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Fabrizio Venturi comunica il regolamento della quarta edizione del Sanremo Cristian Music Festival 2025
“E’ quasi tutto pronto per la Quarta Edizione del Sanremo Cristian Music Festival 2025. Sono in attesa di ascoltare le canzoni degli artisti che si iscriveranno a questa edizione. Il Festival si attesta, sempre più, a livelli di maggior rilievo artistico sia per la qualità delle canzoni, sia per quanto attiene gli interpreti. Per tale motivo, quindi, anche questa edizione avrà grandi voci e prestigiose canzoni”, ha affermato il cantautore di Firenze Fabrizio Venturi, Direttore artistico del Festival della Canzone Cristiana. Le iscrizioni dovranno pervenire fino al 20 di dicembre 2024 alla Segreteria del Festival info@sanremofestivaldellacanzonecristiana.it, attenendosi scrupolosamente al regolamento, che i candidati trovano online sul sito ufficiale del festival. www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it, dal quale sarà possibile scaricare il regolamento inerente l’anno 2025.
Il Festival della Canzone Cristiana si svolgerà il 13, il 14 e il 15 febbraio 2025, come nelle sue passate edizioni, negli stessi giorni in cui si realizza il Festival della Canzone Italiana. Fabrizio Venturi sfida Carlo Conti: due fiorentini alla guida dei due Festival di Sanremo. Sarà un Festival nel Festival, una staffetta musicale:
“L’intento del Festival, come già abbiamo più volte rimarcato, è quello di realizzare un connubio creativo tra la canzone e la fede e tra la canzone e la lode a Dio» ha continuato Venturi, il quale ha sottolineato: «Lo scopo si configura, pertanto, essere quello della lode a Dio attraverso la musica nella Città dei fiori, che è Sanremo, luogo che meglio rappresenta l’Italia musicale.
Il grande successo raggiunto dal Festival della Canzone Cristiana ha spalancato le porte ad artisti della Christian music italiana, dando voce, per la prima volta, a questo genere anche in Italia, nazione in cui non si era mai verificato, facendo di Sanremo Cristian Music Festival la prima vetrina della musica cristiana, un vero e proprio Festival Cristian music non inquinato dalla partecipazione di artisti appartenenti ad altri generi, come, invece, avviene in altri eventi similari. Il Festival si terrà in una location bellissima, arricchita da una speciale scenografia”.
La kermesse musicale cristiana- come è avvenuto nella precedente edizione – sarà trasmessa da una TV nazionale. Nel medio termine saranno resi noti tutti i dettagli, come informano gli organizzatori.
Radio Mater, sorella di Radio Maria, si riconferma radio ufficiale del Festival per le radio cristiane.
E’ stato chiuso anche un accordo con un network radiofonico italiano, che sarà reso noto appena ultimati gli accordi con l’emittente televisiva. Per certo si sa che Fabrizio Venturi ha fortemente voluto un nome prestigioso della TV nazionale alla conduzione della kermesse, del quale non conosciamo ancora il nome.
Tra gli ospiti d’onore invitati alla kermesse cristiana si annoverano grandi star della Christian music internazionale e della TV nazionale. Non si può non sottolineare che tutto ciò che il Festival della Canzone Cristiana ha annunciato di fare lo ha sempre fatto: l’Euro Cristian Music Festival a Torino, l’European Cristian Music, la Nazionale Italiana Cantanti Cristian Music, la creazione della sua emittente televisiva, Il Festival della Canzone Cristiana non è solo musica, in quanto è anche attento alla dimensione umana e sociale della vita ed ha come sua finalità la diffusione del messaggio del dialogo e della pace tra i popoli e le diverse religioni affinché si generi la pace.
E’ previsto per il 2025 a Milano l’organizzazione di un Forum del dialogo interreligioso, a cui parteciperanno le tre religioni monoteiste e la filosofia buddista. La missione di pace del Festival della Canzone cristiana in Ucraina, in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno 2023, e la visita all’Ospedale pediatrico nazionale di Kiev attestano l’importanza che il Festival attribuisce al valore della pace e agli eventi umanitari legati al cristianesimo: “Attendiamo, con entusiasmo, la quarta edizione del Festival della Canzone Cristiana, considerati i valori cristiani ed umanitari che esso veicola e promuove”.
Don Tonio Dell’Olio: il ‘Cantico delle Creature’ è uno sguardo nuovo sul creato
“Tucte, tutte, nessuna creatura esclusa. La natura, sistema totale degli esseri viventi, animali e vegetali, e delle cose inanimate, diventa il paradigma plastico del tucte, nella sua diversità, nella espressione delle differenze, nella declinazione delle sfumature. La natura sembra chiedere, per essere compresa, uno sguardo ampio, inclusivo capace di cogliere sfumature, differenze. Eppure molta narrazione sembra non confermare questo sguardo: separiamo, poniamo paletti tra ciò che è naturale e ciò che è contronatura (dimenticando l’unica accezione dotata di senso che è tutto quanto facciamo contro la natura), tra ciò che è normale da ciò che è anormale, tra cosa (o chi) si avvicina alla media e ciò (o chi) devìa dalla media”: con questo pensiero del presidente della ‘Pro Civitate Christiana’ di Assisi, don Tonio Dell’Olio, domenica scorsa si è concluso l’82^ corso di Studi cristiani con una riflessione incentrata sul ‘Cantico delle Creature’.
Per il presidente della ‘Pro Civitate Christiana’ il Cantico francescano ha un ‘respiro’ universale’: “Non vi è chi non riconosca in Francesco d’Assisi un respiro universale che, pur essendo saldamente ancorato alla fede cristiana, riesce a parlare con autentica libertà ad ogni persona a qualunque fede appartenga. In questo senso il Cantico di frate Sole è l’espressione più alta della parola di lode che proviene da ogni elemento della natura e diventa gratitudine. All’umanità viene richiesto di compiere un’esperienza totalmente immersiva perché non si senta mai soggetto separato dall’insieme della natura perché è stata proprio la mancanza di questa concezione a causare i disastri che oggi ci troviamo a cercare di curare”.
In questo 800^ anniversario del Cantico di san Francesco abbiamo chiesto a don Tonio Dell’Olio di raccontarci il motivo della scelta di questo tema francescano, ‘Cum tucte le tue creature’: “Il tema francescano, anzi la citazione testuale dal ‘Cantico di frate Sole’, è stata una felice coincidenza; trovandoci nel tempo dei centenari francescani, abbiamo colto intuitivamente una pregnanza nuova di significati, pur nella essenzialità dell’inciso ‘cum tucte le tue creature’. La consapevolezza perfetta della fraternità universale suscita in Francesco d’Assisi l’urgenza della gratitudine e della lode. Crediamo che il tema francescano della fraternità, così come declinato nella ispirazione di Francesco, meriti un supplemento di riflessione, alla luce di quanto può suggerire la sensibilità del nostro tempo, per un contributo fondamentale di conoscenza e rivelazione”.
Cosa significa ’Cum tucte le tue creature’?
“Cum tucte le tue creature significa ‘tutte’ le creature, proprio tutte, nessuna esclusa, a nostro avviso. Questo ci è sembrato lampante, nella congerie di parole, umori, contrapposizioni, distinguo: prima delle differenze, prima delle distinzioni, prima delle separazioni, non possiamo prescindere dalla consapevolezza dell’appartenenza che tutte le comprende. Ci chiediamo ‘chi siamo noi’ per mettere confini, per creare steccati, per segregare, per sopprimere l’abbondanza di forme che invece ci stupisce e ci anticipa, diremmo provvidenzialmente”.
In quale modo custodire la natura ‘cum tucte le sue creature’?
“Custodire la natura ‘cum tucte’ le sue creature è il principio sotteso, regolatore della natura, e quindi dell’ambiente in cui ci è dato di esistere, appunto come legge naturale, assolutamente possibile. Se solo ci rendessimo disponibili a tenerne conto, ad averne rispetto. Oggi recuperare la capacità di custodia di tutte le creature è un imperativo dell’umano, indifferibile davanti all’incombere di azioni e progetti forieri di distruzione e morte. E’ ormai un dato confermato dal rigore scientifico e sta diventando un dato di esperienza nelle vite di noi abitanti del mondo.
L’eliminazione di una sola specie, vegetale o animale che sia, produce inevitabilmente uno squilibrio ad effetto domino nella dinamica della biologia e delle interazioni dell’ecosistema. “Tutte” le creature hanno un valore ed un senso in relazione al tutto della vita sul nostro pianeta. Sacrificarne in parte è sacrificare la vita stessa del nostro pianeta. Acquisire consapevolezza del dato deve significare ‘decidere’ azioni umane nuove di compatibilità e quindi anche scelte di senso opposto a quanto fatto finora”.
Quale è lo sguardo che la Sacra Scrittura offre sulla natura?
“La Sacra Scrittura propone uno sguardo inequivoco sulla natura: compagna, nutrimento, sollievo, mistero e meraviglia per l’umanità. Tutta la narrazione biblica è affrescata sullo sfondo di paesaggi nitidi di descrizioni ambientali e punteggiati dalla presenza ed anche dal protagonismo di animali domestici o di fiere, di piante descritte puntualmente, nonostante la prevalenza del deserto o del mare di Galilea.
Almeno 68 sono le citazioni di specie di piante e oltre 70 solo le varietà spinose nella Bibbia, e tutte significative nell’economia del racconto, mai orpello inerte o vezzo descrittivo. Le piante sono oggetto non solo di interesse materiale come cibo e bevanda, ma strumenti per esprimere pensieri, emozioni, significati allegorici per esprimere considerazioni spirituali, messaggi religiosi, ecologici, culturali. Piante come simbolo di fertilità, di immortalità, di sapienza”.
Perché la Cittadella di Assisi ha scelto di essere un luogo ‘Laudato Sì’?
“La Cittadella di Assisi ha scelto di definirsi un luogo ‘Laudato sì’, con slancio e sete di liberazione, alla luce della riflessione provocata dall’enciclica di papa Francesco, che abbiamo accolto con determinazione e di cui vogliamo informare le nostre azioni, incontro al cambiamento d’epoca, di cui vogliamo essere protagonisti. In continuità con le indicazioni di rotta del Concilio Vaticano II, di cui la Cittadella è stata fedele testimone ha scelto di assumere la ‘Laudato sì’ anche nel nome, a caratterizzare con un segno visibile la propria identità più autentica.
Essere un luogo ‘Laudato sì’ significa non solo (e non più) uno spazio di gratitudine e di lode al dono della Vita, uno stile di sobrietà felice e di cordiale ospitalità, di “convivialità delle differenze”, secondo la felice espressione di mons. Tonino Bello vescovo, scelta instancabile della pace sempre, impegno e pratica della nonviolenza, ma è anche sfida nel concreto impegno e partecipazione alla conversione, finalmente, del modello economico e civile, luogo che effettivamente contribuisca nella ricerca e nell’ascolto, nel confronto delle intelligenze, nell’accoglienza di tutte le fragilità, ad ospitare la Speranza di un futuro possibile, per la vita sempre nuova”.
(Tratto da Aci Stampa)
Da Assisi una lettura interreligiosa del Cantico di san Francesco d’Assisi
“Prendiamo in esame un testo chiave di san Francesco d’Assisi, il ‘Cantico di frate sole’ (o ‘Cantico delle Creature’) ed alcune delle sue tante possibili riletture, sul versante interreligioso. Francesco d’Assisi è un simbolo del dialogo interreligioso, fra l’altro per l’incontro in Egitto con il Sultano mussulmano al-Malik al-Kamil durante la quinta Crociata (1219)… L’obiettivo del corso macroecumenico per la ‘casa comune’,nel quadro della denominazione della Cittadella di Assisi, ‘Cittadella Laudato Sì’, è di favorire occasioni di incontro, di dialogo, riflessione tra esponenti ed esperti di tutte le religioni del mondo sull’ecologia integrale, nella convinzione che dal patrimonio di fede di ogni confessione religiosa si possano trarre insegnamenti e percorsi inediti. Ed il ‘Cantico di frate Sole’ offre molte suggestioni al riguardo”.
Il corso ‘Il Cantico delle fedi’, che si svolge online, inizia oggi pomeriggio con la scrittrice di racconti d’infanzia e vincitrice del Premio Andersen, Giusi Quarenghi, che propone una lettura laica del cantico del santo assisate; proseguirà giovedì 2 maggio con il missionario saveriano, Tiziano Tosolini, direttore del Centro Studi Asiatico di Osaka e docente di filosofia al Centro Studi Interreligiosi all’Università Gregoriana di Roma, che illustrerà la lettura buddhista del Cantico; giovedì 12 settembre il teologo. Adnane Mokrani, docente di studi islamici e di relazioni islamo-cristiane, offrirà una lettura mussulmana del Cantico; infine, giovedì 7 novembre la registra teatrale e studiosa di ebraismo, Miriam Camerini, proporrà ne lettura ebraica.
Al presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, don Tonio Dell’Olio, chiediamo di spiegarci in cosa consiste ‘il Cantico delle fedi’: “E’ la ricerca sapiente delle tracce e delle ispirazioni che permeano il ‘Cantico di Frate Sole’ di Francesco d’Assisi nella spiritualità e nel patrimonio di fede delle religioni. Il cantico delle fedi è un ‘laboratorio macroecumenico per la casa comune” composto da ricercatori appartenenti a diverse religioni e da esperti. A breve inizierà un Corso di formazione online che, organizzato dal Laboratorio, si rivolge primariamente agli insegnanti ma anche a tutte le donne e gli uomini che desiderano far crescere la propria conoscenza (e la propria esperienza) di fede e di vita in relazione con l’ambiente alla luce del Cantico delle creature”.
Quante ‘letture’ può offrire il ‘Cantico delle Creature’?
“Il ‘Cantico delle creature’ è un portone spalancato verso il cielo e verso la terra, verso Dio e verso tutte le sue creature. C’è una lettura teologica ma c’è una parola affidata al creato che si rivolge a Dio con i suoni del vento e dell’acqua, col crepitìo del fuoco e con il calore dei raggi del sole. Oggi si direbbe che si tratta di una lettura immersiva in cui nessuno può pretendere la delega di parlare a nome di altri ma tutti gli elementi del creato hanno dignità di parola perché fratelli e sorelle, talvolta anche madri. Poi il ‘Cantico delle Creature’ propone una rilettura del perdono e della morte con cui ci si confronta come donne e uomini in cammino sulla terra e nella storia”.
Come leggere oggi il ‘Cantico delle Creature’?
“Prima che leggerlo bisognerebbe ascoltarlo. Papa Francesco l’ha fatto pulsare in quell’enciclica stupenda che porta il nome del Cantico e tocca i nodi nevralgici del cambiamento d’epoca che stiamo vivendo. Ci insegna a rileggere il Cantico non solo come un inno della natura ma come una lente che ci educa a guardarci dentro intimamente, personalmente e come umanità”.
Per quale motivo lodare Dio per tutte le sue creature?
“Maturiamo quella lode come un’esigenza prima che come un dovere. Quando ci immergiamo nel creato non possiamo che aprirci al sentimento della gratitudine e della lode perché scopriamo che tutto è dono, anzi espressione gratuita dell’amore del Creatore”.
Perché la nuova denominazione ‘Cittadella Laudato Sì’?
“Innanzitutto per la collocazione assisana che è tutt’altro che una mera coincidenza: è la scelta di una spiritualità e uno stile di vita. Inoltre per rafforzare un’attenzione che la Pro Civitate Christiana, che è l’associazione che anima le iniziative e le attività di ‘Cittadella Laudato sì’, ha sempre riservato alla cura della casa comune. Basterebbe scorrere i titoli e i relatori dei convegni e dei Corsi di studio che da più di 80 anni vengono proposti, per rendersene conto. Infine ci sembra che in questo modo riusciamo a offrire un contributo specifico alla richiesta che ci viene formulata dal magistero di Papa Francesco”.
Eppoi ad agosto il corso ‘Cum tucte le creature: natura e contronatura’: in quale modo rapportarci con il creato?
“L’attenzione all’ecologia integrale non può prescindere dalla denuncia dei danni che vengono arrecati quotidianamente all’ambiente e alle persone vittime di sfruttamento, guerre e privazione di diritti. C’è un greenwashing diffuso e pervasivo che non può essere assecondato e va smascherato a 360 gradi. Inoltre crediamo che uno dei punti fermi del cammino verso una nuova coscienza ecologica consista nel sentirsi parte del creato: né superiori dominatori, nè dirimpettai”.
Il prof. Masullo illustra i punti importanti dell’esortazione apostolica ‘Laudate Deum’
Aperte le iscrizioni per la III Edizione del Sanremo Cristian Music Festival
“E’ quasi tutto pronto per la terza Edizione del Sanremo Cristian Music Festival 2024, non vedo l’ora di ascoltare le canzoni degli artisti che si iscriveranno alla terza edizione. Il Festival ha avuto un’evoluzione positiva sia per la qualità delle canzoni, sia per la bravura degli interpreti. Anche per questa edizione sarà mia cura selezionare voci di rilievo e canzoni di prestigio”, ha dichiarato il Direttore artistico del Festival della Canzone Cristiana Fabrizio Venturi.
Papa Francesco alla Comunità delle Beatitudini: la Pentecoste è il cuore della vita spirituale
Ricevendo in udienza una delegazione della Comunità delle Beatitudini, in occasione del 50° anniversario della fondazione, che è una comunità contemplativa e missionaria nata in Francia nel 1973, sulla scia del Concilio Vaticano II e nel movimento del Rinnovamento Carismatico Cattolico, papa Francesco ha sottolineato la dimensione escatologica dell’esperienza pentecostale:
La star internazionale Noel Robinson super ospite del Festival della Canzone Cristiana Sanremo
La star londinese della Christian Music Noel Robinson sarà il super ospite della seconda edizione del Sanremo Cristian Music Festival, Festival della Canzone Cristiana 2023 (www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it) che si svolgerà a Sanremo dal 9 all’11 febbraio 2023, nello storico Teatro dell’ex Antico Ospedale della Carità di Sanremo, in concomitanza con la settantatreesima edizione del Festival della Canzone Italiana.
Prima domenica di Avvento: si aprano i cieli e piova il Giusto
La liturgia è canto di lode a Dio, che va eseguito tutti i giorni per tutto l’anno liturgico. La liturgia oggi ci dà l’avvio ad un nuovo anno, che è scandito da tre feste: Natale (festa del Padre), Pasqua (la festa in onore del Figlio) e la Pentecoste (in onore dello Spirito Santo). Questa prima festa è il Natale, giorno in cui ringraziamo il Padre che, avendo creato l’uomo a sua immagine, dopo il peccato originale, non lo abbandona ma invia il Figlio per redimere e salvare l’uomo.
Biagio Maimone rinominato direttore della Comunicazione della seconda edizione del Festival della Canzone Cristiana di Sanremo
Il giornalista Biagio Maimone è stato rinominato direttore della Comunicazione del Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2023 da Fabrizio Venturi, che è direttore artistico ed ideatore della manifestazione canora. Il Festival si terrà il 9, il 10 e l’11 febbraio 2023, nell’Antico Teatro della Federazione Operaia di Sanremo, sito nel Centro storico di Sanremo, a 200 metri dal Teatro Ariston.
Papa Francesco invita ad una nuova Pentecoste
La giornata in Bahrein di papa Francesco si conclude con una liturgia ecumenica nella cattedrale di ‘Nostra Signora d’Arabia ad Awali’, in cui l’unità nella diversità e la testimonianza di vita sono gli elementi centrali nella riflessione che papa Francesco ha offerto ai cristiani, partendo dal racconto evangelico della Pentecoste:





























