Salviamo padre e madre. Una petizione per dire no a “genitore 1 e genitore 2” sui documenti d’identità dei figli

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 22.11.2022 – Vik van Brantegem] – La XVIII sezione del Tribunale civile di Roma ha accettato il ricorso di una coppia di due donne, che chiedevano di poter usare la dicitura “genitore” (secondo l’ideologia del gender), invece di padre e madre (secondo natura), sulla carta d’identità elettronica della figlia adottiva. Il ricorso era stato presentato dalla coppia con l’assistenza delle associazioni Rete Lenford (quella che promuove la pericolosa “carriera alias” nelle scuole [QUI]) e Famiglie Arcobaleno, che dal gennaio 2019 si erano attivate contro il decreto Salvini, con il quale si eliminava la possibilità di scrivere genitore 1 e genitore 2, obbligando a scrivere sempre madre e padre sui documenti dei figli.

L’ordinanza del Tribunale è rivolta al Ministero dell’Interno e al Sindaco di Roma, che sono tenuti a indicare sulla carta d’identità elettronica della figlia le qualifiche neutre di genitore accanto ai nomi delle due ricorrenti e non più madre e padre. I giudici chiedono di adoperarsi per le modifiche al software predisposto per la richiesta e l’emissione della carta d’identità elettronica nel caso delle due ricorrenti. La petizione lanciata da Pro Vita & Famiglia Onlus a seguito del caso ha già raccolto quasi 47.000 firme.

«Genitore 1 e genitore 2, l’eterna fake news che piace alla destra tradizionalista. “Che scandalo, non si può più dire ‘mamma’ e ‘papà'”. Peccato non ci sia niente di vero». Questo è il titolo di un articolo del 24 febbraio 2021 su Esquire. Vale la pena riportare il testo per intero:

«Ci sono storie perfette. Così ben costruite da inserirsi nel dibattito pubblico per non abbandonarlo più. Ma sono solo questo, appunto: storie perfette. Costruite a tavolino spesso per avvelenare il dibattito. Fake news, diremmo. Balle spaziali o bufale, per restare alla lingua italiana. Quella di genitore 1 e genitore 2 è sicuramente la più affascinante degli ultimi anni. Una storia piccolissima che parte da un comune italiano e una volta arrivata alla ribalta nazionale non è più andata via. Già, perché la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” sui documenti dei bambini in realtà non esiste. È un fantasma. Una minaccia sventolata per far tremare le ginocchia alle persone meno accorte. Come quando da piccoli dicevano: “se non fai il bravo arriva…” e si aggiungeva quello di cui avevamo più paura. La paura più presente negli ultimi anni, cavalcata dalla destra, è quella del declino dei valori: della famiglia “tradizionale”, la paura dei nuovi diritti e di un mondo che cambia».

Ecco, abbiamo dovuto aspettare un po’, ma la fake news era proprio di Esquire, come vediamo oggi. Una parte della magistratura, alleata con le lobby del gender, sostenute dai media mainstream e promosse dai collettivi arcobaleno con le campagne intolleranti sui social, vuole scardinare l’ordinamento giuridico italiano, per far riconoscere legalmente le cosiddette “famiglie arcobaleno” secondo i dettami dell’ideologia del gender: coppie omosessuali, che da una parte si battono per la “inclusività” (loro) e dall’altra pianificano a tavolino l’esclusione del papà o della mamma dalla vita di un figlio. Questo è possibile solo tramite pratiche barbare e disumane vietate in Italia: l’utero in affitto nel caso di due uomini, o la compravendita di gameti umani nel caso di due donne. Due uomini e due donne infatti non possono diventare genitori: sarà sempre indispensabile l’esistenza di un papà e di una mamma per l’esistenza di un figlio. Vogliono cancellare questo dato di fatto naturale, cambiando le parole sui documenti di identità.

Aiutiamo Pro Vita & Famiglia Onlus a impedirlo firmando la petizione per chiedere al Governo di non assecondare questa richiesta ideologica che nega la realtà: ogni figlio ha un padre e una madre (biologici o adottivi).

“Restiamo Liberi”, la rubrica settimane di Pro Vita & Famiglia che va in onda ogni lunedì a mezzogiorno, a cura del Portavoce, Jacopo Coghe

Un appuntamento per ribadire quanto, purtroppo, le libertà di espressione e pensiero siano oggi costantemente sotto attacco. Nella puntata di oggi – la sesta della rubrica – si è parlato di “genitore 1” e “genitore 2” e degli ultimi fatti di cronaca che – in particolare a Roma – hanno avuto come protagoniste due donne che hanno vinto un ricorso in Tribunale per l’assegnazione, appunto, della dicitura “genitore” sulla carta di identità della loro “figlia. Un caso che vorrebbe scardinare il Decreto Salvini del 2019 e appiattire così l’esistenza di “padre” e “madre” sui documenti dei bambini.

Il Portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, Jacopo Coghe, nella 6ª puntata di lunedì 21 novembre 2022 ha spiegato come e perché tale decisione può costituire un precedente pericoloso per l’apertura, in futuro, di istanze LGBTQIA+ a favore delle adozioni per coppie dello stesso sesso, per la legittimazione della fantomatica identità di genere e, peggio ancora, della pratica illegale e barbara dell’utero in affitto.

La puntata del 21 novembre 2022 di “Restiamo Liberi” – Episodio 6: Genitore 1 e genitore 2 o padre e madre?

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