Papa Francesco: “La droga non si vince con la droga”

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“La droga non si vince con la droga”. Papa Francesco lo dice con chiarezza, di fronte ai partecipanti alla 31esima edizione della Drug Enforcement Conference. Li incontra nella Sala Clementina, punta il dito contro il “turpe mercato” che alimenta il giro della droga, e dice un no secco alla liberalizzazione delle droghe leggere, spesso proposta come “palliativo” per evitare lo spaccio e il consumo di droghe più pesanti. “La droga è un male, e con il male non ci possono essere cedimenti o compromessi”, dice il Papa.

Spiega poi Papa Francesco che “pensare di poter ridurre il danno, consentendo l’uso di psicofarmaci a quelle persone che continuano a usare droga, non risolve affatto il problema”. Perché – accusa – anche le parziali legalizzazioni delle droghe leggere, “oltre ad essere quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli effetti che si erano prefisse”, mentre “le droghe sostitutive non sono una terapia sufficiente, ma un modo velato di arrendersi al fenomeno”.

Nell’udienza generale del 7 maggio, il Papa aveva già lanciato il suo “no” ad ogni tipo di droga. Francesco lo ricorda e aggiunge che “per dire questo no, bisogna dire sì alla vita, sì all’amore, sì agli altri, sì all’educazione, sì al lavoro, sì a più fonti di lavoro. Se si realizzano questi sì, non c’è posto per la droga, per l’abuso di alcool, per le altre dipendenze”.

C’è comunque l’aiuto della Chiesa, “fedele al mandato di Gesù di andare dovunque c’è un essere umano sofferente, assetato, affamato in carcere”. La Chiesa ha “preso per mano” con il suo “amore creativo” coloro che sono entrati nella spirale della droga, e li aiutati a “far resuscitare quelle risorse, quei talenti personali che la droga aveva sepolto, ma che non poteva cancellare, dall momento che ogni uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio”.

Il Papa guarda infine all’esempio di tanti giovani che “desiderosi di sottrarsi alla dipendenza della droga, si impegnano a ricostruire la loro vita.” Questi giovani – dice il Papa – sono “uno stimolo a guardare avanti con fiducia”.

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