Il papa in Croazia: l’Europa conservi e ravvivi l’enorme patrimonio comune di valori umani e cristiani

Benedetto XVI è giunto a Zagabria per il suo diciannovesimo viaggio internazionale, all’insegna dei valori della famiglia cattolica. Proprio domani infatti il momento clou della visita, con la festa nazionale delle famiglie croate nell’ippodromo cittadino. Papa Ratzinger inoltre si raccoglierà sulla tomba del cardinale Alojzije Stepinac, beatificato da Giovanni Paolo II nel 1998. Poco prima delle 11 di questa mattina, un bimbo e una bimba nei costumi tradizionali hanno offerto dei fiori al pontefice, giunto all’aeroporto Pleso di Zagabria. Successivamente Benedetto XVI ha incontrato il presidente croato Ivo Josipovic e, più tardi, Jadranka Kosor, primo premier donna da quando il paese di 4,4 milioni di abitanti ha dichiarato l’indipendenza dalla ex Jugoslavia nel 1991.

Benedetto XVI ha espresso la speranza che la Croazia, la cui popolazione è al 90% cattolica secondo le stime del Vaticano, contribuirà ad affermare i valori cristiani nel continente. La “cultura contemporanea” – ha detto il papa al suo arrivo – è caratterizzata “dalla differenziazione sociale, dalla poca stabilita”, e segnata da un individualismo che favorisce una visione della vita senza obblighi e la ricerca continua di spazi del privato”. Successivamente ha esortato ancora una volta l’Unione europea a valorizzare la “ricchezza spirituale e culturale” della tradizione cristiana. Il Pontefice ha detto che questi aspetti rappresentano “le sfide” che la cultura odierna ha di fronte a se, che “richiedono una convinta testimonianza e un dinamismo intraprendente per la promozione dei valori morali fondamentali che sono alla radice del vivere sociale e dell’identità del vecchio continente”. Benedetto XVI, ricordando che la Croazia celebra questo mese i 20 anni dalla proclamazione dell’indipendenza ed è alla “vigilia della piena integrazione della Croazia nell’Unione europea”, ha affermato, riferendosi al Paese a cui fa visita, che “la storia passata e recente di questo vostro Paese può costituire motivo di riflessione per tutti gli altri popoli del continente aiutando ciascuno di essi, e l’intera compagine, a conservare e a ravvivare l’inestimabile patrimonio comune di valori umani e cristiani”. “Con profonda gioia vengo in mezzo a voi come pellegrino, nel nome di Gesù Cristo – ha continuato – . Rivolgo il mio più cordiale saluto all’amata terra croata e, quale successore dell’apostolo Pietro, stringo in un grande abbraccio tutti i suoi abitanti”.

Il presidente croato, Ivo Josipovic, dal canto suo ha sottolineato l’importanza del perdono e della riconciliazione per l’unificazione dell’Europa uscita da decenni di divisioni e contrapposizioni. “La Croazia moderna, appoggiandosi sulle sue radici cristiane, desidera essere generosa nel perdonare i suoi vicini, poichè attraverso il perdono troviamo la via della riconciliazione”, ha detto Josipovic. “Il perdono e la riconciliazione – ha aggiunto il presidente – sono alla base dell’Europa moderna. Attraverso l’amore e attraverso la ragione l’Europa si è unita e attraverso questo fondamento spirituale il nostro continente si è liberato quasi completamente della minaccia della guerra, il massimo male dell’unita”, ha aggiunto Josipovic. “Senza queste basi profonde cristiane, senza il perdono e la riconciliazione, l’unificazione dell’Europa non sarebbe possibile”, ha ancora detto sottolineando come “l’unificazione dell’Europa è un progetto fondamentalmente cristiano”. Il presidente ha al tempo stesso sottolineato di aver trovato questo processo di riconciliazione anche “nella altre religioni con le quali siamo in contatto in Croazia, in particolare quella ortodossa e islamica”, con le quali “condividiamo gli stessi valori fondamentali”. “La Croazia non è un’isola, la Croazia vive nel mondo, la Croazia vive con i propri vicini, e…propugna la libertà di religione, il diritto delle varie comunità religiose di organizzarsi liberamente,”, ha ancora detto Josipovic. “Benchè io stesso non sia un credente, nella profondità delle mie convinzioni condivido i medesimi valori dei fedeli”, “proprio per questo motivo ho incorporato la giustizia e l’equità nei fondamenti della mia politica interna, e il perdono e la riconciliazione fra i popoli nei fondamenti della mia politica internazionali”.

Dopo l’accoglienza ufficiale all’aeroporto di Zagabria il papa è stato ricevuto nel palazzo presidenziale e si è intrattenuto a colloquio per 35 minuti con il presidente croato. Successivamente, nello studio privato del capo dello stato sono state fatte entrare le rispettive delegazioni al completo. Il Pontefice ha donato a Josipovic la riproduzione di un antico codice musicale. Il presidente croato è infatti un apprezzato compositore di musica, ed è stato in passato professore di armonia all’Accademia musicale di Zagabria. Il presidente croato da parte sua ha fatto dono a Benedetto XVI di una riproduzione di un organo, risalente al 1649. Josipovic ha presentato al Papa la moglie Tatiana e la figlia Lana. Al termine dell’incontro nel Palazzo della presidenza, Benedetto XVI si è recato alla Nunziatura apostolica di Zagabria, dove soggiornerà fino al termine della visita, domani sera. Nella Nunziatura, il Papa ha quindi ricevuto in visita privata la premier croata, Jadranka Kosor, che era accompagnata dal figlio Lovro.

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