Papa Francesco ai dipendenti vaticani: abbiate cura della vostra vita spirituale

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Una novità nell’agenda del Papa è la udienza ai dipendenti della Santa Sede per gli auguri di Natale. Lo facevano i Pontefici di altri tempi, con un tocco di paternalismo. Papa Francesco propone anche ai dipendenti le riflessioni dettate ai capi dicastero ed aggiunge qualche altra tirata d’orecchie. “Non ho voluto far passare questo mio secondo Natale a Roma senza incontrare le persone che lavorano nella Curia- dice-  senza incontrare le persone che lavorano senza farsi vedere e che si definiscono ironicamente “ gli ignoti, gli invisibili”: i giardinieri, gli operai della pulizia, gli uscieri, i capiufficio, gli ascensoristi, i minutanti… e tanti, tanti altri. Grazie al vostro impegno quotidiano e alla vostra premurosa fatica, la Curia si esprime come un corpo vivo e in cammino: un vero mosaico ricco di frammenti diversi, necessari e complementari.”

Il Papa parla della cura delle madri per i figli e poi traccia un manuale:

Curare la vita spirituale, dice curare i figli, curare i rapporti con gli altri, curarsi dai sentimenti negativi, dallo sparlare etc. E ricordarsi che il Natale non è una festa del consumismo. “Immaginiamo – dice il Papa- come cambierebbe il nostro mondo se ognuno di noi iniziasse subito, e qui, a curarsi seriamente e a curare generosamente il proprio rapporto con Dio e con il prossimo; se mettessimo in pratica la regola d’oro del Vangelo, proposta da Gesù nel Discorso della montagna: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti» (Mt 7,12); se guardassimo all’altro, specialmente al più bisognoso, con gli occhi della bontà e della tenerezza, come Dio ci guarda, ci aspetta e ci perdona; se trovassimo nell’umiltà la nostra forza e il nostro tesoro! E tante volte abbiamo paura della tenerezza, abbiamo paura dell’umiltà!”

E conclude con un invito alla pace “che ha bisogno del nostro entusiasmo, della nostra cura, per riscaldare i cuore gelidi, per incoraggiare le anime sfiduciate e per illuminare gli occhi spenti con la luce del volto di Gesù!” Poi aggiunge a braccio. “Non voglio finire queste parole di augurio senza chiedervi perdono per le mancanze, mie e dei collaboratori, e anche per alcuni scandali, che fanno tanto male. Perdonatemi.”

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