Papa Francesco: vale la pena lottare per la famiglia

Condividi su...

Anche se è notte al ‘B. Franklin Parkway’ sono convenute molte famiglie per partecipare alla veglia di preghiera dell’Ottavo Incontro mondiale delle famiglie, presieduta da papa Francesco, che ha percorso le strade del parco, dedicato ad uno dei fondatori degli Stati Uniti, che alla creazione della prima biblioteca pubblica statunitense.

Il tema di questo Incontro, che si svolge tra i due sinodi dedicati alla famiglia, ha per titolo: ‘L’amore è la nostra missione. La famiglia pienamente viva’. Tra le persone che hanno portato la testimonianza molto attesa è stata quella di Gianna Emanuela Molla, figlia di santa Gianna Beretta Molla. Durante la serata si sono esibiti anche due icone della musica mondiale: Andrea Bocelli ed Aretha Franklin. L’arcivescovo di Philadelphia, mons. Chaput, ha ringraziato il papa della presenza a questa festa, perché la Chiesa è ‘una famiglia di famiglie’.

Quindi tra il folk ed il pop la festa ha proposto un momento importante per la testimonianza della famiglia come centro vitale della società. Durante le testimonianze il papa ha preso diligentemente gli appunti. Una coppia di fidanzati australiani, che si sposerà nel prossimo novembre, ha raccontato, emozionata, le difficoltà della vita di coppia su come vivere la castità, rivelando le preoccupazioni che vengono dalle sfide del mondo con la speranza di educare i figli ad essere buoni cittadini. Una coppia ucraina ha raccontato le difficoltà di vivere la quotidianità con un disabile affetto da paralisi celebrale, ma la fede è stato un punto saldo nella vita.

Toccante è stata la testimonianza di una famiglia giordana cristiana, che cerca di vivere come il popolo delle beatitudini, candela tra le guerre: “Siamo una minoranza come il sale, ma essenziale”. Poi ha raccontato il dramma dei rifugiati siriani. Gianna Emanuela Molla ha raccontato che l’amore è più grande di tutto ed è felice di essere in questo incontro ed ha letto una lettera della Santa al marito Pietro, a pochi giorni dal matrimonio.

Una famiglia nigeriana ha raccontato le difficoltà di vivere il matrimonio cristiano per la morte di una figlia in un ambiente ‘superstizioso’; grazie alla perseveranza nella fede hanno compreso l’amore di Dio, chiedendo peri figli una vocazione certa. Una famiglia newyorkese ha raccontato la ‘famiglia estesa’ con il racconto della nonna sul contributo dei nonni nell’educazione religiosa della famiglia. Poi la testimonianza toccante di una coppia argentina nel 60^ di matrimonio.

Dopo le testimonianze papa Francesco ha incentrato il discorso a braccio, partendo dalla parabola del Padre misericordioso, ringraziando le famiglie che hanno condiviso la loro testimonianza, perché hanno toccato il cuore di tutti: “E’ sempre un regalo poter ascoltare le famiglie condividere le loro esperienze di vita; tocca il cuore. La testimonianza vera ci porta a Dio, perché ci rende buoni. Dio è bontà…

Tutto ciò che bello ci porta a Dio, perché Dio è verità. Voi siete la testimonianza che vale la pena la vita in famiglia. Un ragazzo mi ha chiesto cosa faceva Dio prima di creare il mondo? Gli ho detto: prima di creare il mondo Dio amava, perché Dio è amore! L’amore di Dio è così grande che non può essere egoista… Lì Dio ha creato il mondo…

La cosa più bella che ha fatto Dio è stata la famiglia: Dio creò l’uomo e la donna e gli ha dato tutto. Tutte queste cose meravigliose le ha date alla famiglia; Dio ha dato alla famiglia tutta la bellezza”.

Ha proseguito ribadendo il coraggio del sogno della famiglia: “Per questo la famiglia è il simbolo vivo del progetto d’amore che un giorno il Padre ha sognato. Voler formare una famiglia è avere il coraggio di far parte del sogno di Dio, il coraggio di sognare con Lui, il coraggio di costruire con Lui, il coraggio di giocarci con Lui questa storia, di costruire un mondo dove nessuno si senta solo, che nessuno si senta superfluo o senza un posto”.

Poi ha affermato che il Paradiso non è qui perché a causa del demonio l’amore di Dio rischia di svanire, ripercorrendo la storia biblica della famiglia: “Spetta a noi decidere il cammino da percorrere. Quando l’uomo e sua moglie si sono allontanati da Dio, Egli non li ha lasciati soli ed ha cominciato a camminare con loro dandoci suo Figlio e l’ha mandato in una famiglia con un cuore aperto.

Pensiamo a Maria, che non ci poteva credere; pensiamo a Giuseppe, che si trova questa situazione che non capisce, ma obbedisce. Dio bussa alla porta della famiglia e trovare famiglie che si vogliono bene”. In questa festa della famiglia Dio ha dato la cittadinanza celeste, e con battute simpatiche ha detto:

“Nella famiglia, dopo la croce, c’è la Resurrezione, perché Gesù ha aperto la strada. La famiglia è una ‘fabbrica’ di resurrezione… Nella famiglia ci sono difficoltà, che si superano con l’amore. La divisione dei cuori non supera le difficoltà, perché l’amore è festa; è andare avanti… Non possiamo pensare a una società sana che non dia spazio concreto alla vita familiare.

Non possiamo pensare al futuro di una società che non trovi una legislazione capace di difendere e assicurare le condizioni minime e necessarie perché le famiglie, specialmente quelle che stanno incominciando, possano svilupparsi”. Ha sottolineato alcuni punti per porre al centro la famiglia:

“I bambini sono il futuro ed i nonni sono la memoria, coloro che trasmettono la fede. Questo è la dimostrazione dell’amore, perché promette il futuro. Un popolo che non si occupa dei bambini e dei nonni è senza futuro”. Secondo papa Francesco “la famiglia è bella, però costa sacrifici, perciò è indispensabile terminare la giornata in pace. Difendiamo la famiglia, perché lì si gioca il futuro!”, ha concluso.

Prima della conclusione della veglia è stato donato al papa un murales dell’artista Cesar Oliveros che rappresenta il futuro della società del XXI secolo: la famiglia. Andrea Bocelli ha chiuso il momento di festa, cantando il ‘Padre Nostro’, con la benedizione del papa, che ha dato appuntamento alla messa conclusiva, invocando la protezione della Santa Famiglia, “perché vale la pena lottare per la famiglia”.

151.11.48.50