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Dalla reclusione forzata a una clausura gioiosa

Pensavo in questi giorni di ‘clausura forzata’ a quelle donne che la clausura la scelgono per la vita. O meglio, che la accolgono come ‘chiamata’ e in essa trovano la felicità. Non è la stessa cosa diventare suore di clausura e chiudersi in casa perché in giro c’è un’epidemia. No, non è decisamente lo stesso. La prima è una scelta d’amore, che fa bene allo spirito, nel secondo caso, invece, si tratta di un sacrificio per il bene comune.

Partriarca Moraglia: senza domenica non possiamo vivere

Si è rinnovata anche domenica 1 marzo 2020, a mezzogiorno, il suonare a distesa delle campane dalle chiese e dai campanili della diocesi di Venezia come segno pubblico e ‘grido di speranza’ dell’intera comunità cristiana in un momento di particolare emergenza e di vita sociale (ed ecclesiale) così fortemente condizionata per il coronavirus, ancora in assenza della possibilità di celebrazioni liturgiche pubbliche.

Mons. Delpini: questo è il tempo favorevole

Nella Cappella Iemale del Duomo, a porte chiuse a causa dei provvedimenti per il Coronavirus, l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha presieduto la celebrazione eucaristica della prima domenica di Quaresima trasmessa in diretta da Rai 3, concelebrata dall’arciprete della Cattedrale, mons. Gianantonio Borgonovo e dal vicario episcopale per la zona pastorale I-Milano, mons. Carlo Azzimonti, invitando a non perdere la speranza e la ragione: “Recuperiamo la fiducia nella provvidenza, la ragionevolezza e, così, anche le nostre azioni avranno capacità di far fronte ai problemi e di trovare una soluzione”.

Don Ruccia: gli ‘schiodanti’ per una Quaresima della misericordia

“Gli schiodanti hanno una vocazione duratura. Sanno che abbracciare i crocifissi non è peccato e che lasciare i crocifissi inchiodati è ‘omissione mortale’. Se puoi, se vuoi, se hai coraggio: non passare oltre la croce. Diventa schiodante di Cristo e dei tanti fratelli e sorelle inchiodati oggi”: parto da questa riflessione contenuta nel libro ‘Gli schiodanti. Via Crucis, schiodando si risorge’, di Mimma Scalera e di don Antonio Ruccia, parroco e docente  di Teologia Pastorale presso la Facoltà teologica di Bari, che fa un invito ai lettori:

Papa Francesco: la Quaresima conduce alla Vita

Nel mercoledì delle Ceneri l’udienza generale di papa Francesco è avvenuta in piazza san Pietro sul significato della penitenza e prima di terminare la catechesi ha pregato per i malati colpiti dal Coronavirus: “Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza ai malati del Coronavirus e agli operatori sanitari che li curano, come pure alle autorità civili e a tutti coloro che si stanno impegnando per assistere i pazienti e fermare il contagio”.

La Quaresima e le tentazioni

‘Subito dopo lo Spirito Santo lo sospinse nel deserto e lì vi rimase per quaranta giorni’ (Mc 1,12).

Il periodo liturgico della Quaresima, ogni anno, inizia con la pagina del Vangelo in cui si narra delle tentazioni di Gesù. Tuttavia, se siamo onesti, possiamo notare una cosa sorprendente: non è Gesù che liberamente si sottopone a questa prova, ma è lo Spirito che, come dice il testo lo sospinge o meglio lo costringe, stando al verbo greco usato nel testo originario, nel deserto.

In altri termini è lo Spirito a muovere Gesù nel deserto per i ‘suoi’ quaranta giorni. Gesù rispetto all’azione esercitata su di lui dallo Spirito è inerte, passivo; Egli si lascia guidare, si consegna all’Amore che unisce Figlio e Padre in un vincolo indissolubile.

Perché? Egli si fa accompagnare in un luogo, il deserto, dove il popolo d’Israele, nei quaranta anni del suo interminabile pellegrinaggio, ha imparato, è diventato a poco a poco il popolo di Dio, il popolo che si fa condurre da Dio, fidandosi di lui. Per arrivare a fidarsi di Dio Israele ha impiegato del tempo e così è per ognuno di noi.

L’uomo, ogni uomo, è tentato e ha bisogno di tempo per scoprire in primo luogo cosa/chi lo tenta e, poi, vincere la tentazioni. Lo Spirito che abita nel cuore dell’uomo lo sa e, per questo, spinge Gesù, in un atto di solidarietà, anche controvoglia come lascia intendere il testo, nel deserto.

Qui egli deve imparare la grammatica dell’umano per essere capace di parlare al cuore dell’uomo, per essere la Parola capace di parlare a tutti, di intercettare i desideri più profondi degli uomini, guidandoli a salvezza.

La Chiesa, nella sua sapienza, non fa altro che donarci un tempo che non è suo, è un dono che le è stato consegnato e, dunque, deve essere tramandato, un tempo in cui riandare all’essenziale della nostra umanità per portare frutto, per porci in verità davanti a Dio e davanti ai fratelli e comprendere cosa/chi ci tenta.

Mons. Nosiglia: Quaresima accanto ai lavoratori

Mercoledì 26 febbraio per il tempo liturgico è l’inizio della Quaresima con l’imposizione delle Ceneri, ma purtroppo per gli ultimi eventi legati alla diffusione del Coronavirus la diocesi di Torino, come tutte le diocesi dell’Italia settentrionale ha consigliato di prendere alcune precauzioni sospendendo la celebrazione e chiedendo ai cristiani di “vivere questa giornata secondo lo spirito quaresimale di preghiera, digiuno e opere di carità. La celebrazione della Messa con imposizione delle Ceneri potrà essere spostata a domenica 1° marzo, salvo nuove indicazioni che potranno essere date”.

Papa Francesco: la carità invita alla riconciliazione con Dio

E’ stato presentato oggi il messaggio di papa Francesco per il cammino quaresimale, che si apre il 26 febbraio con il rito di imposizione delle Ceneri, che prende lo spunto dalla seconda lettera di san Paolo ai Corinzi: ‘Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio’, con l’impegno a perdonare gli altri in quanto perdonati dal Signore.

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