Il Papa, lo sport, la nazionale di calcio ed il gioco d’azzardo

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Ai partecipanti all’incontro su ‘sport e fede’, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, papa Francesco ha detto che lo sport è un’attività umana di grande valore, che permette di apprezzare la bellezza che avvicina a Dio. Lo sport, inoltre, è anche un veicolo di integrazione sociale:

“… in questo momento penso anche a tanti bambini e ragazzi che vivono ai margini della società. Tutti conosciamo l’entusiasmo dei bambini che giocano con una palla sgonfia o fatta di stracci nei sobborghi di alcune grandi città o nelle vie dei piccoli paesi. Vorrei incoraggiare tutti (istituzioni, società sportive, realtà educative e sociali, comunità religiose) a lavorare insieme affinché questi bambini possano accedere allo sport in condizioni dignitose, specialmente quelli che ne sono esclusi a causa della povertà.

Mi fa piacere sapere che sono presenti al convegno i fondatori della Homeless Cup e altre fondazioni che, attraverso lo sport, offrono ai più svantaggiati una possibilità di sviluppo umano integrale. Desidero segnalare anche un compito e una sfida per voi, rappresentanti dello sport e delle aziende che sponsorizzano gli eventi sportivi.

La sfida è quella di mantenere la genuinità dello sport, di proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale. Sarebbe triste, per lo sport e per l’umanità, se la gente non riuscisse più a confidare nella verità dei risultati sportivi, o se il cinismo e il disincanto prendessero il sopravvento sull’entusiasmo e sulla partecipazione gioiosa e disinteressata”.

Chissà come queste parole sono state recepite dalla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio), che, proprio nel giorno dell’incontro degli sportivi con il papa, ha sottoscritto un accordo di partnership con Intralot del gruppo Gamenet (concessionario di Stato per scommesse, slot, vlt… con un fatturato in crescita dell’8,5% e una raccolta di denaro da ‘giochi’ di circa € 3.000.000.000), facendola diventare ‘Premium Sponsor’ della nazionale di calcio.

Come si suol dire in termini calcistici è un’entrata a gamba tesa non fischiata dall’arbitro, come hanno denunciato la Consulta Nazionale Antiusura e il Cartello ‘Insieme contro l’Azzardo’, ribadendo che è una sponsorizzazione che con l’espressione di ‘gioco responsabile’ promuove pubblicitariamente il marchio di un concessionario dell’azzardo di Stato, accostando comunque il mondo delle scommesse e delle slot machine-VLT al gioco agonistico per eccellenza, il calcio:

“Il concetto di azzardo affiancato a quello del gioco del calcio è molto pericoloso per la confusione che si genera tra gioco e azzardo. Non tutti giovani e non tutte le persone hanno la capacita di discernere il gioco che socializza e l’azzardo che induce alla compulsività, all’accanimento, all’isolamento e alla sete di guadagno facile in alternativa alla mancanza di lavoro.

Lo Stato è chiamato a promuovere il gioco veramente responsabile e consapevole. E’ certo che l’azzardo produce ludopatia sempre più diffusa a causa della pubblicità ingannevole che produce tragedie personali e dissesti finanziari”. Anche il cartello ‘Mettiamoci in gioco’ ha denunciato l’ ‘imbroglio’, chiedendo alla Figc quali siano i ‘valori’ che il calcio condivide con il gioco d’azzardo: “La Campagna domanda ai vertici del calcio italiano se abbiano adeguatamente riflettuto sull’inopportunità di tale accordo soprattutto nei confronti dei tanti bambini e ragazzi che seguono e praticano questo sport.

Ci pare un segnale altamente diseducativo, lanciato peraltro nel momento in cui tanti esponenti del mondo politico, istituzionale e della società civile si stanno battendo per il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo. La Figc, invece, decide di andare in direzione opposta, fornendo una vetrina prestigiosa a un fenomeno che produce gravi danni sociali e sanitari.

Colpisce, infine, che la Figc faccia una scelta di questo tipo in un momento in cui sono ancora in corso importanti inchieste in materia di Calcio scommesse, ove emergono rapporti anche con il mondo delle organizzazioni criminali e mafiose. Si tratta di fatti gravi e provati che hanno contribuito a screditare l’immagine del calcio italiano tra i tifosi e nel mondo”.

Il presidente dell’Aiart, Massimiliano Padula, ha affermato che l’accordo è ‘nocivo’ per lo sport: “I dati sulla ludopatia, le derive sociali e culturali legati al betting, sono campanelli d’allarme che non vanno sottovalutati. Per questo motivo è inopportuno che quello che dovrebbe essere un riferimento valoriale autentico come il mondo di calcio leghi il suo nome, le sue azioni e la sua identità, ad aziende che hanno come unico interesso quello del consumo di denaro da parte dei cittadini”.

Invece il presidente del Forum delle Famiglie, Gigi De Palo, ha chiesto ai giocatori di promuovere una campagna contro il gioco d’azzardo: “Sarebbe bello che la Nazionale di calcio promuovesse insieme al Forum e alle associazioni che lavorano al contrasto di ogni dipendenza una campagna contro il gioco d’azzardo.

Sono certo che i nostri campioni, ed in particolare il capitano Buffon, non si tirerebbero indietro e metterebbero volentieri la faccia per il bene dei giovani. Non è pensabile che la Nazionale di calcio, simbolo di un intero Paese, amata e seguita dai nostri ragazzi, diventi una bandiera delle scommesse e dell’azzardo. Già lo Stato fa cassa indegnamente su poker, slot e scommesse. Ci piacerebbe che il presidente della Figc ci riportasse ad essere i primi in Europa non per le scommesse o per il numero di slot (di cui già deteniamo il triste record europeo) ma per meriti calcistici”.

Don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, ha parlato di un fallo da ‘cartellino rosso’: “Di fronte al lavoro meticoloso di associazioni, gruppi, comuni, parrocchie, amministrazioni, circoli, bar, edicole che si impegnano a dire ‘no slot’ , partendo dalla tragedia di chi si distrugge la vita per il gioco, questa scelta è proprio da cartellino rosso. Solo alcune cifre agghiaccianti: nel 2015 sono stati spesi in Italia nel gioco d’azzardo € 87.000.000.000, circa € 8.000.000.000 destinati alle casse dello Stato.

In media ogni italiano ha speso circa € 1.400… E se fosse solo il business il criterio guida, non ci sarebbe da stupirsi nel vedere spuntare tra gli sponsor futuri la stessa Finmeccanica, o qualche modellino di F-35 stampato sulla maglia degli azzurri o magari anche un accordo pubblicitario con la Rwm di Domus Novas (Sardegna), che ha spedito, tutto in regola ovviamente e con il benestare del Ministero della Difesa, bombe in Arabia Saudita, usate per bombardare, anche in questi giorni, lo Yemen. E anche qui ci sono le foto. Speriamo nella moviola”.

Anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha detto che la scelta della Nazionale vanifica le iniziative contro il gioco d’azzardo a favore di bambini ed adolescenti: “Il binomio gioco – azzardo è già di per sé un’associazione sbagliata e fuorviante. Il gioco come espressione di svago, creatività e crescita è un diritto dei bambini e va promosso, a cominciare dal creare luoghi e contesti in cui è possibile incontrarsi e giocare. L’azzardo non è un gioco perché non risponde ai valori educativi e di sviluppo del benessere psico-fisico che riconosciamo al gioco, crea dipendenza ed espone a rischi”.

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