Papa Francesco e la domenica della famiglia

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Giornata dedicata alla famiglia per Papa Francesco che ha celebrato questa mattina la messa per il Giubileo della famiglia. “Come è importante per le nostre famiglie camminare insieme e avere una stessa meta da raggiungere!” Il Papa ha ricordato che il percorso comune delle famiglie è “una strada dove incontriamo difficoltà ma anche momenti di gioia e di consolazione. In questo pellegrinaggio della vita condividiamo anche il momento della preghiera.” Il Papa ha poi proposto una riflessione sul perdono, perché il pellegrinaggio “non finisce quando si è raggiunta la meta del santuario, ma quando si torna a casa e si riprende la vita di tutti i giorni, mettendo in atto i frutti spirituali dell’esperienza vissuta”.

E il Papa conclude ricordando che “il perdono è l’essenza dell’amore che sa comprendere lo sbaglio e porvi rimedio. Poveri noi se Dio non ci perdonasse. E’ all’interno della famiglia che ci si educa al perdono, perché si ha la certezza di essere capiti e sostenuti nonostante gli sbagli che si possono compiere.

Un saluto a tutte le famiglie “con affetto e riconoscenza, specialmente in questo nostro tempo, nel quale la famiglia è soggetta a incomprensioni e difficoltà di vario genere che la indeboliscono”. il Papa lo ha fatto alle 12 alle famiglie che si sono riunite in Piazza San Pietro per il loro Giubileo. E ha ringraziato i piccoli cantori che avevano animato il pellegrinaggio “un canto di Natale in onore delle famiglie”.

Nella famiglia di Gesù, atentica scuola di Vangelo “ammiriamo il compimento del disegno divino di fare della famiglia una speciale comunità di vita e d’amore” e “i tratti tipici della Santa Famiglia sono: raccoglimento e preghiera, mutua comprensione e rispetto, spirito di sacrificio, lavoro e solidarietà”.

Alla gioia il Papa ha dedicato la sua riflessione prima della preghiera mariana, non casuale e fortuita, ma “frutto dell’armonia profonda tra le persone, che fa gustare la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita. Ma alla base della gioia c’è la presenza di Dio, il suo amore accogliente, misericordioso e paziente verso tutti. Se non si apre la porta della famiglia alla presenza di Dio e al suo amore, la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società”.

Dopo la preghiera il Papa ha ricordato i “numerosi migranti cubani che si trovano in difficoltà in Centroamerica, molti dei quali sono vittime del traffico di esseri umani. Invito i Paesi della Regione a rinnovare con generosità tutti gli sforzi necessari per trovare una tempestiva soluzione a questo dramma umanitario”.

Sono stati pubblicati oggi tre messaggi a firma del Cardinale Segretario di Stato Vaticano a nome del Papa. Ai 30mila giovani riuniti a Valencia, in Spagna, per il 38.mo incontro europeo della Comunità ecumenica di Taizé, che si apre domani sul tema della Misericordia il Papa chiede “che la Misericordia si manifesti in tutte le sue dimensioni, incluse quelle sociali”. Cordoglio invece per le vittime dell’attacco di miliziani jihadisti in un villaggio cristiano nel Sud delle Filippine, nove le vittime. In un telegramma il Papa chiede che “il dialogo, la tolleranza e la pace possano permettere ad ogni persona di vivere libera dalla paura. Il Santo Padre ha implorato anche tutti i credenti di rifiutare la violenza in nome di Dio, che invece è amore, e invocato copiosi doni divini di consolazione, misericordia e forza su tutte le persone colpite da questa tragedia”.

Cordoglio del Papa anche per la tragica esplosione avvenuta in Nigeriain un impianto di gas a Nnewi, costata la vita a tante persone.

Intanto, come riporta la Radio Vaticana, si è saputo che Boko Haram ha colpito il Paese persino il giorno di Natale, “la notizia è arrivata solo oggi, ma almeno sedici persone, tra cui diversi bambini, sono state uccise dai terroristi che hanno messo a ferro e fuoco un villaggio nello Stato nigeriano nordorientale di Borno durante la sera del 25 dicembre. Altre sei persone sarebbero state rapite, secondo quanto riferito da testimoni”.

Foto : ACI Stampa

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