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La Chiesa polacca chiede di valutare gli effetti collaterali dei vaccini

I vaccini di AstraZeneca e di Johnson & Johnson stanno facendo molto discutere in queste settimane e molti Paesi sono divisi tra la preoccupazione dei possibili effetti collaterali dei due suddetti trattamenti e la paura di non riuscire a vaccinare la popolazione in tempi brevi. E pongono anche molti interrogativi, come ha scritto nel documento della conferenza episcopale polacca il presidente dell’equipe di esperi di bioetica, mons. Józef Wróbel SCJ.

Mariapia Veladiano racconta una storia d’amore nella malattia

“Accudimento: una parola che suscita un sorriso di tenerezza, pensando al legame tra genitori e figli; una parola che turba, se invece la associamo alla mancanza di autonomia di una persona anziana. Eppure la presenza di una malattia devastante come l’Alzheimer non è sempre indice di disgregazione dei rapporti; può segnare, piuttosto, una trasformazione, un accomodamento delle proprie posizioni, pur di mantenere inalterata la comunicazione”.

Da Piazza Armerina un invito a guardare Gesù

“La festa di pasqua è stata per Israele un momento importante della sua relazione con Dio: il passaggio dalla schiavitù d’Egitto al dono della terra di Canaan. Il senso di quest’evento, avvolto nel mistero di un’elezione inaspettata, suggerì ai primi pensatori cristiani l’idea che la pasqua, in virtù del suo significato originario (pesaḥ = passaggio), riguardasse un atto di conversione che un credente è chiamato a fare. Il termine greco, che spiega il senso di questo passaggio, è metánoia che vuol dire cambiare il proprio modo di pensare o ragionare”.

L’anima è per Dio, non per lo spiritismo: la testimonianza di una ragazza finita sull’orlo del suicidio

Aspettavo da tutta la vita qualcuno che mi dicesse questo. Qualcuno che dietro alle mie unghie nere e ai miei capelli viola vedesse qualcosa di bello in me. Mi apprezzava e mi diceva quello che avrei voluto sentirmi dire da mia madre. Ho iniziato a fidarmi di lei, a prenderla come punto di riferimento. Una sera mi disse che vedeva ‘un’energia negativa nei miei occhi’, una voglia di trasformazione, di cambiamento, di affermazione. Diceva di vedermi imprigionata in una vita che non volevo. Ed aveva ragione.

Stavamo spesso al telefono e quella sera per la prima volta mi diede un consiglio che mi costò molto caro ascoltare: “Lo sai che si possono invocare gli spiriti degli animali? Vuoi libertà? Invoca lo spirito dell’airone”. Mi ha spiegato che l’airone sembra una creatura divina e che per i Toltecchi simboleggiava il centro spirituale del Mondo. “Questo spirito è il ponte tra i mondi, incarna l’immortalità”, sosteneva.

Mi ha detto: “Bisogna invocare il suo Spirito se si desidera essere più indipendenti e cambiare vita”. La ‘medicina’ che mi avrebbe offerto sarebbe stata la libertà. Io non mi ero mai interessata alla fede, alla religione, né tantomeno allo spiritismo. Non avrei mai pensato di invocare lo spirito di un uccello, se non mi fossi fidata ciecamente della persona che me lo stava dicendo. Paola era ormai come una sorella, un’amica, una mamma.

Mi ha detto di non preoccuparmi se non me la sentivo di farlo da sola, che avremmo fatto la prima seduta spiritica insieme. Ci siamo incontrate a casa sua… Non voglio entrare nei dettagli. Se sono qui a scrivere non è per scandalizzarvi con i particolari, ma per dirvi di non farlo. Di non accettare mai, da nessuno e per nessun motivo una proposta del genere. Quel giorno, infatti, non è stato l’inizio della mia libertà, ma del mio inferno.

Perché gli aironi non rispondono, ma Satana si insinua, inizia a rovinarti la vita. Le nostre sedute proseguivano, anche in compagnia di altre persone. Sono andata avanti così due anni. E invece di rinascere, io sono caduta in depressione. Dalle canne sono passata all’eroina perché sentivo dentro un male di vivere lancinante. Volevo uscire da me stessa. Volevo morire.

Non riuscivo più a dormire, avevo mille ossessioni… ero così disturbata in tutti i sensi, che ho iniziato a prendere dei tranquillanti. Prima solo la sera, poi in modo compulsivo. Ho smesso anche di andare a scuola, a due mesi dal diploma. Finché un giorno, presa davvero dalla disperazione, sono entrata in una chiesa…

Ricordo come se fosse ieri che mi inginocchiai davanti al crocifisso, come facevo da bambina. Mi accorsi che ero stata lontana da Lui, da Dio, perché avevo tanta rabbia. Mi aveva portato via mio padre! Eppure, ero così distrutta che quella sera gli chiesi aiuto, mettendo da parte tutti i vecchi rancori tra noi…

Due giorni dopo incontrai proprio in quella chiesa don Gabriele, che mi vide piangere e si avvicinò. Lì, iniziò la mia rinascita. Capì i miei problemi e mi fece conoscere don Alfonso, che iniziò a darmi delle benedizioni e mi fece conoscere anche una psicoterapeuta che potesse aiutarmi a rimettere insieme i pezzi della mia vita.

Oggi ho 27 anni, da poco sono uscita da quell’incubo, ho ricucito con mia madre… Ce ne è voluto di tempo per liberarmi dalle sozzerie di Paola, ma ringrazio Dio per avermi presa per mano. Per avermi recuperata dal tunnel di morte in cui ero finita. L’occulto attrae, ma inganna: è solo un’illusione, bella e allettante in superficie, ma che porta all’annientamento. Il tuo cuore anela l’amore. E l’amore viene da Dio.

(Fine)

‘Testimoni nel mondo’ per continuare l’opera di padre Gemelli ed Armida Barelli

“Per decidere di dare alle stampe una nuova rivista deve esserci un valido motivo. Nel nostro caso, accanto all’opportunità di rinnovare la rivista ‘Adveniat’, che da anni viene inviata ai soci dell’Opera della Regalità, l’associazione fondata da padre Agostino Gemelli con Armida Barelli per l’apostolato liturgico, vi è anche la scelta di riprendere una testata, ‘Testimoni nel mondo’, che ha svolto, a suo tempo, un valido servizio formativo. Ma queste motivazioni, da sole, non sarebbero sufficienti”.

Papa: Cristo risorto è gioia che si annuncia

“In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: ‘Salute a voi!’. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: ‘Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno’. Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto… Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi”.

Fratel Biagio Conte augura buona Pasqua

Ancora una volta Pasqua è celebrata in lockdown con persone sempre più in difficoltà ed inermi davanti ad un virus che da un anno colpisce il mondo ed anche l’Italia. Difficoltà anche di comunità in quanto la Settimana Santa, che culmina nella festa di Pasqua, significava ricchezza di tradizioni e di saperi sedimentati nel tempo che esprimevano la gioia della vita, che rinasceva.

Papa Francesco: Gesù ci aspetta in Galilea

Nella notte di Pasqua le candele accese sono occasioni di speranza e di resurrezione ed il papa dalla cattedrale di san Pietro ha invitato a riaccendere la speranza sull’esempio delle donne recatesi al ‘sepolcro’ con l’invito a recarsi in Galilea:

5^ domenica di Quaresima: Gesù e l’Alleanza nuova

Il brano del Vangelo è un preludio alla passione e morte di Gesù; siamo ormai vicino alla festa di Pasqua. L’occasione è data da alcuni Greci che chiedono di incontrare Gesù e si rivolgono ai discepoli. Questi Greci volevano vedere Gesù solo per curiosità; forse ne avevano sentito parlare molto o forse pensavano di assistere a qualche miracolo.

Libera invita a ‘ricordare e riveder le stelle’

La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie giunge alla sua 26^ edizione: un periodo lungo che ha reso protagonista una vasta rete di associazioni, scuole, realtà sociali in un grande percorso di cambiamento dei nostri territori, nel segno del noi, nel segno di Libera e da qualche anno è anche riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017.

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