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Mons. Claudio Giuliodori: l’educazione dei giovani riguarda la comunità

“Come sappiamo, la Chiesa è Madre e Maestra, e voi contribuite a incarnarne il volto per tanti alunni e studenti alla cui educazione vi dedicate. Grazie infatti alla luminosa costellazione di carismi, metodologie, pedagogie ed esperienze che rappresentate, e grazie al vostro impegno ‘polifonico’ nella Chiesa, nelle Diocesi, in Congregazioni, Istituti religiosi, associazioni e movimenti, voi garantite a milioni di giovani una formazione adeguata, tenendo sempre al centro, nella trasmissione del sapere umanistico e scientifico, il bene della persona”: queste sono le parole iniziali del discorso di papa Leone XIV durante l’incontro con insegnanti e studenti per il Giubileo del mondo educativo, esortando i maestri ad entrare in contatto con ‘l’interiorità’ degli studenti.

Partendo da questa frase abbiamo incontrato mons. Claudio Giuliodori, presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Cei, che ha puntualizzato: “La scuola è il più grande, il più importante investimento dell’Italia, perché sull’educazione si gioca il presente e, soprattutto, il futuro dell’Italia. L’impegno profuso da tutti per accompagnare, sostenere e formare le nuove generazioni è ciò che qualifica in maniera rilevante anche la vita di un popolo. In questo momento vogliamo far sentire la nostra vicinanza, il nostro affetto, ma anche l’impegno concreto di tutti coloro che sono attivamente coinvolti nell’attività scolastica. Ma non solo, perché l’educazione è un’impresa di comunità e tutti devono dare il loro contributo”

Per quale motivo un giubileo che ha riflettuto sull’educazione?

 “L’aspetto educativo è fondamentale nella società, non solo rivolto ai giovani ma per tutte le realtà. In modo particolare questo sarà un giubileo rivolto al mondo della scuola, dell’università e degli educatori. Viviamo in un tempo in cui molti hanno ormai rinunciato ad educare. Si trasmettono competenza e sapere, ma educare è qualcosa di più importante, in quanto esso consiste nell’aiutare le persone, soprattutto i giovani, a trovare il senso, la bellezza ed i valore autentici della vita.

Allora, educare significa proporre incontri significati (per il credente, ovviamente, è l’incontro con Gesù). Il giubileo è conversione, cioè cambiamento di vita, rinnovamento; quindi ci auguriamo che esso possa essere una bella occasione per tutti coloro che hanno la passione educativa per ritrovare il senso di questa, che è una fatica certamente, ma anche l’impresa più bella e più affascinante della vita”. 

Ed allora in quale modo è possibile armonizzare il linguaggio ‘della mente, delle mani e del cuore’?

“Questa era un’espressione cara a papa Francesco, che la usava spesso per dire l’integralità dell’esperienza umana.  Noi ci esprimiamo attraverso diverse componenti: la mente ci ricorda che siamo in tutta la realtà creata dotati di particolari capacità di interpretazione, di elaborazione e la mente umana è qualcosa di talmente grandioso, che nessuna imitazione artificiale può eguagliare. Penso all’intelligenza artificiale che non potrà mai paragonarsi alla profondità ed all’ampiezza della mente umana, in quanto essa è una mente che ragiona con il cuore, come diceva Blaise Pascal, perché il cuore ha le sue ragioni, nel senso che la vera ragione è quella che comprende il senso della vita come relazione con Dio e con gli altri. Noi siamo esseri sociali; se viviamo come individui isolati e se pensiamo di bastare a noi stessi finiremo per fallire nella nostra vita. Quindi questo essere capaci di pensare con il cuore ed agire coerentemente e concretamente con le mani, fa sì che possiamo elaborare e sperimentare quell’unità che dà senso alla vita, rendendola veramente bella”.

Quindi l’educazione è un compito della comunità?

“Sì, nel senso che nessuno può educare da solo. C’è quel proverbio che se uno vuole andare veloce magari corre anche da solo; ma se vuole andare lontano serve una comunità; solo una comunità può educare, nel senso che è talmente grande l’essere umano, che nessuno da solo può colmare il suo mistero. Solo la partecipazione condivisa di molte persone può garantire davvero una pienezza di vita. Quindi l’educazione è un’impresa di alleanze. Sul territorio serve l’alleanza della Chiesa, della Scuola, delle Istituzioni, delle Famiglie, dei Soggetti sociali, delle Società sportive e del Volontariato: tutti sono chiamati a concorrere al bene integrale di ogni persona”.

Quindi, dopo 60 anni, per quale motivo la dichiarazione sull’educazione cristiana ‘Gravissimum Educationis’ è ancora profetica?

“Innanzitutto è profetica, perché in quel momento è stato individuato un percorso, che non era chiaro a tutti o condiviso da tutti, perché dire la gravità dell’impegno educativo voleva dire richiamare il mondo (gli anni Sessanta sono quelli della ‘guerra fredda’) alla responsabilità. Ed anche oggi viviamo un tempo di conflitti. Proprio l’opera educativa, allora come oggi, è la via maestra per aiutare le nuove generazioni a disinnescare la ‘bomba’ della violenza ed alimentare la via della pace e della riconciliazione.

Ma soprattutto creare quella visione che papa Francesco ha descritto in maniera magistrale nell’esortazione apostolica ‘Fratelli tutti’, per cui l’altro non è un nemico, ma una risorsa: è un patrimonio che devo sapere coltivare ed affiancare per costruire ponti e non muri. Occorre augurarsi che anche oggi l’educazione possa ritornare ad essere via maestra per la pace tra le persone”.

Infine l’anno prossimo saranno 25 anni dall’istituzione della legge sulla parità scolastica: dopo un quarto di secolo si arriverà ad una piena attuazione?

“Dobbiamo registrare, da una parte, con la legge del 62/2000 l’esistenza di un buon quadro legislativo perché la legge definisce, in maniera molto precisa, il nostro sistema scolastico, come un sistema plurale, in cui è riconosciuta la libertà di educazione e la primaria responsabilità della famiglia, oltre che degli stessi studenti, ma purtroppo il sistema è ancora incompiuto. Non perché manchino le norme, ma perché nel tempo non sono state previste e messe a bilancio le risorse necessarie.

Quindi, siamo in un sistema ancora, da questo punto di vista, incompiuto. Ci auguriamo che, in questa prospettiva del 25^ della legge 62/2000, possa maturare una consapevolezza in tutti, ma in particolare nell’azione di governo, per fare passi decisi e significativi verso un’effettiva parità. Che significa libertà di educazione, capacità e possibilità di scelta e di orientamento in un contesto plurale. E’ un arricchimento per l’Italia”.

Etica Sgr: quasi il 90% dei clienti si dichiara soddisfatto dei fondi e li consiglierebbe

“Mentre molti player finanziari, come asset manager e istituti bancari, rivedono gli impegni sulla sostenibilità, i clienti ci spingono a proseguire sulla strada della finanza etica, dalla quale non si torna indietro”: in un contesto di mercato in cui molti player finanziari, come asset manager e istituti bancari, stanno rivedendo i propri impegni sulla sostenibilità, Etica Sgr rafforza la propria missione nel settore degli investimenti responsabili.

Un impegno che trova conferma nei risultati dell’ultima indagine di mercato condotta con BVA Doxa: quasi il 90% dei clienti si dichiara soddisfatto dei prodotti di investimento di Etica Sgr e li consiglierebbe. Etica Sgr ha condotto, in collaborazione con BVA Doxa, una nuova indagine di mercato sulla finanza etica e sostenibile. L’obiettivo è stato quello di comprendere le percezioni del mercato di prodotti sostenibili e le aspettative future, con un focus sulla riconoscibilità e sulle caratteristiche distintive dei propri prodotti.

La ricerca, svolta nel corso del 2024, ha coinvolto un ampio campione di intervistati, suddivisi tra investitori retail, partner commerciali (banker e consulenti finanziari) e investitori istituzionali. In particolare, sono state svolte interviste raccolte tramite un web mailing (CAWI- Computer Assisted Web Interviewing) ad una rappresentanza di investitori retail, composta da un campione di clienti di Etica Sgr e uno di investitori italiani, mentre gli investitori istituzionali e i partner commerciali sono stati coinvolti con interviste qualitative one to one in profondità. Complessivamente, considerando tutti i target, sono state condotte 2.268 interviste.

La finanza sostenibile è un settore che ha conosciuto negli ultimi anni una crescita importante per volumi e diffusione, tuttavia la ricerca mette in luce il dilagare di un crescente scetticismo, che sembrerebbe aver indebolito la credibilità di questi prodotti e delle Società di gestione che li propongono. Se, da un lato, permangono preoccupazioni legate al rischio di greenwashing e alla trasparenza dei criteri di selezione degli investimenti, dall’altro gli investimenti sostenibili e responsabili sono concepiti come strumenti utili ai fini di diversificazione ed in prospettiva i collocatori e i clienti istituzionali prevedono che questo segmento di mercato continuerà a crescere.

Per quanto riguarda l’interesse nei vari ambiti ESG (ambiente, sociale e governance), gli investitori istituzionali prevedono una crescente attenzione alla governance, vista come garanzia di solidità aziendale, mentre l’ambito ambientale, più visibile e misurabile rispetto alla sfera sociale, continuerà a mantenere un ruolo centrale.

Il segmento retail mostra una conoscenza ancora limitata degli investimenti sostenibili, ma tra i clienti di Etica Sgr emerge una maggiore consapevolezza e un orientamento più convinto verso questa tipologia di investimenti.

I clienti di Etica Sgr riconoscono nella società un player che si distingue per il suo impegno autentico nella sostenibilità, adottando criteri rigorosi nelle scelte di investimento e producendo rendicontazioni di qualità sull’impatto ESG. Nella scelta di un prodotto di investimento, per i clienti di Etica Sgr risultano, infatti, fondamentali la chiarezza delle informazioni, la reputazione della società, il rischio e la sostenibilità.

Nel mercato retail, il marchio Etica Sgr continua a guadagnare riconoscibilità. Un investitore su quattro conosce o ha sentito nominare il brand, dato in aumento rispetto a quanto registrato nella precedente indagine del 2021. Anche la soddisfazione della clientela si conferma elevata: l’88% degli intervistati si dichiara soddisfatto dei fondi sottoscritti, in linea con i risultati della precedente indagine. Inoltre, l’87% dei clienti consiglierebbe Etica Sgr e quasi il 70% si è dichiarato intenzionato ad aumentare la quota dei propri investimenti in Etica Sgr.

Dai collocatori Etica Sgr è riconosciuta come pioniera in questo mercato ed è percepita come autentica, credibile e coerente nella sua mission dalla maggior parte degli intervistati. Il rigore è un elemento distintivo e apprezzato, non solo nella selezione dei titoli, ma anche nel monitoraggio delle aziende e nell’engagement:

“Questi risultati confermano il ruolo di Etica Sgr come punto di riferimento nella finanza etica e come player di mercato serio, autentico e rigoroso” dichiara Luca Mattiazzi, Direttore Generale di Etica Sgr “Questo approccio ci distingue nel panorama italiano e ci ha permesso di costruire una relazione di fiducia con i nostri clienti e con gli operatori del settore. In questa delicata fase storica, segnata dalla corsa al riarmo, anche nucleare, e dall’abbandono degli impegni per il clima e l’ambiente da parte di molte istituzioni, questo alto livello di soddisfazione rappresenta per noi una conferma importante: la strada intrapresa è quella giusta.

Continueremo a percorrerla con determinazione, mettendo al centro la tutela del pianeta, i diritti umani e la promozione della pace, rafforzando al contempo l’offerta di prodotti di finanza etica, in linea con il nuovo piano strategico”.

Papa Francesco: mettiamo a frutto i talenti

“Il Vangelo di oggi ci presenta la parabola dei talenti. Un padrone parte per un viaggio e affida ai servi i suoi talenti, ovvero i suoi beni: capitali, i talenti erano un’unità monetaria. Li distribuisce in base alle capacità di ciascuno. Al ritorno chiede conto di ciò che hanno fatto. Due di loro hanno raddoppiato quanto ricevuto e il signore li loda, mentre il terzo, per paura, ha seppellito il suo talento e può solo restituirlo, ragione per cui riceve un severo rimprovero”.

L’ospitalità cattolica è sempre più ‘verde’

“Il turista è particolarmente sensibile a come viene accolto. Egli percepisce subito lo stile familiare di quanti lo attendono, sa distinguere dalla formale accoglienza spesso distaccata di chi lo considera solamente un cliente. In un contesto culturale dove si eccede nell’indifferenza, è decisivo che i cristiani siano testimoni di un’accoglienza che ponga a proprio agio la persona e le faccia sperimentare la fraternità. Intrattenersi a dialogare, interessarsi perché la vacanza sia esperienza di pace, agevolare le forme affinché si abbia tra le mani il Vangelo o letture che risvegliano l’interesse per la preghiera e la spiritualità, sono alcuni segni per dare senso al tempo della vacanza”.

Card. Zuppi: educare alla pace è un investimento necessario

L’educazione alla pace è “l’investimento necessario per una pace preventiva, individuale e collettiva”: lo ha sottolineato alcuni giorni fa il presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, inaugurando con una lectio magistralis sul tema della pace l’anno accademico dell’Università ‘Roma Tre’, nel trentennale della sua fondazione; mentre nella prolusione il rettore, prof. Massimiliano Fiorucci, ha ricordato l’impegno formativo della scuola in una società frammentata:

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