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Papa Francesco: Dio libera dalla condizione servile
‘Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile’: con questo passo tratto dal libro dell’Esodo, che è il ‘cappello’ del Decalogo, papa Francesco inizia il messaggio per la Quaresima, ‘Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà’, in cui invita a passare dalla schiavitù alla libertà, passaggio che avviene sperimentando il deserto: “Il popolo sa bene di quale esodo Dio parli: l’esperienza della schiavitù è ancora impressa nella sua carne. Riceve le dieci parole nel deserto come via di libertà. Noi li chiamiamo ‘comandamenti’, accentuando la forza d’amore con cui Dio educa il suo popolo”.
Papa Francesco: CHARIS è una ‘corrente di grazia’
Con un’udienza di papa Francesco si è concluso l’evento dal titolo ‘Chiamati, trasformati ed inviati’ organizzato da Charis per ‘riflettere su diverse tematiche al centro dell’attualità della Chiesa’, in un incontro a cui hanno partecipato 2.000 persone provenienti da tutto il mondo con relatori quali il card. Raniero Cantalamessa, assistente ecclesiastico di Charis, ed il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici la Famiglia e la Vita.
Tommaso d’Aquino, la sua intensità eucaristica raccontata dal vescovo di Latina
Nel 2024 ricorrono 750 anni dalla morte, mentre nel 2025 800 anni dalla nascita; e quest’anno 700 anni della canonizzazione: san Tommaso d’Aquino è un teologo e studioso, che a distanza di secoli ha ancora molto da dire all’uomo contemporaneo. Per questo papa Francesco, nello scorso luglio, aveva inviato una lettera ai vescovi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, mons. Mariano Crociata, di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, mons. Gerardo Antonazzo, e di Frosinone-Veroli- Ferentino, mons. Ambrogio Spreafico, in occasione del VII Centenario della canonizzazione di san Tommaso:
Accompagnatori pazienti e misericordiosi dei fedeli separati
‘Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio’ (1 Pt 4,10).
L’opuscolo ‘Misericordia e giustizia. Una Chiesa in cammino: percorso di discernimento in foro interno’, realizzato con intelletto d’amore da don Emanuele Tupputi, responsabile diocesano del Servizio per l’accoglienza dei fedeli separati, è un dono per noi presbiteri confessori, chiamati ad accogliere, ad ascoltare e ad accompagnare, come ha ricordato papa Francesco il 25.3.2022 nel discorso ai partecipanti al 32^ corso sul foro interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica.
Il titolo richiama il salmo 84,11: ‘Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno’. Papa Francesco in ‘Amoris Laetitia’ 311 afferma che: “E’ vero, per esempio, che la misericordia non esclude la giustizia e la verità, ma anzitutto dobbiamo dire che la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio”.
Don Emanuele, mettendo al nostro servizio i suoi studi giuridici e la sua esperienza pastorale, con la sua ultima pubblicazione ci aiuta ad essere ‘buoni amministratori della multiforme grazia di Dio’, accompagnatori pazienti e misericordiosi dei fedeli separati per essere icona viva di Gesù Buon Pastore che si prende cura delle pecorelle inferme e volto materno della Chiesa, madre di misericordia e ad un tempo maestra di verità, come ci ha chiesto papa Francesco in ‘Amoris Laetitia’.
Ringrazio il confratello don Emanuele per la sua fatica giuridico-pastorale che –ne sono convinto- ci aiuterà ad accogliere e ad ascoltare con tenerezza i fedeli che incontreremo, “accompagnando, con tutta la prudenza, il discernimento e la carità di cui siamo capaci, al riconoscimento della verità e della volontà di Dio nella concreta esperienza del penitente” (Discorso pontificio citato), integrando nella Chiesa la gente, lasciando spazio alla “misericordia del Signore che ci stimola a fare il bene possibile” (AL 308).
L’opuscolo ci permetterà di farci compagni di viaggio dei fedeli, sull’esempio del Divino viandante che cammina con i discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35), promuovendo con coraggio ‘un nuovo catecumenato’, un catecumenato matrimoniale, un catecumenato permanente, “affinchè la coscienza dei battezzati sia aperta alla luce dello Spirito” (Papa Francesco, vedi Allegato La mancanza di fede può rendere nullo il matrimonio fra battezzati?).
Il messaggio pastorale dell’immagine di copertina ‘Donna al pozzo di Giacobbe’ di Sieger Koder ci sprona a “sostare al pozzo e dialogare con chi ha fatto i conti con il dolore, con il fallimento di un rapporto importante, con chi ha ancora voglia di immergersi nel dinamismo della grazia”, come afferma don Emanuele (pag. 20).
Ritengo utilissimo l’opuscolo, frutto di uno studio approfondito, attento e preciso, come emerge dalla ricca bibliografia e dalle numerose note.
Questo è il link: https://www.arcidiocesitrani.it/accoglienza/wp-content/uploads/sites/18/2022/04/TUPPUTI-MISERICORDIA-E-GIUSTIZIA-DISCERNIMENTO-IN-FORO-INTERNO.pdf
Pellegrinaggio all’ultimo martire di Tibhirine
‘Semplice, solenne, quasi gioioso’. Mi parla del rito di sepoltura di père Jean-Pierre, l’ultimo monaco sopravvissuto di Tibhirine. Anne me ne parla con quella freschezza di emozione, come fosse accaduto ieri… e sono passati quasi due anni. In tutti i presenti, – confessa, poi – vi era la consapevolezza, triste e serena, di seppellire l’ultimo pezzo della storia di Tibhirine.
Papa Francesco: la vocazione è missione
Oggi, IV Domenica di Pasqua, si celebra la 60^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, istituita nel 1964 da san Paolo VI, sul tema ‘Vocazione: grazia e missione’; per l’occasione papa Francesco ha inviato ai vescovi, ai sacerdoti, ai consacrati un messaggio, in cui ha spiegato il significato della Giornata:
Papa Francesco ha ricordato Benedetto XVI
“Prima di iniziare questa catechesi vorrei che ci unissimo a quanti, qui accanto, stanno rendendo omaggio a Benedetto XVI e rivolgere il mio pensiero a lui, che è stato un grande maestro di catechesi. Il suo pensiero acuto e garbato non è stato autoreferenziale, ma ecclesiale, perché sempre ha voluto accompagnarci all’incontro con Gesù. Gesù, il Crocifisso risorto, il Vivente e il Signore, è stata la meta a cui papa Benedetto ci ha condotto, prendendoci per mano. Ci aiuti a riscoprire in Cristo la gioia di credere e la speranza di vivere”: in questo modo papa Francesco ha ricordato ad inizio di udienza generale il papa emerito Benedetto XVI.
Papa Francesco racconta il presepe di san Francesco di Sales
Oggi nell’ultima udienza generale dell’anno papa Francesco ha ricordato il Natale vissuto da san Francesco di Sales a 400 anni dalla morte, prendendo spunto da alcuni suoi scritti: “Lui ha scritto tanto sul Natale. A questo proposito, ho il piacere di annunciare che oggi viene pubblicata la Lettera Apostolica che commemora tale anniversario. Il titolo è ‘Tutto appartiene all’amore’, riprendendo un’espressione caratteristica di san Francesco di Sales… E magari tutti noi potessimo andare su questa strada dell’amore, tanto bella”.
Accogliere: voce del verbo ‘sinodando’
Tempo fa, a un ritiro con tutto il presbyterium di una cinquantina di sacerdoti, il vescovo di Ginevra ci fece la sorpresa di far intervenire anche due attori. Dovevano mostrare come il parroco accoglie la gente. Scene particolari. Gustosissime. La risata da parte di tutti era scontata e anche sonora… Ma, subito dopo, nel retrobocca, rimaneva un’amarezza indicibile. ‘Quello ero io!’, veniva da pensare per molti!





























