Leone XII il papa delle riforme

Nelle scorse settimane ‘Governo della Chiesa, governo dello Stato — Il tempo di Leone XII’, a cura di Roberto Regoli, Ilaria Fiumi Sermattei e Maria Rosa Di Simone (Ancona, Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, n° 291, 2019, pagine 460), pubblicato per la celebrazione, nel 2023, del bicentenario dell’elezione al soglio pontificio del card. Annibale della Genga, è stato presentato alla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa, presso la Pontificia Università Gregoriana.

Il libro è stato presentato dal prof. Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di scienze storiche, che ha sottolineato la sua figura riformista: “ Leggendo queste pagine, vediamo emergere la figura di un pastore preoccupato per il rinnovamento spirituale del popolo e del clero, il cui apice è il Giubileo del 1825, durante il quale il Papa serve i poveri e compie pellegrinaggi a piedi nudi.

Leone XII ha ritenuto la lezione della Storia: la riforma vale se è in capite. L’afflato del Papa per una profonda riforma emerge anche da varie considerazioni circa l’opportunità di riunire un concilio ecumenico in occasione del Giubileo del 1825. Nelle sue scelte degli uomini per i più alti incarichi, Leone XII traduce, incarna le sue esigenze spirituali di riforma religiosa”.

Soprattutto ha sottolineato il suo impulso missionario: “Anche da sovrano temporale, Leone XII intende promuovere delle riforme, seppur con un successo molto inferiore alle attese… Nell’ambito della missione universale del Papa, uno degli articoli qui raccolti studia a partire dall’Archivio storico della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, l’attività di Propaganda Fide durante il pontificato di Leone XII, e offre un’ampia visione dell’opera della congregazione missionaria sui territori sotto la sua giurisdizione, tenuto conto che all’epoca Propaganda Fide era anche incaricata delle Chiese cattoliche orientali…

L’Archivio di Propaganda Fide offre anche molte informazioni sulle missioni in Asia e in particolare sui metodi di evangelizzazione della missione cappuccina a Nord del fiume Gange, nell’Indostan e chiamata Missione Tibetana. Viene citato l’esempio di padre Antonino da Lodi e delle sue iniziative per discutere in circolo di temi religiosi… Sotto Leone XII, la Congregazione di Propaganda Fide compì passi importanti, consolidandosi nel servizio delle missioni e preparando la grande rinascita missionaria dei decenni successivi”.

Ed infine dà nuovo impulso alla Segreteria di Stato vaticana: “Altra componente dell’opera di Leone XII fu il suo atteggiamento verso la Segreteria di Stato e la ‘direzione suprema di tutti gli affari’. Nella scelta del segretario di Stato, nel giorno stesso della sua elezione, Leone XII annuncia la sua intenzione di assicurarsi un ampio margine decisionale.

Infatti, sceglie il decano del Sacro Collegio, il card. Giulio Maria Della Somaglia, che per temperamento era agli antipodi del card. Consalvi, e aveva già raggiunto una veneranda età. Leone XII era intenzionato a muoversi con la massima libertà…

Nel concreto, Leone XII disbrigava personalmente molti affari, affidandone al segretario di Stato la mera esecuzione. In seno alla Segreteria di Stato appare sempre più chiaramente l’assenza di coordinamento”.

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