Nel nome di Don Giussani. Cosa pensava “il Gius” della nostra vita

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La vita secondo Don Gius. La 43ª edizione del Meeting “di amicizia tra i popoli” di Rimini ha preso il via con la presentazione di un libro di testimonianze su Don Luigi Giussani. In una lettera a Papa Giovanni Paolo II il fondatore di Comunione e Liberazione ha scritto: «Non solo non ho mai inteso “fondare” niente, ma ritengo che il genio del Movimento che ho visto nascere sia di avere sentito l’urgenza di proclamare la necessità di ritornare agli aspetti elementari del Cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta». Pubblico volentieri sul questo mio Blog dell’Editore l’articolo che segue, a firma del caro amico e stimato collega Renato Farina, in memoria di un uomo e sacerdote da cui ho “appreso”, già quarantenne, che Gesù non è una idea ma una Presenza. Di cui si può innamorare (V.v.B.).

Don Luigi Giussani (1922-2005) tra i suoi ragazzi di Comunione e Liberazione.

Oggi [per chi scrive, ieri 20 agosto 2022] ri-comincia il Meeting di Rimini. Il primo giorno, e non è un caso, c’è la presentazione del volume di Carmen Giussani Il Gius. Una vita appassionante (in uscita in libreria martedì 23 agosto 2022, prefazione di Davide Rondoni, edito da Baldini e Castoldi) che racconta, incollando le testimonianze di chi ne ha avuto cambiata l’esistenza, un don Luigi Giussani, «il Gius» (1922-2005), che sembra venirci incontro con corpo e anima. Eccolo negli anni cinquanta, le sue lezioni al liceo Berchet di Milano, e via lungo i decenni con il suo modo di voler bene, delicato e travolgente, che somiglia in modo impressionante a quello di un tale che è protagonista dei Vangeli, e con il quale per grazia e per genio questo prete brianzolo e universale si è assimilato, divenendo un alter Christus per tanti. Ne risulta un testo che ha la freschezza ingenua dei fioretti di San Francesco, fino all’ultimo incontro di Carmen con il padre e amici prossimo alla morte. E poi ancora il suo essere deposto nella tomba accompagnato dall’omelia di altezza gotica del cardinale Ratzinger e poi per sempre da una invocazione impressa vicino al granito dove accorrono al Cimitero Monumentale pellegrini da ogni continente: «Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza».

Uno e basta

Dai brevi scritti qui raccolti, ognuno relativo a un preciso momento, si capisce e riferiti da persone con teste e pance diversissime diversissime tra loro, che non trasmetteva – anzi non trasmette! – un messaggio per cristiani super, alti e colti, ma «l’urgenza di proclamare la necessità di ritornare agli aspetti elementari del Cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta». E basta. Uno e basta. Uno che abbraccia tutti e tutto.

Sfuggire all’ovvio, please, osservando la kermesse romagnola giunta alla 43ma edizione e al movimento da il movimento da cui è nata, Comunione e Liberazione, dopo il compito assegnato a tutti i suoi membri da papa Bergoglio di “ricominciare da Uno”, per usare un’espressione coniata proprio dal Gius dopo il disastroso risultato del referendum. Si riparte da 1 non da 32, che era la percentuale di chi aveva votato per l’abrogazione della 194 nel maggio del 1981: cioè la salvezza, un mondo buono, non sgorga da un aggregarsi politico di successo, ma dall’origine, da un immergersi nel fiume Giordano, altrimenti si può essere anche l’80 per cento ma si è lo stesso dei disperati.

È proprio il caso pertanto di attingere non dal risaputo, ma da questo libro che butta il suo secchio nell’intimo di gente mai sentita per imparare due cose: 1) chi era Don Giussani, 2) da scintilla nasce questo evento “di amicizia tra i popoli”, tale è il nome completo del Meeting che, persino durante la pandemia, usando zoom e tivù, è stato il raduno religioso-politico più denso e originale del mondo.

Abbracciati all’infinito

C’è una terza cosa che forse potremmo apprendere tutti, venendone contagiati: quella vibrazione palpabile ad ogni pagina, che ci dice che siamo fatti per abbracciare l’infinito, e che l’uomo ha bisogno di essere accarezzato da Qualcuno che attraversi il gelido nulla per amor suo.

Carmen Giussani è omonima ma non parente di Don Luigi Giussani (1922-2003). È stata sua grande amica, vivendogli vicino per anni, poi inviata in missione in Spagna, infine lo ha raggiunto spesso a Milano durante il tempo della malattia che “nel Gius” coincise con il disfacimento del corpo e la maturità piena della sua coscienza e della sua umanità. Letizia anche nella voce che spariva e nel dolore che lo atterrava e per un istante lo atterriva, ma poi vedeva il Mistero della Carità, dentro tutto, persino l’agonia e il bussare della morte.

Politica al Meeting? Ma certo. È una dimensione dell’esistenza importante. C’è qualcosa che viene prima. Questa edizione è intitolata con semplicità: “Una passione per l’uomo”. È la definizione che Don Luigi Giussani (1922-2003) ha dato del cristianesimo. Del perché Dio si è incarnato ed è qui e ora a sostenere la speranza degli uomini. Il Meeting è nato per espandere questa passione fino agli estremi confini della terra e a tutte le dimensioni dell’umano, perché ogni cosa e qualsiasi interesse – cultura, economia, politica, sport, piadine, l’innamorarsi, il nascere e il morire – è oro se viene attraversato da quella presenza divino-umana che non cessa di consolare la nostra tristezza da duemila anni, aprendo squarci di cielo adesso, non domani in Paradiso, ma qui e ora.

Senza questo prete non esisterebbe nulla di simile nell’universo. Tra tutte propongo qui la testimonianza di Luigi Amicone, deceduto lo scorso ottobre, sul primo incontro con quell’uomo.

L’incontro

«Autunno 1975. Intorno alle tre del pomeriggio. Milano. Entro in via Pagliano 10, per accedere all’auditorium del Pime. Sono una matricola di scienze politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho appena compiuto diciannove anni. Mi trovo qui assieme a decine e decine di altri ragazzi per partecipare a un incontro di Comunione e Liberazione. Sono assorto nei miei pensieri quando, appena superato il cancello, sento strattonarmi il gomito da dietro. Non faccio in tempo a voltarmi che lo sconosciuto mi affianca. “Come ti chiami?” “Luigi”. “Luigi, la vita è triste. Ma è meglio che sia triste, perché se non fosse triste sarebbe disperata”. Poi lo sconosciuto allunga il passo precedendomi nel salone dell’edificio dove di lì a poco si terrà l’assemblea degli universitari. Molti anni dopo, ho trovato qualcosa di quel primissimo incontro a tu per tu con Giussani nei versi di Rilke, annotati da Etty Hillesum nel suo diario: “E sentì stranamente uno straniero dire: io sono con te”».

E chi è Etty Hillesum? Morì ad Auschwitz. Ho imparato chi è, non ricordo l’anno, al Meeting.

Renato Farina

Questo è articolo è stato pubblicato ieri, 20 agosto 2022 su Libero Quotidiano.

Un incontro al Meeting di Rimini 2022.

Foto di copertina: la copertina del volume di Carmen Giussani Il Gius. Una vita appassionante (in uscita in libreria martedì 23 agosto 2022, prefazione di Davide Rondoni, edito da Baldini e Castoldi). Don Luigi Giussani, per chi lo ha conosciuto da vicino o ne ha seguito l’itinerario umano e religioso, è stata una figura fondamentale: l’acume e la delicatezza, il temperamento che lo contraddistingueva, ma anche l’ironia e la giocosità, la capacità di leggere a fondo l’anima di chi gli stava davanti e di dare sempre il consiglio giusto sono solo alcune delle qualità che vengono riconosciute al punto sorgivo di Comunione e Liberazione. Se molto è stato detto e scritto riguardo alle sue opere e al suo pensiero, questo libro mira a colmare un vuoto, dal momento che del Gius restituisce non tanto l’immagine pubblica quanto la sua dimensione più intima, popolare, quotidiana. Il risultato è un ritratto vivido, persino sorprendente, di una delle personalità più importanti del Cattolicesimo contemporaneo: attraverso aneddoti di episodi apparentemente minimi e marginali, ma anche attraverso il ricordo di incontri in occasioni ufficiali, di conversazioni, di scambi, di piccoli gesti di cura e carità, emerge in queste pagine tutta l’umanità di don Giussani, la sua statura religiosa e morale, la sua carica prorompente e gioiosa. Curato da Carmen Giussani, giornalista vicina per tutta la vita al Gius, del quale porta lo stesso cognome, nonché sua traduttrice in lingua spagnola, e corredato dalla bella prefazione di Davide Rondoni, questo libro raccoglie le testimonianze di quanti, dalla metà degli anni Cinquanta sino all’inizio del Duemila, hanno frequentato Don Giussani, condividendo con lui parte del cammino.

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