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Il papa ai fedeli: sognate come san Giuseppe

Al termine dell’udienza generale odierna papa Francesco ha invitato i fedeli a pregare il Padre Nostro per la pace in Ucraina: “E ora, con il Padre Nostro, vi invito a pregare per la pace in Ucraina, e a farlo spesso nel corso di questa giornata: chiediamo con insistenza al Signore che quella terra possa veder fiorire la fraternità e superare ferite, paure e divisioni”.

Il papa alla Congregazione della Fede: la vita è inalienabile

Dignità, discernimento e fede sono le parole che papa Francesco ha proposto come linee guida della sua riflessione ricevendo i partecipanti della Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede con il sottolineare la dignità della vita:

Papa Francesco: la Parola di Dio rigenera

Nella giornata della Parola del Signore papa Francesco nell’Angelus domenicale ha raccontato l’inizio dell’insegnamento di Gesù, che annuncia la liberazione e da senso alla vita:

“C’è l’unzione dello Spirito Santo. A volte, capita che le nostre prediche e i nostri insegnamenti rimangono generici, astratti, non toccano l’anima e la vita della gente. E perché? Perché mancano della forza di questo oggi, quello che Gesù ‘riempie di senso’ con la potenza dello Spirito è l’oggi. Oggi ti sta parlando.

Sì, a volte si ascoltano conferenze impeccabili, discorsi ben costruiti, che però non smuovono il cuore e così tutto resta come prima… Per questo chi predica, per favore, è il primo a dover sperimentare l’oggi di Gesù, così da poterlo comunicare nell’oggi degli altri. E se vuole fare lezioni, conferenze, che lo faccia, ma da un’altra parte, non al momento dell’omelia, dove deve dare la Parola così che scuota i cuori”.

Ed ha ringraziato chi annuncia il Vangelo: “La Parola di Dio, infatti, è viva ed efficace, ci cambia, entra nelle nostre vicende, illumina il nostro quotidiano, consola e mette ordine. Ricordiamoci: la Parola di Dio trasforma una giornata qualsiasi nell’oggi in cui Dio ci parla. Allora, prendiamo in mano il Vangelo, ogni giorno un piccolo brano da leggere e rileggere”.

E’ un invito a leggere il Vangelo: “Portate in tasca il Vangelo o nella borsa, per leggerlo nel viaggio, in qualsiasi momento, e leggerlo con calma. Con il tempo scopriremo che quelle parole sono fatte apposta per noi, per la nostra vita.

Ci aiuteranno ad accogliere ogni giornata con uno sguardo migliore, più sereno, perché, quando il Vangelo entra nell’oggi, lo riempie di Dio. Vorrei farvi una proposta. Nelle domeniche di quest’anno liturgico viene proclamato il Vangelo di Luca, il Vangelo della misericordia… Familiarizziamo col Vangelo, ci porterà la novità e la gioia di Dio!”

Mentre nella celebrazione eucaristica papa Francesco ha sottolineato che la Parola svela Dio: “Gesù, all’inizio della sua missione, commentando quel determinato passo del profeta Isaia, annuncia una scelta precisa: è venuto per la liberazione dei poveri e degli oppressi. Così, proprio attraverso le Scritture, ci svela il volto di Dio come di Colui che si prende cura della nostra povertà ed ha a cuore il nostro destino”.

Gesù annuncia la vicinanza di Dio: “Il Dio vicino, con quella vicinanza che è compassionevole e tenera, vuole sollevarti dai pesi che ti schiacciano, vuole riscaldare il freddo dei tuoi inverni, vuole illuminare le tue giornate oscure, vuole sostenere i tuoi passi incerti.

E lo fa con la sua Parola, con la quale ti parla per riaccendere la speranza dentro le ceneri delle tue paure, per farti ritrovare la gioia nei labirinti delle tue tristezze, per riempire di speranza l’amarezza delle solitudini. Ti fa andare, ma non in un labirinto: ti fa andare nel cammino, per trovarlo di più, ogni giorno”.

Ed allora la Parola porta all’uomo: “Ci porta a Dio e ci porta all’uomo. Proprio quando scopriamo che Dio è amore compassionevole, vinciamo la tentazione di chiuderci in una religiosità sacrale, che si riduce a culto esteriore, che non tocca e non trasforma la vita. Questa è idolatria. Idolatria nascosta, idolatria raffinata, ma è idolatria. La Parola ci spinge fuori da noi stessi per metterci in cammino incontro ai fratelli con la sola forza mite dell’amore liberante di Dio”.

Gesù è venuto per annunciare la liberazione: “Nella sinagoga di Nazaret Gesù ci rivela proprio questo: Egli è inviato per andare incontro ai poveri, che siamo tutti noi, e liberarli. Non è venuto a consegnare un elenco di norme o ad officiare qualche cerimonia religiosa, ma è sceso sulle strade del mondo a incontrare l’umanità ferita, ad accarezzare i volti scavati dalla sofferenza, a risanare i cuori affranti, a liberarci dalle catene che ci imprigionano l’anima. In questo modo ci rivela qual è il culto più gradito a Dio: prendersi cura del prossimo”.

Per questo la Parola di Dio mette in crisi: “Non ci lascia tranquilli, se a pagare il prezzo di questa tranquillità è un mondo lacerato dall’ingiustizia e dalla fame, e a farne le spese sono sempre i più deboli. Sempre pagano i più deboli.

La Parola mette in crisi quelle nostre giustificazioni che fanno dipendere ciò che non va sempre da altro e dagli altri. Quanto dolore sentiamo nel vedere i nostri fratelli e sorelle morire sul mare perché non li lasciano sbarcare! E questo, alcuni lo fanno in nome di Dio”.

La Parola di Dio invita all’azione: “Ci esorta ad agire, a unire il culto di Dio e la cura dell’uomo. Perché la sacra Scrittura non ci è stata data per intrattenerci, per coccolarci in una spiritualità angelica, ma per uscire incontro agli altri e accostarci alle loro ferite. Ho parlato della rigidità, di quel pelagianesimo moderno, che è una delle tentazioni della Chiesa.

E quest’altra, cercare una spiritualità angelica, è un po’ l’altra tentazione di oggi: i movimenti spirituali gnostici, lo gnosticismo, che ti propone una Parola di Dio che ti mette ‘in orbita’ e non ti fa toccare la realtà. La Parola che si è fatta carne e vuole diventare carne in noi”.

L’invito del papa è quello di essere profetici: “Chiediamoci allora: vogliamo imitare Gesù, diventare ministri di liberazione e di consolazione per gli altri, attuare la Parola? Siamo una Chiesa docile alla Parola?

Una Chiesa portata all’ascolto degli altri, impegnata a tendere la mano per sollevare i fratelli e le sorelle da ciò che li opprime, per sciogliere i nodi delle paure, liberare i più fragili dalle prigioni della povertà, della stanchezza interiore e dalla tristezza che spegne la vita? Vogliamo questo?”

(Foto: Santa Sede)

Mons. Bello è venerabile

La diocesi di Molfetta Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi ha festeggiato, sabato scorso, la venerabilità di mons. Tonino Bello venerabile con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e per 35 anni e vice rettore del seminario regionale, durante la quale è stata data lettura del decreto di venerabilità.

Il papa ai teatini: i Santi riformano la Chiesa

Sabato 15 gennaio papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti, che stanno svolgendo il 164° Capitolo Generale dell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini, che ha deliberato che per il prossimo sessennio 2022-2028, per l’Ordine dei Chierici Regolari Teatini, proseguirà nel suo ruolo di Superiore Generale dell’Ordine, RP Salvador Rodea González.

Molte polemiche inutili sul nulla

“Tante volte ci si lascia determinare dall’ideologia del momento, spesso costruita su notizie infondate o fatti scarsamente documentati. Ogni affermazione ideologica recide i legami della ragione umana con la realtà oggettiva delle cose. Proprio la pandemia ci impone, invece, una sorta di ‘cura di realtà’, che richiede di guardare in faccia al problema e di adottare i rimedi adatti per risolverlo. I vaccini non sono strumenti magici di guarigione, ma rappresentano certamente, in aggiunta alle cure che vanno sviluppate, la soluzione più ragionevole per la prevenzione della malattia”.

Papa Francesco al Corpo Diplomatico: forte denuncia contro il pensiero unico

Dopo il periodo natalizio, come consuetudine, papa Francesco ha ricevuto in udienza il Corpo Diplomatico accreditato nella Santa Sede, evidenziando che i primi diritti sono ‘il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale’ ed il diritto alla libertà religiosa, preceduto dal saluto di ringraziamento dal decano del Corpo Diplomatico, George Poulides, ambasciatore di Cipro presso la Santa Sede:

Desmond Tutu: non c’è futuro senza perdono

“Memore del suo servizio al Vangelo attraverso la promozione dell’uguaglianza razziale e la riconciliazione del suo nativo Sudafrica, Sua Santità affida la sua anima all’amorevole misericordia di Dio Onnipotente”: così ha scritto papa Francesco nel telegramma appena appresa la notizia della morte dell’arcivescovo anglicano Desmond Tutu, avvenuta domenica 26 dicembre, il cui funerale si svolge oggi.

Mattarella invita i giovani a non scoraggiarsi

Pochi minuti fa il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha rivolto l’ultimo appassionante discorso di fine anno agli italiani, spronandoli ad avere fiducia e speranza:

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