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L’immagine della Sindone sui telefoni di tutto il mondo
La Sindone come non si era mai vista. papa Leone XIV è stato il primo, nella mattinata di ieri, a entrare nell’esperienza di lettura digitale creata da ‘Avvolti’, che gli è stata presentata dal Custode pontificio del Telo, il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, durante l’udienza concessa nel Palazzo Apostolico.
La lettura digitale dell’immagine sindonica è una novità assoluta: sarà infatti possibile via internet collegarsi al programma dal sito www.avvolti.org come dal sito ufficiale www.sindone.org con qualunque dispositivo: smartphone, tablet, pc, con accesso dal mondo intero.
Grazie al programma è possibile ‘percorrere’ sul proprio schermo l’immagine sindonica, ingrandendo i particolari più significativi (Volto, corona di spine…). Ogni ingrandimento è accompagnato da spiegazioni e collegamenti con i brani dei Vangeli che descrivono la passione di Gesù.
La lettura digitale è destinata ad avvicinare il grande pubblico, in tutto il mondo, all’immagine della Sindone e ai suoi significati. Pur nel rigore scientifico di testi e immagini si è cercato di realizzare un prodotto accessibile a tutti, più che un’iniziativa destinata agli specialisti.
L’esperienza digitale ‘globale’, accessibile attraverso internet in ogni parte del mondo, fa parte di ‘Avvolti’, l’iniziativa che la diocesi di Torino ha realizzato per il Giubileo 2025. Nella scorsa primavera una Tenda di ‘Avvolti’ era stata installata in piazza Castello a Torino. Nella Tenda venne presentata, fra le altre proposte, l’esperienza della lettura digitale che riproduceva l’immagine della Sindone in scala 1:1, su un tavolo appositamente realizzato, lungo 5 metri. La Tenda venne visitata da oltre 30.000 persone di 79 Paesi, negli 8 giorni di apertura (dal 28 aprile al 5 maggio).
Ora il programma presentato sul ‘Tavolo’, opportunamente adattato, è disponibile per tutti in rete. Immagini e testi dell’esperienza si trovano sul sito www.avvolti.org e sui social (Facebook e Instagram).
Il cardinale Repole ha ricordato che la pubblicazione dell’esperienza digitale globale rientra nel programma di ‘pastorale sindonica’ che la diocesi di Torino ha avviato nel 2024 e di cui ‘Avvolti’ ha costituito il fulcro per l’anno giubilare 2025. Altre iniziative saranno programmate ed elaborate nei prossimi mesi, in modo da realizzare un percorso di accompagnamento verso il Giubileo del 2033.
Con Fabio Quadrini analizziamo lo studio di Cicero Moraes sulla Sindone
“Ancora una volta assistiamo al lancio di nuove ‘rivelazioni’ sulla Sindone e i suoi misteri. Oggi si tratta dell’ipotesi che il Telo sindonico sia stato steso non sul cadavere di un uomo ma su un ‘modello’ artefatto, che riprodurrebbe le caratteristiche dell’immagine”; così iniziava, qualche settimana fa, il comunicato stampa dell’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, card. Roberto Repole riguardo il caso della Sindone secondo l’articolo ‘Image formation on the Holy Shroud – A digital 3D approach’ di Cicero Moraes, Agosto 2025.
Secondo l’arcivescovo torinese non esiste motivo di “entrare nel merito delle ipotesi formulate liberamente da scienziati più o meno accreditati… Se non ci si può stupire più di tanto del clamore che certe ‘notizie’, vere o verosimili, nuove o datate, possono suscitare in un circuito mediatico che ormai è globale e istantaneo, rimane la preoccupazione per la superficialità di certe conclusioni, che spesso non reggono a un esame più attento del lavoro presentato. E rimane da ribadire l’invito a non perdere mai di vista la necessaria attenzione critica a quanto viene così facilmente pubblicato”.
L’autore dell’articolo, infatti, ha realizzato modelli 3D di un corpo umano e di un bassorilievo, utilizzando software open source e simulazioni fisiche per analizzare i punti di contatto di un telo con le superfici. Per comprendere meglio la questione riguardante l’autenticità della Sindone, abbiamo contattato il sindologo, dott. Fabio Quadrini, specializzato negli studi sindonici presso l’Ateneo Pontificio ‘Regina Apostolorum’di Roma:
“E’ lui stesso ad ammettere che il suo lavoro è parziale: ‘Lo studio non affronta aspetti fisici o chimici legati alla formazione dell’immagine, come la presenza di pigmenti, analisi microscopiche o proprietà dei materiali del tessuto, né indaga la dinamica dei fluidi corporei, come il flusso sanguigno’. Invece, dinanzi alla Sindone, occorre essere liberi, e respirare a pieni polmoni tutto quello che la stessa Sindone dice attraverso l’ampia multidisciplinarietà degli studi ad Essa applicati”.
Partiamo da questo articolo di Cicero Moraes: cosa non convince dello studio?
Innanzitutto riferiamo come in questo articolo Cicero Moraes riferisca come la Sindone abbia contenuto un bassorilievo e non un corpo, non un cadavere. Ma ciò è stato smentito dalla scienza da tempo. Le analisi scientifiche del progetto di studi denominato ‘Sturp’ (tra 1978 e 1981) sono giunte propriamente a questa conclusione e cito: ‘[…] l’immagine della Sindone è quella di una vera forma umana di un uomo flagellato e crocifisso. (L’immagine della Sindone) Non è il prodotto di un artista. […]’. Circa lo studio di Cicero Moraes, inoltre, non convince la parzialità del suo lavoro e la semplificazione della creazione del suo materiale visivo.
E’ lo stesso Cicero Moraes, invero, ad ammettere la vistosa parzialità del suo lavoro (realizzato utilizzando software open source e gratuito, disponibile per il download). Egli, infatti, riferisce come il suo studio non affronti aspetti fisici o chimici legati alla formazione dell’immagine, come la presenza di pigmenti, analisi microscopiche o proprietà dei materiali del tessuto, né indaghi la dinamica dei fluidi corporei, come il flusso sanguigno. Inoltre, Cicero Moraes, nel suo lavoro, non ricostruisce la corretta posizione delle mani e dei piedi, né tiene conto del rigor mortis, dell’Uomo della Sindone, ma per Moraes il soggetto è tutto disteso, senza neanche dedicarsi alla parte dorsale del medesimo Uomo della Sindone. Questo approccio, dice Moraes, semplifica la creazione di materiale visivo.
Ma la Sindone e lo studio applicato alla Sindone non possono essere caratterizzati da parzialità e semplificazione, bensì da multidisciplinarietà. Ecco, infatti, quanto scritto nel Bollettino n. 310 del 18 agosto 1990 della Sala Stampa della Santa Sede, in riferimento alla Sindone e, nello specifico del caso, in riferimento all’esito del C14 applicato alla Sindone: ‘Il risultato della datazione medievale veniva a costituire un punto singolare, anzi in contrasto, rispetto ai precedenti risultati, i quali non erano contraddittori con una datazione risalente a 2000 anni fa. Si tratta di un dato sperimentale fra gli altri con la validità e anche i limiti degli esami settoriali che sono da integrare in un quadro multidisciplinare’”.
Quali sono gli indizi per cui la Sindone non può essere un modello ‘artefatto’?
“Precisiamo, intanto, sommariamente, cosa sia la Sindone. La Sindone è un lenzuolo di lino con dimensioni di circa 442 cm x 113 cm. Sulla Sindone è impressa l’immagine frontale (usualmente a sinistra) e dorsale (usualmente a destra) di un Uomo morto, il quale è stato sottoposto ad una serie di torture, tra cui una feroce flagellazione con un flagrum romano ed una coronazione con un casco di spine; nonché sottoposto ad una crocifissione con chiodi nei polsi e nei piedi e, dopo morto, è stato trafitto al costato da un colpo di lancia al fianco destro tra la 5 e la 6 costola.
Circa gli indizi per cui la Sindone non possa essere un modello artefatto, ci basta già considerare quanto segue. Primo: l’Immagine sindonica non possiede alcuna direzionalità; secondo: la presenza occasionale di pigmenti sulla Sindone sia dovuta alla pratica delle cosiddette ‘reliquie per contatto’;
terzo: sulla Sindone, sotto il sangue non c’è immagine; quarto: l’immagine sindonica è estremamente superficiale e non passa da parte a parte sul lenzuolo; quinto: l’immagine sindonica si riesce a distinguere solo a circa 2 metri e 50 centimetri rispetto al telo sindonico. Preciso, poi, come la Chiesa ha da sempre considerato la Sindone una Reliquia. Nel merito mi limito a citare solamente Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Papa san Giovanni Paolo II asserisce circa la Sindone: ‘Reliquia lo è certamente» (28 aprile 1989 – Interpellato dai giornalisti sull’aereo che porta lo stesso Giovanni Paolo II in Africa); papa Benedetto XVI scrive circa la Sindone: ‘[…] la Sindone di Torino […] tale reliquia […]’ (Benedetto XVI, Gesù di Nazaret vol.2 – Dall’ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione, pag. 254)”.
Allora, per quale motivo la Sindone ancora fa discutere?
“Rispondo a questa domanda con le parole di un agnostico. Yves Delage era uno zoologo, membro dell’Accademia Francese delle Scienze ed, appunto, agnostico, che nel 1902 affermò di credere che la Sindone fosse una reliquia della vita di Gesù. Delage si rese conto che la Sindone non poteva essere una falsificazione e concluse che era autentica. Delage allora scrisse un lavoro da presentare proprio all’ Accademia Francese delle Scienze. Il segretario della sezione di fisica, Marcelin Berthelot, ateo militante, gli ordinò di riscrivere il suo lavoro per gli Atti e cancellare ogni riferimento alla Sindone.
Delage affermò notoriamente: ‘[…] Se, invece di Cristo fossero state domande su qualche persona come un Sargon, un Achille o uno dei faraoni, nessuno avrebbe pensato di fare obiezioni […] sono stato fedele al vero spirito scientifico trattando questo tema, intento solo verso alla verità, non preoccupandomi minimamente se esso intaccasse gli interessi di qualche partito religioso […] Riconosco Cristo come personaggio storico e non vedo ragioni per cui qualcuno dovrebbe scandalizzarsi che esistano ancora tracce materiali della sua vita terrena’”.
Quindi quanto è importante lo studio interdisciplinare della Sindone?
“Lo studio interdisciplinare della Sindone è talmente importante che solo attraverso tale metodologia si rispetta la Sindone stessa, e solo attraverso tale metodologia si riesce, non a dar voce alla Sindone (in tal caso la voce, spesso, potrebbe essere la nostra), ma a far sì che la Sindone possa Essa stessa parlare. E cosa ci dice la Sindone?
Essa ci dice che l’immagine sindonica, molto probabilmente, sarebbe scaturita da una radiazione ultravioletta direzionale ortogonale estremamente breve ed estremamente potente, proveniente ovvero emanata dal cadavere che era involto nella Sindone; ci dice che in essa è stata constatata una grande abbondanza di pollini del Medio Oriente, che non esistono in Europa, come ad esempio le tracce della pianta dello ‘zygophyllum dumosum’, che cresce soltanto nel sud di Israele, in Giordania occidentale ed al Sinai; ci dice che in essa sono presenti le tracce delle spezie funebri profumate usate dagli Ebrei nel primo secolo, ovvero l’aloe e la mirra (cf. Gv 19, 39).
Ci dice che in essa sono state trovate cospicue tracce di Dna mediorientale, oltre il 50%, (in percentuale nettamente superiore rispetto al Dna dell’Europa, siamo nell’ordine del 5%); ci dice che in essa è stata trovata la presenza di cristalli di aragonite (un tipo di carbonato di calcio) con impurezze simili a quelle dell’aragonite trovata nelle grotte di Gerusalemme; ci dice che in essa è presente sangue umano maschile del gruppo AB, lo stesso presente nel Sudario di Oviedo e nel Miracolo Eucaristico di Lanciano.
Ci dice che le macchie di sangue presenti in essa si spiegano solo con il contatto con la pelle di una persona ferita, sulla quale il sangue si è coagulato (le fotografie all’ultravioletto effettuate sulla Sindone, infatti, mostrano aloni di siero attorno alle tracce della flagellazione e ai margini dei coaguli di sangue); ci dice che le impronte sanguigne presenti su di essa sono dovute al contatto con sangue coagulato, nel quale si possono osservare le fasi di formazione del coagulo con la successiva formazione della crosta e dell’essudato sieroso”.
(Tratto da Aci Stampa)
Sindone: per il card. Repole le conclusioni sono superficiali
“Ancora una volta assistiamo al lancio di nuove “rivelazioni” sulla Sindone e i suoi misteri. Oggi si tratta dell’ipotesi che il Telo sindonico sia stato steso non sul cadavere di un uomo ma su un ‘modello’ artefatto, che riprodurrebbe le caratteristiche dell’immagine”; così inizia il comunicato stampa dell’arcivescovo di Torino e del vescovo di Susa, card. Roberto Repole riguardo il caso della Sindone secondo l’articolo ‘Image formation on the Holy Shroud – A digital 3D approach’ di Cicero Moraes, Agosto 2025.
Secondo l’arcivescovo torinese non esiste motivo di “entrare nel merito delle ipotesi formulate liberamente da scienziati più o meno accreditati… Se non ci si può stupire più di tanto del clamore che certe ‘notizie’, vere o verosimili, nuove o datate, possono suscitare in un circuito mediatico che ormai è globale e istantaneo, rimane la preoccupazione per la superficialità di certe conclusioni, che spesso non reggono a un esame più attento del lavoro presentato. E rimane da ribadire l’invito a non perdere mai di vista la necessaria attenzione critica a quanto viene così facilmente pubblicato”.
L’autore dell’articolo, infatti, ha realizzato modelli 3D di un corpo umano e di un bassorilievo, utilizzando software open source e simulazioni fisiche per analizzare i punti di contatto di un telo con le superfici. Il risultato indica che i punti di contatto tra telo e bassorilievo corrispondono ad un’immagine meno deformata rispetto ai punti di contatto con un corpo tridimensionale, in quanto quest’ultimo genera l’effetto di deformazione cosiddetto di ‘Maschera di Agamennone’, ben noto in letteratura.
In altre parole, nella figura 6 dell’articolo l’autore conferma un risultato noto sin dai primi studi di Vignon e Delage del 1902, per cui l’immagine sindonica si configura come proiezione ortogonale. Non si ravvisa nessun elemento di novità in questa conclusione dell’articolo. In aggiunta, a partire dagli studi in situ del gruppo STuRP (1978) e dalle successive analisi chimico-fisiche, è stata esclusa la formazione dell’immagine per mezzo di pittura, frottage con bassorilievo, o contatto con una statua/bassorilievo riscaldata.
In sintesi, il risultato dell’articolo in questione sull’assenza dell’effetto ‘Maschera di Agamennone’ e relativa proiezione verticale dell’immagine sindonica è già noto da oltre un secolo, e la conseguenza ipotizzata dall’autore sulla origine pittorica o strinata da contatto della Sindone su un bassorilievo è ampiamente smentita da numerosi studi fisico chimici, in primis STuRP e confermati da misure più recenti, di cui esiste ampia letteratura su riviste scientifiche accreditate.
Per questo motivo il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone (CISS) ha ribadito l’importanza di un approccio rigoroso e interdisciplinare, che distingua nettamente tra dati certi e ipotesi, integrando i risultati di tutte le discipline coinvolte: “Gli strumenti e i formati utilizzati nell’articolo in questione rientrano tra quelli comunemente impiegati nella modellazione 3D. Blender, ad esempio, è un software affidabile per la produzione di contenuti multimediali e ricreativi, ma non specificamente progettato per scopi scientifici. Il motore fisico usato per simulare il comportamento del telo sul modello tridimensionale agisce secondo modelli che imitano gravità e adattamento del tessuto a una superficie, rappresentata dal corpo 3D”.
Nell’analisi il CISS ha evidenziato le difficoltà di utilizzo di tale strumento: “Questa impostazione presuppone che il telo sia stato adagiato sul corpo, ma il modello digitale non prevede un piano di appoggio: sotto il corpo vi è vuoto, come se fosse sospeso nello spazio. Tale condizione influenza il comportamento simulato del tessuto e non corrisponde a un contesto fisico reale. L’inserimento di un piano rigido su cui il corpo fosse appoggiato avrebbe modificato in modo significativo il risultato.
Lo strumento ‘OrtoOnBlender’, utilizzato per generare il bassorilievo, è descritto dall’autore come centrale nel processo. Esperienze precedenti (Balossino – Rabellino ) con tecnologie simili hanno evidenziato risultati sensibili alle proprietà del tessuto simulato, variando da un comportamento ‘rigido’ a uno ‘morbido’ in base ai parametri impostati.
La replicabilità di una procedura è condizione necessaria ma non sufficiente per convalidarne la correttezza: un aspetto su cui l’articolo insiste, ma che di per sé non garantisce la validità scientifica delle conclusioni. Questo tipo di simulazioni, pur interessanti e potenzialmente efficaci in ambito divulgativo o multimediale, presentano difficoltà significative nell’essere considerate prova scientifica, men che mai conclusiva”.
Tutto ciò non esclude le analisi fisiche e chimiche: “La discussione proposta si inserisce in un tema noto e ancora aperto: la natura della proiezione dell’immagine sindonica. Il passaggio da una proiezione cilindrica (telo avvolto al corpo, con inevitabili deformazioni laterali, assenti sul telo) a una ortogonale (trasferimento verticale dei dettagli, con minime distorsioni, ma non in grado di spiegare la presenza dell’immagine nelle parti non in contatto) comporta implicazioni significative per le ipotesi di formazione. I modelli digitali possono contribuire alla riflessione, ma non sostituiscono l’analisi fisica e chimica del reperto, la quale finora ha escluso la compatibilità dell’immagine con metodi pittorici, contatto con bassorilievo o strinatura da bassorilievo caldo”.
Per questo sul piano metodologico, il CISS ritiene fondamentale che è necessaria “la rigorosa distinzione tra dati accertati e ipotesi, evitando di presentare come certe affermazioni non dimostrate. La collaborazione interdisciplinare, che integri e rispetti i risultati di tutte le discipline coinvolte, evitando interpretazioni parziali o settoriali”.
La ‘Tenda degli Avvolti’ a Torino per vivere la spiritualità della Sacra Sindone
Fino a lunedì 5 maggio è possibile visitare la ‘Tenda di Avvolti’ in piazza Castello a Torino, allestita nell’ambito delle iniziative per la Festa della Sindone ed il Giubileo della Speranza, inaugurata alla presenza della vicesindaco di Torino, Michela Favaro, dell’assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, del prefetto di Torino Donato Cafagna, di Adriana Acutis, vicepresidente della Fondazione Carlo Acutis e del vescovo ausiliare di Torino mons. Alessandro Giraudo, che ha dedicato l’iniziativa a papa Francesco:
“Dedichiamo questo luogo e questa iniziativa alla memoria di papa Francesco, in ricordo del suo ministero e della sua testimonianza di Vangelo. Questa riproduzione digitale permette di sperimentare un modo nuovo di incontrare la Sindone. Grazie alla tecnologia, alla Tenda di Avvolti i visitatori non sono solo spettatori, ma al contempo diventano partecipi, perché è data loro la possibilità di entrare ancora di più nella profondità del mistero dell’Uomo della Sindone. Spettatori coinvolti, avvolti, perché pur contemplandola in digitale, l’incontro con il Telo sindonico è una esperienza vera”.
La ‘Tenda di Avvolti’ è suddivisa in tre sezioni: nella prima è proposta una visita inedita alla Sindone, grazie a una nuova installazione immersiva (un tavolo interattivo che riproduce il Telo a grandezza naturale e altri supporti multimediali) progettata per offrire un’esplorazione dettagliata e coinvolgente della Sindone, accompagnata da narrazioni e approfondimenti visivi. Una seconda area è sede della mostra ‘volti nel Volto’, curata dalla Fondazione Carlo Acutis. Il terzo spazio ospita un ricco programma di conferenze quotidiane, da quelle del ciclo ‘Tutti Santi’, dedicato in modo particolare alle più recenti e alle prossime canonizzazioni, agli incontri sulla Sindone, tra storia, scienza e fede, e ad altri temi come arte e spiritualità.
Al dott. Mauro Gentile, componente ufficio stampa ‘Avvolti’, abbiamo chiesto spiegazione di questa iniziativa: “Offrire, nel contesto dell’Anno giubilare e non essendo prevista un’ostensione pubblica, un’occasione di riflessione e conoscenza della Sindone, icona della Passione del Signore e anche patrimonio culturale di Torino e del Piemonte. Con questo obiettivo sono state ideate e programmate dalla Chiesa torinese le iniziative di ‘Avvolti’, che il capoluogo piemontese ospita nei giorni della Festa della Sindone, fino al 5 maggio. Perché chiamarla ‘Avvolti’? E’ una parola che evoca un abbraccio, come quello del Telo sindonico intorno al corpo del Crocifisso, lo stesso con cui Dio accoglie ogni persona”.
Per quale motivo si è creata questa esperienza immersiva e non una esposizione?
“La Tenda della Sindone allestita a Torino, in piazza Castello, e cuore delle iniziative di ‘Avvolti’, propone un’esperienza inedita e innovativa grazie al supporto delle tecnologie digitali, offrendo l’opportunità di ‘conoscere’ il Telo da vicino, come non è mai stato possibile fino ad ora. Un tavolo delle stesse dimensioni della Sindone riproduce l’immagine virtuale del Telo, e offre la possibilità di esplorare e ‘toccare con mano’ i dettagli dell’immagine. E’ un’esperienza che si può definire ‘globale’.
Infatti, il tavolo interattivo e il programma di lettura virtuale ravvicinata della Sindone non dureranno solo otto giorni: dopo la chiusura della Tenda sarà infatti ancora possibile effettuare un’esperienza di lettura interattiva collegandosi da smartphone, tablet e pc, da ogni parte del mondo. Sono anche attivi i social su Instagram e Facebook (@avvolti), oltre ai contenuti esclusivi che si trovano sul sito www.avvolti.org.
Il programma di lettura è realizzato da Reply, società specializzata in consulenza digital e tecnologica, nata a Torino e oggi presente in tutto il mondo. L’allestimento della Tenda Sindone e delle opere connesse ha coinvolto diverse imprese specializzate italiane, coordinate dalla torinese Eventum. Per visitare la Tenda della Sindone, che fino al 5 maggio ospita anche la mostra ‘volti nel Volto’ della Fondazione ‘Acutis’ ed una serie di incontri dedicati alla Sindone sotto gli aspetti di storia, scienza e fede, ai Santi sociali legati a Torino e a Guarino Guarini, l’architetto che progettò la Cappella della Sindone, è necessario prenotare attraverso il sito web www.avvolti.org .
Cosa c’è sotto il Telo? Ma soprattutto cosa dice oggi la Sindone ai giovani?
“Un invito, quello di vivere la vita con speranza. E, vedendo Telo sindonico una testimonianza della Passione, della Morte e della Resurrezione di Gesù, anche il messaggio che dopo il buio, anche quello che pare più assoluto, Dio può sempre intervenire per portare la luce. Quel volto e il corpo impressi nel Lino sono quelli di uno sconfitto dalla storia, come sconfitti lo sono, anche oggi, tanti donne e uomini che vivono nella guerra, che sono malati, disoccupati, anziani che si sentono soli e abbandonati.
Ma nell’orizzonte dell’eternità le sconfitte della storia non sono l’ultima parola, perché vi è la speranza che interviene proprio laddove si prova l’esperienza dell’abbandono e della drammaticità della vita. Nella tradizione cristiana è Dio ciò che rappresenta la speranza e con tali occhi dobbiamo guardare al Volto dell’Uomo della Sindone, che è anche il ‘calco’ della Resurrezione e ricorda sempre a tutti noi che Dio può sempre intervenire e portare luce laddove vi sono tenebre”.
Qual è il rapporto della città con la Sindone?
“Da secoli la storia di Torino è intimamente legata a quella della Sindone, ai suoi infiniti significati e la sua capacità di parlare all’umanità. La città ha infatti, tessute nella propria memoria e nelle sue fibre, l’attenzione verso l’altro, la capacità di accogliere e includere, il senso di una pìetas consapevole e umanissima. Qui la fratellanza è da sempre fatta di azioni concrete. Non è certo un caso che il carattere di Torino, non si può dimenticare, sia stato ed è a tutt’oggi fortemente segnato dall’opera dei suoi santi sociali”.
(Tratto da Aci Stampa)
A Torino aperta la ‘Tenda di Avvolti’ per un incontro con la Sindone digitale
Fino a lunedì 5 maggio è possibile visitare la ‘Tenda di Avvolti’ in piazza Castello a Torino, allestita nell’ambito delle iniziative della Chiesa torinese per la Festa della Sindone e il Giubileo della Speranza. Ieri mattina è stata infatti aperta ufficialmente alla presenza del vescovo ausiliare di Torino mons. Alessandro Giraudo, della vicesindaca della Città di Torino, Michela Favaro, dell’assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, del prefetto di Torino Donato Cafagna, e di Adriana Acutis, vicepresidente della Fondazione Carlo Acutis.
“Dedichiamo questo luogo e questa iniziativa alla memoria di papa Francesco, in ricordo del suo ministero e della sua testimonianza di Vangelo – ha dichiarato il vescovo ausiliare di Torino, mons. Alessandro Giraudo – . Questa riproduzione digitale – ha aggiunto parlando del tavolo interattivo del Telo – permette di sperimentare un modo nuovo di incontrare la Sindone. Grazie alla tecnologia, alla Tenda di Avvolti i visitatori non sono solo spettatori, ma al contempo diventano partecipi, perché è data loro la possibilità di entrare ancora di più nella profondità del mistero dell’Uomo della Sindone. Spettatori coinvolti, avvolti, perché pur contemplandola in digitale, l’incontro con il Telo sindonico è una esperienza vera”.
La ‘Tenda di Avvolti’ è suddivisa in tre sezioni. Nella prima, superato l’ingresso e lo spazio dedicato all’accoglienza dei visitatori, è proposta una inedita visita alla Sindone grazie a una nuova installazione immersiva (un tavolo interattivo che riproduce il Telo a grandezza naturale e altri supporti digitali) progettata per offrire un’esplorazione dettagliata e coinvolgente della Sindone, accompagnata da narrazioni e approfondimenti visivi.
Una seconda area ospita la mostra multimediale ‘volti nel Volto’: curata dalla Fondazione ‘Carlo Acutis’, l’esposizione, con l’ausilio delle tecnologie digitali pone a confronto numerosi ritratti del volto di Gesù dipinti nel corso dei secoli, individuando elementi iconografici e tratti distintivi che, seppure presenti in opere d’arte realizzate in contesti ed epoche diverse, paiono essere accomunate dal trovare fonte d’ispirazione nello stesso volto, il Volto dell’Uomo della Sindone.
Tra le prime due sezioni è presente anche lo speciale plastico del Telo (messo a disposizione dal Museo della Sindone) con la riproduzione in rilievo dell’impronta sindonica, che consente anche ai non vedenti di conoscerne, attraverso il contatto tattile, i dettagli.
Il terzo ambiente è costituto da uno spazio conferenze che ospita un ricco programma di incontri quotidiani, da quelli del ciclo ‘Tutti Santi’, dedicato in modo particolare alle più recenti e alle prossime canonizzazioni, agli appuntamenti sulla Sindone, tra storia, scienza e fede, e ad altri temi come arte e spiritualità. Tutti gli incontri possono essere seguiti in diretta streaming sul canale YouTube di www.avvolti.org .
Oggi, martedì 29 aprile, apre la giornata di appuntamenti allo spazio conferenze della Tenda di Avvolti, alle ore 11, l’incontro ‘Guarino Guarini e la Cappella della Sindone: dall’idea al cantiere’, curato dal Comitato nazionale Guarino Guarini. Il professor Giuseppe Dardanello, ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Torino, Marina Feroggio, già direttrice dei lavori di completamento del restauro della Cappella della Sindone, e il direttore dell’Archivio di Stato di Torino e presidente del Comitato nazionale Guarino Guarini, Stefano Benedetto, guidano alla lettura del progetto che ha portato alla costruzione di uno dei gioielli dell’architettura barocca e parlano degli interventi di restauro condotti a seguito dell’incendio del 1997.
Nel pomeriggio, doppio appuntamento dedicato al turismo religioso. Alle ore 15 incontro su ‘Scoprendo i Sacri Monti del Piemonte: un percorso tra spiritualità e arte’, a cura della Regione Piemonte in collaborazione con i Sacri Monti, e alle 16 su ‘Sentieri dell’Anima: alla scoperta dei cammini spirituali piemontesi’, ancora a cura della Regione Piemonte in collaborazione con la Rete dei Cammini e Viaggio Italia around the World.
A seguire, alle ore 17, secondo appuntamento del ciclo ‘Tutti Santi’ dedicato a ‘Sebastiano Valfrè e la Sindone”. Il Beato Valfrè devoto alla Sindone, nel 1694 contribuì a riparare, rammendandole personalmente, alcune parti del telo di sostegno al Telo apposto dalle suore Clarisse dopo l’incendio di Chambery del 1532, e, con le sue opere di carità e assistenza ai più bisognosi, ebbe un ruolo significativo durante l’assedio di Torino del 1706.
Alle ore 18, curato da ARPA Piemonte, incontro su ‘Giubileo e sostenibilità ambientale: economia circolare per un futuro più verde’ e, nello specifico, sul tema dell’impatto del settore tessile sull’ambiente e sul cambiamento climatico come punto di partenza per capire quanto il riciclo e l’economia circolare possano contribuire ad assicurare un futuro più sostenibile per tutti, dai produttori ai consumatori.
(Foto: Arcidiocesi di Torino)
A Torino si ‘esplora’ la Sindone
Nei giorni scorsi al Polo Teologico Torinese e in collegamento in diretta con la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la conferenza stampa di presentazione delle iniziative collegate alla festa liturgica della Sindone nell’anno giubilare con il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, custode pontificio della Sindone, in cui è stata presentata l’iniziativa giubilare ‘Avvolti’, iniziativa che la Chiesa di Torino propone, nei giorni della festa della Sindone, ai torinesi e piemontesi, e a quanti si troveranno in città, dal 28 aprile al 5 maggio.
Non essendo in programma nel 2025 nessuna ostensione pubblica della Sindone il Custode ha deciso l’iniziativa di ‘Avvolti’ per offrire, nel contesto dell’Anno giubilare, un’occasione di riflessione e conoscenza della Sindone: icona della Passione del Signore ma anche patrimonio culturale di Torino e del Piemonte.
Durante la presentazione il card. Repole ha sottolineato le novità di questa iniziativa giubilare: “In questo anno giubilare abbiamo cercato un approccio nuovo al Telo sindonico, puntando sulle nuove tecnologie digitali. Il volto e il corpo impressi nel Telo sindonico sono quelli di uno sconfitto dalla storia. Come sconfitti sono, anche oggi, tanti donne e uomini che vivono nella guerra, che sono malati, disoccupati, anziani che si sentono soli e abbandonati. Ed in ogni caso, che lo vogliamo o no, siamo tutti sconfitti dalla morte. Nell’anno giubilare dedicato alla speranza partiamo proprio da queste situazioni, che sembrano non dare speranza”.
La resurrezione è la ‘novità’ della speranza che Dio offre all’uomo: “Ma proprio quel Telo è un invito a vivere la vita con speranza, perché direi che è anche il calco della Resurrezione, di qualcuno che non è più nella morte, il sepolcro è vuoto. Nell’orizzonte dell’eternità, le sconfitte della storia non sono l’ultima parola.
Spesso rischiamo di confondere la speranza con l’illusione e l’ottimismo; la speranza invece interviene proprio laddove tu fai l’esperienza dell’abbandono e della drammaticità della vita, ma soprattutto della morte, ma nonostante questo continui ad avere fiducia. Nella tradizione cristiana la speranza è Dio e ciò che può costituire speranza è che guardiamo con occhio nuovo il volto sindonico: è anche il calco della Resurrezione, che dice che Dio può intervenire”.
La Sacra Sindone è custodita nella Cattedrale di Torino (piazza San Giovanni), nell’ultima cappella della navata sinistra, sotto la Tribuna Reale. Essa è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13. Secondo la tradizione si tratta del Lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro.
Nella Tenda della Sindone in piazza Castello i visitatori potranno compiere un’esperienza digitale innovativa: ‘conoscere’ il Telo da vicino, come non è mai stato possibile fino ad ora. Un tavolo delle stesse dimensioni della Sindone riproduce l’immagine virtuale del Telo, e offrirà la possibilità di esplorare e «toccare con mano» i dettagli dell’immagine.
Il tavolo interattivo e il programma di lettura virtuale ravvicinata della Sindone non durano solo otto giorni: dopo la chiusura della Tenda sarà possibile effettuare un’esperienza di lettura interattiva collegandosi da smartphone, tablet e pc, in ogni parte del mondo. Sono anche attivi i social su Instagram e facebook (@avvolti), oltre ai contenuti esclusivi che si trovano sul sito www.avvolti.org, dove è possibile prenotare la propria visita. Nella Tenda i visitatori troveranno anche la mostra «Volti Il volto dei Volti», a cura della Fondazione Carlo Acutis (www.fondazionecarloacutis.org/progetto/volti-nel-volto).
Ci sarà anche uno spazio dedicato per incontri, conferenze, dibattiti. In particolare è in calendario un incontro sulla figura di mons. Giuseppe Ghiberti, il biblista che ha guidato la preparazione delle ostensioni dal 1998 al 2010 ed è stato il primo consulente degli arcivescovi custodi.
Altri incontri verranno dedicati ad alcuni dei ‘santi’ legati alla Sindone o presenti nell’attualità della Chiesa torinese in questi mesi. In particolare: Carlo Acutis (28 aprile), Giuseppe Allamano (30 aprile), Pier Giorgio Frassati (2 maggio). Un incontro illustrerà la figura del beato Sebastiano Valfrè, che fu tra i protagonisti dell’Assedio di Torino del 1706, e che ebbe una venerazione particolare per la Sindone.
Domenica 4 maggio alle 10.30 il Custode pontificio della Sindone card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, presiede la celebrazione eucaristica in Cattedrale, nel giorno della festa liturgica della Sindone. La celebrazione sarà trasmessa in diretta social dal sito ufficiale www.sindone.org e dal sito della diocesi www.diocesi.torino.it.
Mentre sabato 3 maggio i giovani delle diocesi di Torino e Susa si ritroveranno alla Tenda per poi andare a conoscere da vicino i luoghi della santità torinese. Divisi in gruppi, faranno tappa al Cottolengo e al Sermig; e anche a Maria Ausiliatrice e a Palazzo Barolo, nella chiesa di Santa Maria di Piazza e in altri luoghi, per conoscere meglio le realtà e la storia dei ‘santi sociali’. I giovani che hanno partecipato agli incontri con l’arcivescovo passeranno anche in Duomo per un momento di meditazione di fronte alla Sindone.
La Tenda e le iniziative collegate sono promosse dalla diocesi di Torino e hanno ottenuto contributi di Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di commercio di Torino e Fondazione Carlo Acutis. Inoltre nella Tenda sarà presente il ‘plastico’ del Telo, realizzato con materiali speciali, che consente alle persone ipovedenti di esplorare tatticamente la figura e le caratteristiche dello stesso, offrendo un’esperienza sensoriale che aiuta a comprendere meglio i dettagli e la posizione del corpo.
Online il sito www.sindone.it: portale web del centro internazionale di studi sulla Sindone
Un portale web dinamico e user-friendly per scoprire o approfondire la conoscenza della Sindone e dei temi ad essa legati. È il rinnovato www.sindone.it, il sito internet del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone (CISS) e del Museo della Sindone di Torino, progettato e rielaborato per rispondere alle specifiche esigenze degli utenti italiani e stranieri interessati a tutto ciò che riguarda il Telo custodito nel Duomo di Torino.
Da molti anni il CISS è presente sul web e sulle principali piattaforme social digitali allo scopo di offrire un servizio qualificato ed essere un interlocutore affidabile e serio per le persone che si avvicinano alla Sindone per i più svariati motivi.
Il portale è una finestra aperta al mondo e contribuisce ad aiutare il CISS nelle attività di coordinamento e promozione a livello nazionale e internazionale di studi e attività divulgative relative alla Sindone, assicurandone il collegamento con la Custodia (Arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole) e la Proprietà (Santa Sede).
Dalle statistiche relative ai contatti via internet, mediamente ogni anno, risulta che le pagine web del CISS sono visitate da oltre 400.000 persone e ogni numero della Rivista digitale ‘Sindon’ (leggibile e scaricabile gratuitamente dal portale) conta una media di oltre 2.000 download.
La nuova versione del sito si adatta a tutti i terminali, dagli smartphone fino agli schermi HD, offrendo ai visitatori un’esperienza di navigazione ideale, con un approccio interattivo, oltre all’integrazione di contenuti multimediali. Il design ergonomico rende più facile, rapida e intuitiva la ricerca delle informazioni direttamente dalla home page, anche grazie ai menu a discesa che danno una visione generale dell’offerta.
Fin dalla pagina di apertura è infatti possibile avere una panoramica generale: la Sindone in primo piano e le due componenti fondamentali che fanno da motore ad ogni attività, ovvero il Centro Studi e il Museo.
Il nuovo sito web è stato progettato e realizzato dal dottor Daniele Druetto con il contributo degli studiosi del Centro. Tutti i contenuti sono fruibili attualmente in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo. Per le traduzioni il CISS si è avvalso della consulenza del dottor Paolo Di Lazzaro (ENEA), del dottor Alfonso Sánchez Hermosilla (CES) e del dottor Laurent Touchagues (CIELT).
Le sezioni del sito più innovative sono quelle relative al tour virtuale del Museo, frutto del lavoro congiunto del professor Nello Balossino, Direttore Scientifico del Museo e dell’ingegner Sergio Rabellino, Tecnico di ricerca dell’Università di Torino. Altra novità è la possibilità di consultare mappe interattive che presentano la diffusione su territorio regionale, nazionale e internazionale del ricco patrimonio storico-artistico legato alla Sindone, frutto del progetto di censimento condotto dal CISS tuttora in corso.
Papa Francesco alla comunità monastica di Montevergine: farsi dono per Dio
“Do il benvenuto a tutti voi, al Padre Abate, ai monaci e ai collaboratori. Avete voluto questo incontro in occasione del Giubileo per il nono centenario di fondazione dell’Abbazia di Montevergine, avvenuta nel 1124 ad opera di San Guglielmo da Vercelli”: con queste parole papa Francesco ha ricevuto in udienza la Comunità Monastica dell’Abbazia di Montevergine, legata a Guglielmo da Vercelli, un monaco eremita vissuto tra l’XI e il XII secolo, attratto dai pellegrinaggi nei luoghi della cristianità.
E’ una storia che il papa ha ricordato ben volentieri: “All’origine della vostra storia non ci sono miracoli o eventi straordinari, ma la sollecitudine di un Pastore, il Vescovo di Avellino, che volle costruire, in quel luogo elevato, una chiesa e raccogliervi un piccolo numero di persone al servizio di Dio, per farne un centro di preghiera, di evangelizzazione e di carità”.
Riprendendo le parole di sant’Agostino di Ippona papa Francesco li ha invitati a farsi ‘dono per Dio’: “E’ il senso della vocazione monastica, che mette alla radice di ogni azione l’opera di Dio, e cioè la preghiera, a cui san Benedetto raccomanda di non anteporre nulla. Il Santuario della Madonna di Montevergine, posto in alto, come una vedetta, è visibile da tutta l’Irpinia, ed i fedeli vi accorrono, spesso a piedi, per trovarvi consolazione e speranza, per ricevere durante il pellegrinaggio nuova forza, come ancora oggi ricordano molti canti tradizionali, anche dialettali, che accompagnano i pellegrinaggi.
Ad accoglierli c’è la bellissima icona della Madre di Dio, con i suoi grandi occhi a mandorla, pronti a raccogliere lacrime e preghiere, che mostra a tutti, sulle ginocchia, il Bambino Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo. Ebbene, farsi “dono per Dio” vuol dire pregare per avere anche voi quegli occhi grandi e buoni, e per mostrare, a chiunque incontrate, come Maria, il Signore, presente nei vostri cuori”.
In questa abbazia è stata accolta anche l’immagine della Sindone: “Durante la seconda guerra mondiale, la vostra comunità ha avuto la grazia di accogliere la Sacra Sindone, portata in segreto presso il vostro Santuario, perché vi fosse custodita e venerata, al sicuro dal rischio dei bombardamenti. Anche questa è un’immagine bellissima della vostra vocazione primaria: custodire l’immagine di Cristo in voi, per poterla mostrare ai fratelli”.
Una seconda sollecitazione proposta dal papa è quella di essere ‘dono di Dio’: “Donarsi cioè con generosità a chi sale al Santuario, perché, accostandosi ai Sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione, si senta, nell’attenzione e nella preghiera, accolto e portato sotto il manto della Madre di Dio.
E l’essere monaci, fisicamente lontani dal mondo, ma spiritualmente vicinissimi ai suoi problemi e alle sue angosce, custodi nel silenzio della comunione con il Signore, e al tempo stesso suoi ospiti generosi nell’accoglienza degli altri, e questo può rendervi, per chi vi incontra, un segno vivente ed eloquente della presenza di Dio. Perciò, cari fratelli, vi raccomando di non cedere alla tentazione di conformarvi alla mentalità e agli stili del mondo, di lasciarvi trasformare costantemente da Dio, rinnovando il vostro cuore e crescendo in Lui, perché chi viene da voi in cerca di luce non resti deluso”.
Ed a conclusione della giornata papa Francesco ha ricevuto i docenti e gli alunni delle Scuole dell’Archivio Apostolico e della Biblioteca Apostolica: i 140 anni della Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica e i 90 anni della Scuola Vaticana di Biblioteconomia: “Sono due istituzioni di alta formazione che giungono a traguardi importanti di cui mi felicito, perché conosco e apprezzo l’impegno che tutti voi profondete in un servizio che ha preparato e prepara molti archivisti e bibliotecari nella Chiesa e nel mondo”.
Durante l’incontro ha sottolineato l’importante compito della ricerca storiografica: “E’ un compito importante, il vostro, quello di favorire e sostenere, con ogni disponibilità, persone che, come dice l’evangelista Luca nel prologo del suo Vangelo, decidono di ‘fare ricerche accurate in ogni circostanza’ per giungere alla verità. Il vostro è veramente un servizio alla ‘solidità degli insegnamenti ricevuti’, in senso cristiano e umano. Una solidità tanto necessaria in tempi di notizie a volte diffuse senza verifiche e senza ricerche”.
Infine ha ricordato un’importante caratteristica delle due scuole vaticane: “… quella di avere un’impostazione eminentemente pratica e un approccio concreto ai problemi e agli studi, secondo una linea che ho più volte indicato, perché il confronto con la realtà delle cose vale di più dell’ideologia. Le ideologie uccidono sempre.
Tali scuole non sono ideologiche, ma formative: “Da voi si insegna e si impara a essere archivisti e bibliotecari a contatto, oltre che con gli studi, con l’esperienza viva di chi svolge in Biblioteca e in Archivio questa professione; a voi è concesso il privilegio di formarvi attingendo direttamente dal patrimonio secolare che l’Archivio e la Biblioteca hanno il compito e la responsabilità di custodire e di trasmettere alle generazioni presenti e future. E questi contatti, oltre che occasione di apprendimento tecnico, sono anche stimolo di apertura mentale e umana. Questa concretezza e questa apertura siano le stelle polari del vostro futuro cammino e di un deciso rilancio delle due Scuole vaticane”.
(Foto: Santa Sede)
Corpus Domini e Sacra Sindone, un legame indissolubile
La solennità del Corpus Domini chiude il ciclo delle feste del periodo post pasquale e celebra il mistero dell’Eucaristia istituita da Gesù nell’Ultima Cena. La ricorrenza è stata istituita grazie ad una suora che nel 1246 per prima volle celebrare il mistero dell’Eucaristia in una festa slegata dal clima di mestizia e lutto della Settimana Santa. Il suo vescovo approvò l’idea e la celebrazione dell’Eucaristia divenne una festa per tutto il compartimento di Liegi, dove il convento della suora si trovava.
Fabio Quadrini racconta la realtà della Sindone
Per immetterci nella Settimana Santa sabato 1 aprile a Tolentino, in provincia di Macerata, il comitato per il ‘700^ anniversario della morte del Beato Tommaso da Tolentino’, in collaborazione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC), l’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), Gruppo Scout Tolentino1, Sermit, Azione Cattolica Italiana, ha invitato ad una meditazione il sindonologo, dott. Fabio Quadrini (specializzato negli studi sindonici presso l’Ateneo Pontificio ‘Regina Apostolorum’di Roma) sul tema: ‘La Sindone: immagine della sofferenza dell’Innocente di tutti i tempi’, con l’ostensione della copia della Sindone in scala reale, essendo la reliquia originale conservata nel Duomo di Torino, nell’anniversario della morte del beato Tommaso da Tolentino e compagni, avvenuta a Thane, in India il 9 aprile 1321.





























