Giornata dei Giusti 2026 per la democrazia: storie di coraggio e responsabilità civile
La Giornata dei Giusti dell’Umanità si celebra ogni anno, nel giorno odierno, per promuovere la memoria del bene e onorare coloro che si sono opposti a genocidi, totalitarismi e discriminazioni, salvando vite umane e difendendo la dignità della persona: “Oggi, più che mai, la Giornata dei Giusti dell’Umanità non è solo un’occasione commemorativa: è una chiamata contro l’inaudita escalation di brutalità in corso nel mondo, e in particolare in Medio Oriente”.
Istituita su iniziativa di Fondazione Gariwo dal Parlamento Europeo nel 2012 e riconosciuta come solennità civile in Italia nel 2017, la Giornata dei Giusti nel 2026 si focalizza sul tema della Democrazia non come astrazione, ma come ultima barriera contro il ritorno dei totalitarismi, delle discriminazioni di stato, delle violazioni dei diritti umani: “In un tempo segnato da populismi violenti, da spinte autoritarie e da conflitti che dilaniano il tessuto umano, la democrazia non è più solo una forma di governo: è l’ultima, fragile custode del valore di ogni persona”.
Per l’occasione il presidente di Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim, ha dedicato questa giornata a tutti coloro che difendono la democrazia: “Dedichiamo la Giornata dei Giusti di quest’anno a tutti coloro che nel mondo si battono per la democrazia, per la nonviolenza, per il dialogo. Per questo abbiamo scritto una Carta della democrazia, che vorremmo discutere in tutti i comuni coinvolti nei progetti dei Giardini dei Giusti.
Vogliamo che per celebrazioni della Giornata dei Giusti la società civile scelga i Giardini per dimostrare la propria solidarietà a chi subisce le conseguenze delle guerre e delle polarizzazioni, in risposta a chi vuole imporre la prevaricazione e la legge del più forte. Come ha insegnato Hannah Arendt, è la ricchezza della diversità umana che permette il progresso del pianeta e della nostra società. E i nostri giardini sono una grande ricchezza perché attraverso le scelte dei Giusti e gli incontri si realizza un grande momento di crescita civile e di partecipazione democratica.”
In occasione della Giornata dei Giusti 2026, si terranno decine di iniziative su tutto il territorio nazionale, promosse dai molti Giardini attivi in tutta Italia, la cui rete è in costante crescita. A guidare le celebrazioni saranno inoltre i tre appuntamenti promossi da Fondazione Gariwo, dedicati ai Giusti della democrazia, del dialogo e della nonviolenza.
Il primo appuntamento si svolge oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati con lo spettacolo ‘Il Memorioso. Breve guida alla memoria del Bene’, scritto da Paola Bigatto e Massimiliano Speziani ed ispirato ai libri di Gabriele Nissim, con il saluto della vicepresidente della Camera Anna Ascani e l’intervento del presidente di Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim, che richiama la figura di Dimitar Peshev, vicepresidente del Parlamento bulgaro che nel 1943 si oppose alla deportazione degli ebrei, quale esempio di responsabilità istituzionale a difesa della vita e della democrazia.
Il secondo appuntamento si terrà lunedì 9 marzo al Giardino dei Giusti di Villa Pamphilj, a Roma, dove verranno dedicati due alberi di ulivo a Viktor Emil Frankl, sopravvissuto alla Shoah e fondatore della logoterapia, ed ad Aleksandra Skochilenko, artista e attivista russa incarcerata per il suo dissenso nonviolento contro la guerra in Ucraina.
Il terzo appuntamento si terrà mercoledì 11 marzo al Giardino dei Giusti di Milano, al Monte Stella, dove saranno onorati come nuovi ‘Giusti’ Piero Calamandrei, padre costituente e difensore della Costituzione; Martin Luther King, simbolo della nonviolenza e dei diritti civili; Vivian Silver, attivista israeliana per il dialogo uccisa negli attacchi del 7 ottobre 2023; Reem Al-Hajajreh, attivista palestinese e fondatrice di ‘Women of the Sun’; Aleksandra Skochilenko, artista ed attivista russa perseguitata per il suo dissenso contro la guerra.
A ribadire il valore universale della Giornata è intervenuto anche Chaloka Beyani, Special Adviser del Segretario Generale dell’Onu, sulla prevenzione del genocidio: “La Giornata europea dei Giusti onora i protettori dell’umanità, coloro che si sono opposti alle maree dell’odio e della violenza. Le loro storie sono un promemoria del ruolo della scelta individuale nel proteggere l’altro come nostra bussola morale ultima e salvaguardia contro il flagello del genocidio. Il percorso verso i crimini di atrocità è lastricato dal silenzio di molti, ma può essere deviato attraverso il coraggio dei Giusti. Il mondo di oggi ha bisogno di loro più che mai”.
Inoltre nel sito della Fondazione Gariwo la lettera di Samah Salaime e dell’Ufficio comunicazione e sviluppo di Neve Shalom-Wahat al Salam, dopo gli attacchi di Stati Uniti, Israele e Iran, ricordando che Neve Shalom-Wahat al Salam è un villaggio cooperativo situato ad ovest di Gerusalemme, dove arabi palestinesi ed ebrei israeliani convivono pacificamente. Dal 10 marzo 2015 è presente all’interno del villaggio un Giardino dei Giusti, dove vengono onorate figure esemplari appartenenti ad entrambi i gruppi etnico-religiosi:
“Ancora una volta, siamo intrappolati in una battaglia di ego smisurati, intransigenza e interessi economici, per pochi. Nonostante le parole altisonanti, ci sono dubbi sul fatto che l’operazione in corso porterà beneficio alla popolazione nella nostra regione, od anche ai cittadini iraniani, già provati e colpiti. Per noi, che ci opponiamo alla violenza, è chiaro che sono i civili innocenti a pagare in ultima istanza il prezzo della guerra. La morte di 148 studentesse in Iran, la morte e il ferimento di civili innocenti a Bet Shemesh sono imperdonabili: non possiamo accettare né nuove uccisioni ‘collaterali’ né l’indifferenza del mondo.
Non abbiamo ancora iniziato a riprenderci dallo shock e dal trauma di oltre due anni di guerra a Gaza: decine di migliaia di gazawi uccisi, milioni di persone sfollate e senza alcuna reale speranza di una soluzione alla loro condizione, ebrei israeliani che ancora cercano di elaborare l’orrore del massacro del 7 ottobre e le condizioni in cui gli ostaggi sono stati trattenuti per lunghi giorni e mesi”.
Questo è il motivo per cui questa ‘guerra’ non suscita entusiasmo: “Perciò perdonateci se non siamo entusiasti sostenitori di una nuova operazione militare -un’operazione che sapevamo, prima ancora che il primo missile cadesse, avrebbe costretto a correre per mettersi al riparo chi ha accesso ai rifugi e, chi invece non ne ha, a cercare protezione come meglio può.
Continuando a distogliere la nostra attenzione verso un nuovo–vecchio teatro di guerra, il nostro governo consente ai coloni ebrei dell’estrema destra di proseguire con espropriazioni e atti di terrorismo contro famiglie palestinesi innocenti, e mette da parte i nostri sogni di vera guarigione, rinascita, pace e tra palestinesi ed ebrei. Allo stesso tempo, ignora i bisogni dei propri cittadini, compresi i cittadini palestinesi-israeliani che vengono uccisi ogni giorno con violenza fuori controllo”.




























