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Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: quale vita per loro?

Quali diritti celebrare oggi in questa ricorrenza che, almeno una volta all’anno, ci ricorda di mettere al centro dei nostri pensieri, le piantine fragili di questa società, i più piccoli? Quale mondo stiamo a loro lasciando e quali consapevolezze vogliamo coltivare in noi, e in loro, rispetto alla loro crescita?

Domenica XXXII del Tempo Ordinario: credo nella risurrezione della carne

Il tema della nostra riflessione verte oggi sull’uomo, questo essere mirabile creato da Dio, come asserisce il Libro sacro, a sua immagine e somiglianza. L’uomo essenzialmente, come dice il Filosofo, è un singolo costituito di anima (elemento spirituale) e corpo (elemento materiale). Anima e corpo costituiscono una unica ed inscindibile realtà.

Papa Francesco ai giovani: la Chiesa ha bisogno di voi

Continuando il viaggio apostolico nel Bahrain papa Francesco ha incontrato nella scuola del ‘Sacro Cuore’ i giovani, accolto con grande festa e dalla direttrice suor Roselyn Thomas, che lo ringrazia: “Esprimiamo la nostra ammirazione e l’apprezzamento per il Suo umile servizio di guida amorevole verso la pace e l’armonia, ed anche per i passi coraggiosi che ha compiuto in questa direzione”.

Papa Francesco in Bahrein come pellegrino di pace

La Santa Sede è possibilista sul fatto che il re del Bahrein, Hamad bin Isa al-Khalifa, possa decretare un’amnistia per alcuni leader del ramo islamico sciita imprigionati nell’ambito delle rivolte del 2011, come gesto della monarchia locale alla visita di papa Francesco iniziata oggi:

Don Antonio Ruccia: per mons. Bello nella Chiesa c’è posto per tutti

A partire da alcuni appunti inediti di mons. Tonino Bello e con lo sguardo rivolto al magistero di papa Francesco, ‘C’è posto per tutti’, il nuovo libro di don Antonio Ruccia, parroco di San Giovanni Battista a Bari e docente di Teologia Pastorale presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari, chiama alla riflessione sulle più impellenti sfide della Chiesa di oggi.

Papa Francesco invita a conoscere la propria vita

Salutando i gruppi di pellegrini durante l’udienza generale in piazza san Pietro papa Francesco ha rivolto il pensiero alla Nigeria, colpita dalle alluvioni: “Penso alle violente piogge che hanno colpito in questi giorni il loro Paese, provocando inondazioni, causando tanti morti, numerosi dispersi e ingenti danni. Preghiamo per quanti hanno perso la vita e per tutte le persone provate da così devastante calamità. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle la nostra solidarietà e il sostegno della Comunità internazionale”. E non è mancata una preghiera per l’Ucraina: “Torniamo con il pensiero alla martoriata Ucraina e preghiamo per le cose brutte che stanno succedendo: le torture, le morti, le distruzioni”.

Papa Francesco invita a riconoscere il desiderio

“In questi giorni il mio cuore è sempre rivolto al popolo ucraino, specialmente agli abitanti delle località sulle quali si sono accaniti i bombardamenti. Porto dentro di me il loro dolore e, per intercessione della Santa Madre di Dio, lo presento nella preghiera al Signore. Egli sempre ascolta il grido dei poveri che lo invocano: possa il suo Spirito trasformare i cuori di quanti hanno in mano le sorti della guerra, perché cessi l’uragano della violenza e si possa ricostruire una convivenza pacifica nella giustizia”: è stato questo l’appello di papa Francesco al termine dell’udienza generale, svoltasi in piazza san Pietro, dopo quello fatto al termine della recita dell’Angelus di domenica 2 ottobre, dedicato completamente alla situazione della guerra nell’est Europa.

L’attualità del Concilio Vaticano II nel rinnovamento della Chiesa

“La Madre Chiesa si rallegra perché, per un dono speciale della Divina Provvidenza, è ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui, presso il sepolcro di san Pietro, auspice la Vergine Madre di Dio, di cui oggi si celebra con gioia la dignità materna, inizia solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II”.

Da Matera il giornalista lucano Maimone:’papa Francesco, un cuore innamorato di Dio’

Il giornalista Biagio Maimone, originario di Maratea, direttore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione dell’Associazione Bambino Gesù del Cairo, il cui presidente è mons. Gaid Yoannis Lazhi, già segretario di papa Francesco, ha scritto, pochi anni fa, una lettera accorata a Sua Santità, dal titolo ‘Papa Francesco, un cuore innamorato di Dio’, che, per omaggiare Sua Santità, il quale ha  concluso a Matera, città di cui è originario, che ha ospitato il XXVII congresso eucaristico nazionale, ne ripropone, di seguito, la pubblicazione:

“Papa Francesco è un cuore innamorato di Dio. Non è facile comprendere la sofferenza umana a tal punto da volere che ad essa si offra sollievo. E’ indubbio che occorra un cuore grandioso, un cuore innamorato di Dio. È incoraggiante sapere che vi sono tante donne e tanti uomini, nel deserto dell’umanità, che hanno un cuore grandioso, innamorato di Dio e fra essi vi è papa Francesco, che è un uomo che appartiene alla storia umana, la cui finalità è Dio.

Fermamente convinto che la parola di Dio sia la Via, la Verità e la Vita egli la trasmette con vigore e passione fervente, a tal punto da far riflettere anche gli atei. Non è piaggeria affermare che Papa Francesco, uomo coraggioso del nostro tempo e non solo uomo della Chiesa, manifesta il coraggio della Fede e lo fa quando si rivolge a coloro che, senza scrupoli, senza mezze misure, inseguono ed afferrano, con avidità irrefrenabile, i beni materiali, incuranti di calpestare ed annientare i propri simili pur di arricchirsi sempre più.

Parlare di umanità e di amore rappresenta sempre una sfida e lo è ancor di più quando si parla ad una società civile nella quale domina, ormai indisturbato,  il processo di globalizzazione, simile ai grandi eventi che hanno scombussolato la storia umana e la vita dell’uomo, come lo sono state le guerre.

La società civile è, senza dubbio, ormai disgregata, in quanto le regole preesistenti all’avvento della globalizzazione valgono poco o quasi nulla, ma è certo che l’amore unifica e, pertanto, non è vano alcun messaggio che incita all’amore e alla fratellanza, che sono l’anelito più profondo degli uomini di buona volontà e non solo dell’umanità errante, che è uno dei fenomeni più strazianti scaturiti dal processo di globalizzazione, proprio in quanto coinvolge l’essere umano rendendolo oggetto e non più soggetto.

I tanti morti, anzi troppi, per annegamento nel Mar Mediterraneo, trasportati da barconi malfermi, sembrano richiamare il ricordo dei crimini contro l’umanità. Torna sulla scena della storia umana la sofferenza innocente di interi popoli, che sembrava ormai un lontano ricordo. Ed ecco il pianto di Dio: chi non lo scorge è certo che non abbia un’anima.

Lo dice papa Francesco nei suoi messaggi accorati incitanti al rispetto della dignità umana. Papa Francesco sa di parlare ad una coscienza sonnecchiante, ma non desiste. I barconi affondano e continuano ad affondare. I poveri aumentano e continuano ad aumentare. Papa Francesco continua ad esortare ed esorta sempre più.

Le donne, che hanno combattuto per la loro emancipazione, vedono e subiscono ancora tanta violenza, anzi ancor più che nel passato. Uomini senza scrupoli le deridono, le mortificano, tolgono loro la vita, ne mercificano il corpo sui marciapiedi sporchi. Ed ecco che Papa Francesco continua ad esortare e lo fa con la speranza di chi si affida a Dio.

A favore delle donne papa Francesco ha dedicato uno dei suoi più accorati messaggi. L’eco delle sue parole travolgenti non finirà di bussare alle coscienze degli uomini violenti che le rendono schiave,  fino a quando essi non apriranno le porte del loro cuore inaridito.

Papa Francesco è certo che aspiri a voler ricreare la cultura della vita, la cultura della legalità, la cultura dell’accoglienza, della solidarietà in un contesto in trasformazione, che, proprio in quanto tale, ha posto ai margini tutti quei valori, senza i quali non esiste la vita, ma la morte. Si può definire l’epoca attuale come l’epoca delle grandi contraddizioni: grandiosi grattacieli e persone sporche e maleodoranti sui marciapiedi.

Da un lato, tanta ricchezza e, dall’altro, tanta crudele miseria. Non si può non riconoscere che il materialismo imperversa sempre più in tutte le nazioni del mondo, creando miseria, illegalità, nonché torpore della coscienza e della sensibilità umana.

Papa Francesco ascolta lo strazio dell’anima di un uomo ormai solo sulla scena dell’esistenza, la cui coscienza sembra essere divisa a metà, proteso nel nulla dei valori umani e l’ardente desiderio di esserne espressione, perché indiscutibilmente figlio di Dio.

A quest’uomo lacerato parla papa Francesco, incitandolo a cogliere dentro di lui la presenza di Dio e a vivere come Dio gli chiede. Papa Francesco ripete costantemente a quest’uomo infelice che, solamente se ascolterà la voce di Dio che vive in lui, sarà meno solo e triste, saprà tendere la mano al fratello più povero, rispettare ed amare veramente le donne, portatrici della vita e della pedagogia della vita, impedire le ingiustizie sociali, impegnarsi per la vera emancipazione umana, saprà sostituire Dio al vile denaro che vorrebbe dominare la coscienza di ogni uomo.

Papa Francesco, uomo della Chiesa Cattolica e uomo della storia, con il vigore del suo impegno cristiano, dimostra che solo una coscienza umana rinnovata potrà ricreare le condizioni perché la cultura della vita rinasca come la natura a primavera”.

(Foto: Santa Sede)

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