ILa Chiesa viva che si risveglia nelle anime, il Papa saluta i cardinali rilancia il Concilio

Ma il Papa non si ferma ai grazie formali, rimette al centro la ecclesiologia del Vaticano II, la Lumen gentium, e porta la presenza viva di ieri nella ultima udienza generale. Una Chiesa viva, che ovviamente non si identifica con la Curia, con la Santa Sede, o con lo Stato della Città del Vaticano. La spiritualità del teologo del Concilio riemerge con forza dopo che in questi otto anni è stata un po’ costretta nel ruolo del Papa. Le “necessità di governo”, avevano un po’ spento la vivacità e la profezia di Joseph Ratzinger. Dall’ 11 febbraio scorso Benedetto XVI ha ripreso la sua libertà di pensiero donandoci alcuni dei più bei testi del pontificato. “La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, ha detto oggi il Papa, che come la Vergine Maria accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo. Offrono a Dio la propria carne e proprio nella loro povertà e umiltà diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi”. La cerimonia di stamattina è stata più una festa che un addio nostalgico. Benedetto XVI sereno, sorridente anche se affaticato, ha ascoltato uno ad uno i cardinali presenti. Con alcuni ha scherzato, con altri c’è stato uno scambio intenso di idee pur nella brevità. Sullo sfondo della Sala Clementina il vocio di cardinali di tutto il mondo che in diverse lingue si salutavano dicendo: “ tanto ci vediamo presto!” Un modo di darsi appuntamento per l’inizio delle Congregazioni generali, ma anche per questi giorni in cui si vedono per le strade intorno al Vaticano gruppi di cardinali in borghese che sfuggono alle telecamere delle tv internazionali che cercano una intervista. E magari si affannano attorno ad un vescovo.

Al termine dell’incontro di questa mattina un abbraccio speciale per il Papa è stato quello del Maestro delle Cerimonie Pontificie Guido Marini che con i cerimonieri hanno avuto la opportunità di un’ultima foto con il Papa. La Sala si è poi svuotata. Il Papa ha lasciato la Clementina andando verso l’ascensore che porta all’ appartamento privato. Come se fosse un giorno normale. Alle 20.00 l’appartamento verrà sigillato dal Camerlengo, come succede dopo le esequie di un pontefice. Sulla Terza Loggia del Palazzo Apostolico scenderà il silenzio fino a quando ci sarà un nuovo Papa. Ma il Papa emerito rimane nel “recinto di Pietro”, rimane con Pietro, obbediente e reverente, nella preghiera e nella disponibilità totale data alla Chiesa quel 19 aprile del 2005 “sempre” e “per sempre”.

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