Haiku 139

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Un pomeriggio
i fiammiferi sparsi
sulle poesie. (rl)

Nell’aria calda del pomeriggio primaverile, il sapore delle parole profuma la stanza. Un libro aperto sul tavolo illuminato dal sole offre versi d’amore. Abbandonati, sulle parole, cerini vergini. La carta imbevuta di poesie e il legno dei fiammiferi, la parola e il fuoco. Ed io ubriaco morto ero un fuoco di gioia e tu ubriaca viva nuda nelle mie braccia, scrive Prévert e allude alla passione senza tempo e senza misura.

La vampata del cuore raccontata dal poeta e quella degli zolfanelli, pronti ad esplodere in una manciata di secondi, come la follia d’amore che non conosce l’eterno ma solo l’attimo. Eppure esistono parole che marchiano come ferro incandescente, versi che feriscono l’anima di bellezza, poemi roventi di Verità che consegnano al Mistero. Come dimenticare l’incipit di Giovanni e quel Verbo che si è fatto carne? (cc)

 

www.twitter.com/RobertaLeone

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