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Papa Francesco alle confraternite di pietà popolare: non dimenticare la preghiera

“Sono molto lieto di accogliervi come pellegrini in questo Anno Giubilare. Sono venuti per ringraziare Dio per l’ultimo Congresso Internazionale delle Confraternite e della Pietà Popolare. Quando mi hanno detto che saresti venuto, ero un po’ preoccupato, perché nel messaggio ti avevo chiamato ‘pazzo’ e forse era per questo che eri interessato a incontrarmi. Ma mons. Saiz Meneses mi dice che questa iniziativa è stata una grazia i cui echi si possono ancora udire e che mi sento più a mio agio”: anche oggi papa Francesco, ancora non pienamente in forma, ha ricevuto in Casa santa Marta la Commissione esecutiva del II Congresso internazionale delle Confraternite e della pietà popolare.

Durante l’incontro ha ricordato un suo precedente messaggio: “Nel mio messaggio, se ricordate, ho proposto di vivere questo evento come una preghiera di lode, che accompagni il nostro cammino terreno come un pellegrinaggio verso Dio e verso i fratelli. In questo modo chiedeva loro di essere testimoni di un amore traboccante, al punto da sembrare pazzi, pazzi d’amore”.

Anche a loro ha ricordato il valore della preghiera: “Quanto sarebbe bello per noi se, al termine di questo evento, i primi echi si udissero soprattutto nelle famiglie. Si potrebbe udire come il silenzio fragoroso di una preghiera che giunge fino alle lacrime, perché viene dal cuore; sia davanti all’immagine del titolare della loro fratellanza, che presiede le loro case; sia davanti al Tabernacolo della parrocchia o del tempio, sia accanto al letto del malato o in compagnia degli anziani”.

Infine ha sottolineato la loro iniziativa di una casa per i ‘senzatetto’: “Il vostro Arcivescovo mi ha anche detto che un altro di questi echi, già realizzato, è una casa di accoglienza per i senzatetto, frutto della carità nascosta a cui ho fatto riferimento nel mio messaggio. Spero che in quest’opera potremo sempre sentire il battito di un cuore amorevole. Proponiamo che, attraverso ‘il rispetto, l’affetto e la cura’ in questa casa, la società e coloro che vengono accolti tornino a riconoscere la dignità unica di ogni persona”.

(Foto: Santa Sede)

Papa Sisto V: un riformatore attuale

In occasione del V Centenario della nascita di Sisto V, la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, città cui questo papa era legato per ragioni familiari, nello scorso mese di novembre ha organizzato un importante convegno sull’attività normativa di papa Felice Peretti: ‘Sisto V, papa marchigiano, legislatore universale’, al quale sono intervenuti di persona relatori dalla Spagna, dalla Francia e dalla Croazia, ed il presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi.

Cei propone orientamenti per la Settimana Santa

Mercoledì 17 febbraio la Cei ha pubblicato una Nota della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, al fine “di offrire alcune semplici linee guida per aiutare i Vescovi nel loro compito di valutare le situazioni concrete e di provvedere al bene spirituale di pastori e fedeli nel vivere questa grande Settimana dell’anno liturgico”.

Card. Sepe: Non ci si salva da soli

Una riflessione sulla precarietà e sulla possibile azione pastorale in un contesto divenuto più vulnerabile a causa del Covid-19 è l’ultima Lettera pastorale dell’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, dal titolo ‘Seppellire i morti. Annunciare il Signore della vita’ sulla settima opera di misericordia:

San Paolo VI rende omaggio al culto di Maria

Oggi, 29 maggio, la Chiesa Cattolica celebra la memoria liturgica di San Paolo VI, papa dal 1963 al 1968: il 29 maggio 1920 Giovanni Battista Montini era ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani del Vescovo di Brescia Giacinto Gaggia. Nel suo pontificato particolare attenzione fu rivolta al culto mariano, culminata con la pubblicazione nel giorno della Presentazione al Tempio, 2 febbraio 1974, con l’enciclica ‘Marialis cultus’, avvertita come ‘la parola giusta, detta al momento giusto, nel modo giusto’, in quanto è stata redatta con uno stile semplice, pur affrontando argomenti complessi, ed aveva attraversato cinque stesure, tre anni di lavoro, il parere di numerosi esperti coordinati da Ignazio M. Calabuig, e soprattutto il diretto coinvolgimento del papa in ogni sua fase:

Card. Sandri ha ricordato san Biagio protettore dei malati

S. Biagio nacque a Sebaste in Armenia, passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermità del corpo, e con la buona parola e l’esempio cristiano cercava pure di risanare le infermità spirituali. Fu medico e vescovo di Sebaste in Armenia e che il suo martirio è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente).

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