Il papa: educazione, difesa della vita e crisi sono le emergenze italiane

L’educazione, emergenza oltre che urgenza, la cultura della vita, la crisi economica. Il papa parla ai vescovi italiani riuniti in assemblea e rilancia i temi che animano il dibattito nei media senza entrare in nessuna polemica. Primo piano sull’ educazione che “oggi tende ad assumere i tratti dell’urgenza e, perfino, dell’emergenza.” La chiesa deve proporre una visione completa dell’uomo e per questo il papa dice: “In un tempo in cui è forte il fascino di concezioni relativistiche e nichilistiche della vita, e la legittimità stessa dell’educazione è posta in discussione, il primo contributo che possiamo offrire è quello di testimoniare la nostra fiducia nella vita e nell’uomo, nella sua ragione e nella sua capacità di amare.” Nessun ingenuo ottimismo ma fede.

E l’ educazione non è solo per i piccoli ma “si allarga anche all’età adulta, che non è esclusa da una vera e propria responsabilità di educazione permanente.” Formare cristiani maturi, educare adulti responsabili. E’ questa la sfida. Uomini e donne “in cui coscienza della verità e del bene e libera adesione ad essi siano al centro del progetto educativo, capace di dare forma ad un percorso di crescita globale debitamente predisposto e accompagnato.” Progetti certo, ma soprattutto modelli da seguire e per questo “c’è bisogno di educatori autorevoli a cui le nuove generazioni possano guardare con fiducia.” Il papa parla ai vescovi e quindi ai sacerdoti.“Un vero educatore-dice- mette in gioco in primo luogo la sua persona e sa unire autorità ed esemplarità nel compito di educare coloro che gli sono affidati.” E ricorda l’Anno sacerdotale che sta per aprirsi: “In tutto il ministero sacerdotale risalta, in tal modo, l’importanza dell’impegno educativo, perché crescano persone libere e responsabili, cristiani maturi e consapevoli.”

Dalla consapevolezza alla solidarietà. Quella mostrata dagli italiani verso le popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto. Gente con una fortezza d’ animo impressionante dice il papa. Una solidarietà forte nonostante la crisi di cui “da mesi stiamo constatando gli effetti” e che “ha colpito duramente lo scenario globale e raggiunto in varia misura tutti i Paesi. Nonostante le misure intraprese a vari livelli, gli effetti sociali della crisi non mancano di farsi tuttora sentire, e anche duramente, in modo particolare sulle fasce più deboli della società e sulle famiglie.” Il plauso del papa va al “Prestito della speranza” organizzato da Cei e Abi “che avrà proprio domenica prossima un momento di partecipazione corale nella colletta nazionale, che costituisce la base del fondo stesso.” Alla colletta partecipa anche la Nunziatura in Italia. L’ arcivescovo Bertello infatti, con l’ approvazione del Segretario di Stato e in accordo con altri vescovi italiani, ha rinunciato alla consueta festa con i vescovi e devoluto i circa 10 mila euro risparmiati all’ Abruzzo. “Una eloquente testimonianza della condivisione dei pesi gli uni degli altri.” Ma la carità non è solo materiale. E il papa affronta un altro tema forte del dibattito sociale: la difesa della vita. “Significativo-dice- l’impegno per la promozione di una diffusa mentalità a favore della vita in ogni suo aspetto e momento, con un’attenzione particolare a quella segnata da condizioni di grande fragilità e precarietà.” Anche qui approvazione totale per il manifesto “Liberi per vivere. Amare la vita fino alla fine”. “I “sì” e i “no” che vi si trovano espressi disegnano i contorni di una vera azione educativa e sono espressione di un amore forte e concreto per ogni persona.”

 L’atmosfera familiare e raccolta dell’ incontro permette al papa anche qualche battuta. Al cardinale Bagnasco che gli regala il prototipo del Libro dei canti liturgici della Cei dice: “è bellissimo, sarà usato nella mia Cappella. Ora bisogna pubblicarlo: “Avevo già ammonito il cardinale Ruini di farlo” scherza con il porporato in prima fila. E a chi gli faceva notare che prima “ci vuole l’approvazione ecclesiastica” ha risposto: “Chi potrebbe di più approvare che non tutti i vescovi riuniti?” con un placet di fatto.

foto:angela ambrogetti 

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