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Maimone: Il turismo religioso non è marginale e merita piena promozione nelle iniziative internazionali

Fino al 12 febbraio, Milano diventa il cuore del turismo internazionale con la BIT – Borsa Internazionale del Turismo, la principale fiera italiana dedicata ai viaggi. Tour operator, enti, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo si incontreranno nei padiglioni di Fiera Milano Rho per scoprire le nuove tendenze del turismo, approfondire le innovazioni del settore e creare le connessioni strategiche che guideranno il futuro del viaggio.

La BIT rappresenta non solo un luogo di confronto economico e professionale, ma anche uno spazio privilegiato in cui il turismo religioso può essere valorizzato come leva culturale, sociale e spirituale, capace di integrare tradizione, innovazione e dialogo tra i popoli.

In questo contesto, mercoledì 11 febbraio 2026, alle ore 19:30, presso Palazzo Biandrà, sede di Banca Mediolanum nel cuore di Milano, si svolgerà la VI edizione del Premio Internazionale Voucher – Turismo, Cinema, Moda, Musica e Comunicazione, ideato da Anna Di Maria e Paky Arcella.

L’evento coincide con le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, iniziativa globale che unisce sport, culture e popoli, promuovendo valori universali di collaborazione, comprensione e incontro. Così come le Olimpiadi favoriscono l’integrazione tra diverse tradizioni, il turismo in generale, e in particolare quello religioso, svolge un ruolo analogo: costruisce ponti tra le persone, permette la conoscenza reciproca e valorizza il patrimonio culturale e spirituale di ogni territorio.

Il tema della serata sarà incentrato su Sport, Benessere e qualità della vita, con una particolare attenzione alle eccellenze enogastronomiche italiane, interpreti di tradizione, innovazione e sostenibilità, capaci di raccontare il Paese attraverso gusto, creatività e autenticità, insieme alla ricchezza dei percorsi turistici religiosi che attraversano tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa gode del patrocinio del Ministero del Turismo e di Regione Lombardia, consolidando il suo ruolo istituzionale e la capacità di attrarre attenzione internazionale sui temi della sostenibilità, dell’innovazione e della competitività del sistema turistico italiano, rafforzando al contempo il riconoscimento del turismo religioso come componente essenziale del sistema turistico nazionale e internazionale.

Tra i premiati di questa edizione figurano: Rai Sport per la Comunicazione, ITA Airways per il Turismo, l’AIC – Associazione Italiana Coltivatori per la valorizzazione dei territori, Germano Lanzoni per il Cinema, Pietruccio Montalbetti, fondatore dei Dik Dik, per la Musica, e Gianni Caputo by Donna Fur per la Moda. Ogni riconoscimento testimonia l’impegno di protagonisti e organizzazioni che incarnano i valori dell’eccellenza italiana, con un’attenzione particolare all’innovazione sostenibile, alla creatività e alla promozione del patrimonio culturale e territoriale, valorizzando anche i percorsi e i luoghi del turismo religioso che contribuiscono a rafforzare l’identità e la coesione dei territori.

Nel contesto della BIT – punto di riferimento globale per l’analisi e la progettazione delle dinamiche turistiche – il turismo religioso emerge oggi come un settore di straordinaria rilevanza strategica, culturale ed economica. La sua centralità si rafforza ulteriormente alla luce delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, evento internazionale che offre una straordinaria opportunità per ripensare il turismo come sistema integrato di sviluppo, cultura, spiritualità e dialogo tra i popoli. Le Olimpiadi, come il turismo religioso, promuovono valori universali e rappresentano strumenti concreti di apertura, incontro e collaborazione internazionale.

In questo scenario, Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, presenterà la Rete Mondiale a Milano, nel corso del Premio Internazionale Voucher, sottolineando il ruolo crescente del turismo religioso come leva di innovazione e promozione territoriale:

“Il turismo religioso non rappresenta un segmento marginale o secondario; al contrario, in iniziative di portata internazionale come la BIT, così come in altre manifestazioni di rilievo nel settore turistico, esso deve essere pienamente valorizzato e promosso. Esso costituisce oggi una dimensione fondamentale del turismo globale, capace di integrare cultura e spiritualità, economia e sostenibilità, promuovendo la valorizzazione dei territori e il rafforzamento dell’identità dei popoli in un contesto internazionale sempre più interconnesso”.

Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 costituiscono un’occasione unica per inserire il turismo religioso nei grandi circuiti turistici internazionali: “Accanto allo sport, all’innovazione e alle infrastrutture, l’Italia può proporsi come luogo di bellezza, accoglienza e profondità spirituale. Il turismo religioso consente di raccontare il Paese nella sua dimensione più autentica e significativa, offrendo al visitatore un’esperienza che va oltre la semplice fruizione estetica e si configura come percorso di senso, incontro e riflessione”.

L’Italia si presenta come un unicum mondiale, una vera e propria ‘cattedrale a cielo aperto’, caratterizzata da una capillare distribuzione di chiese, santuari, itinerari devozionali, luoghi della memoria e percorsi spirituali che attraversano l’intero territorio nazionale. Questo patrimonio, radicato nella storia e nell’identità culturale del Paese, costituisce una risorsa strategica per la rivitalizzazione culturale, sociale ed economica delle comunità locali, con particolare attenzione alle aree interne e meno conosciute.

Il turismo religioso si conferma una componente chiave di questa strategia, in grado di valorizzare territori spesso marginali e di trasmettere valori culturali e spirituali unici. Il turismo religioso, in costante crescita globale, risponde a una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze autentiche, trasformative e sostenibili: “Il viaggio religioso non si limita alla visita dei luoghi, ma diventa esperienza di incontro, di contemplazione e di dialogo. Esso promuove pace, coesione sociale e comprensione reciproca, incarnando pienamente le istanze di un turismo orientato al benessere, al senso e alla qualità della vita”.

Cei. l’insegnamento della religione cattolica è parte della formazione dello studente

“A quarant’anni dalla firma dell’Intesa che dava attuazione all’Accordo di revisione del Concordato lateranense in materia di insegnamento della religione cattolica (Irc), la Conferenza Episcopale Italiana ha ritenuto opportuno fare il punto della situazione e richiamare l’attenzione sull’Irc, volendo evidenziare e rilanciare il suo servizio alla scuola. Sono del resto passati trentaquattro anni dalla prima e unica Nota pastorale che era stata pubblicata sull’argomento nel 1991, poco dopo la prima revisione della stessa Intesa, in una stagione ancora segnata da un vivace confronto culturale e giudiziario-amministrativo”: a 40 dall’Intesa del 1985 ed a 35 anni dalla precedente nota del 1991, la CEI ha pubblicato una nota sull’insegnamento della religione cattolica, ‘L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo’,  approvata dalla 81^ Assemblea Generale tenutasi ad Assisi nel novembre scorso.

L’obiettivo è quello di aggiornare il quadro di riferimento alla luce dei cambiamenti sociali, culturali e scolastici per rilanciare il valore educativo e culturale di questo insegnamento nella scuola italiana e provare, Chiesa e Stato insieme, a collaborare per la promozione dell’uomo: “A distanza di tempo, si conferma la validità di una presenza scolastica che rispetta la libertà di coscienza di tutti e assicura un fondamentale servizio educativo. In questi anni la società italiana è cambiata, confrontandosi soprattutto con il fenomeno migratorio e la conseguente presenza di culture e religioni diverse sul territorio e nelle aule scolastiche. L’Irc ha saputo aprirsi al confronto e al dialogo proprio grazie all’identità che la contraddistingue, che ne valorizza la portata culturale e formativa”.

Un confronto avvenuto con le altre confessioni religiose presenti in Italia: “Fedele a tale impostazione e all’interno dello specifico quadro normativo, l’Irc ha saputo trasformarsi e rinnovarsi, rispondendo negli anni alle domande della scuola e della società italiana. Un esempio di tale apertura è offerto dalle schede per conoscere l’Ebraismo e l’Islam, predisposte dagli uffici della Segreteria Generale della CEI rispettivamente con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica, in vista della redazione dei libri scolastici e della formazione degli insegnanti di religione”.

Nel presentare la nota il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, ha sottolineato che non è possibile escludere gli studenti dalla possibilità di questa formazione: “Continua a far pensare la possibilità offerta agli alunni più grandi di poter uscire da scuola privandosi di un’occasione formativa quale l’Irc o l’attività alternativa. Superiori alle criticità sono comunque i segnali di vitalità, da cui emerge come l’Irc si confermi uno strumento di arricchimento culturale, di attenzione educativa, di dialogo sincero con tutte le istanze provenienti dal mondo contemporaneo, avviandosi a proseguire con convinzione il suo servizio alla scuola”.

La nota si conclude con la ripresa del pensiero di papa Leone XVI al Giubileo del mondo educativo: “…chi studia si eleva, allarga i propri orizzonti e le proprie prospettive, per recuperare uno sguardo che non si fissa solo in basso, ma è capace di guardare in alto: verso Dio, verso gli altri, verso il mistero della vita. Questa è la grazia dello studente, del ricercatore, dello studioso: ricevere uno sguardo ampio, che sa andare lontano, che non semplifica le questioni, che non teme le domande, che vince la pigrizia intellettuale e, così, sconfigge anche l’atrofia spirituale”.

Ospitalità non-profit: l’Antitrust chiarisce i limiti alla promozione

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espressa sul nodo che da decenni divide il settore della ricettività senza scopo di lucro, rappresentato da 3.000 Case per Ferie con 200.000 posti letto.

La questione era stata sollevata dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, richiamando la Legge 17 maggio 1983 n. 217 -poi recepita da quasi tutte le Regioni- che stabilisce come queste strutture debbano essere “gestite al di fuori dei normali canali commerciali”. Un passaggio interpretativo che, nel tempo, ha portato molte amministrazioni a escluderle da agenzie, pubblicità e portali di prenotazione online. L’Associazione aveva denunciato tale esclusione, giudicandola anacronistica e ingiustamente penalizzante in un mercato ormai aperto e diversificato verso ogni forma di ospitalità.

Con una delibera del 14 ottobre, l’Antitrust ha chiarito che secondo la normativa vigente l’esclusione dai canali commerciali non rappresenta una violazione delle regole di concorrenza, “in ragione delle specificità dell’attività in questione e dell’esistenza di canali di promozione alternativi”.

Pur non introducendo una completa liberalizzazione, il pronunciamento esplicita però che le Case per Ferie possono promuoversi attraverso circuiti dedicati, come ad esempio il portale ospitalitareligiosa.it, salvaguardando la loro identità solidale.

Il presidente dell’Associazione O.R.I., Fabio Rocchi, ha accolto con rispetto la delibera, ma avverte: “Resta aperta la questione del pieno riconoscimento dell’ospitalità non-profit come parte integrante del sistema ricettivo e turistico italiano. È tempo di superare ostacoli che ancora penalizzano queste realtà trasparenti e radicate sul territorio”. Rocchi auspica che “questa decisione possa comunque riaprire un confronto più ampio, orientato all’equità e alla valorizzazione di un patrimonio sociale e culturale unico al mondo”.

A Milano il progetto delle ’12 perle’

Dall’11 al 19 maggio l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana propone le Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico: un’occasione per conoscere territori, comunità, chiese ed edifici, musei e itinerari di cammino ispirati da motivi di natura religiosa.

Le dieci Diocesi della Lombardia hanno accolto questa iniziativa di promozione e valorizzazione con aperture straordinarie e visite guidate a luoghi di culto e altri siti non sempre aperti al pubblico, grazie al presidio di volontari che accompagneranno i visitatori. Nel territorio della Diocesi ambrosiana il progetto è identificato come “Dodici perle”: un richiamo alla pagina del Libro dell’Apocalisse dove vengono descritte le porte di ingresso della città di Gerusalemme.

Saranno oltre 150 i luoghi visitabili, distribuiti in tutte le sette Zone pastorali della Diocesi di Milano: da Campione d’Italia a Treviglio, da Bernate Ticino a Sesto San Giovanni… Un catalogo di capolavori noti (Sacro Monte di Varese, Castiglione Olona, le chiese di Monza, Cantù, Erba, Melegnano) e di meraviglie sconosciute, nella periferia del capoluogo (Lambrate, Ortica, Pratocentenaro, Giambellino, Barona) o nei meandri del vastissimo territorio diocesano (Visino, Barni, Monticello, Gaggiano, Oliveto Lario…).

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra gli Uffici diocesani dei Beni Culturali e del Turismo e l’agenzia Duomo Viaggi, che ha realizzato il sito internet www.lombardiacristiana.it il cui scopo è proporsi come punto di riferimento e di informazione per la fruizione turistica dei beni ecclesiastici nel territorio regionale.

Oltre alle istituzioni museali legate al contesto ecclesiale, sono state coinvolte numerose parrocchie, alcune delle quali custodiscono preziosi organi recentemente restaurati anche grazie ai fondi dell’8xmille: per questo verrà proposta anche una rassegna di concerti. Dal canto loro, i giovani studenti che aderiscono al progetto ‘Vie della Bellezza’ saranno gli accompagnatori nelle chiese più significative del centro di Milano.

Sono inoltre previste esperienze di cammino che conducono nei luoghi oggetto delle visite. Saranno più di una dozzina gli itinerari programmati per quei giorni. Si svolgeranno, presidiati dalle associazioni di riferimento, sui seguenti tracciati: Via Francisca del Lucomagno, Cammino di Sant’Agostino, Cammino di San Pietro Martire, Cammino dei Monaci, Via Francigena Renana.

Sui social sarà possibile reperire informazioni e condividere le proprie esperienze utilizzando l’hashtag #xlconcordato per ricordare il quarantesimo anniversario del Concordato e l’introduzione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, eventi che hanno offerto la base per una rinnovata collaborazione e la costruzione di intese con lo Stato per la salvaguardia e la tutela di autentici tesori del patrimonio artistico nazionale.

Però la Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Lombarda, presieduto da mons. Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, ha espresso preoccupazione per il santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio, in provincia di Bergamo ma parte della diocesi di Cremona, che richiama ogni anno 500.000 pellegrini, che è interessato da una continua urbanizzazione di un possibile maxi polo logistico:

“Il patrimonio ambientale della zona in cui si trova il Santuario Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, è sempre stato tutelato e rispettato, tanto che nel corso degli anni il territorio circostante è stato considerato «area agricola di salvaguardia». In alcune parti del territorio sono stati infatti posti vincoli urbanistici e paesaggistici che hanno consentito di preservare le aree agricole che per 600 anni hanno circondato il Santuario, diventando tutt’uno con esso.

Anche il reticolo dei canali, alimentati dai fontanili, tipici della zona, ha caratterizzato l’area: il nome di Santa Maria del Fonte evidenzia che l’apparizione della Madonna è avvenuta presso una sorgente che dava acqua alla terra e alle persone che vi lavoravano”.

Il riferimento della commissione ecclesiale lombarda è al progetto di realizzazione di un’ampia zona industriale nel Comune di Misano Gera d’Adda: “Nel caso del Santuario di Caravaggio i nuovi insediamenti produttivi andrebbero ad insistere su un territorio fragile e strettamente legato a un monumento che, rassicurante e maestoso, rappresenta un elemento costitutivo e caratterizzante dell’intera area”.

Inoltre la consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici ha ricordato il protocollo d’intesa per la salvaguardia dei beni culturali religiosi: “Si ricorda inoltre che, nel gennaio del 2022, Regione Lombardia e Conferenza Episcopale Lombarda sottoscrivevano un protocollo d’intesa per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali di interesse religioso. In questo documento si metteva in risalto l’impegno reciproco per la valorizzazione del patrimonio storico e culturale dei beni di interesse religioso e la reciproca disponibilità a tutelare questo patrimonio. In conseguenza di ciò, veniva sancito l’impegno reciproco alla tutela, al recupero e alla fruibilità dei tali beni”.

Si deve anche dire che l’Istituto per il sostentamento del clero della diocesi di Cremona a fine 2021 aveva firmato un preaccordo di vendita di 40.000 mq di sua proprietà alla società proponente, ovvero un quarto della superficie totale. Solo nel 2022 la diocesi aveva deciso di non vendere più, ma ormai l’iter era partito e la società ha scelto di proseguire con un primo lotto, stralciando i 40.000 mq della diocesi e ridimensionando notevolmente la logistica. Però per la diocesi di Cremona non si è mai arrivati alla firma definitiva per la vendita, perché essa si è poi resa conto del possibile impatto dell’insediamento industriale.

Il giornalista dei ‘poveri’ Biagio Maimone premiato per la Comunicazione ‘Socio-Umanitaria’

Il giornalista Biagio Maimone è stato insignito, insieme ad altri comunicatori professionisti e giornalisti, del premio ‘Top Communicator of the Year 2022’ nell’Aula Magna dell’Università Meier a Milano, perché si è distinto sul piano della comunicazione, sia per talento e professionalità, sia per credibilità e per capacità empatica di porsi in relazione ed interagire con gli interlocutori, siano essi lettori o telespettatori.

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