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Presentata a Palazzo Lombardia ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’
La dispersione scolastica non si combatte soltanto con più didattica, ma con scuole capaci di ascoltare, includere, orientare e dare senso al futuro. È da questa convinzione che prende forma ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero”, il progetto presentato in Regione Lombardia da Rondine Cittadella della Pace, nell’ambito del programma ZeroNeet, promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia con la partecipazione di Intesa Sanpaolo.
L’iniziativa porta nelle scuole lombarde il ‘Metodo Rondine’, un approccio educativo centrato sulla trasformazione creativa del conflitto, sul dialogo e sulla corresponsabilità. L’obiettivo è rafforzare la qualità delle relazioni educative, prevenire il disagio giovanile, intercettare i segnali di demotivazione e contrastare l’abbandono scolastico agendo non sull’emergenza, ma sulle cause profonde della fragilità.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo, Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Greta Corioni, studentessa della 5ª Sezione classico del Liceo Vida di Cremona, Amèlie Rose Cattaneo, Rondinella d’Oro, e Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace.
“Il fenomeno dei NEET ci interroga: dietro ogni ragazzo fermo – ha sottolineato il presidente Fontana – c’è un talento da riattivare. In Lombardia vogliamo intercettare quanto prima i segnali di fragilità e isolamento e, per questo, investiamo in percorsi che uniscano scuola, formazione e lavoro. ‘Sezione Rondine’ porta nelle classi relazioni educative più forti e orientamento vero. Prevenire la dispersione significa dare fiducia, metodo e prospettive concrete. La scuola non deve lasciare indietro nessuno, soprattutto nei momenti di difficoltà. Con ZeroNeet rafforziamo un’alleanza stabile con Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. È un patto territoriale che coinvolge istituzioni, comunità educanti e imprese”.
Il cuore del progetto è un’idea precisa: la scuola non è soltanto il luogo dell’istruzione, ma uno spazio decisivo di riconoscimento, crescita e costruzione della persona. In questo quadro, il Metodo Rondine diventa uno strumento concreto per migliorare il clima di classe, sostenere docenti e studenti e rendere più forte l’intera comunità educante. Un metodo riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica.
“Con ‘Sezione Rondine’ – ha evidenziato l’assessore Tironi – portiamo nelle scuole lombarde un metodo che rimette al centro la persona e le relazioni. È qui che si gioca la battaglia contro la dispersione e, a cascata, del rischio di diventare NEET. Regione Lombardia sta rafforzando l’orientamento lungo tutto il percorso scolastico, con attenzione alle transizioni più delicate. Investiamo su formazione dei docenti, tutoraggio e alleanze stabili con famiglie, territorio e terzo settore. Stiamo potenziando i percorsi di istruzione e formazione professionale e i collegamenti con le imprese”.
“Con ZeroNeet – ha chiarito – uniamo risorse e competenze per intercettare i ragazzi che rischiano di uscire dai radar. L’obiettivo è costruire per ciascuno un progetto di vita, non una risposta temporanea all’emergenza. Rondine ci aiuta a trasformare i conflitti in crescita e a ricostruire motivazione e fiducia. È una sfida educativa e sociale che affrontiamo insieme, perché nessun giovane resti indietro”.
Il progetto ha già avviato una diffusione capillare sul territorio regionale, a partire da tre scuole pilota: ISIS Romero di Albino (Bergamo), Scuola Bottega (Brescia) e Liceo Vida (Cremona), dove sono state attivate sei Sezioni Rondine, primo nucleo di una sperimentazione destinata ad allargarsi. La formazione e la coprogettazione sono organizzate e realizzate da Rondine Academy insieme all’Ufficio scuola di Rondine Cittadella della Pace; la formazione dei tutor è progettata e realizzata da Rondine Academy in partnership con Università Cattolica del Sacro Cuore.
Ad oggi, ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’ in Lombardia coinvolge la Città Metropolitana di Milano, 10 Province, 24 scuole, 236 docenti in formazione, 224 docenti già formati, 26 tutor formati, 6 Sezioni Rondine attivate e 111 studenti inseriti nel percorso. Numeri che raccontano non soltanto l’avanzamento del progetto, ma la possibilità concreta di costruire una scuola più vicina, più consapevole e più capace di non perdere nessuno.
‘Sezione Rondine’ non si configura come un’attività aggiuntiva o episodica, ma come un percorso che entra in modo strutturale nella vita della scuola. Il progetto prevede infatti la formazione dei docenti dei Consigli di classe al Metodo Rondine, la preparazione di tutor capaci di agire come facilitatori relazionali, la co-progettazione del PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) attraverso il Percorso Ulisse – che integra orientamento, educazione civica e formazione scuola-lavoro – e l’attivazione di pratiche educative e laboratoriali in grado di connettere competenze cognitive, trasversali e socio-emotive.
La finalità è chiara: individuare in anticipo i segnali di disagio, isolamento e rischio di abbandono, aiutando ogni studente e ogni studentessa a sentirsi riconosciuto, sostenuto e protagonista del proprio cammino. In questa visione, apprendimento e relazione non sono due piani separati: il successo scolastico passa anche dal benessere, dal senso di appartenenza e dalla qualità dei legami che si costruiscono in classe.
“I 150.000 Neet presenti oggi in Lombardia – ha commentato il presidente Azzone – rappresentano una sfida che riguarda il futuro sociale, economico e civile della nostra regione. Per questo abbiamo scelto di lavorare insieme in una partnership fondata su un obiettivo condiviso: ridurre il fenomeno, fino ad azzerarlo. Accanto al recupero dei ragazzi che oggi sono fuori dai percorsi di studio e lavoro, è decisiva la prevenzione, perché evitare che nuovi giovani restino indietro è la forma più efficace di intervento.
In questo quadro, il modello Rondine ci offre una prospettiva concreta e innovativa: mettere al centro la persona, riconoscerne l’unicità e costruire risposte formative più adatte ai cambiamenti della società e del mercato del lavoro. La scuola e i processi educativi non possono restare gli stessi di vent’anni fa, mentre tutto intorno cambia profondamente. Questa sperimentazione potrà diventare un’esperienza da scalare e rafforzare”.
“Questa sperimentazione – ha spiegato il presidente Vaccari – nasce da un incontro, dal coraggio di mettersi in ascolto e dalla volontà di costruire insieme qualcosa di concreto per i giovani. La Sezione Rondine è, prima di tutto, questo: persone e istituzioni diverse che si riconoscono in un obiettivo comune e decidono di lavorare nella stessa direzione. Oggi sappiamo che il processo educativo ha bisogno di essere ripensato in profondità, perché non possiamo continuare a rispondere con gli strumenti di ieri alle fragilità e alle domande di oggi.
Vogliamo raggiungere risultati concreti, certo, ma vogliamo farlo creando un habitat della fiducia, perché è nella fiducia, anche quando è ferita, che si trova la forza per ripartire e generare cambiamento. Per questo il grazie oggi va a tutti coloro che stanno rendendo possibile questo percorso: istituzioni, dirigenti scolastici, mondo della scuola e giovani, che sono il cuore di questa sfida”.
All’incontro con la stampa sono intervenute anche Greta Corioni, studentessa della 5^ sezione classico del Liceo Vida di Cremona e Amèlie Rose Cattaneo, Rondinella d’Oro, in quanto ha frequentato lo scorso anno il borgo Rondine vicino ad Arezzo.
Progetto N.O.NEET: bando per nuove opportunità di lavoro per i giovani del Capo di Leuca
La Caritas Diocesana di Ugento – Santa Maria di Leuca comunica l’avvio della terza edizione del progetto ‘N.O.NEET – NUOVI ORIENTAMENTI PER I NEET E I MINORI’, nell’ambito del suo costante impegno nel contrasto alla disoccupazione giovanile. Un’iniziativa, gestita dall’Associazione Form.Ami APS-ETS in sinergia con la Cooperativa I.P.A.D. Mediterranean e la Fondazione Mons. Vito De Grisantis, che punta a offrire un ponte concreto tra formazione e mondo del lavoro.
Il progetto offre a 25 giovani, con un’età compresa tra i 16 e i 35 anni, altrettante possibilità per percorsi di inserimento lavorativo strutturati in tre fasi chiave: a) Orientamento individuale: per definire il profilo e le aspirazioni di ogni partecipante. b) Formazione di base (40 ore): un modulo intensivo che copre temi cruciali come la sicurezza sul lavoro, la legislazione sociale, le tecniche di ricerca attiva e l’etica professionale. c) Tirocinio extracurriculare: un’esperienza pratica in azienda, attivata tra maggio e novembre 2026, coerente con gli obiettivi professionali del beneficiario, con un sostegno economico secondo la normativa regionale.
Il bando è riservato ai giovani che rispettano i seguenti criteri: a) Età: tra i 16 e i 35 anni; b) Stato occupazionale: essere disoccupati o inoccupati, regolarmente iscritti al Centro per l’Impiego di competenza e non inseriti in altri percorsi di studio o formazione. c) Residenza: domicilio o residenza in uno dei 17 Comuni della Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca: Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce – Acquarica, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, Taurisano, Tiggiano, Tricase e Ugento.
Le domande saranno valutate da una commissione tecnica sulla base di parametri socio-economici: a) Reddito (ISEE): sarà data priorità alle fasce più basse (10 punti per ISEE sotto i 6.000 euro , a scalare fino a 4 punti per ISEE sopra i 15.000 euro. b) Anzianità di disoccupazione: maggiore è il periodo di inattività, più alto sarà il punteggio assegnato (fino a 6 punti per chi è disoccupato da oltre un anno).
Gli interessati devono inviare la candidatura entro e non oltre il 24 Aprile 2026. La documentazione necessaria include il modulo di domanda (con dichiarazione sostitutiva), l’attestazione ISEE e il certificato dello stato occupazionale.
La domanda può essere consegnata a mano a Tricase presso il Centro Caritas Diocesano in Piazza Cappuccini 15, in alternativa via e-mail inviandola a: segreteria@caritasugentoleuca.it oppure a: formami4@gmail.com
Per supporto o chiarimenti, gli uffici del Centro Caritas Diocesano in Piazza Cappuccini 15 a Tricase (Le) sono aperti il lunedì, mercoledì e venerdì (9.00 – 12.30) e il martedì e giovedì (16.00 – 19.00). Tel.0833 219865 – 3388371927. Il bando integrale con il modulo di domanda sono disponibili su www.caritasugentoleuca.it.
Regione Lombardia e Rondine Cittadella della Pace insieme per educare alla pace e combattere la dispersione scolastica
Regione Lombardia e l’Associazione Rondine Cittadella della Pace hanno firmato il Protocollo d’Intesa per la promozione del Metodo Rondine per la trasformazione creativa delle tensioni all’interno del sistema di istruzione e formazione lombardo. L’accordo nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, rafforzare l’inclusione e il successo formativo degli studenti e prevenire tutte quelle le situazioni che spingono i giovani a diventare inattivi, promuovere il dialogo, la cittadinanza attiva e digitale, e prevenire fenomeni di bullismo e violenza nelle scuole.
Sottoscritto dall’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, e dal fondatore e presidente dell’Associazione Rondine, Franco Vaccari, il Protocollo prevede una collaborazione pluriennale per integrare nei percorsi educativi regionali un approccio innovativo alla gestione del disagio, basato su relazioni trasformative e non violente, come ha sottolineato l’assessore Simona Tironi:
“Credo profondamente nella scuola come luogo in cui si costruisce il futuro, non solo in termini di conoscenze, ma soprattutto di relazioni umane, rispetto e crescita personale. Questo protocollo rappresenta un passo concreto per offrire ai nostri giovani strumenti nuovi e profondi per affrontare e trasformare i conflitti, sviluppare empatia, senso civico e consapevolezza ed evitare il fenomeno dei Neet. E’’ un impegno forte verso un’educazione che non lascia indietro nessuno e che formale nuoce generazioni che saranno chiamate a guidare lo sviluppo sociale economico e produttivo del nostro paese responsabili e pronti a contribuire a una società più equa, inclusiva e pacifica”.
Il Metodo Rondine apprezzato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita a Rondine lo scorso 6 giugno, validato da importanti università italiane e riconosciuto a livello nazionale e internazionale è stato promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tramite il protocollo d’intesa per favorire, crescita personale, l’educazione alla pace, alla legalità, alla convivenza e allo sviluppo sostenibile tramite il suo approccio relazionale al conflitto unico.
L’obiettivo è rigenerare i legami sociali negli ambienti in cui si vive, si studia e si lavora, promuovendo una cultura collaborativa tra pubblico, privato e Terzo Settore, capace di prevenire nuove forme di disagio e povertà educativa, come ha affermato Franco Vaccari: “In un mondo segnato da nuove fragilità e crescenti tensioni sociali, è urgente dotare i giovani di strumenti concreti per gestire i conflitti in modo costruttivo.
Siamo davvero grati alla Regione Lombardia per questo accordo che apre un percorso lungimirante e ci vede uniti nell’impegno condiviso di portare nel territorio un’innovazione educativa sperimentata da oltre 20 anni a Rondine. L’obiettivo: formare giovani cittadini consapevoli, capaci di abitare in conflitto e diventare protagonisti del cambiamento”.
Tra le iniziative previste dal Protocollo: l’introduzione delle ‘Sezioni Rondine’ nelle scuole lombarde; l’estensione del progetto ‘Quarto Anno Rondine’, che permette di frequentare la classe quarta nel borgo di Rondine in Toscana all’interno di un percorso educativo e formativo internazionale e interculturale che sviluppa una consapevolezza critica, lavora sulla trasformazione del conflitto e rafforza la tua crescita emotiva e relazionale, e la promozione di eventi come YouTopic Fest, il festival internazionale sul tema del conflitto che si svolge ogni a giugno nella Cittadella della Pace di Arezzo e che quest’anno ha visto la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Inoltre, particolare attenzione sarà riservata al sostegno dell’attivismo civico giovanile e allo sviluppo delle idee progettuali dei ragazzi, accompagnandoli verso una partecipazione consapevole alla vita delle comunità locali. Attraverso azioni di formazione professionalizzante, incubazione sociale e sostegno al protagonismo giovanile, il progetto mira a rafforzare coesione e sviluppo sostenibile, trasformando il potenziale dei giovani in motore di cambiamento sociale.
Un ulteriore elemento innovativo è l’applicazione del Metodo Rondine anche nei contesti organizzativi e aziendali, pubblici e privati. Le imprese saranno coinvolte in percorsi volti a rigenerare le relazioni interne, affrontare i conflitti latenti e sviluppare modelli di welfare generativo. In tal modo, il conflitto non sarà più visto come un ostacolo, ma come una leva per generare benessere e opportunità di crescita, anche economica.
La collaborazione promuove infine la diffusione delle migliori pratiche di sostenibilità sociale, ambientale ed economica, in coerenza con gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030, costruendo alleanze trasversali per il bene comune e valorizzando le esperienze positive già in atto sul territorio lombardo. Regione Lombardia e Rondine condividono l’impegno a costruire una società più giusta, inclusiva e pacifica, dove il conflitto non venga evitato o represso, ma trasformato in una risorsa per la crescita della persona e della comunità.
(Foto: Rondine Cittadella della Pace)
25 tirocini di inserimento lavorativo per giovani che non lavorano o non studiano residenti nella diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca
La Caritas Diocesana di Ugento – S. Maria di Leuca attraverso l’Associazione Form.Ami APS-ETS (Ente gestore) ed in collaborazione con la Cooperativa Sociale IPAD Mediterranean, nell’ambito del progetto “N.O.NEET NUOVI ORIENTAMENTI PER I NEET E I MINORI – SECONDA EDIZIONE” intende selezionare 25 giovani per l’attivazione di percorsi di inserimento/reinserimento lavorativo (tirocini in azienda). I percorsi prevedono attività di orientamento, di formazione di base e di tirocini extracurriculari-inserimento lavorativo (legge regionale 10 novembre 2023, n.26).
I candidati devono avere un’età compresa fra i 18 e i 35 anni; essere residenti o domiciliati in uno dei seguenti Comuni della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca: Alessano, Castrignano del C., Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, Taurisano, Tiggiano, Tricase e Ugento. Devono essere disoccupati/e o inoccupati/e, iscritti presso il Centro per l’Impiego competente e non partecipanti in percorsi di studio e formativi.
I soggetti in possesso di requisiti precedentemente indicati possono presentare istanza di partecipazione compilando l’apposito modulo, da scaricare dal sito https://www.caritasugentoleuca.it.
A questo modulo va allegato una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, art. 47, in cui l’interessato dimostra tramite autocertificazione il possesso dei requisiti di accesso, il modello ISEE e lo stato occupazionale rilasciato dal Centro per l’Impiego competente. I giovani interessati alle azioni di accompagnamento imprenditoriale, devono presentare una scheda sintetica descrittiva dell’idea di impresa che si intende realizzare.
Le istanze pervenute verranno valutate da una commissione individuata dal soggetto gestore secondo i criteri: valore ISEE da € 15.000,00 a € 6.000,00; periodo di disoccupazione da 0 ad un periodo superiore a 12 mesi.
I soggetti coinvolti faranno un percorso di orientamento individuale e un percorso formativo della durata di 40 ore affrontando i seguenti argomenti: Sicurezza nei luoghi di lavoro – Orientamento Ricerca attiva del lavoro – Mercato del lavoro Legislazione del lavoro e sociale – Valori etici nel lavoro.
Le aziende presso cui i beneficiari svolgeranno le attività di tirocinio saranno scelte sulla base del percorso di orientamento realizzato all’interno della formazione preliminare, considerando le aspettative e gli obiettivi professionali dei soggetti coinvolti. I tirocini saranno attivati entro il mese di luglio 2025 per completarsi entro la fine novembre 2025.
La domanda va presentata, entro e non oltre il 13 giugno 2025, direttamente presso il Centro Caritas Diocesana, sede operativa dell’Associazione Form.Ami in Tricase, in Piazza Cappuccini, 15, oppure tramite e-mail agli indirizzi: segreteria@caritasugentoleuca.it oppure : formami4@gmail.com.
Presso il Centro Caritas Diocesano in Piazza Cappuccini, 15, in Tricase è possibile richiedere informazioni sull’Avviso nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9.00 alle 12.30, martedì e giovedì dalle 16,00 alle 19,00 (tel.: 0833219865 – 3388371927- sito https://www.caritasugentoleuca.it/ e-mail: segreteria@caritasugentoleuca.it o formami4@gmail.com).
Save the Children: in Italia 336.000 ragazzi tra i 7 e i 15 anni lavorano per aiutare la famiglia
In Italia si stima che 336.000 minori tra i 7 e i 15 anni abbiano avuto esperienze di lavoro e che 58.000 adolescenti tra i 14-15 anni siano stati coinvolti in attività lavorative dannose per i percorsi scolastici e per il benessere psicofisico: sono i dati di una ricerca di Save the children dedicata al tema della povertà minorile e delle aspirazioni degli adolescenti, intitolata ‘Domani (Im)possibili’, attraverso interviste ad un campione rappresentativo di giovani tra i 15 e i 16 anni, in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che ricorre oggi, 12 giugno.
Dal rapporto emerge che il 43,7% degli adolescenti tra i 15 e i 16 anni aiuta in vario modo la famiglia ad affrontare le spese e, tra questi, il 18,6% ha svolto e svolge qualche attività lavorativa per non gravare sulla famiglia in difficoltà (uno su due ha meno di 16 anni). Le testimonianze sono state raccolte da un gruppo di 25 adolescenti tra i 15 e i 21 anni individuati nell’ambito dei progetti promossi da Save the children e da altre organizzazioni e realizzate con la metodologia della ‘ricerca tra pari’ a Palermo, Scalea, Roma e Torino, tramite interviste singole o di gruppo e video reportage che hanno consentito di raccogliere 40 storie che restituiscono la grande eterogeneità delle situazioni legate al fenomeno.
Tra i motivi e le cause che spingono ragazzi e ragazze ad intraprendere percorsi di lavoro ci sono l’avere soldi per sé, che riguarda il 56,3%, la necessità o volontà di offrire un aiuto materiale ai genitori, per il 32,6%. Non trascurabile è il 38,5% di chi afferma di lavorare per il piacere di farlo. Il livello di istruzione dei genitori, in particolare della madre, è significativamente associato al lavoro minorile.
La percentuale di genitori senza alcun titolo di studio o con la licenza elementare o media è significativamente più alta tra gli adolescenti che hanno avuto esperienze di lavoro, un dato che deve far riflettere sulla trasmissione intergenerazionale della povertà e dell’esclusione.
La maggioranza dei minori, 53,8%, ha dichiarato di aver lavorato durante l’ultimo anno o in passato, ha iniziato dopo i 13 anni, mentre il 6,6% prima degli 11 anni. Circa due terzi dei minorenni che hanno sperimentato forme di lavoro sono di genere maschile (65,4%) e il 5,7% ha un background migratorio. Molti i racconti che parlano di minorenni che combinano la frequenza scolastica con l’attività lavorativa, una scelta motivata in alcuni casi da una necessità economica, in altri dalla concezione del ‘lavoro come valore’ che integra il percorso educativo. La conciliazione di studio e lavoro si rivela però difficile da sostenere per la maggior parte dei ragazzi intervistati.
Dall’indagine ‘Non è un gioco’ è emerso che tra i 14-15enni intervistati che lavorano, quasi 1 su 3 (29,9%) lo fa durante i giorni di scuola, tra questi il 4,9% salta le lezioni per lavorare. Dai dati si evince che la percentuale di minori bocciata durante la scuola secondaria di I o di II grado è quasi doppia tra chi ha lavorato prima dei 16 anni rispetto a chi non ha mai lavorato.
Il lavoro minorile può anche influenzare la condizione futura di giovani ‘NEET’ (Not in Education, Employment, or Training), alimentando la trasmissione intergenerazionale della povertà e dell’esclusione sociale. I ragazzi e le ragazze di età compresa tra 15 e 29 anni in questa situazione in Italia sono più di 1.500.000 nel 2022, il 19 % della popolazione di riferimento, con un valore in Europa secondo solo a quello osservato in Romania.
I settori prevalentemente interessati dal fenomeno del lavoro minorile in Italia sono quelli più tradizionali come la ristorazione (25,9%) e la vendita al dettaglio nei negozi e attività commerciali (16,2%), seguiti dalle attività in campagna (9,1%), in cantiere (7,8%), dalle attività di cura con continuità di fratelli, sorelle o parenti (7,3%)[6], ma non mancano le nuove forme di lavoro online (5,7%), come la realizzazione di contenuti per social o videogiochi, o il reselling di sneakers, smartphone e pods per sigarette elettroniche. Sebbene il 70,1% dei 14-15enni che lavorano o hanno lavorato, lo abbiano fatto in periodi di vacanza o in giorni festivi, il lavoro è faticoso da un punto di vista della frequenza e dell’intensità: quando lavorano, più della metà dei 14-15enni lo fa tutti i giorni o qualche volta a settimana, circa 1 su 2 lavora più di 4 ore al giorno.
25 tirocini per ‘NEET’ residenti nella diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca
La Caritas Diocesana di Ugento – S.Maria di Leuca comunica che, in collaborazione con l’Associazione Form.AMI APS-ETS (Ente gestore) e con IPAD Mediterranean Società Cooperativa Sociale, nell’ambito del progetto ‘N.O.NEET NUOVI ORIENTAMENTI PER I NEET E I MINORI’ (CODICE 269/2024), intende selezionare 25 giovani per l’attivazione di percorsi di inserimento/reinserimento lavorativo (tirocini in azienda) e attività accompagnamento per fare impresa, con il supporto della Fondazione Pietro De Francesco.
I percorsi prevedono attività di orientamento, di formazione di base, di supporto all’avvio di impresa e di tirocini extracurriculari-inserimento lavorativo (legge regionale 10 novembre 2023, n.26). I candidati devono avere un’età compresa fra i 18 e i 35 anni; essere residenti o domiciliati in uno dei seguenti Comuni della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca: Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, Taurisano, Tiggiano, Tricase e Ugento. Essere disoccupati/e o inoccupati/e, iscritti presso il Centro per l’Impiego competente; non essere impegnati in percorsi di studio e formativi.
I soggetti in possesso di requisiti precedentemente indicati possono presentare istanza di partecipazione compilando il modulo da scaricare https://www.caritasugentoleuca.it/2024/05/24/n-o-neet-nuovi-orientamenti-per-i-neet-e-i-minori/, comprensivo di una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, art. 47, in cui l’interessato dimostra tramite autocertificazione il possesso dei requisiti di accesso. A questo modulo va allegato il modello ISEE e lo stato occupazionale rilasciato dal Centro per l’Impiego competente. I giovani interessati alle azioni di accompagnamento imprenditoriale, devono presentare una scheda sintetica descrittiva dell’idea di impresa che si intende realizzare.
Le istanze pervenute verranno valutate da una commissione individuata dal soggetto gestore secondo i seguenti criteri: Valore ISEE Superiore a € 15.000,00 saranno assegnati 4 punti; i possessori di ISEE da € 9.360,01 a € 15.000,00 avranno 6 punti; con un ISEE fino a € 9.360,00 avranno 8 punti. Per un periodo di disoccupazione da 0 a 6 mesi saranno riconosciuti 2 punti; per un periodo da 6 a 12 mesi saranno assegnati 4 punti; mentre saranno 6 punti per un periodo superiore a 12 mesi.
I soggetti coinvolti nelle attività progettuali verranno avviati in un percorso di orientamento individuale. In seguito dovranno frequentare un percorso formativo della durata di 30 ore che prevede lo sviluppo dei seguenti argomenti: Sicurezza nei luoghi del lavoro – Orientamento – Ricerca attiva del lavoro Mercato del lavoro – Legislazione sociale e creazione di impresa.
Le aziende presso cui i soggetti individuati svolgeranno Ie attività di tirocinio saranno prescelte sulla base del percorso di orientamento realizzato all’interno della formazione preliminare, considerando le aspettative e gli obiettivi professionali dei soggetti coinvolti. Le aziende devono rispettare i criteri previsti dalla normativa in materia di tirocini e devono sottoscrivere con il soggetto promotore Associazione Form.AMI una convenzione ed un progetto formativo individuale.
I tirocini potranno essere attivati entro il mese di luglio 2024 e completati entro fine ottobre 2024. I beneficiari che manifesteranno una propensione all’avvio di un’attività in proprio, verranno coinvolti a partire dal mese di luglio 2024 in un percorso formativo di accompagnamento e sostegno alla creazione di impresa per una durata di 50 ore, con il supporto della Fondazione Pietro De Francesco e Fondazione De Grisantis.
La domanda va presentata, entro e non oltre il 14 giugno 2024, direttamente o tramite invio di raccomandata A/R alla sede operativa dell’Associazione Form.AMI in Tricase, c/o Centro Caritas in Piazza Cappuccini, 15, (farà fede il timbro postale) oppure tramite e-mail all’ indirizzo: segreteria@caritasugentoleuca.it o a: formami4@gmail.com. presso il Centro Caritas Diocesano, Piazza Cappuccini, 15, in Tricase è possibile richiedere informazioni sull’Avviso nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9.00 alle 12.30, martedì e giovedì dalle 16,00 alle 19,00 (tel: 0833219865 – 3388371927 e-mail: segreteria@caritasugentoleuca.it o formami4@gmail.com).
Papa Francesco: educazione e formazione necessari per non abbandonare i giovani
Questa mattina papa Francesco ha incontrato i membri della ‘Fondazione Blanquerna’, istituto di istruzione superiore fondato nel 1948 e integrato nell’Università Ramon Llull di Barcellona, sottolineando l’attualità del messaggio contenuto nel nome stesso della Fondazione, che è il nome di un personaggio letterario (eroe senza macchia che sa sempre quale sia la migliore strada da percorrere nella vita) protagonista di un libro del filosofo e beato Raimondo Lullo che descrive la società del proprio tempo offrendo spunti per la realizzazione del ‘progetto’ di Dio:
“Allo stesso tempo, il filosofo cerca di fornire, in modo pedagogico, modelli di vita cristiana che possano servire a chiunque per seguire Cristo, ovunque Egli lo chiami. E tutto questo è una lezione di sorprendente attualità, poiché ci parla di un linguaggio nuovo e accessibile, di un modo di comunicare forse insolito per l’epoca, ma gradevole e chiaro per i suoi contemporanei”.
Durante l’incontro il papa ha sottolineato che tali personaggi avevano lo scopo di far scoprire il disegno di Dio su ciascuno: “Una pedagogia che si allontana dagli eroi fantastici che cercano di sfuggirci dalla nostra realtà, come erano allora i personaggi cavallereschi, e, al contrario, propone modelli di vita semplici, modelli di vita naturali, in cui possiamo servire il Signore ed essere felici. Quanto dolore e frustrazione producono oggi, ancor più che ai tempi dei Beati, gli stereotipi irraggiungibili che mercati e gruppi di pressione cercano di imporci. Che grande compito scoprire ai giovani il disegno di Dio su ciascuno di loro”.
Questi sono i valori che devono essere contenuti nei progetti educativi dell’Università: “Formare, sì, con un linguaggio attuale, moderno, agile, pedagogico, con un’analisi accurata della realtà; ma tenendo sempre conto che formiamo uomini e donne completi, non repliche illusorie di ideali impossibili. Per esempio, ci sono alcune università che ho conosciuto in America che sono troppo liberali, che cercano solo di formare tecnici, formare specialisti e si dimenticano che devono formare uomini e donne.
Persone integre che cercano di dare il meglio di sé nel servizio a cui Dio li chiama, sapendo che sono pellegrini, che in realtà tutto è cammino verso una meta che supera questa realtà, l’incontro dell’amico con l’amato”.
Ha chiuso l’incontro con un pensiero del filosofo beato Lullo sull’assenza di Cristo: “Questo è il mio augurio per voi, che possiate illuminare la vita dei vostri alunni con la presenza di Gesù, che questa certezza vi renda consapevoli della vostra dignità di amici, di Dio e degli uomini, e che possiate dissipare le tenebre che copre questo mondo lontano dalla sua vera essenza”.
Ugualmente con i membri della Confederazione Nazionale Formazione Aggiornamento Professionale (CONFAP), che compie 50 anni, papa Francesco ha parlato di giovani, formazione, professione: “Col vostro impegno quotidiano, voi siete espressione della ricca e variegata spiritualità di diversi Istituti Religiosi, che hanno nel loro carisma il servizio ai giovani attraverso la formazione professionale. Si tratta di percorsi formativi all’avanguardia, che vantano un’alta qualità di metodologie, esperienze di laboratorio e possibilità didattiche, tanto da costituire un fiore all’occhiello nel panorama della formazione al lavoro”.
Il papa ha elogiato la loro formazione che è integrale e diretta anche ai giovani un po’ emarginati: “E, cosa ancora più importante, la vostra proposta formativa è integrale, perché oltre alla qualità degli strumenti e della didattica, riservate una cura e un’attenzione speciali soprattutto verso i giovani che si trovano ai margini della vita sociale ed ecclesiale. Grazie per quello che fate; grazie ai formatori che si dedicano con passione ai giovani. E con questo spirito di gratitudine, vorrei offrirvi alcune riflessioni intorno alle tre parole che caratterizzano il vostro impegno: giovani, formazione, professione”.
E’ stata un’esortazione a non ‘abbandonare’ i giovani: “I giovani, sempre colmi di talenti e di potenzialità, sono anche particolarmente vulnerabili, sia per alcune condizioni antropologiche che per diversi aspetti culturali del tempo in cui viviamo. Alludo non solo ai NEET che non sono né in formazione né in attività, ma ad alcune scelte sociali che li espongono ai venti della dispersione e del degrado.
Molti giovani, infatti, abbandonano i loro territori di origine per cercare occupazione altrove, spesso non trovando opportunità all’altezza dei loro sogni; alcuni, poi, intendono lavorare ma si devono accontentare di contratti precari e sottopagati; altri ancora, in questo contesto di fragilità sociale e di sfruttamento, vivono nell’insoddisfazione e si dimettono dal lavoro”.
Per il papa tale ‘abbandono’ educativo è una vera tragedia con un invito all’incoraggiamento: “Dinanzi a queste e ad altre situazioni simili, tutti noi dobbiamo prendere consapevolezza di una cosa: l’abbandono educativo e formativo è una tragedia! Sentite bene, è una tragedia. E, se occorre promuovere una legislazione che favorisca il riconoscimento sociale dei giovani, ancora più importante è costruire un ricambio generazionale dove le competenze di chi è in uscita siano al servizio di chi entra nel mercato del lavoro. In altre parole, gli adulti condividano i sogni e i desideri dei giovani, li introducano, li sostengano, li incoraggino senza giudicarli”.
Inoltre la formazione è indispensabile per i giovani: “Le trasformazioni del lavoro sono sempre più complesse, anche a motivo delle nuove tecnologie e degli sviluppi dell’intelligenza artificiale. E qui siamo chiamati a respingere due tentazioni: da un lato la tecnofobia, cioè la paura della tecnologia che porta a rifiutarla; dall’altro lato la tecnocrazia, cioè l’illusione che la tecnologia possa risolvere tutti i problemi. Si tratta invece di investire risorse ed energie, perché la trasformazione del lavoro esige una formazione continua, creativa e sempre aggiornata. E nello stesso tempo occorre anche impegnarsi a ridare dignità ad alcuni lavori, soprattutto manuali, che sono ancora oggi socialmente poco riconosciuti”.
Inoltre è necessario un coinvolgimento delle famiglie per non ‘improvvisare’ la formazione professionale: “Serve un legame con le famiglie, come in ogni tipo di esperienza educativa; e serve un sano ed efficace rapporto con le imprese, disposte a inserire giovani al proprio interno. Questi per voi sono i due poli di riferimento, perché insieme alle competenze tecniche sono importanti le virtù umane: una tecnica senza umanità diventa ambigua, rischiosa e non è veramente umana, non è veramente formativa. La formazione deve offrire ai giovani strumenti per discernere tra le offerte di lavoro e le forme di sfruttamento”.
Infine ha sottolineato l’importanza della formazione: “Il lavoro è un aspetto fondamentale della nostra vita e della nostra vocazione. Eppure, oggi assistiamo a un degrado del senso del lavoro, che viene sempre più interpretato in relazione al guadagno piuttosto che come espressione della propria dignità e apporto al bene comune. Pertanto, è importante che i percorsi di formazione siano al servizio della crescita globale della persona, nelle sue dimensioni spirituale, culturale, lavorativa”.
(Foto: Santa Sede)
Italia penultima per laureati ma ‘campione’ tra i Neet
L’Italia resta saldamente agli ultimi posti in Europa per livelli di istruzione della popolazione. L’amara conferma arriva dal report dell’Istat, diffuso ieri, che segnala come soltanto il 62,2% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha almeno il diploma di scuola superiore, contro il 78,7% della media dell’Unione Europea. Va anche peggio sul versante dei laureati: il 19,6% contro il 33,2% dell’Ue.




























