L’Italia nel coprifuoco osservata dalla Finestra di Azzurra. Pensando alla Finestra di Overton, da chiudere

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Condividiamo dal blog di Azzurra Barbuto, giornalista di Libero, autrice di “Ali di burro” e “Spegni quel telefono”. Un suo motto: “Se avessi voluto essere comoda, sarei nata poltrona”. In aggiunta due postscriptum. Buona lettura, fuori dalla poltrona e dalla zona di comfort, aprendo la Finestra di Azzurra per chiudere la Finestra di Overton [*].

In vigore da 5 mesi, il coprifuoco va abolito: non ha senso e, avendo perso la provvisorietà, è divenuto un abuso permanente
di Azzurra Barbuto
La Finestra di Azzurra, 3 aprile 2021


Strumento del totalitarismo ed espressione quindi di un potere coercitivo mirante non soltanto a controllare l’individuo ma persino a punirlo nonché ad assuefarlo a soggezione e obbedienza, il coprifuoco è, tra tutti i provvedimenti adottati dal governo precedente e anche da quello attuale allo scopo di contrastare la diffusione del contagio, forse il più ingiustificato e schizofrenico. Ed è proprio la sua mancanza di senso logico a renderlo insopportabile ai cittadini i quali non riescono, pur sforzandosi, a ravvisare in codesta grave misura repressiva delle loro inviolabili libertà eventuali vantaggi pratici.

Come può, infatti, l’obbligo di non mettere il naso fuori di casa tra le 22 e le 5 favorire l’uscita dal tunnel dell’epidemia? Come può la totale compressione della libertà di movimento per ben 7 ore sulle 24 contribuire in maniera decisiva alla fine di quella che viene definita “emergenza sanitaria”? E, soprattutto, è legittimo, è costituzionale, vietare ai cittadini di circolare tra le 22 e le 5, proibizione che è in essere da oramai 5 mesi? Soltanto il pensiero di essere vincolati al rispetto di un coprifuoco, pena salate ammende, è soffocante, a prescindere dalla sussistenza o meno di un desiderio di varcare la soglia domestica. Insomma, possiamo pure scegliere di stare a casa e non avere alcuna intenzione, necessità o urgenza di andare fuori, tuttavia l’esecutivo non deve e non può soffocare il nostro diritto di muoverci in quelle specifiche 7 ore.

Peraltro, tale limitazione è in vigore in modo continuativo da troppo tempo e ha dunque perso il suo carattere di eccezionalità, e di provvisorietà, che in qualche modo la rendeva “accettabile”. Ecco la ragione per cui il coprifuoco va abolito subito. Eppure sembra che esso ci accompagnerà ancora lungamente, almeno fino a giugno, addirittura luglio, insieme all’obbligo di indossare la mascherina sempre e ovunque, che perdurerà anche nel corso dell’estate, in quanto, sebbene aumenterà il numero dei vaccinati, non è escluso che questi ultimi possano trasmettere il virus alla popolazione non vaccinata, che sarà costituita in gran parte da individui giovani.

Quella che avrebbe dovuto essere una passeggera sospensione delle regole ordinarie, delle libertà fondamentali, delle garanzie costituzionali, sta evolvendo sempre di più in una condizione stabile e ciò genera il pericolo – concreto – che quelle stesse garanzie costituzionali, quelle stesse libertà fondamentali, quelle stesse regole ordinarie oggi represse vengano sovvertite e che ci appaia normale che questo accada, invece non è normale affatto. Normale non è che una persona debba giustificare il fatto di trovarsi fuori dalla propria abitazione e, qualora la motivazione addotta non risulti valida e convincente, ella venga multata. I cittadini non possono vivere in questo stato di terrore, condizione che per di più li spinge a inventare scuse di ogni tipo per esercitare sacrosanti diritti e potere compiere azioni innocenti che nulla hanno di illegale o di losco. Il rischio è che i cittadini si allontanino dallo Stato e che avvertano lo Stato quale nemico da fregare, a cui mentire, entità avversa il cui compito è quello di avvilire, deprimere e perseguitare la popolazione, rischio ancora più concreto in quei territori in cui lo Stato da sempre è percepito come assente o ostile, elemento che ha permesso agli apparati criminali paralleli allo Stato, ossia alle mafie, all’anti-Stato per antonomasia, di prosperare indisturbati. Troppi divieti, peraltro bizzarri, producono questo effetto qui: scardinano il popolo sovrano dalle istituzioni.

Postscriptum

1. «Un governo non è qualcosa che si prende a scatola chiusa. Insomma, non è mica un uovo di Pasqua. Sarebbe stato indispensabile conoscere le intenzioni di Draghi, non accondiscendere al suo silenzio.
Domina la malsana convinzione che stare all’opposizione sia inutile. Se non ci fosse opposizione non ci sarebbe democrazia. Salvini avrebbe fatto di più stando fuori che dentro il governo, allargando l’opposizione anziché la maggioranza la quale agisce come se Salvini non ci fosse.
Il problema della non è già che al suo interno vi siano due anime opposte: Salvini e Giorgetti. Il vero problema è che Salvini, che aveva il partito nelle sue mani e gli italiani con lui, si è fatto convincere da Giorgetti di quanto sarebbe stato utile e vantaggioso stare con Draghi.
Ma se Salvini fosse stato un vero leader non si sarebbe fatto convincere. Avrebbe preteso un governo senza Speranza e Lamorgese, discontinuità vera, altro che “nessun veto”, non avrebbe ripetuto “Draghi ha sempre ragione”, pure quando Draghi lo ha messo in riga» (Azzurra Barbuto).

2. «Dietro l’eleganza il nulla. Una totale assenza di contenuti, di visione, di orientamento. D’altronde chi è stato pronto a governare con chiunque non può pretendere né radici, né profondità. Il non senso, buono per tutte le stagioni. Basterà un poco di vento per portarlo via» (Marco Rizzo). Parlando di Conte, fa pensare a Draghi. La differenza è una lettera in più nel cognome, altrettanto altosuonante.

[*] La Finestra di Overton è uno schema di comunicazione/persuasione ideato da Joseph P. Overton (1960-2003), già Vice-presidente del centro studi statunitense Mackinac Center for Public Policy.

In estrema sintesi, si tratta di uno spazio concettuale graduato all’interno del quale si individuano alcune fasi, sei per la precisione, in cui si può descrivere lo spostamento dell’atteggiamento dell’opinione pubblica rispetto a una certa idea. Overton ha spiegato che si possono costruire e sono state costruite campagne a favore di alcune idee non ancora accettate dalla società. Si tratta quindi della una teoria di uno dei modi in cui avviene la persuasione politica e dei meccanismi che possono essere utilizzati, un modello di rappresentazione delle possibilità di cambiamenti nell’opinione pubblica, descrivendo come delle idee, totalmente respinte al loro apparire, possano essere poi accettate pienamente dalla società, per diventare infine legge.

Secondo Overton, qualsiasi idea, anche la più incredibile, per potersi sviluppare nella società ha una finestra di opportunità. In questa finestra l’idea può essere ampiamente discussa, e si può apertamente tentare di modificare la legge in suo favore. L’apparire di questa idea permette il passaggio dallo stadio di “impensabile” a quello di un pubblico dibattito, prima dalla sua adozione da parte della coscienza di massa e il suo inserimento nella legge. La cosa più inquietante è che queste idee nascono spesso da un piccolo gruppo e a vantaggio solo di pochi, con danni per tutti gli altri.

Non si tratta di lavaggio del cervello puro e semplice, ma di tecniche più sottili, efficaci e coerenti, si tratta di portare il dibattito fino al cuore della società, per fare sì che il cittadino comune si appropri di una certa idea e la faccia sua. All’inizio è talvolta sufficiente che un personaggio pubblico o politico la promuova in modo caricaturale ed estremo (“ballon d’essai”), e che poi il resto della classe pubblica e politica smentisca con grande foga. Ecco, l’idea è nata, e la danza dei furbetti può cominciare.

Il Cardinale Angelo Bagnasco, nella Prolusione del 30 settembre 2015 al Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, nelle sue riflessioni sulla famiglia ha citato questa tecnica di persuasione delle masse, la cosiddetta Finestra di Overton, per dimostrare come con vere e proprie strategie di comunicazioni si riescono a fare accettare “l’introduzione e la successiva legalizzazione di qualsiasi idea o fatto sociale”.

Secondo questa teoria, una finestra è l’intervallo di idee che possono essere accettate dalla società in un determinato momento e che vengono apertamente manifestate dai politici senza che questi ultimi passino per estremisti. Le idee evolvono secondo i seguenti stadi:

1. Inconcepibili/impensabili (inaccettabile, vietato)
2. Radicali/vietate (ma con delle riserve e delle eccezioni)
3. Considerabili/accettabili (opinione pubblica sta cambiando)
4. Utili/sensate (ragionevole, razionalmente difendibili)
5. Popolari/diffuse (socialmente accettabili)
6. Introdotte/legalizzate (accettate a pieno titolo nella politica dello Stato)

Il concetto di base è capire in quale finestra si trovi attualmente un’idea (ad esempio, la legalizzazione delle droghe, dell’aborto o delle unioni tra persone dello stesso sesso, l’introduzione di app Immuni o biochip, confinamento in casa o coprifuoco) e farla progressivamente slittare verso quella successiva, in una serie di passi.

Ovviamente, avere questo schema non consente molto di più di una fotografia della situazione, se non si è in grado effettivamente di influenzare l’opinione pubblica con esempi, testimonial, propaganda mirata, capacità di persuasione, narrazioni di episodi specifici, potere politico.

L’uso della Finestra Overton è il fondamento della tecnologia di manipolazione della coscienza pubblica finalizzata all’accettazione da parte della società di idee che le erano precedentemente estranee e consente l’eliminazione dei tabù. L’essenza di questo metodo sta nel fatto che l’auspicato mutamento di opinione deve perseguirsi attraverso varie fasi, ciascuna delle quali sposta la percezione ad uno stadio nuovo dello standard ammesso fino a spingerlo al limite estremo. Ciò comporta uno spostamento della stessa finestra, ed un dibattito polemico ben governato permette di raggiungere la fase ulteriore all’interno della finestra.

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