L’Azerbajgian acquista nuovi droni d’attacco dalla Turchia e dichiara che l’Armenia è una “minaccia alla pace nella regione”

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 10.02.2024 – Vik van Brantegem] – L’Azerbajgian ha annunciato ufficialmente l’acquisizione dalla Turchia di un numero non specificato droni di nuova generazione. Si tratta di veicoli aerei d’assalto senza pilota (TiHa) Bayraktar Akinci, una nuova generazione di droni armati d’attacco. Secondo le informazioni, i nuovi UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle-Veicolo aereo da combattimento senza pilota) costruiti dalla compagnia turca Baykar, sono già stati adottati dalle forze aeree azerbajgiane. Allo stesso tempo, l’Azerbajgian dichiara che armare l’Armenia da parte della Francia costituisce una “minaccia alla pace nella regione”. Akinci – una parola turca che significa “incursore” – era il nome di un corpo di cavalleria leggera dell’esercito ottomano, in uso fin dal XVI secolo, prevalentemente per operazioni di ricognizione e nelle imboscate e nelle “piccole mischie”.


Il Presidente della Repubblica di Azerbajgian e Comandante in capo delle forze armate azerbajgiane, Ilham Aliyev e suo figlio Heydar Aliyev hanno visitato, accompagnati da Selçuk Bayraktar, il Presidente del Consiglio di amministrazione e Responsabile tecnologico della società tecnologica turca Baykar, nonché genero del Presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, un centro di addestramento UAV dell’aeronautica militare azera costruito nel 2018 vicino a Salyan in Azerbajgian.


La visita si è svolta alcuni giorni dopo le elezioni presidenziali che si sono tenute lo scorso 7 febbraio [QUI], chiamate – per via dell’occupazione dell’Artsakh dopo l’attacco terroristico del settembre 2023 – l’Elezione della Vittoria (Zəfər seçkisi). Le elezioni si sono svolte, come le precedenti, in un contesto autocratico in cui l’opposizione e i media indipendenti sono repressi. I due principali partiti di opposizione, Musavat e Fronte Popolare, che hanno boicottato le elezioni farsa e le hanno definito “non democratiche” e “non competitive”, come poi è stato confermato anche da una delegazione dell’OCSE. Senza alcuna sorpresa, il Presidente uscente Ilham Aliyev – che ha votato, in abito civile, con la sua famiglia a Stepanakert, la capitale dell’Artsakh occupato – è risultato eletto con il 92,12 % dei suffragi.


Il Presidente azero, rimesso l’uniforme militare, il suo figlio e delle personalità militari di alto livello hanno assistito ad un volo di prova di un drone d’attacco Bayraktar Akinci. Erano presenti tra gli altri il Ministro della Difesa dell’Azerbajgian, il Colonello Generale Zakir Hasanov, il Viceministro della Difesa, Capo del Dipartimento di Sopporto Tecnico-Militare, Agil Gubanov, e il Comandante delle Forze Aeree e delle Difese Aeree, Viceministro della Difesa, il Tenente Generale Ramiz Tahirov.


È interessante notare – osserva il Nagorno Karabakh Observer – che era presente anche il generale turco che lavora per il Ministero della Difesa dell’Azerbajgian come consigliere, Bahtiyar Ersay, che è anche a capo di un contingente di personale militare turco dispiegato in Azerbaigian dalla guerra del Nagorno Karabakh del 2020. Il 17 gennaio 2024, quando il Ministro della Difesa dell’Azerbajgian ha ricevuto un’ampia delegazione turca guidata dal Viceministro della difesa della Turchia e dai capi di numerose aziende di difesa turche, il Maggiore Generale Bahtiyar Ersay era apparso in completo uniforme militare azera dal lato azero al tavolo. Allora, le due parti avevano discusso di un’ulteriore cooperazione militare. compresa la produzione congiunta di armi.


I droni di combattimento Akinci sono in grado di trasportare un armamento più pesante, hanno una maggiore resistenza e possono volare su un’altitudine più elevata. A maggio 2023 un drone Akıncı è volato dall’aeroporto di Çorlu vicino a Istanbul in Turchia, a Baku in Azerbajgian attraverso la Georgia, un volo di 2000 km a circa 500 km/h con un’altitudine di crociera di circa 9.000 metri, per partecipare al Tekonofest-2022. Questa nuova aggiunta all’arsenale dell’Azerbajgian sono messo in servizio per massacrare meglio gli Armeni nella prossima occupazione di territori sovrani dell’Armenia.


La settimana scorsa, l’Azerbaigian ha affermato che l’acquisto di armi di difesa da parte dell’Armenia dalla Francia significava che la Francia e l’Armenia stanno pianificando un attacco imminente all’Azerbajgian. Allora, cosa possiamo dedurre dal flusso costante di armi da Israele, Turchia e Serbia verso l’Azerbajgian?


Selçuk Bayraktar (nella foto sopra a destra, con Heydar e Ilham Aliyev) è l’uomo dei droni di attacco che portano il suo nome e che all’inizio del nuovo secolo ha fatto della Turchia una potenza in fatto di UAV. Nato nel 1979, nazionalista, musulmano devoto (sulla sua pagina Facebook invita di frequente alla preghiera), laurea in ingegneria a Istanbul, due master, uno al Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 1995. Nel 2016 ha sposato la figlia minore di Erdoğan, Sümeyye.
I droni Bayraktar sono prodotti dalla Baykar, l’azienda di famiglia costituita dal padre di Selçuk nel 1994. Oggi la Baykar è il più noto esportatore di armi della Turchia, ed è considerata un’azienda strategica dallo Stato turco, elemento fondamentale del piano per trasformare il Paese in una potenza nell’industria delle armi.
Selçuk Bayraktar è figlio di un ingegnere e di una programmatrice informatica. Suo padre gestiva un’azienda di autoricambi e Selçuk iniziò a progettare droni, usando quel che era disponibile in officina. Grazie alle conoscenze della sua famiglia con ambienti militari vicini a Erdoğan, Selçuk iniziò negli anni Duemila a sperimentare i suoi prototipi di droni nei luoghi in cui operavano le forze armate turche.
Dopo aver accentrato il potere dal 2003, Erdoğan iniziò a investire massicciamente nel settore degli armamenti, con l’obiettivo di rendere il Paese non soltanto indipendente nella fornitura di armi, ma anche capace di esportarne.

Postscriptum

«Kamo, un abitante di etnia armena di Garabagh, spiega in un fluente azero come viene curato da medici, infermieri e assistenti sociali Azeri 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questo è lo spirito dell’Azerbajgian, trattare tutte le minoranze con il massimo rispetto e cura. Ed è quello che stavamo offrendo agli Armeni di Garabagh: una vita pacifica come cittadini dell’Azerbajgian con tutti i diritti e le garanzie di sicurezza. Sono contento che Kamo abbia deciso di restare» (Nasimi Aghayev, Ambasciatore dell’Azerbajgian in Germania).
«L’odioso cinismo del regime azero non ha limiti. Ha affamato e sottoposto a pulizia etnica tutti i 150.000 nativi Armeni residenti nel Nagorno-Karabakh dopo 3 anni di terrore quotidiano, fame e senza medicine, assistenza, carburante, gas, elettricità. Adesso questo Goebbels Azero usa le restanti meno di 20 persone per la propaganda» (Nara Matinian).

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