Giornata mondiale del Migrante, Maimone: ‘In Fratelli Tutti papa Francesco indica nei migranti una risorsa e una presenza di Dio’

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Si è svolta nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, sede della Città Metropolitana di Milano, la commemorazione della Giornata Internazionale del Migrante, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 18 dicembre, con l’obiettivo di promuovere una riflessione globale sui fenomeni migratori e sul valore della dignità umana.

Nel corso dell’incontro, Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo e Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, ha evidenziato come “i migranti rappresentino una risorsa imprescindibile per la società contemporanea, non soltanto in termini di contributo economico e occupazionale, ma anche come promotori di innovazione sociale, culturale ed economica”. Maimone ha sottolineato che “la storia italiana è profondamente segnata dall’esperienza migratoria: anche noi italiani siamo stati, e continuiamo a essere, un popolo di migranti in molte parti del mondo. Comprendere chi oggi giunge nel nostro Paese in cerca di un progetto di vita significa riconoscere una dimensione essenziale della nostra stessa identità storica e culturale”.

Ha quindi affermato: “La mia fede cristiana va oltre ogni preconcetto nei confronti dei migranti e si fonda sui verbi dell’accoglienza e dell’amore, nella consapevolezza, come ricorda Papa Francesco nell’enciclica Fratelli Tutti, che ‘nessuno si salva da solo’ e che l’umanità è chiamata a riconoscersi come una sola famiglia, al di là di ogni confine geografico, culturale o sociale”.

Maimone ha aggiunto: “Chi sceglie di vivere nel nostro Paese è chiamato a un autentico percorso di integrazione, fondato sul rispetto delle tradizioni, della cultura e della nostra religione, elementi costitutivi dell’identità nazionale. Parallelamente, la società di accoglienza è chiamata a riconoscere e valorizzare le diversità culturali, sociali e religiose come una ricchezza e una risorsa per il bene comune.

È doveroso ricordare che anche noi italiani siamo stati, nel corso della nostra storia, un popolo di migranti e che lo siamo tuttora in molte parti del mondo; per questo motivo, comprendere chi oggi giunge nel nostro Paese in cerca di un progetto di vita significa riconoscere una dimensione fondamentale della nostra memoria collettiva.

Le differenze, se adeguatamente accompagnate da politiche inclusive, non rappresentano un fattore di debolezza, bensì un punto di forza capace di arricchire il tessuto sociale e di rafforzare la coesione e la responsabilità civica. Fenomeni come quello dei giovani definiti “Maranza” non possono essere ricondotti all’origine migratoria, ma sono piuttosto il risultato della carenza di politiche efficaci di inserimento sociale, educativo e culturale”.

Nel suo intervento, Maimone ha inoltre richiamato il magistero di Papa Francesco, sottolineando come nell’enciclica Fratelli Tutti venga ribadita con forza la responsabilità morale e sociale dell’accoglienza, invitando a costruire ponti e non muri e a promuovere una cultura dell’incontro fondata sul rispetto, sulla dignità della persona e sull’amore evangelico: “Accogliere i migranti significa accogliere Dio”.

Maimone ha poi ricordato come la Chiesa missionaria di papa Leone XIV e l’insegnamento di Papa Francesco invitino a riconoscere ogni persona migrante come figlio di Dio e a promuovere una missione concreta di accoglienza e di fraternità universale. In tale prospettiva, ha evidenziato il ruolo centrale dell’educazione preventiva e della comunicazione socio-umanitaria nella costruzione di comunità inclusive e resilienti, capaci di ridurre la marginalità e di favorire il dialogo e la fiducia reciproca tra i popoli.

L’evento, intitolato ‘Nuovi Italiani Ambasciatori Culturali di Milano e del proprio Paese di Origine’, è stato moderato da Patrizia Adamo, Direttrice Generale del Programma RUMBA TV, e da Héctor Villanueva, ideatore della Campagna Mondiale ‘Milano Siamo Noi!’ e CEO dell’Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà.

Anche le le ACLI hanno ribadito il proprio impegno a tutela dei diritti, della dignità e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri presenti in Italia:”Negli ultimi mesi, attraverso il lavoro quotidiano dei nostri servizi e dei nostri sportelli, abbiamo registrato le gravi criticità generate dal Decreto Flussi: ritardi significativi nelle procedure, truffe ai danni dei richiedenti, pratiche impossibili da completare, promesse di lavoro mai concretizzate e, soprattutto, l’emersione di migliaia di persone scivolate nell’irregolarità non per scelta, ma per le falle di un sistema che non riesce a garantire un incontro reale e trasparente tra domanda e offerta di lavoro”.

Queste problematiche sono state più volte evidenziate dalle ACLI e dal Patronato Acli nelle audizioni parlamentari, incluso l’ultimo esame del disegno di legge di conversione del decreto n. 146/2025, con la richiesta di soluzioni correttive e di un ripensamento complessivo della legge quadro sull’immigrazione:

“I numeri parlano chiaro: nel 2024 le domande presentate sono state 119.890, ma solo 9.331 si sono tradotte in un contratto di lavoro effettivo. Significa che oltre 110.000 persone sono rimaste intrappolate nelle pieghe del sistema, diventando di fatto invisibili e irregolari pur avendo seguito tutte le procedure previste”.

Per queste ragioni, le ACLI hanno promosso l’appello al Governo affinché venga introdotto un permesso di soggiorno per attesa occupazione per tutte le persone penalizzate dal meccanismo dei Flussi. Si tratta di una misura semplice, immediata e necessaria, capace di restituire dignità a uomini e donne che hanno investito risorse ed energie nella speranza di costruire in Italia un percorso di vita regolare e sicuro.

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