Papa Francesco all’udienza generale: “Dacci Signore il dono dell’intelletto”

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“Dacci Signore il dono dell’intelletto”. È l’invocazione di Papa Francesco all’udienza generale del mercoledì. Si torna a parlare dei doni dello Spirito Santo, dopo l’intenso periodo pasquale. . Papa Francesco arriva all’udienza generale, salutando più persone possibili, e poi dedica la catechesi al dono dell’intelletto, proseguendo il percorso iniziato parlando della sapienza. E l’inteleetto “è un bel regalo che il Signore ha voluto fare a tutti noi”, dice il Papa.

“L’intelletto non è intelligenza umana, non è quella capacità intellettuale di cui tutti possiamo essere più o meno dotati. È una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che permette al cristiano di andare oltre la realtà”, dice Papa Francesco.

Leggendo il discorso preparato con diverse interpolazioni a braccio, il Papa ricorda la lettera di Paolo ai Corinzi, quando l’apostolo spiega che “quelle cose che occhio non vide né orecchio udì né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano”.

“Questo non significa che un cristiano possa comprendere ogni cosa e avere una conoscenza piena dei disegni di Dio. Tutto rimane in attesa di manifestarsi in tutta la sua limpidezza. Però come suggerisce la parola stessa, l’intelletto permette di intus legere, cioè di leggere dentro. Questo dono ci fa capire le cose come come le capisce Dio. Con l’intelligenza di Dio. Perché uno può capire una situazione con intelligenza umana, con prudenza… ma capire una situazione in profondità come lo capisce Dio è l’effetto di questo dono”, chiosa Papa Francesco.

Ma – aggiunge il Papa – “è chiaro che il dono dell’intelletto è strettamente connesso alla fede. Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere nella comprensione di quello che il Signore ha detto e compiuto”. D’altronde “lo stesso Gesù ha detto ai discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e lui vi farà capire tutto quello che vi ho insegnato”.

Afferma Francesco: “Se noi leggiamo il Vangelo con il dono dello Spirito Santo, possiamo capire la profondità delle parole di Dio. È un gran dono che tutti noi dobbiamo chiedere, e chiedere insieme. “Dacci Signore il dono dell’intelletto”. E ricorda l’incontro con i discepoli ad Emmaus, il cuore dei discepoli che si apre nel momento in cui Gesù spiega loro lo scritture. “Lo Spirito Santo ci apre la mente, ci apre per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose. È importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana. Chiediamolo al Signore che ci dia a tutti noi questo dono per capire le cose che accadono e per capire soprattutto la parola di Dio nel Vangelo”.

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