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Marina Pupella, giornalista alla ricerca della Verità
Marina Pupella giornalista e insegnante palermitana, è una cercatrice di Verità. Le abbiamo fatto alcune domande. Tu hai scelto di essere una giornalista e vai spesso all’estero a tue spese per fare dei servizi: perché?
“Sin da ragazza avevo una grande curiosità, amavo la ricerca e desideravo andare a fondo nelle cose. Non mi bastavano le semplici risposte: desideravo arrivare da sola a capire i perché e i come degli eventi. Se a questo aggiungi l’amore per la verità, qualunque essa sia, allora diventare giornalista è stata la mia scelta naturale, parafrasando quel che mi disse una volta il mio professore di letteratura inglese all’Università di Palermo.
Vado spesso all’estero, a mie spese, perché credo che per comprendere davvero una crisi o un conflitto sia fondamentale essere sul posto, parlare con i testimoni e osservare direttamente le dinamiche e le persone coinvolte. Solo così posso riportare la realtà in modo accurato, imparziale e umano, dando voce a chi non ce l’ha, arrivando persino a condividerne il dolore.
Ho dormito nei campi profughi in Libano per capire i disagi di centinaia di migliaia di sfollati, che vivono in quel limbo anche per anni, fino alla morte. Il giornalismo, per me, è diventato uno strumento per far conoscere verità importanti, popoli demonizzati per creare consapevolezza, anche se questo richiede sacrifici personali.
Andare in zone di guerra oggi sembra quasi una normalità, ma ricordo ancora la paura della prima volta. Prima di partire per un’area di guerriglia tra il Pkk e il governo turco, incontrai per caso, nella Cattedrale di Palermo, fratel Biagio Conte. Gli confidai che sarei partita da sola in un teatro di crisi e gli espressi le mie preoccupazioni. Lui, con i suoi occhi sempre sorridenti, mi disse: ‘Sorellina, non sei sola, avrai con te il migliore compagno che un uomo possa desiderare‘. Quelle parole mi hanno portato fortuna e accompagnato fino a oggi”.
In che direzione cammina il giornalismo attuale?
“Non è messo molto bene, fra fake news, AI e notizie che vengono date in fretta e talvolta senza verificare fonti e fatti. Il settore sta affrontando sfide significative: calo delle vendite, diminuzione dei lettori e perdita di fiducia nei confronti dei giornalisti. In questo contesto, la credibilità e l’indipendenza dei reporter diventano fondamentali. Il nostro compito non è solo raccogliere le informazioni, ma essere una bussola affidabile per i cittadini, orientandoli nella complessità degli eventi e guidandoli verso la verità o le verità….”
Tu sei anche insegnante, come coniughi queste tue vocazioni?
“Giornalismo e insegnamento per me vanno di pari passo. Racconto agli studenti le mie esperienze sul campo, molto filtrate ovviamente, per far capire il valore della pace e quanto le guerre ci insegnino ad apprezzare le piccole cose. Così posso mostrare loro quanto siano fortunati ad avere una scuola, dei banchi, dei compagni e tutto ciò che spesso diamo per scontato”.
Famiglia, affetti, come curi queste tematiche?
“Non sono sposata e non ho figli, quindi già questo mi alleggerisce dalle responsabilità. Ma mi sono sempre presa cura di mia madre, che era molto malata: è stata la persona che più di tutti ha creduto in me e mi ha dato la forza di affrontare ogni sfida. Le devo il coraggio, la resilienza e la sensibilità verso gli ultimi, gli invisibili… sono doni che mi ha lasciato in eredità. Poi ci sono i miei fratelli, Vittorio soprattutto, mi accompagna, mi viene a riprendere in aeroporto con i suoi immancabili litri di disinfettante! Sta in ansia fino a quando non rientro in Italia”.
(Tratto dal sito l’altroparlante)
Maimone, Coordinatore Italia RMTR: Mi ispiro alla Chiesa del dialogo di Papa Francesco e alla Chiesa missionaria di Papa Leone XIV
La Rete Mondiale del Turismo Religioso – World Religious Tourism Network www.tourismandsocietytt.com/red-mundial-turismo-religioso (RMTR) ha nominato il giornalista e comunicatore Biagio Maimone, Coordinatore Nazionale per l’Italia della Rete. Maimone è Direttore dell’Ufficio stampa dell’Associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, il cui presidente è mons. Yoannis Lahzi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco. Attraverso le iniziative dell’Associazione Maimone ha richiamato, mediante il giornalismo, alla necessità di far vivere il dialogo interreligioso e il dialogo interculturale, la pace e la solidarietà.
La sua attività a favore dell’Associazione si qualifica nei termini di attività di comunicazione a favore dei bambini poveri ed ammalati dell’Egitto. L’Associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’ è stata fondata in seguito alla sottoscrizione del Documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’ da parte di Sua Santità Papa Francesco e da parte del Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, in data 4 febbraio 2019.
Il suddetto Documento ha dato vita a numerosi frutti, tra i quali la realizzazione della Casa della Famiglia Abramitica, edificata nella città di Abu Dhabi, che è uno tra i progetti più rilevanti in quanto pone le basi del dialogo interreligioso creando uno spazio fisico, un territorio comune su cui sono stati edificati tre luoghi di culto diversi (una Chiesa, una Sinagoga e una Moschea), posti l’uno accanto all’altro, in ciascuno dei quali si praticano religioni diverse, le quali si interfacciano reciprocamente per dialogare su ogni tema della vita religiosa ed umana.
Biagio Maimone ha frequentato il corso triennale di spiritualità francescana nel Convento Sant’Angelo di Milano ed è soprannominato ‘il giornalista dei poveri’ per aver offerto, nel corso degli anni, servizi di comunicazione a persone che vivevano in situazioni di disagio economico, segnalandole all’opinione pubblica.
“Per la Rete Mondiale del Turismo Religioso la nomina di Biagio Maimone costituisce un passo decisivo finalizzato al rafforzamento della propria presenza istituzionale e operativa in Europa. La nomina segna una pietra miliare significativa per la crescita dell’organizzazione” hanno dichiarato all’unisono la General Manager Pilar Valdés Arroyo e la Direttrice territoriale per Europa Edit Székely della Rete Mondiale del Turismo Religioso, che è presente in 18 Paesi ed è nata con lo scopo di promuovere il turismo e la cultura religiosa in diverse Regioni e Paesi come mezzo di dialogo interreligioso e interculturale, sviluppo territoriale e rafforzamento del patrimonio spirituale.
La missione della Rete è, inoltre, promuovere il rispetto delle diversità religiose e contribuire allo sviluppo sostenibile di luoghi in cui si svolgono esperienze spirituali e religiose. Il turismo religioso e spirituale è un ponte che favorisce il dialogo tra culture e credenze diverse al fine di promuovere l’unità tra le persone e la valorizzazione delle differenze. La Rete si impegna per diffondere i principi della sostenibilità, dell’etica e del rispetto, affermandosi come strumento essenziale per un turismo più inclusivo, arricchente e responsabile.
“Biagio Maimone, il quale ha una vasta esperienza nell’ambito della comunicazione, della cultura e dell’impegno sociale, è ampiamente riconosciuto per il suo lavoro nei media, per i suoi progetti umanitari e per i suoi eventi di ispirazione religiosa e sociale. La sua nomina reca con sé non solo una conoscenza del settore, ma anche una sensibilità profondamente allineata ai valori della Rete Mondiale del Turismo Religioso.
Biagio Maimone ha ricoperto incarichi in diverse organizzazioni che promuovono la solidarietà, la cultura e la spiritualità” ha asserito, inoltre, Edit Székely. Nei prossimi mesi Biagio Maimone darà vita all’Associazione ‘Progetto di Vita e Umanità’, che pone la comunicazione al servizio degli ultimi e degli indifesi. Ha scritto il testo “La comunicazione creativa per lo sviluppo socio-umanitario”, con cui ha posto in luce l’importanza vitale della parola, capace di creare relazioni vitali, se usata facendo appello alle corde del cuore umano, e di sanare quelle lacerazioni che arrestano lo sviluppo umano.
Egli esorta, pertanto, a prediligere e a trasmettere la parola amabile, creativa di quel dialogo che fa vivere le differenze in uno spazio senza confini in cui domina la bellezza spirituale, che a tutti riconosce lo splendore della propria dignità umana.
La Rete Mondiale del Turismo Religioso ha particolarmente apprezzato il suo impegno volto a diffondere il messaggio spirituale, nonché la sua capacità di tradurlo in proposte concrete che abbiano un impatto sulla realtà.
La sua visione del turismo religioso come strumento di dialogo interculturale è pienamente in linea con gli obiettivi della Rete, che tendono a rivitalizzare le mete del pellegrinaggio e a promuovere un turismo consapevole, sostenibile e profondamente spirituale.
Biagio Maimone ha affermato : “Accetto questa nuova sfida con onore, con il profondo desiderio di contribuire a creare una Rete che guardi all’anima dei popoli, alle loro radici spirituali e alla possibilità di costruire ponti di fratellanza. Solidarietà, Sostenibilità e Spiritualità: è questa la trilogia del futuro dell’umanità.
L’Italia è una nazione che pone in evidenza la sua religiosità mediante innumerevoli chiese, monumenti, cattedrali, percorsi spirituali, processioni e ricorrenze, presenti in ogni regione e in ogni paese, anche di piccole dimensioni. L’Italia è una nazione che richiama milioni di turisti per le sue bellezze, per la sua storia, per la sua religiosità espressa ovunque. Le nostre Chiese, gli affreschi, le sculture ed ogni altra opera, a cui i nostri artisti hanno dato vita, da sempre, sono espressione di un vigoroso sentimento di fede diffuso nella popolazione.
Anche le opere letterarie di eminenti scrittori, come Manzoni, sono testimonianza di profonda fede cristiana. Le nostre città irradiano una cultura religiosa forte e vigorosa e, per tale motivazione, l’Italia costituisce un baluardo prezioso per la diffusione del turismo religioso che può accedere ai preziosi tesori che la fede cristiana ha disseminato nei suoi territori. Possiamo definire il turismo religioso con il termine ‘Turismo dell’Anima’, in quanto veicola la cultura della bellezza, dello spirito e dei valori profondamente morali ed estetici nel contempo.
Pertanto l’Italia è il Paese che più di tutti gli altri può sviluppare il turismo religioso per essere espressione della cultura della bellezza artistica che esprime i valori depositati nell’animo umano, che si collegano ai valori espressamente spirituali della fede cristiana. Favorire questa forma di turismo significa avvicinarsi alla bellezza che Dio ci ha regalato, che manifesta la sua presenza e la sua impronta sulla terra, in quanto essa consente l’incontro con la spiritualità di coloro che a tale forma di turismo partecipano”.
A Palermo eletto il Consiglio direttivo provinciale UCSI
E’ Roberto Immesi il nuovo presidente dell’Ucsi Palermo, sezione provinciale dell’’nione cattolica stampa italiana, l’associazione riconosciuta dalla Cei che dal 1959 riunisce i giornalisti e i comunicatori cattolici. Nel corso dell’assemblea che si è tenuta ieri pomeriggio al Palazzo Arcivescovile di Palermo, è stato eletto il Consiglio direttivo per il quadriennio 2025/2029:
“Ringrazio i colleghi per la fiducia – ha detto Immesi – e in particolar modo il presidente uscente Michelangelo Nasca, a cui dobbiamo il rilancio della sezione di Palermo. Nel corso dei suoi due mandati, dal 2016 a oggi, l’Ucsi è cresciuta e si è consolidata. Viviamo in una società in continua trasformazione che pone sfide importanti al mondo del giornalismo: l’Ucsi può offrire un contributo importante e originale in termini di proposte e riflessioni che partono da un punto di vista cristiano, con particolare attenzione alla deontologia e all’etica di chi fa comunicazione”.
Roberto Immesi, giornalista pubblicista dal 2008, accolito, è Revisore dei Conti all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e collabora con LiveSicilia, Radio Spazio Noi e PortadiServizio. La vice presidente è Adele Di Trapani, consigliera regionale dell’Ucsi, docente di Teologia Morale e Bioetica, collaboratrice di varie testate fra cui Radio Spazio Noi e PortadiServizio. Mauro Faso, nominato segretario, è giornalista televisivo e Responsabile della comunicazione regionale della Croce Rossa Italiana.
L’incarico di tesoriere è stato affidato a Michelangelo Nasca, vaticanista, docente di Teologia Dogmatica, presidente di Radio Spazio Noi (emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo) e direttore di PortadiServizio. Completano il Consiglio direttivo provinciale Giovanni Azzara, giornalista di Radio Spazio Noi, direttore de “Il Cefalino” (testata della Diocesi di Cefaù), vice direttore di Esperonews e collaboratore di Gds e Tgs; Luigi Perollo, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali – ufficio stampa dell’Arcidiocesi di Palermo; Riccardo Rossi, giornalista, Piccolo Figlio della Divina Volontà di Palermo e missionario laico.
Vi racconto come io e Carlo Acutis siamo diventati amici…
Esiste un prima e un dopo, nella mia vita, rispetto a quando il prossimo santo, Carlo Acutis, ha iniziato a farne parte. Ad oggi, maggio 2025, mi guardo indietro e penso alla straordinaria avvenuta che sto vivendo insieme a lui, non per merito, ma per grazia. Per grazia, dico, perché da anni sto girando l’Italia, incontrando centinaia di giovani, presentando i libri che ho scritto su di lui, ma se mi chiedono: ‘Quando hai pensato di scrivere di Carlo?’, la mia risposta è: ‘Mai’.
Tutto è iniziato nel dicembre 2016. Ero appena stata rifiutata da un posto di lavoro, dove, fatto il colloquio, in totale onestà, avevo detto di essere incinta. Questo mi è costata l’esclusione da quella posizione. Non avevano alcuna intenzione di assumere una donna in stato di gravidanza. E, d’altronde, chi lo fa? Le rare volte in cui accade, la notizia finisce addirittura sul giornale. Invece di essere la normalità, è un caso davvero eccezionale.
Succede spesso nel nostro Paese, lo so, ma ricordo che all’inizio rimasi malissimo per quella porta chiusa. Era come se Dio mi tradisse. Io mi ero fidata, mi ero aperta subito alla vita, giovane, appena sposata. Avrei potuto aspettare, fare meglio i miei calcoli. Invece, avevo deciso di fidarmi della Provvidenza. Ed, adesso, quel no, pesava.
Sarei mai riuscita a realizzare il sogno di essere madre e, al tempo stesso, lavorare nell’ambito della comunicazione, della scrittura, del giornalismo, per cui avevo studiato? Quel posto di lavoro sembrava perfetto per me e io lo stavo perdendo… Passai due settimane di desolazione. Ero felicissima di diventare madre, ma, al tempo stesso, mi sentivo demoralizzata. Avevano ragione: se diventi madre giovane, devi fare tante rinunce personali.
In quel momento, però, arrivò la richiesta della Mimep, con cui avevo pubblicato il mio primo romanzo, ma, inizialmente, senza particolare successo. Mi dissero: ‘Ti va di scrivere un romanzo su Carlo Acutis?’ Non vi nascondo che avrei potuto rispondere: ‘Carlo chi?’ Era abbastanza conosciuto, soprattutto al Nord Italia, ma non come adesso e io, sinceramente, lo aveva a malapena sentito nominare. Tuttavia, scrivere era la mia passione e io non avevo nulla da fare. Che avevo da perdere? Decisi di documentarmi.
Carlo diventò molto presto un fratello maggiore nella fede, per me. Scoprii che eravamo quasi coetanei. Io del ‘92, lui del ’91 e aveva così tanto da insegnarmi, con la sua purezza di cuore, con il suo distacco dai beni materiali… con quella fede genuina nell’Eucaristia. Accettai di scrivere su di lui e nacque il primo libro sulla sua figura: ‘Sei nato originale, non vivere da fotocopia’ (2017), ideato e completato nel periodo della gravidanza. Le mie due vocazioni che andavano di pari passo.
Non lo sapevo ancora, ma quella porta chiusa, quel tempo di presunta aridità, mi aveva aperto un portone, stava mettendo le basi per la mia vita futura come scrittrice. Oggi, per Carlo, sto letteralmente girando l’Italia. A volte da sola, a volte con tutta la mia famiglia. Parto dalle Marche, dove vivo, per raggiungere sempre mete nuove: dalla Calabria alla Sicilia, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, passando per Roma.
Mi trovo continuamente in giro, a raccontare la sua vita, i suoi gesti, la sua spiritualità, la sua amicizia con Gesù. Vado dove mi chiamano. In famiglia, abbiamo preso una decisione: smettere di prenotare viaggi, perché dove andremo nei prossimi mesi, forse nei prossimi giorni, lo decide lui. La mia vita e quella di Carlo si sono intrecciate in una maniera che, ancora, per me, ha dell’inspiegabile. Oggi posso solo dire che ho lasciato tutto, per seguire Gesù. Ho avuto paura di farlo, ma Gli ho detto: ‘Fai tu’. Ed è proprio vero che Lui ci dà il centuplo, in case, fratelli, sorelle, ‘in bellezza della vita’ a partire da quaggiù. L’ultimo libro che ho scritto sul prossimo santo millennial è questo: Carlo Acutis l’influencer di Dio | Casa Editrice Mimep Docete.
Premiato il ‘giornalista dei poveri’ Biagio Maimone per l’impegno a favore dei bambini dell’Egitto e per aver promosso il dialogo interreligioso di papa Francesco
Il giornalista e scrittore Biagio Maimone, direttore della Comunicazione dell’associazione ‘Bambino Gesù’ del Cairo, il cui presidente è mons. Yoannis Lazhi Gaid, già segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, nonché corrispondente dall’Italia per il quotidiano ‘America Oggi TV’, soprannominato ‘Il giornalista dei poveri’, ha ricevuto a Milano un premio speciale per il giornalismo solidale.
Maimone, il quale ha frequentato il corso triennale di spiritualità francescana al Convento Sant’Angelo di Milano dei Frati Minori (spiritualità, cultura e dialogo), ha offerto, nel corso degli anni, servizi di comunicazione gratuita a persone che vivevano in situazioni di disagio economico segnalandole all’opinione pubblica.
Egli definisce tale forma di comunicazione ‘Comunicazione Solidale’ ed afferma: “Con la comunicazione si possono portare alla luce situazioni di enorme gravità, su cui occorre intervenire. Su di esse, destinate a restare nel buio, si accende, in tal modo, una luce. La povertà deve essere conosciuta per porvi rimedio. Passare dal silenzio alla voce eclatante di un fatto è la missione del giornalismo. Il mio intento è far conoscere la sofferenza sociale al fine di porvi rimedio. E’ il fine sociale e, nel contempo, etico, del giornalismo a cui desidero dar vita per pormi al servizio della società in cui vivo”.
A consegnargli il premio è stato il Direttore d’Orchestra e musicista Vince Tempera. Il premio tiene conto anche dell’impegno di Maimone per aver richiamato, mediante il giornalismo, alla necessità di far vivere il dialogo interreligioso, la pace e la solidarietà, attraverso le iniziative dell’associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’ che si qualifica nei termini di attività giornalistica a favore dei bambini poveri ed ammalati dell’Egitto.
L’associazione è stata fondata in seguito alla sottoscrizione del documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’ da parte di Sua Santità Papa Francesco e da parte del Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, in data 4 febbraio 2019. Biagio Maimone, inoltre, è autore del libro ‘La Comunicazione Creativa per lo Sviluppo Socio-umanitario’, che ha ricevuto la Benedizione Apostolica di Sua Santità Papa Francesco.
Frutti del documento sono la ‘Casa della Famiglia Abramitica’, edificata nella città di Abu Dhabi, che è uno tra i progetti più rilevanti ed esemplari del documento ‘Sulla Fratellanza Umana’ in quanto pone le basi del dialogo interreligioso, creando uno spazio fisico, un territorio comune su cui sono stati edificati tre luoghi di culto diversi (una Chiesa, una Sinagoga e una Moschea), posti l’uno accanto all’altro, in ciascuno dei quali si praticano religioni diverse, le quali si interfacciano reciprocamente per dialogare su ogni tema della vita umana, l’Orfanotrofio ‘Oasi della Pietà’, già realizzato, che accoglierà 300 bambini e garantirà loro l’assistenza familiare nonché una casa dove trovare cure e protezione, accompagnandoli fino alla crescita per un adeguato sviluppo educativo.
L’Ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù del Cairo’, primo ‘Ospedale del Papa’ fuori dall’Italia, in fase di realizzazione, garantirà le cure medico-sanitarie adeguate e specialistiche sia ai bambini dell’orfanotrofio, sia agli altri bambini, nonché l’accompagnamento delle donne durante tutto il periodo della gravidanza e post parto, la Catena dei Ristoranti della Fraternità Umana, denominata “Fratello”, che offre pasti, ogni giorno, a 5000 famiglie egiziane e il progetto denominato ‘Salus’, che consiste nell’attuazione di cliniche mobili finalizzate a visitare e a curare i bambini poveri in quelle zone dell’Egitto in cui mancano le strutture sanitarie.
Papa Francesco guarda con fiducia ai progetti suindicati, sorretti dalla pedagogia dell’amore e della pace ed, ancor più, in quanto finalizzati all’educazione ed alla cura dei bambini, nonché al rispetto della loro sacralità.
Biagio Maimone: comunicazione e giornalismo al servizio degli ultimi e degli indifesi
Il giornalista e scrittore Biagio Maimone, direttore della Comunicazione dell’Associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, il cui presidente è mons. Yoannis Lazhi Gaid, già segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, definito ‘Il giornalista dei poveri’, premiato a New York e a Milano per il ‘giornalismo solidale’, comunica che, in questo anno, costituirà una associazione per dar voce agli ultimi e agli indifesi.
Maimone ha frequentato il corso triennale di spiritualità francescana nel Convento Sant’Angelo di Milano dei Frati Minori (spiritualità, cultura e dialogo) ed ha offerto, nel corso degli anni, servizi di comunicazione a persone che vivevano in situazioni di disagio economico, segnalandole all’opinione pubblica. Egli definisce tale forma di comunicazione ‘Comunicazione Solidale’ ed afferma che, nell’anno, darà vita, con alcuni suoi colleghi, all’associazione ‘Progetto Vita & Umanità’, Azioni di Comunicazione Socio-Umanitaria contro ogni forma di discriminazione e di povertà.
“L’Associazione darà voce agli ultimi, ai discriminati, agli emarginati, a chi subisce bullismo, mobbing e violenza, ai poveri, agli sfruttati, alle prostitute, ai tossicodipendenti, ai clochard, ai detenuti, ai malati, a tutti, nessuno escluso”, ha dichiarato Biagio Maimone, il quale ha aggiunto: “Mediante la comunicazione si possono portare alla luce situazioni di enorme gravità, su cui occorre intervenire. Su di esse, destinate a restare nel buio, si accende, in tal modo, una luce.
La povertà deve essere conosciuta per porvi rimedio. Passare dal silenzio alla voce eclatante di un fatto è la missione del giornalismo. Il mio intento è far conoscere la sofferenza sociale al fine di porvi rimedio. E’ il fine sociale e, nel contempo, etico, del giornalismo che desidero realizzare per pormi al servizio della società in cui vivo”.
Maimone ha richiamato, mediante il giornalismo, alla necessità di far vivere il dialogo interreligioso, la pace e la solidarietà, attraverso le iniziative dell’Associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, di cui è direttore della comunicazione, che si qualifica nei termini di attività giornalistica a favore dei bambini poveri ed ammalati dell’Egitto. L’Associazione è stata fondata da mons. Yoannis Lazhi Gaid in seguito alla sottoscrizione del Documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’ da parte di Sua Santità Papa Francesco e da parte del Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, in data 4 febbraio 2019.
Frutti del Documento sono: la ‘Casa della Famiglia Abramitica’, edificata nella città di Abu Dhabi, che è uno tra i progetti più rilevanti ed esemplari del Documento ‘Sulla Fratellanza Umana’ in quanto pone le basi del dialogo interreligioso, creando uno spazio fisico, un territorio comune su cui sono stati edificati tre luoghi di culto diversi (una Chiesa, una Sinagoga e una Moschea), posti l’uno accanto all’altro, in ciascuno dei quali si praticano religioni diverse, le quali si interfacciano reciprocamente per dialogare su ogni tema della vita umana;
l’Orfanotrofio ‘Oasi della Pietà’, già realizzato, che accoglierà 300 bambini e garantirà loro l’assistenza familiare, nonché una casa in cui trovare cure e protezione, accompagnandoli fino alla crescita per un adeguato sviluppo educativo; l’Ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù del Cairo’, primo ‘Ospedale del Papa’ fuori dall’Italia, in fase di realizzazione, che garantirà le cure medico-sanitarie adeguate e specialistiche sia ai bambini dell’orfanotrofio, sia ad altri bambini, nonché l’accompagnamento delle donne durante tutto il periodo della gravidanza e post parto;
la Catena dei Ristoranti della Fraternità Umana, denominata ‘Fratello’, che offre pasti, ogni giorno, a 5000 famiglie egiziane ed il progetto denominato ‘Salus’, che consiste nell’attuazione di cliniche mobili finalizzate a visitare e a curare i bambini poveri in quelle zone dell’Egitto in cui mancano le strutture sanitarie. Maimone sottolinea come papa Francesco guarda con fiducia ai progetti suindicati, sorretti dalla pedagogia dell’amore e della pace ed, ancor più, in quanto finalizzati all’educazione ed alla cura dei bambini, nonché al rispetto della loro sacralità.
Biagio Maimone, inoltre, è autore del libro ‘La Comunicazione Creativa per lo Sviluppo Socio-umanitario’ che ha ricevuto la Benedizione Apostolica di Sua Santità Papa Francesco tramite la Segreteria di Stato a firma dell’Assessore, mons. Roberto Campisi, con le seguenti parole: “Sua Santità assicura un ricordo nella preghiera e, mentre auspica che la società così come la Chiesa si avvalgano di una comunicazione le cui basi siano l’umiltà nell’ascoltare e la parresia nel parlare, che non separi mai la verità dalla carità, invoca l’intercessione della Santa Vergine Maria e di cuore imparte la Benedizione Apostolica, con l’augurio di ogni bene nel Signore”.
A Biagio Maimone il ‘Premio letterario Milano International’ per le attività giornalistiche svolte a favore dell’Associazione Bambino Gesù del Cairo
Si è tenuta nella prestigiosa Sala Barozzi dell’Istituto dei Ciechi di Milano, l’ottava edizione del Premio letterario Milano International, un evento Cultural Chic che abbina la tradizione letteraria italiana alla modernità mitteleuropea.
La manifestazione si propone di dare spazio ad autori neofiti, emergenti e professionisti e celebra nel contempo i personaggi che hanno fatto grande la tradizione letteraria e artistico- culturale italiana ed internazionale.
Durante la serata, presentata dall’organizzatore Roberto Serra e da Pamela Mauro, arricchita da interventi musicali e momenti di grande impatto emotivo, sono intervenuti autori provenienti da vari paesi del mondo ed alla quale sono stati presentati libri di grandi marchi editoriali, tra cui Mondadori, Sperling e kupfer, Curcio, Bompiani.
La cerimonia di premiazione ha visto sul podio Carmela Cipriani (prima classificata) con l’opera ‘Dichiarazione d’amore a Venezia’ (Sperling e Kupfer) e Corrado Calabrò (secondo classificato) con ‘5^ Dimensione’ (Mondadori) ed è stata ricca di ospiti illustri quali Franco Fasano (musicista e compositore), Anton Giulio Grande (Stilista), i quali hanno ricevuto un premio alla carriera e personaggi come il giornalista Biagio Maimone al quale è stato assegnato un premio speciale per il giornalismo solidale. A consegnargli il premio il Direttore d’orchestra e musicista Vince Tempera.
Maimone è direttore della comunicazione dell’associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, che rivolge il proprio impegno a favore dei bambini poveri e ammalati dell’Egitto. Il premio speciale ‘Golden Book’ è stato assegnato a Gian Ettore Gassani con l’opera ‘La strage delle innocenti’ (Diarkos) dedicato alle vittime di femminicidio.
Per gli stranieri si segnalano L’inglese Jan Duckwort con l’opera ‘The Snow making machine’ e l’australiana Jill Bavin Mizzi con ‘Bible John a new suspect’ (Europe Book). Tra i premi della critica troviamo l’attore Fabrizio Capucci in coppia con Daniela Cicchetta con ‘Credevo di essere felice’ (Augh) e i giornalisti Sabrina Pieragostini (Spazio aperto) e Flavio Vanetti (Corriere della sera) con ‘I segreti della tazzina’ (Minerva).
(Foto: Associazione ‘Bambin Gesù del Cairo’)
Le iscrizioni al premio ‘Giuseppe De Carli’ scadono il 30 giugno
Scadono il 30 giugno le iscrizioni alla 7ª edizione (2023) del Premio giornalistico ‘Giuseppe De Carli’, dedicato al compianto vaticanista fondatore di Rai Vaticano e promosso dall’omonima Associazione che porta avanti il suo ricordo e il suo insegnamento. Queste sono le tre sezioni a cui ci si può iscrivere:
Arrivederci lettori di Korazym: il mio commiato dal ruolo di Direttore responsabile
Cari lettori di Korazym,
Oggi mi rivolgo a voi con un misto di gratitudine e malinconia, poiché è arrivato il momento per me di dire addio al ruolo di direttore responsabile di questa stimata testata giornalistica. Rassegno le mie dimissioni! Lo faccio con tristezza, lasciando un ruolo che ho avuto il privilegio di ricoprire per un periodo indimenticabile.
Il giornalista dei ‘poveri’ Biagio Maimone premiato per la Comunicazione ‘Socio-Umanitaria’
Il giornalista Biagio Maimone è stato insignito, insieme ad altri comunicatori professionisti e giornalisti, del premio ‘Top Communicator of the Year 2022’ nell’Aula Magna dell’Università Meier a Milano, perché si è distinto sul piano della comunicazione, sia per talento e professionalità, sia per credibilità e per capacità empatica di porsi in relazione ed interagire con gli interlocutori, siano essi lettori o telespettatori.



























