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Giro dell’Italia che Dona: #10annidiDonoDay
L’Italia del Dono si dà appuntamento quest’anno nel cuore della Campania per la più grande festa del dono d’Italia, nell’anno del suo primo decennale, realizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con il CESVOLAB – CSV Irpinia Sannio ETS.
Sarà Pietrelcina (BN), il prossimo 3 ottobre, a ospitare le premiazioni dei diversi contest in occasione del mese del dono, ottobre 2025. Studenti da tutta Italia racconteranno la propria idea di dono, affiancati da Enti del Terzo Settore del territorio, Comuni, imprese virtuose e cittadini che, insieme, daranno vita a un grande evento all’insegna della solidarietà e della partecipazione civica. A rendere ancora più speciale l’edizione del decennale, la straordinaria presenza di Geronimo Stilton, che per la prima volta accompagnerà i ragazzi in questa avventura dedicata al valore del dono.
Il Giorno del Dono, forte di una partecipazione nazionale in continua crescita, invita tutti a partecipare all’edizione 2025 che colorerà tutto lo stivale con iniziative in settembre/ottobre ed avrà il suo centro in Irpinia Sannio Capitale Italiana del Dono 2025.
Oltre 500 studenti già iscritti da tutta Italia all’evento del 3 ottobre, più di 100 elaborati in gara e 113 scuole partecipanti: numeri che testimoniano il grande coinvolgimento del mondo scolastico e la forza creativa delle nuove generazioni, capaci di raccontare il valore del dono attraverso l’arte. Oltre 150 le iscrizioni già arrivate anche da parte di Comuni, associazioni e imprese per il prossimo Giorno del Dono, festa del dono e della donazione prevista per Legge il 4 ottobre di ogni anno.
Torna infatti l’appuntamento più amato da chi vuole costruire una cultura del dono concreta e condivisa: entra nel vivo il cantiere #DonoDay2025, il progetto culturale di respiro nazionale nato nel 2015 per disegnare ogni anno la mappa del Giro dell’Italia che Dona – #10annidiDonoDay.
Anche quest’anno il Giro prevede una partecipazione corale: tutti possono organizzare una o più iniziative dal 1° settembre al 31 ottobre, partecipando così ai contest disponibili sul sito www.giornodeldono.org. In settembre chi lo desidera potrà cercare l’iniziativa più vicina nella mappa del Giro dell’Italia che Dona e votarla sempre sulla piattaforma www.giornodeldono.org; i vincitori dei diversi contest verranno premiati nel corso delle celebrazioni del Giorno del Dono. Non si esauriscono qui le possibilità di prendere parte a #DonoDay2025: per tutte le categorie si può optare per l’adesione morale, dichiarando così di sottoscrivere i valori del Giorno del Dono e divenendo testimonial dell’iniziativa.
Promosso dall’Istituto Italiano della Donazione con il supporto di CESVOLAB, l’intero progetto nazionale Giorno del Dono si svolge nell’ambito del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio di ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Inoltre, tra fine settembre e inizio ottobre, Rai, Mediaset, La7 e Sky si sono resi disponibili a trasmettere gratuitamente lo spot “Donare rende felici” dedicato al Giorno del Dono. Tra le numerose media partnership confermate ricordiamo anche InBlu2000 e TV2000, Avvenire e Famiglia Cristiana. Novità 2025: la nuovissima media partnership di Ma Che Razza di Umani, il videopodcast che racconta storie di persone impegnate nel sociale, evidenziando il loro contributo nel migliorare la società attraverso azioni concrete e quotidiane.
Per il secondo anno consecutivo BPER Banca sostiene il Giorno del Dono contribuendo alla realizzazione dell’Osservatorio sul dono, fonte di riferimento per la cultura e la pratica del dono in Italia. “La nostra banca è ancora al fianco dell’Istituto Italiano della Donazione per sostenerne le attività nell’ambito del Giorno del Dono” – dichiara Daniele Pedrazzi, Responsabile di BPER Bene Comune. “Supportare questa ricerca significa investire nella comprensione dei comportamenti solidali, per promuovere in modo diffuso la consapevolezza e la cultura del dono in tutte le sue forme tra i cittadini e le organizzazioni non profit. E’ con questo intento che BPER accompagna la crescita del Terzo Settore tramite BPER Bene Comune, l’insieme di competenze, servizi e soluzioni dedicati, con l’obiettivo di generare valore economico e sociale per la comunità anche attraverso la creazione di alleanze concrete sui territori”.
Anche Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (Fondazione CRC) conferma e rafforza il suo impegno sul territorio per la diffusione del Giorno del Dono per l’edizione del decennale: il 17 ottobre i giovani saranno protagonisti di un evento in provincia di Cuneo a loro dedicato che darà voce alle tante storie di dono del territorio.
Ricchissimo il parterre di patrocini e partner dell’iniziativa: oltre al sostegno di BPER Banca e di Fondazione CRC ricordiamo i partner tecnici che quest’anno regaleranno i premi ai vincitori dei contest. Primo fra tutti Esse Due S.a.s., partner del Giorno del Dono dal 2019, che donerà supporti tecnologici per la didattica, affiancato per la prima volta da numerosi nuovi partner: Jobiri.com, la prima piattaforma online basata su intelligenza artificiale per l’orientamento ed il supporto automatizzato alla ricerca lavoro; Mad Pumpkins, collettivo specializzato in education e storytelling interattivo; Matific, piattaforma che promuove un’educazione matematica innovativa e di qualità; Associazione il Tarlo, che realizzerà a mano trottole in legno dedicate al Giorno del Dono.
Per la prima volta il Giorno del Dono ha al suo fianco anche la Fondazione Geronimo Stilton quale partner tecnico e di progetto che, nell’anno del 25^ compleanno del topo-giornalista, renderà ‘stratopico’ anche #10annidiDonoDay. Sottolinea Elisabetta Dami, ideatrice di Geronimo: “Come autrice di libri per ragazzi e mamma di Geronimo Stilton, nato mentre facevo volontariato in ospedale, da 25 anni attraverso le storie che scrivo cerco di donare un sorriso a tutti i ragazzi e di trasmettere valori sani di vita, come il rispetto della natura, delle persone, delle istituzioni e della pacifica convivenza tra i popoli. Le piccole azioni quotidiane e il rispetto contribuiscono alla crescita di noi tutti ed ecco perché ritengo importante la collaborazione con l’Istituto Italiano della Donazione e tutti coloro che sono attivi nel donare al prossimo”.
Numerosi gli appuntamenti in settembre/ottobre: si inizia il 24 settembre a Milano con l’evento in collaborazione con BPER Banca con la presentazione dei dati relativi all’Osservatorio sul dono, la più longeva indagine sulla raccolta fondi in Italia. Si entrerà poi nel vivo degli eventi Irpinia Sannio Capitale Italiana del Dono 2025 che avrà il suo centro a Pietrelcina: la premiazione dei vincitori si svolgerà il 3 ottobre, con un grande evento dedicato alle scuole (cliccare qui per iscriversi all’evento); il giorno successivo, il 4 ottobre, Pietrelcina ospiterà l’evento istituzionale nazionale che celebra i 10 anni della Legge 110/15, la norma che ha istituito in Italia – unico Paese al mondo – il 4 ottobre di ogni anno quale Giorno del Dono, festa nazionale del dono e della donazione in tutte le sue forme. A seguire, un grande appuntamento di piazza animerà il centro cittadino coinvolgendo le associazioni locali e i cittadini, sempre con il supporto del CESVOLAB.
Dopo il già citato evento in collaborazione con Fondazione CRC che si terrà in provincia di Cuneo il prossimo 17 ottobre, il mese del dono si concluderà con un ultimo evento chiave a Pietrelcina: il 24 ottobre verranno presentati i dati campani dell’Osservatorio sul Dono, la fotografia dello stato di salute del dono e della donazione nel territorio Irpinia Sannio. Tutte le informazioni su #DonoDay2025 sono disponibili su www.giornodeldono.org e www.istitutoitalianodonazione.it.
L’ideologia (e l’inflazione) dei diritti dell’uomo
Oggi ricorre uno dei numerosi anniversari (108 quelli disseminati durante tutto l’anno secondo il ‘Calendario dei Diritti Umani’ del Consiglio d’Europa) pensati per ‘sensibilizzare’, “celebrare”, ‘formare’, ‘stimolare la consapevolezza’, ‘realizzare azioni progettuali’… sui diritti dell’uomo. L’8 aprile, infatti, è la Giornata mondiale dei Rom, una ricorrenza istituita nel 1990 per celebrare la cultura e stigmatizzare le discriminazioni nei confronti di quel popolo che, con termine spregiativo, è conosciuto dai più come ‘zingaro’.
Degna sicuramente di nota in ricorrenze come l’odierna è l’azione di formazione e informazione storica e culturale volta a fare memoria del fatto che anche i Rom, come gli ebrei, i disabili, i dissidenti politici… furono vittime dell’Olocausto nazionalsocialista. Da quando però nel 1945 l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) fu costituita ‘per riaffermare la fiducia nei diritti umani, nella dignità e nel valore della persona umana’ e nel 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di tutte queste iniziative, obiettivamente, si è perso il conto con tutte le conseguenze del caso riguardo alla loro efficacia e utilità.
Il discorso complessivo sui diritti dell’uomo non può, a questo riguardo, prescindere da quello sull’ideologia dei diritti che, negli ultimi decenni soprattutto, ha causato un’inflazione tale di iniziative, campagne, rivendicazioni etc. che hanno finito per generare un quadro giuridico contraddittorio.
Pensiamo per esempio alla rivendicazione del ‘diritto’ all’aborto assieme a quello alla vita, oppure il diritto al lavoro e quello al tempo libero o, infine, quello all’uguaglianza che va di pari passo con la richiesta di riconoscere ogni tipo di diversità. La prospettiva che ne deriva è quella del caos o, in alternativa, quella del relativismo. Oltretutto, come denunciato da ultimo dal filosofo e politologo francese Alain de Benoist, i ‘diritti dell’uomo’ sono diventati ormai un termine passe-partout, usato per demonizzare gli avversari, emettendo scomuniche dal sapore pseudo-religioso.
Nelle interviste raccolte nel libro ‘L’ideologia dei diritti dell’uomo’ (Bietti editrice, Milano 2023), de Benoist invita a ricollocarli nel contesto storico nel quale sono stati formulati, segnato dall’irruzione della borghesia mercantilistica e dall’aurora della modernità liberal connotata da individualismo, utilitarismo e contraddizioni epocali. Contraddizioni poi trasfuse in quella dei diritti dell’uomo che è diventata una delle ultime religioni laiche del nostro tempo.
Come noto, i diritti umani sono stati solennemente ‘dichiarati’ in diverse occasioni, spesso come preambolo alle carte costituzionali di cui tra la fine del Seicento e il Ventesimo secolo si sono dotati tutti i Paesi europei, americani e infine quelli di tutto il mondo. Ma questa loro ‘positivizzazione’ cosa ha comportato? Innanzitutto, che la parola ‘diritto’ è connessa sempre alla legislazione statale o internazionale. Alcuni fra i più illuminati giuristi, filosofi e politici anche contemporanei ritengono però che le leggi non possano essere giuste se non discendono da un senso di giustizia universale.
Non discendano, quindi, da principi morali-giuridici espressione di quel diritto naturale inscritto nella stessa natura umana. Se la ‘bussola’ del diritto naturale smette di fare da criterio per il diritto positivo, l’inflazione e la contraddittorietà dei diritti dell’uomo è la conseguenza logica. Senza il riconoscimento di un fondamento oggettivo, naturale, ontologico, la ‘teoria dei diritti umani’ si presta (come accaduto fin dalle sue prime formulazioni del resto) a utilizzi strumentali, politici e, quindi, alla fine ideologici.
Anzitutto sono i due presupposti distintivi dei diritti umani ‘originati’ nel XX secolo ad averli resi socialmente e politicamente friabili, ovvero il loro carattere individualistico e soggettivistico. Entrambi hanno posto le basi della strumentalizzazione considerando l’uomo come individuo astratto al di fuori dei suoi legami sociali, religiosi e familiari. Che se ne fa l’uomo concreto e reale della sua proprietà senza che i suoi beni siano godibili dalla sua famiglia? Che senso ha per lui essere libero, quando i membri del suo popolo non lo sono? Che vita può essere la sua senza quella dei suoi affetti, o senza poter adorare il suo Dio?
E quando in nome dei ‘diritti dell’uomo’ si distruggono le culture autoctone, introducendo i soli deteriori stili di vita occidentali, come sorprendersi che i popoli così profondamente violentati nella loro identità e specificità non si ribellino? Come denunciato dal già citato de Benoist, vi sono alcune evidenze nella società globale di oggi difficilmente contestabili che documentano le contraddizioni e derive dell’ideologia dei diritti umani.
Anzitutto, il risultato più appariscente di questa ideologia dominante dei diritti è la distruzione morale e giuridica dei rapporti familiari e di quelli religiosi. Entrambi sono destinati a scomparire praticamente con l’imposizione nelle leggi e nelle giurisprudenze dell’individualismo liberal con il conseguente deterioramento dei legami umani in generale.
Questa deriva è suggellata dalla corruzione del significato delle parole che utilizziamo. Nel senso che alle parole non si dà più il senso che hanno. Questo sta succedendo negli ultimi decenni con la teoria del genere [gender] o con quella del razzismo sistematico [Critical Race Theory]. Con l’imporsi di queste ideologie alcuni temi e parole che siamo abituati ad avere care in quanto ereditate dalle nostre tradizioni divengono proibite e motivo di ‘colpevolezza’ o, meglio, d’imputabilità.
Sì, perché la caratteristica peculiare di queste due ideologie è che non inducono solo effetti sociali e politici ma anche giuridici. E’ questo uno dei fattori principali che hanno scatenato il caos e, quindi, l’inflazione e contraddittorietà dei diritti dell’uomo.
A Roma la Giornata mondiale dei Bambini e delle Bambine
“Si avvicina la vostra prima Giornata Mondiale: sarà a Roma il 25 e 26 maggio prossimo. Per
questo ho pensato di mandarvi un messaggio, sono felice che possiate riceverlo e ringrazio tutti
coloro che si adopereranno per farvelo avere. Lo rivolgo prima di tutto a ciascuno personalmente, a
te, cara bambina, a te, caro bambino, perché ‘sei prezioso’ agli occhi di Dio, come ci insegna la
Bibbia e come Gesù tante volte ha dimostrato.
Allo stesso tempo questo messaggio lo invio a tutti, perché tutti siete importanti, e perché insieme, vicini e lontani, manifestate il desiderio di ognuno di noi di crescere e rinnovarsi. Ci ricordate che siamo tutti figli e fratelli, e che nessuno può esistere senza qualcuno che lo metta al mondo, né crescere senza avere altri a cui donare amore e da cui ricevere amore”.
Con questa lettera papa Francesco ha invitato bambini e bambine a Roma sabato 25 e domenica 26
maggio per l’incontro internazionale organizzato dal Dicastero per la cultura e l’educazione, in cui
sono attesi più di 100.000 bambini e ragazzi da più di 100 Paesi, come ha detto p. Enzo Fortunato,
coordinatore della prima Giornata mondiale dei bambini (Gmb):
“Ad oggi abbiamo già 57.555 iscritti. E’ un dato sorprendente, che crescerà. Vorrei ringraziare il Papa per il Messaggio che ci ha donato per la Giornata, che porta dentro il segreto della felicità: l’incontro con Gesù. Sarà un messaggio per il mondo”.
Mentre Stella Cervogni, responsabile delle delegazioni estere della Gmb, ha spiegato che saranno
invitati anche i bambini di altre religioni: “Ci saranno bimbi musulmani e buddisti, presenze che
saranno testimonianza visibile del mondo di pace che vorremmo”.
Nel messaggio papa Francesco ha sottolineato che i bambini e le bambine sono la ‘gioia’ anche
della Chiesa: “Così tutti voi, bambine e bambini, gioia dei vostri genitori e delle vostre famiglie,
siete anche gioia dell’umanità e della Chiesa, in cui ciascuno è come un anello di una lunghissima
catena, che va dal passato al futuro e che copre tutta la terra”.
E’ stato anche un invito ad ascoltare i propri familiari ed a non dimenticare chi ‘soffre’: “Per questo
vi raccomando di ascoltare sempre con attenzione i racconti dei grandi: delle vostre mamme, dei
papà, dei nonni e dei bisnonni!
E nello stesso tempo di non dimenticare chi di voi, ancora così piccolo, già si trova a lottare contro
malattie e difficoltà, all’ospedale o a casa, chi è vittima della guerra e della violenza, chi soffre la
fame e la sete, chi vive in strada, chi è costretto a fare il soldato o a fuggire come profugo, separato
dai suoi genitori, chi non può andare a scuola, chi è vittima di bande criminali, della droga o di altre
forme di schiavitù, degli abusi.
Insomma, tutti quei bambini a cui ancora oggi con crudeltà viene rubata l’infanzia. Ascoltateli, anzi
ascoltiamoli, perché nella loro sofferenza ci parlano della realtà, con gli occhi purificati dalle
lacrime e con quel desiderio tenace di bene che nasce nel cuore di chi ha veramente visto quanto è
brutto il male”.
‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose’, brano dell’Apocalisse scelto come titolo dal papa per questa
giornata: “Queste parole ci invitano a diventare agili come bambini nel cogliere le novità suscitate
dallo Spirito in noi e intorno a noi. Con Gesù possiamo sognare un’umanità nuova e impegnarci per
una società più fraterna e attenta alla nostra casa comune, cominciando dalle cose semplici, come
salutare gli altri, chiedere permesso, chiedere scusa, dire grazie.
Il mondo si trasforma prima di tutto attraverso le cose piccole, senza vergognarsi di fare solo piccoli passi. Anzi, la nostra piccolezza ci ricorda che siamo fragili e che abbiamo bisogno gli uni degli altri, come membra di un unico corpo”.
Inoltre ha ricordato che la felicità deve essere condivisa: “E c’è di più. Infatti, care bambine e cari
bambini, da soli non si può neppure essere felici, perché la gioia cresce nella misura in cui la si condivide: nasce con la gratitudine per i doni che abbiamo ricevuto e che a nostra volta partecipiamo agli altri.
Quando quello che abbiamo ricevuto lo teniamo solo per noi, o addirittura facciamo i capricci per avere questo o quel regalo, in realtà ci dimentichiamo che il dono più grande siamo noi stessi, gli uni per gli altri: siamo noi il ‘regalo di Dio’. Gli altri doni servono, sì, ma solo per stare insieme. Se non li usiamo per questo saremo sempre insoddisfatti e non ci basteranno mai”.
Ed ha elencato alcuni luoghi in cui si può stare insieme felicemente: “Pensate ai vostri amici: com’è
bello stare con loro, a casa, a scuola, in parrocchia, all’oratorio, dappertutto; giocare, cantare,
scoprire cose nuove, divertirsi, tutti insieme, senza lasciare indietro nessuno. L’amicizia è
bellissima e cresce solo così, nella condivisione e nel perdono, con pazienza, coraggio, creatività e
fantasia, senza paura e senza pregiudizi”.
Infine in preparazione di questa giornata mondiale papa Francesco ha invitato a non dimenticare la
preghiera: “E adesso voglio confidarvi un segreto importante: per essere davvero felici bisogna
pregare, pregare tanto, tutti i giorni, perché la preghiera ci collega direttamente a Dio, ci riempie il
cuore di luce e di calore e ci aiuta a fare tutto con fiducia e serenità.
Anche Gesù pregava sempre il Padre. E sapete come lo chiamava? Nella sua lingua lo chiamava semplicemente Abbà, che significa Papà. Facciamolo anche noi! Lo sentiremo sempre vicino”.
In particolare la preghiera del Padre nostro: “Care bambine e cari bambini, sapete che a maggio ci
troveremo in tantissimi a Roma, proprio con voi, che verrete da tutto il mondo! E allora, per
prepararci bene, vi raccomando di pregare usando le stesse parole che Gesù ci ha insegnato: il Padre
nostro.
Recitatelo ogni mattina e ogni sera, e poi anche in famiglia, con i vostri genitori, fratelli, sorelle e nonni. Ma non come una formula, no! Pensando alle parole che Gesù ci ha insegnato. Gesù ci chiama e ci vuole protagonisti con Lui di questa Giornata Mondiale, costruttori di un mondo nuovo, più umano, giusto e pacifico”.
Le iniziative della Caritas di Ugento-Santa Maria di Leuca per la giornata mondiale dei poveri
La Caritas diocesana di Ugento – S. Maria di Leuca comunica che oggi si svolge la VII Giornata Mondiale dei Poveri, istituita nel 2016 da Papa Francesco, al termine del Giubileo della Misericordia.
Nei giorni precedenti al 19 novembre, ogni Comunità parrocchiale della Diocesi si è preparata a vivere la giornata con l’Adorazione Eucaristica. Sempre nella stessa giornata saranno promosse alcune iniziative per coinvolgere tutte le comunità a non distogliere lo sguardo dai poveri, anzi a guardarli con simpatia ed attenzione, a partire dalle ore 13.00, saranno diverse le iniziative che si svolgeranno nel territorio diocesano, un pranzo di convivialità verrà organizzato nelle quattro foranie: Forania di Leuca, presso la Casa della Convivialità ‘Don Tonino Bello’ ad Alessano (Comunità parrocchiali di Alessano, Gagliano del Capo, Castrignano del Capo e Patù) – Forania di Taurisano, presso la Sala Oratorio San Francesco a Ruffano (Comunità parrocchiali di Taurisano, Ruffano, Supersano, Miggiano, Montesano Salentino e Specchia)- Forania di Tricase, presso la Locanda della fraternità presso la Maior Charitas a Tricase(Comunità parrocchiali di Tricase, Tiggiano e Cosano) – Forania di Ugento, presso la Sala Oratorio della Parrocchia di S. Giovanni Bosco (Comunità parrocchiali di Ugento, Presicce – Acquarica, Salve e Morciano di Leuca).
Come ricorda don Lucio Ciardo, Direttore della Caritas diocesana: “Non dobbiamo mai dimenticarci degli ultimi, i carcerati sono tra questi” sarà prestata attenzione, anche alla condizione dei detenuti, infatti oggi sarà raccolto materiale per l’igiene personale: saponi, spazzolini, dentifrici, shampoo, bagnoschiuma, che farà pervenire ai detenuti più fragili della Casa Circondariale di Lecce a Borgo San Nicola.
Don Lucio Ciardo, Direttore della Caritas diocesana, nella lettera inviata ai sacerdoti, ai religiosi e ai fratelli laici, in occasione della ‘VII Giornata Mondiale dei Poveri’, scrive: “Papa Francesco ha pubblicato il messaggio, per questa giornata: “Non distogliere lo sguardo dal povero”. Queste parole sono prese dal libro di Tobia al capitolo quarto.
E’ un piccolo libro contenuto nella Bibbia, dal quale il compianto vescovo, mons. Vito De Grisantis, trovò lo spunto per indire una giornata, il 14 marzo 2010, per raccogliere un fondo-Progetto Tobia- a sostegno dei giovani disoccupati e delle persone che perdevano il lavoro. L’impegno a non distogliere lo sguardo dai poveri portato avanti dalla Fondazione De Grisantis, braccio operativo della Caritas diocesana, ha fatto avviare 85 attività lavorative, sostenute 62 famiglie, garantendo complessivamente 1.924.331,91 di euro di prestiti.
Oggi, c’è il rischio di distogliere lo sguardo, girarsi con fastidio dall’altra parte, assumere un atteggiamento di indifferenza incattivita: è la tentazione che può prendere il sopravvento in tanti di noi di fronte a quel fiume di povertà, come lo chiama il Papa nel suo messaggio, che sta allagando le nostre piccole comunità e rischia di straripare. “Quel fiume sembra travolgerci, tanto il grido dei fratelli e delle sorelle che chiedono aiuto, sostegno e solidarietà si alza sempre più forte”.
Con una sfacciataggine che fa quasi tenerezza il Papa ci fa una proposta ‘oscena’ di invitare a pranzo una persona povera incontrata per strada proprio la domenica, 19 novembre 2023, della Giornata mondiale. Ancora il Papa ci invita a leggere il momento presente alla luce …. della parabola del buon samaritano (cfr Lc 10,25-37) che non è un racconto del passato, interpella il presente di ognuno di noi. Delegare ad altri è facile; offrire del denaro perché altri facciano la carità è un gesto generoso; coinvolgersi in prima persona è la vocazione di ogni cristiano”.
Ma chi è questo poveraccio, italiano o immigrato? Sono persone che chiedono non solo qualcosa, ma chiedono di entrare in relazione con noi, vogliono stare un po’ con noi. Nei vari servizi che via via stiamo avviando sia direttamente, come Caritas diocesana e sia attraverso le Caritas parrocchiali deve emergere: l’azione comunitaria di inclusione delle persone che usufruiscono dei nostri servizi, cioè quello di conoscere le persone e farle sentire a casa nelle nostre comunità.
Papa Francesco augura che, “possa svilupparsi la solidarietà e sussidiarietà di tanti cittadini che credono nel valore dell’impegno volontario di dedizione ai poveri. Si tratta certo di stimolare e fare pressione perché le pubbliche istituzioni compiano bene il loro dovere; ma non giova rimanere passivi in attesa di ricevere tutto “dall’alto”: chi vive in condizione di povertà va anche coinvolto e accompagnato in un percorso di cambiamento e di responsabilità”.
I ragazzi ‘del dono’ si danno appuntamento a Palermo: al via la 9^ edizione del Giorno del Dono
Studenti, dall’infanzia alla secondaria, pronti a raccontare la propria idea di dono, ma anche ragazzi in carico ai Servizi minorili della Giustizia, associazioni del territorio, Comuni e imprese virtuose: l’appuntamento è per tutti a Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa il prossimo 4 ottobre per la più grande festa del dono d’Italia realizzata in collaborazione con CeSVoP, il Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo.



























