condannato per lo stesso reato di Marco Carta su Repubblica.it [QUI]
  • Abusi sessuali su minore, arrestato Paolo Traino, allenatore di pallacanestro della Stella Azzurra di Roma. La lunga indagine è scattata nel 2020 dopo la segnalazione di collaboratori della stessa società che avevano notato gli atteggiamenti tenuti dal tecnico. L’uomo già condannato a due anni per lo stesso reato nel 2015 di Rinaldo Frignani su Corriere.it [QUI]

Siamo ancora una volta costretti ad osservare attraverso la nostra lente e a soffermarci sugli abusi nel mondo dello sport – scossi da questa notizia che nessuno avrebbe mai voluto conoscere, dell’allenatore di basket Paolo Traino, già condannato per un reato simile, denunciato da alcuni collaboratori della squadra della società di basket romana Stella Azzurra, nella quale aveva un ruolo di responsabilità – dopo aver attirato il 5 ottobre 2022 l’attenzione sugli abusi sessuali sistematici nello sport femminile [QUI]: «Combatteremo sempre duramente ogni forma di abuso in ogni luogo del mondo. Sia esso il cortile di un oratorio, una classe scolastica o lo spogliatoio di una palestra. Continueremo a vigilare perché i predatori vanno a caccia delle loro prede su ogni terreno. Il nostro campo di battaglia sarà sempre la difesa dei più deboli. In questo caso le vittime di abuso sessuale sono le ragazze, giocatrici di calcio statunitensi. Chi ha responsabilità penali dovrà pagare per le proprie azioni criminali. Chi ha coperto e insabbiato la verità è complice del medesimo crimine».

L’arresto dell’allenatore di basket della Stella Azzurra è stato eseguito dagli investigatori della IV sezione della Squadra mobile della Polizia di Stato di Roma, specializzata proprio nel contrasto ai reati di violenza di genere e a danno di minori, al ritorno di Paolo Traino da un viaggio all’estero.

Per i ragazzi delle squadre giovanili della Stella Azzurra era anche più di un sostegno personale. Una figura di riferimento che si occupava dei loro problemi, non solo sportivi, ma anche legati allo studio. Così, uno dei coach più in vista nella factory di talenti sportivi sulla via Flaminia, entrava in confidenza con i giovani cestisti, molti dei quali provenienti dall’Africa e dai paesi dell’Est Europa, ospiti del campus romano. Ragazzi che si fidavano di lui e che a un certo punto si sono ritrovati in soggezione, anche preoccupati dal fatto di poter perdere l’occasione della vita di sfondare nello sport professionistico.

“Fai come ti dico io e vedrai che ce la fai”. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, Traino carpiva la fiducia dei giovani cestisti nella foresteria della Stella Azzurra con scuse di ogni tipo, dal ripasso di alcuni schemi a massaggi fisioterapici, nonostante non avesse alcun attestato a riguardo. Una volta in casa, da soli, esercitava il proprio potere su di loro. Ragazzi spesso stranieri, venuti a Roma per giocare a basket senza la famiglia. Sfruttava l’assenza dei genitori per assumere una figura paterna. Anche attraverso minacce: “Se denunci o ti rifiuti, non giochi”.

“Non sono un pedofilo, sono solo molto affettuoso”, si era difeso nel corso del processo del 2015 in cui fu condannato nel 2018 a due anni per molestie – scontata in parte ai domiciliari prima di ritrovare la libertà – quando ricopriva il ruolo di Presidente della Perugia Basket Academy. Una pena che non ostacolato la sua carriera. Lascia Perugia e va a Roma, dove inizia a darsi da fare sul parquet della Stella Azzurra a Corso Francia. Qui trova lavoro presso la prestigiosa società romana, che vanta circa 400 tesserati e 50 atleti ospitati nella foresteria. “Lui ha iniziato a lavorare qui 9 o 7 anni fa. Abbiamo appreso la notizia questa mattina, non sapevamo nulla e non abbiamo notato mai nulla di strano”, hanno detto da Corso Francia, sottolineando di non essere a conoscenza del passato giudiziario di Traino e dei suoi comportamenti, nonostante le segnalazioni siano partite proprio dai collaboratori della scuola. L’allenatore, però, sarebbe stato licenziato a inizio anno “per divergenze tecniche”.

Un dettaglio non indifferente secondo gli inquirenti è il fatto che la condanna nel 2018 per molestie a Perugia era divenuta definitiva lo scorso dicembre: la pena prevedeva l’inibizione perpetua dal lavorare a contatto coi minori. Da dicembre Traino, insomma, non poteva più allenare. Ma nessuno dei genitori era stato avvisato.

Ascoltando questa ennesima storia terribile di violenze e abusi su minori ci si domanda – come fanno notare i quotidiani – come mai un condannato per reati di abusi su minori avesse ancora la possibilità di avvicinarli e potesse allenare una squadra di basket giovanile. E perché la Stella Azzurra Roma lo tenesse in organico, visto che avrebbe dovuto essere al corrente del precedente, e perché la FIP e il CNA lo tenessero tra i loro iscritti. Questo andrà sicuramente chiarita maggiormente dagli inquirenti nei prossimi giorni e dovrebbe essere oggetto di un supplemento di indagine che il pubblico ministero avrebbe già disposto. Forse sarebbe il caso che il Presidente federale Gianni Petrucci e il Presidente CNA Ettore Messina si muovano rapidamente e rilascino una dichiarazione in proposito, osservano i quotidiani.

«Nella foresteria di una società di basket romana, la Stella Azzurra, sulla via Flaminia, avrebbe avvicinato almeno un giovane sportivo e, con la scusa di praticare massaggi, o di ripassare gli schemi di gioco, avrebbe abusato di lui. E non è escluso che ci siano anche altre vittime: il sospetto è che le abbia minacciate di non farle più scendere in campo, se lo avessero denunciato. (…) Per l’accusa, Traino avrebbe abusato almeno di un tredicenne mentre era tra gli allenatori del settore giovanile della società sportiva. Gli abusi si sarebbero consumati, appunto, all’interno della foresteria, dove abitano decine di ragazzini provenienti da tutta l’Italia e dall’estero. Anche Traino risiedeva lì, visto che si era dovuto trasferire dall’Umbria. La vittima non ha chiesto aiuto, ma alcuni dipendenti della società avrebbero capito che stava succedendo qualcosa di strano. Da qui le indagini – durate dunque tre anni – che hanno ricostruito almeno una violenza. Si indaga, però, per accertare la presenza di altre vittime, considerando anche i precedenti dell’allenatore.
In quel caso i fatti erano avvenuti in Umbria: nel 2018 era stato condannato dal gup di Perugia a 2 anni – con rito abbreviato – per molestie e abusi su minori. All’epoca le vittime erano quattro: avevano raccontato le attenzioni mostrate dall’allenatore, i baci sul collo, sulle labbra, le carezze anche nelle parti intime. All’epoca l’uomo si era difeso dicendo che le sue erano solo attenzioni affettuose. Lo scorso dicembre la condanna è diventata definitiva e Traino aveva dovuto sospendere il mestiere di allenatore: il giudice ha disposto per lui anche l’interdizione da lavori a contatto con ragazzini. Formalmente alla società Stella Azzurra avrebbe detto che la madre era molto malata e per questo non poteva più lavorare. (…) I vertici della società sportiva si definiscono «basiti e addolorati». Traino di fatto lavorava per la Stella Azzurra da almeno sette anni. Dunque dal 2015, e anche mentre era sotto processo per le altre violenze. Di volta in volta, anche in base alle stagioni, il suo contratto veniva rinnovato. «Ma – spiegano dai vertici della società – non lavora più per noi da qualche tempo per dei problemi personali». Ufficialmente, dalla società fanno sapere che «Traino aveva smesso di allenare per assistere la madre malata». In realtà, la condanna da Perugia è diventata definitiva lo scorso dicembre e dallo stesso mese l’uomo ha smesso di allenare la giovanile romana. Divergenti i pareri sul suo conto da parte di chi è passato per la Stella Azzurra: c’è chi sostiene che i suoi modi troppo affettuosi fossero conosciuti, e c’è chi sottolinea solo le capacità professionali» (Michela Allegri e Camilla Mozzetti – Ilmessaggero.it, 8 febbraio 2023).

«Violenze sessuali e minacce. Ha abusato di un minorenne sfruttando il suo ruolo di allenatore nella nota società di basket Stella Azzurra, del quadrante nord di Roma. Per questo è finito in manette Paolo Traino, di 55 anni, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata, con recidiva specifica. L’uomo nel 2015 era già stato condannato, con sentenza irrevocabile, per violenza sessuale aggravata in danno di minori, per fatti analoghi commessi sempre in ambito sportivo in altre località dell’Italia centrale» (Marco Carta – Repubblica.it, 8 febbraio 2023).

«Invitava giocatori minorenni, anche quattordicenni, nella foresteria di una società di basket romana, la Stella Azzurra a corso Francia, una delle più famose della Capitale, con la scusa di praticare loro massaggi terapeutici, somministrare farmaci o di ripassare gli schemi di gioco. Invece in varie occasioni almeno uno dei giovani, che all’epoca dei fatti aveva 13 anni, è stato sottoposto ad abusi sessuali. (…) Dai riscontri investigativi è emerso come l’uomo, accusato ora di violenza sessuale aggravata e continuata, approfittasse proprio della fragilità delle vittime non solo perché minorenni ma anche perché ospiti delle strutture della società di basket, dove risiedevano lontano dalla loro famiglia. In qualche caso il tecnico, che prima di essere condannato la prima volta aveva sempre negato ogni accusa, avrebbe minacciato le giovani vittime dicendo loro che se non avessero mantenuto il silenzio sugli abusi subìti non avrebbero più giocato. Ma le indagini della polizia non sono ancora concluse. Oltre all’identificazione di altre vittime del 55enne, da capire c’è anche perché Traino, nonostante i suoi precedenti per violenza sui minori, continuasse a frequentare il campus romano, dove si trovano decine di atleti ospiti e altre centinaia residenti nella Capitale, e soprattutto ad allenare. (…) Al momento il nome e la foto di Traino sono stati tolti dalla pagina web della squadra romana. Negli ultimi mesi sembra che il 55enne, forse a causa dello sviluppo delle indagini nei suoi confronti, fosse stato destinato ad altre mansioni» (Rinaldo Frignani – Corriere.it, 8 febbraio 2023).

Quali sono i progetti futuri della Stella Azzurra? «Continuare… larger than life» (Germano D’Arcangeli, allenatore della Stella Azzurra nell’intervista dell’11 luglio 2020 a cura di Paolo Spelorzi per Backdoorpodcast.com): «La Stella è nata nel 1938 e, fino al 1982, ha fatto la serie A e la prima serie. Io la gestisco dal 1996. Siamo nati all’interno del Collegio San Giuseppe. Quindi, insegnare e lavorare sui giovani è nel nostro DNA. Io mi sono inserito in questa tradizione. Non sappiamo fare altro. Abbiamo tre campi da basket regolari ed al coperto; una piscina, un campo all’aperto, un centro tecnologico, un liceo e la foresteria dei ragazzi. Lo staff come si può facilmente immaginare è interminabile. Allenatori, insegnanti, psicologi, tecnici, dirigenti e personale di servizio sono un esercito “al servizio” dei ragazzi. Siamo una scuola di formazione, un vero e proprio istituto professionale. Il numero maggiore possibile di giocatori professionisti o di laureati ci soddisfa appieno. Vincere per noi significa questo. Credo che molte società stiano seguendo questa strada o sinceramente almeno me lo auguro. Abbiamo a nostra disposizione uno scout spagnolo ed un network di contatti in Italia e nel resto del mondo. Non reclutiamo solo giocatori di talento, prendiamo soprattutto ragazzi che vogliono arrivare e lavorano indefessamente per riuscirci. Camp, servizi di formazione, cessione dei giocatori, Information Tecnology marketing e merchandising sono la forma di finanziamento del nostro lavoro».

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