Tag Archives: Generosità
Campania: regione dai forti contrasti che conquista il podio della generosità nel sud Italia
Il Giorno del Dono, istituito per legge il 4 ottobre, quest’anno ha il suo centro in Campania grazie alla collaborazione tra l’Istituto Italiano della Donazione (IID) e CESVOLAB – CSV Irpinia Sannio ETS: per questo venerdì 24 ottobre è stata presentata a Pietrelcina (BN) la fotografia del dono e della donazione scattata alla regione più popolosa e più densamente abitata del Mezzogiorno.
Sottolinea Cinzia Di Stasio, Direttrice IID: “I dati Istat (Censimento 2021 e Aspetti della Vita Quotidiana – AVQ) ci regalano un quadro della Campania complesso, con chiaroscuri importanti, soprattutto se relazionati al quadro socio economico di riferimento. Sappiano infatti che la propensione a donare aumenta nelle fasce di popolazione più istruite e con un buon reddito, pertanto non possiamo non considerare che stiamo parlando di una delle regioni più popolose d’Italia, con reddito medio lordo di circa 15.400 euro (5.600 euro meno della media italiana 2022), un tasso di disoccupazione del 15,6% (dati ottobre 2024, rispetto ad una media nazionale del 6,2%) e una percentuale di abbandono scolastico tra le più alti in Italia. Ma, nonostante questo, l’analisi dei dati ci regala una lettura del fenomeno con dei primati di tutto rispetto”.
L’evento odierno chiude i numerosi appuntamenti targati Irpinia Sannio Capitale Italiana del Dono 2025 realizzati in occasione del primo decennale del progetto culturale di respiro nazionale Giorno del Dono 2025 – #10annidiDonoDay.
Il Giro dell’Italia che dona quest’anno ha avuto il suo centro nel cuore della Campania, da sempre caratterizzata da un forte sentire solidale. Il Giorno del Dono 2025 – #10annidiDonoDay ha eletto Capitale Italiana del Dono 2025 il territorio Irpinia Sannio, che riceve il testimone dalla Valle d’Aosta e, prima ancora, dalla Sicilia, quale palcoscenico di un ricco calendario di appuntamenti, per esprimere e valorizzare le mille forme del dono. L’intero progetto si svolge nell’ambito del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio di ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Commenta il presidente IID Ivan Nissoli: “Sono profondamente onorato dei riconoscimenti che anche quest’anno hanno valorizzato il Giorno del Dono, a testimonianza dell’alto significato di questa ricorrenza. Tra tutti, spicca quello conferito dal Presidente della Repubblica: per la settima volta il Presidente Mattarella ha insignito il Giorno del Dono 2025 della Medaglia del Presidente della Repubblica.
Quest’anno, per la prima volta, il Giorno del Dono ha celebrato i suoi appuntamenti nazionali in Campania grazie alla collaborazione e al supporto del CESVOLAB. IID ha scelto il cuore della Campania per onorare l’entusiasta partecipazione di questi territori alle iniziative culturali e solidali che animano il mese del dono, ottobre 2025. Negli anni, infatti, la manifestazione ha ottenuto sempre un caloroso e concreto responso dagli enti delle province di Avellino e Benevento: solo nel 2025 sono oltre 80 le realtà tra Scuole, Comuni, Associazioni e Imprese impegnate in prima persona per celebrare Irpinia e Sannio Capitale Italiana del Dono 2025”.
Sottolinea Raffaele Amore, presidente CESVOLAB: “Le associazioni di Irpinia e Sannio hanno da subito aderito con entusiasmo a questo grande appuntamento. Abbiamo vissuto settimane intense di confronto e collaborazione con gli ETS del territorio e con l’Istituto Italiano della Donazione, costruendo insieme un programma ricco e partecipato. Il percorso avviato, che tine al centro le Aree interne, non si conclude, perché siamo certi di aver lasciato un segno che resta: una testimonianza concreta della Cultura del Dono e della grande storia di Volontariato che caratterizza le nostre comunità. La capacità di accoglienza, la solidarietà e la propensione ad aiutare dell’Irpinia e del Sannio hanno trovato nuova linfa e visibilità, e questo patrimonio continuerà a vivere oltre l’evento, nelle scuole, nelle famiglie, nelle piazze e nei cuori delle persone”.
Come ogni anno l’IID, in occasione del Giorno del Dono – #DonoDay2025, la grande festa nazionale dedicata del dono e della donazione, scatta la fotografia annuale del dono in Italia e, nel 2025 per il secondo anno, lo fa con il sostegno di BPER Banca, al fianco di IID nella realizzazione dell’Osservatorio sul dono. L’Osservatorio, costituito da IID nel 2018, ha l’obiettivo di condividere dati, analisi e tendenze con le imprese, l’opinione pubblica, i media e il terzo settore. Nasce così l’8^ edizione del rapporto annuale “Noi doniamo”.
Il rapporto ha indagato lo stato dell’arte delle tre dimensioni del dono – di denaro, di tempo e competenze (il volontariato) e biologica – nel 2024 e si qualifica come fonte scientifica di riferimento per la cultura e la pratica del dono in Italia. Per ciascun ambito il rapporto misura le pratiche e la propensione al dono delle persone residenti in Italia (+14 anni), con dati generali accompagnati da approfondimenti tematici affidati ad esperti e centri di ricerca. Sono partner del progetto Osservatorio sul dono ASSIF, Caritas Italiana, Centro Nazionale Sangue, Centro Nazionale Trapianti, CMW, Doxa, Eumetra, Istat, Scuola di Fundraising di Roma, Walden Lab.
Il rapporto analizza anzitutto il comportamento donativo tramite versamento di denaro per buone cause, in particolare al terzo settore, utilizzando diverse fonti che prendono in considerazione i due punti di vista più importanti: gli enti non profit da un lato e il donatore (privato cittadino e aziende) dall’altro. Grazie all’Indagine sulle Raccolte Fondi dell’IID, arrivata alla sua XXIII edizione, viene tracciata una fotografia approfondita delle raccolte fondi del non profit, mentre il donatore è al centro dell’indagine Doxa “Italiani solidali”, realizzata su un campione di 2000 individui attraverso interviste quantitative in profondità. Il contesto di riferimento viene analizzato grazie al contributo Istat “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) 2024 condotta su un campione di 20.000 famiglie e 50.000 cittadini. Infine, partendo dall’Italy Giving Report di Vita Non Profit Magazine, “Noi doniamo” esplora il valore delle donazioni complessive da privati cittadini nell’ultimo anno fiscale disponibile, il 2022.
Dal Censimento Istat 2021 la Campania è al secondo posto al sud per il numero di INP (Istituzioni Non Profit) con 22.713 enti, un numero superato solo dalla Sicilia. La Campania ha l’incremento maggiore in assoluto in Italia di INP (+3,7) dal 2015 (anno del precedente Censimento Istat) e vanta 42.459 dipendenti, con un incremento del 12% rispetto al 2015. Questo incremento è il secondo per grandezza a livello nazionale, preceduto solo dalla Basilicata.
Inoltre, guardando i numeri assoluti e non le percentuali rispetto alla popolazione, dai dati Istat “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) 2024 emerge che la Campagna è al primo posto, tra le regioni del sud, per numeri assoluti di donatori, con 285.000 persone di età superiore ai 14 anni. Medaglia d’oro anche per numero di volontari, sempre nel Mezzogiorno, per un totale di 221.000 persone che mettono il proprio tempo al servizio degli altri. Sempre basando l’analisi sui numeri assoluti, la Campania si trova al 7° posto della classifica nazionale, sia per numero di donatori che pere numero di volontari.
Nel 2024 (dati Istat AVQ) il numero di italiani di età maggiore di 14 anni che hanno donato denaro ad un’associazione almeno una volta nell’ultimo anno è aumentato di 0,6 punti percentuali, attestandosi all’11,6% in confronto all’11% nel 2023: questo dato, tradotto in valore assoluto, attesta che in Italia ci sono 6.021.000 di donatori.
Anche in Campania si rileva un lieve incremento della propensione a donare, sia in termini percentuali sia in valori assoluti, percentuale che infatti passa dal 5,4% del 2023 al 5,8% del 2024. Tuttavia, la regione, contrariamente all’analisi che guarda esclusivamente i numeri assoluti, si distanzia notevolmente dalla media nazionale dell’11,6%: la propensione a donare risulta più bassa di oltre un punto percentuale anche rispetto alla media rilevata nel Mezzogiorno che si attesta al 6,9%. Nella classifica nazionale la Campania, si trova al diciannovesimo posto per numero di donatori, rispetto alla sua popolazione di riferimento.
Le associazioni campane risultano avere una situazione più critica sia in merito alle entrate totali (37,3% realtà che migliorano e 21,3% che peggiorano) sia alle entrate da raccolta fondi. Sulla raccolta fondi, infatti, in Campania solo il 22% migliora (contro un 33% del nazionale) a fronte di un 25% che peggiora (contro il 21.3 % del nazionale). Si segnala inoltre che ben il 25% delle ONP Campane, 1 realtà su 4, dichiara di non aver svolto attività di raccolta fondi contro il 15% della media nazionale.
In Campania gli enti che aumentano le proprie raccolte fondi da aziende sono solo il 19% contro il 31% del dato nazionale. Ma forse il dato più significativo è che solo il 28% dei rispondenti campani dichiarano di aver raccolto risorse da aziende, contro il 37 % del dato nazionale: 3 ONP campane su 4 non possono contare questo tipo di entrate.
Per quanto riguarda la forma che il sostegno delle aziende assume, il dato è in linea con la media nazionale ma va sottolineato il maggiore impatto della fornitura gratuita o scontata di beni o servizi rispetto alla media nazionale: +5%. E’ interessante notare come quasi la metà delle ONP campane organizza banchetti/eventi di piazza, che il 30% considera in assoluto lo strumento più efficace. Importante l’utilizzo dei social, oltre il doppio rispetto al dato nazionale: 19% contro 7%. Rilevante anche il contatto diretto con dialogatori (10% contro il 6% nazionale) e il passaparola (7% contro il 3% nazionale).
Quasi il 70% delle ONP campane è estraneo all’utilizzo di strumenti digitali, un valore superiore del 18% rispetto al dato nazionale. Lo strumento preponderante è il bonifico online, utilizzato dall’82% delle ONP campane contro la media nazionale del 70%. Da rilevare che la percentuale di utilizzo delle piattaforme di pagamento digitale, come PayPal e Satispay, è dimezzata rispetto alla media nazionale (22% vs 44%). Nessuno degli intervistati campani utilizza la tecnologia del QrCode.
I dati Istat AVQ mostrano, nel 2024, una crescita sostanziale degli Italiani (di età maggiore di 14 anni) che svolgono attività gratuite in associazioni di volontariato in Italia, passando dal 7,8% all’8,4%. In lieve aumento anche il numero di coloro che svolgono attività in associazioni non di volontariato, che passano dal 2,4% del 2023 al 2,7% del 2024, lo stesso livello di impegno che era stato registrato nel 2022.
In numeri assoluti 4.346.000 persone (311.000 in più rispetto al 2023) fanno volontariato in associazioni di volontariato, da sommarsi a 1.388.000 persone che svolgono attività in associazioni non di volontariato (138.000 in più rispetto al 2023). In totale parliamo di quasi 6 milioni di volontari in Italia (5.734.000 persone), un numero molto simile a quello dei donatori di risorse economiche (6.021.000).
Al contrario, si rileva una lieve flessione della propensione a fare volontariato in Campania sia in termini percentuali, sia in numeri assoluti: in percentuale si passa dal 4,8% del 2023 al 4,5% del 2024. La regione si distanzia notevolmente dalla media nazionale dell’8,4%. Nella classifica nazionale la Campania si trova al diciannovesimo posto anche per numero di volontari. Ricordiamo però che, in numeri assoluti, che con i suoi 221.000 volontari la Campania risulta al primo posto al sud e al settimo posto a livello nazionale.
(Foto: Giorno del Dono)
Papa Leone XIV prega per i cristiani del Medio Oriente
“Esprimo il mio profondo dolore per l’attacco dell’esercito israeliano contro la Parrocchia cattolica della Sacra Famiglia in Gaza City; come sapete giovedì scorso ha causato la morte di tre cristiani e il grave ferimento di altri. Prego per le vittime, Saad Issa Kostandi Salameh, Foumia Issa Latif Ayyad, Najwa Ibrahim Latif Abu Daoud, e sono particolarmente vicino ai loro familiari e a tutti i parrocchiani. Tale atto, purtroppo, si aggiunge ai continui attacchi militari contro la popolazione civile e i luoghi di culto a Gaza”: al termine dell’Angelus a Castel Gandolfo, papa Leone XIV ha lanciato un forte appello per la pace, esprimendo dolore per le vittime dell’attacco israeliano contro la parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza.
Esprimendo ‘vicinanza’ ai cristiani del Medio Oriente il papa ha chiesto la cessazione del conflitto: “Chiedo nuovamente che si fermi subito la barbarie della guerra e che si raggiunga una risoluzione pacifica del conflitto. Alla comunità internazionale rivolgo l’appello a osservare il diritto umanitario e a rispettare l’obbligo di tutela dei civili, nonché il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della popolazione”.
E davanti a tale conflitto anche il papa è impotente, ringraziandoli della loro testimonianza con l’affido alla Madre di Dio: “Ai nostri amati cristiani mediorientali dico: sono vicino alla vostra sensazione di poter fare poco davanti a questa situazione così drammatica. Siete nel cuore del Papa e di tutta la Chiesa. Grazie per la vostra testimonianza di fede. La Vergine Maria, donna del Levante, aurora del Sole nuovo che è sorto nella storia, vi protegga sempre e accompagni il mondo verso albori di pace”.
Mentre prima della recita dell’Angelus ha ricordato il valore dell’ospitalità: “Ci vuole umiltà sia a ospitare sia a farsi ospitare. Occorrono delicatezza, attenzione, apertura. Nel Vangelo, Marta rischia di non entrare fino in fondo nella gioia di questo scambio. E’ tanto presa da ciò che le tocca fare per accogliere Gesù, che rischia di rovinare un momento indimenticabile di incontro. Marta è una persona generosa, ma Dio la chiama a qualcosa di più bello della stessa generosità. La chiama a uscire da sé”.
Infatti il tempo estivo è un invito alla scoperta di essere ospiti: “Il tempo estivo può aiutarci a ‘rallentare’ e a diventare più simili a Maria che a Marta. A volte non ci concediamo la parte migliore. Bisogna che viviamo un po’ di riposo, col desiderio di imparare di più l’arte dell’ospitalità. L’industria delle vacanze vuole venderci ogni genere di esperienza, ma forse non quello che cerchiamo. E’ gratuito, infatti, e non si può comprare ogni vero incontro: sia quello con Dio, sia quello con gli altri, sia quello con la natura.
Occorre solo farsi ospiti: fare posto e anche chiederlo; accogliere e farsi accogliere. Abbiamo tanto da ricevere e non solo da dare. Abramo e Sara, seppure anziani, si scoprirono fecondi quando accolsero con tranquillità il Signore stesso in tre viandanti. Anche per noi c’è tanta vita da accogliere ancora”.
Mentre ha celebrato la messa ad Albano, dove era atteso dal 12 maggio: “La dinamica di questo incontro può farci riflettere: Dio sceglie la via dell’ospitalità per incontrare Sara e Abramo e dar loro l’annuncio della loro fecondità, che tanto desideravano e in cui ormai non speravano più. Dopo tanti momenti di grazia in cui già li aveva visitati, torna a bussare alla loro porta, chiedendo accoglienza e fiducia.
Ed i due anziani coniugi rispondono positivamente, senza sapere ancora cosa succederà. Riconoscono nei visitatori misteriosi la sua benedizione, la sua stessa presenza. Gli offrono quello che hanno: il cibo, la compagnia, il servizio, l’ombra di un albero. Ne ricevono la promessa di una vita nuova e di una discendenza”.
Anche il Vangelo racconta l’accoglienza con due sfaccettature: “Pur in circostanze diverse, anche il Vangelo ci parla dello stesso modo di agire di Dio. Anche qui, infatti, Gesù si presenta come ospite a casa di Marta e Maria. Non è uno sconosciuto: è a casa di amici e il clima è di festa. Una delle sorelle lo accoglie con mille attenzioni, mentre l’altra lo ascolta seduta ai suoi piedi, con l’atteggiamento tipico del discepolo nei confronti del maestro. Come sappiamo, alle lamentele della prima, che vorrebbe avere un po’ di aiuto nelle faccende pratiche, Gesù risponde invitandola ad apprezzare il valore dell’ascolto”.
Il modo di accogliere mostra il rapporto con Dio: “Se infatti è importante che viviamo la nostra fede nella concretezza dell’azione e nella fedeltà ai nostri doveri, a seconda dello stato e della vocazione di ciascuno, è però pure fondamentale che lo facciamo partendo dalla meditazione della Parola di Dio e dall’attenzione a ciò che lo Spirito Santo suggerisce al nostro cuore, riservando, a tale scopo, momenti di silenzio, momenti di preghiera, tempi in cui, facendo tacere rumori e distrazioni, ci raccogliamo davanti a Lui e facciamo unità in noi stessi”.
Questo è la centralità della vita cristiana: “E’ questa una dimensione della vita cristiana che oggi abbiamo particolarmente bisogno di recuperare, sia come valore personale e comunitario che come segno profetico per i nostri tempi: dare spazio al silenzio, all’ascolto del Padre che parla e ‘vede nel segreto’. A questo scopo i giorni estivi possono essere un momento provvidenziale in cui sperimentare quanto è bella e importante l’intimità con Dio, e quanto essa può aiutarci anche ad essere più aperti, più accoglienti gli uni verso gli altri”.
Però ascolto e servizio costano ‘fatica’: “Sia il servizio che l’ascolto non sono sempre facili: richiedono impegno, capacità di rinuncia. Costa fatica, ad esempio, nell’ascolto e nel servizio, la fedeltà e l’amore con cui un papà e una mamma mandano avanti la loro famiglia, come pure costa fatica l’impegno con cui i figli, a casa e a scuola, corrispondono ai loro sforzi; costa fatica capirsi quando si hanno opinioni diverse, perdonarsi quando si sbaglia, prestarsi assistenza quando si è malati, sostegno quando si è tristi. Ma è solo così, con questi sforzi, che nella vita si costruisce qualcosa di buono; è solo così che tra le persone nascono e crescono relazioni autentiche e forti, e che dal basso, dalla quotidianità, cresce, si diffonde e si sperimenta presente il Regno di Dio”.
Il papa ha concluso l’omelia sottolineando che ascolto e servizio non possono essere separati: “Abramo, Marta e Maria, oggi, ci ricordano proprio questo: che ascolto e servizio sono due atteggiamenti complementari con cui aprirci, nella vita, alla presenza benedicente del Signore. Il loro esempio ci invita a conciliare, nelle nostre giornate, contemplazione e azione, riposo e fatica, silenzio e operosità, con sapienza ed equilibrio, tenendo sempre come metro di giudizio la carità di Gesù, come luce la sua Parola e come sorgente di forza la sua grazia, che ci sostiene oltre le nostre stesse possibilità”.
(Foto: Santa Sede)
Papa Leone XIV ai sacerdoti romani: siate vicino alla gente e camminate insieme
“Io voglio chiedere un forte applauso per tutti voi che siete qui e per tutti i sacerdoti ed i diaconi di Roma! Carissimi Presbiteri e Diaconi che svolgete il vostro servizio nella Diocesi di Roma, carissimi seminaristi, vi saluto tutti con affetto e amicizia! Ringrazio Sua Eminenza, il Cardinale Vicario, per le parole di saluto e per la presentazione che ha fatto, raccontando un po’ della vostra presenza in questa città. Ho desiderato incontrarvi per conoscervi da vicino e per iniziare a camminare insieme a voi. Vi ringrazio per la vostra vita donata a servizio del Regno, per le vostre fatiche quotidiane, per tanta generosità nell’esercizio del ministero, per tutto ciò che vivete nel silenzio e che, a volte, è accompagnato da sofferenza o da incomprensione. Svolgete servizi diversi ma siete tutti preziosi agli occhi di Dio e nella realizzazione del suo progetto”.
Con queste parole papa Leone XIV ha ricevuto in udienza il clero della diocesi di Roma con l’invito di camminare insieme per ritrovare la fiamma della vocazione in un tempo segnato dalle violenze e, nel territorio di Roma, dalla povertà e dall’emergenza abitativa, come aveva detto nel saluto iniziale il vicario, card. Baldo Reina: “Il suo presbiterio, Santo Padre, è un presbiterio generoso, con un forte senso di appartenenza e con una passione pastorale molto marcata. Di fronte alle difficoltà reagisce in maniera positiva; schietto nel riconoscere i problemi o le criticità, con uno spiccato senso dell’umorismo e sempre pronto a ripartire per il bene della chiesa e delle singole comunità. Le difficoltà non mancano”.
Quindi papa Leone XIV ha preso spunto dalle riflessioni del cardinale vicario per dimostrare il desiderio di incontrarli: “Ho desiderato incontrarvi per conoscervi da vicino e per iniziare a camminare insieme a voi. Vi ringrazio per la vostra vita donata a servizio del Regno, per le vostre fatiche quotidiane, per tanta generosità nell’esercizio del ministero, per tutto ciò che vivete nel silenzio e che, a volte, è accompagnato da sofferenza o da incomprensione. Svolgete servizi diversi ma siete tutti preziosi agli occhi di Dio e nella realizzazione del suo progetto”.
Ed ha sottolineato questa universalità peculiare: “La Diocesi di Roma presiede nella carità e nella comunione, e può compiere questa missione grazie ad ognuno di voi, nel vincolo di grazia con il Vescovo e nella feconda corresponsabilità con tutto il popolo di Dio. La nostra è una Diocesi davvero particolare, perché tanti sacerdoti arrivano da diverse parti del mondo, specialmente per motivi di studio; e questo implica che anche la vita pastorale (penso soprattutto alle parrocchie) sia segnata da questa universalità e dalla reciproca accoglienza che essa comporta”.
Ed ha proposto alcune note, di cui la prima è stata incentrata sull’unità: “Nella preghiera detta ‘sacerdotale’, come sappiamo, Gesù ha chiesto al Padre che i suoi siano una cosa sola. Il Signore sa bene che solo uniti a Lui e uniti tra di noi possiamo portare frutto e dare al mondo una testimonianza credibile. La comunione presbiterale qui a Roma è favorita dal fatto che per antica tradizione si è soliti vivere insieme, nelle canoniche come nei collegi o in altre residenze. Il presbitero è chiamato ad essere l’uomo della comunione, perché lui per primo la vive e continuamente la alimenta. Sappiamo che questa comunione oggi è ostacolata da un clima culturale che favorisce l’isolamento o l’autoreferenzialità. Nessuno di noi è esente da queste insidie che minacciano la solidità della nostra vita spirituale e la forza del nostro ministero”.
Però per preservare tale comunione è necessaria la fraternità: “Ma dobbiamo vigilare perché, oltre al contesto culturale, la comunione e la fraternità tra di noi incontrano anche alcuni ostacoli per così dire ‘interni’, che riguardano la vita ecclesiale della Diocesi, le relazioni interpersonali, e anche ciò che abita nel cuore, specialmente quel sentimento di stanchezza che sopraggiunge perché abbiamo vissuto delle fatiche particolari, perché non ci siamo sentiti compresi e ascoltati, o per altri motivi”.
Ed ha elencato alcuni ‘comportamenti che favoriscono la fraternità: “Io vorrei aiutarvi, camminare con voi, perché ciascuno riacquisti serenità nel proprio ministero; ma proprio per questo vi chiedo uno slancio nella fraternità presbiterale, che affonda le sue radici in una solida vita spirituale, nell’incontro con il Signore e nell’ascolto della sua Parola. Nutriti da questa linfa, riusciamo a vivere relazioni di amicizia, gareggiando nello stimarci a vicenda; avvertiamo il bisogno dell’altro per crescere e per alimentare la stessa tensione ecclesiale”.
Per questo è necessario un cammino unitario: “La comunione va tradotta anche nell’impegno in questa Diocesi; con carismi diversi, con percorsi di formazione differenti e anche con servizi differenti, ma unico dev’essere lo sforzo per sostenerla. A tutti chiedo di porre attenzione al cammino pastorale di questa Chiesa che è locale ma, a motivo di chi la guida, è anche universale. Camminare insieme è sempre garanzia di fedeltà al Vangelo; insieme e in armonia, cercando di arricchire la Chiesa con il proprio carisma ma avendo a cuore l’essere l’unico corpo di cui Cristo è il Capo”.
L’altra nota riguarda l’esemplarità, come aveva detto in un’omelia dello scorso mese: “Ve lo chiedo con il cuore di padre e di pastore: impegniamoci tutti ad essere sacerdoti credibili ed esemplari! Siamo consapevoli dei limiti della nostra natura e il Signore ci conosce in profondità; ma abbiamo ricevuto una grazia straordinaria, ci è stato affidato un tesoro prezioso di cui siamo ministri, servitori. E al servo è chiesta la fedeltà.
Nessuno di noi è esente dalle suggestioni del mondo e la città, con le sue mille proposte, potrebbe anche allontanarci dal desiderio di una vita santa, inducendo un livellamento verso il basso dove si perdono i valori profondi dell’essere presbiteri. Lasciatevi ancora attrarre dalla chiamata del Maestro, per sentire e vivere l’amore della prima ora, quello che vi ha spinto a fare scelte forti e rinunce coraggiose. Se insieme proveremo ad essere esemplari dentro una vita umile, allora potremo esprimere la forza rinnovatrice del Vangelo per ogni uomo e per ogni donna”.
Infine, riprendendo un discorso alla curia romana di papa Francesco sulla bellezza, papa Leone XIV ha evidenziato alcune sfide per i sacerdoti: “Un’ultima nota che desidero consegnarvi è quella dello sguardo alle sfide del nostro tempo in chiave profetica. Siamo preoccupati e addolorati per tutto quello che succede ogni giorno nel mondo: ci feriscono le violenze che generano morte, ci interpellano le disuguaglianze, le povertà, tante forme di emarginazione sociale, la sofferenza diffusa che assume i tratti di un disagio che ormai non risparmia più nessuno. E queste realtà non accadono solo altrove, lontano da noi, ma interessano anche la nostra città di Roma, segnata da molteplici forme di povertà e da gravi emergenze come quella abitativa”.
(Foto: Santa Sede)
Giulia Zedda: una bambina generosa
Papa Francesco:Giuditta un’anziana coraggiosa
“Rivolgo un pensiero speciale al popolo dello Sri Lanka, in particolare ai giovani che negli ultimi tempi hanno fatto sentire il loro grido di fronte alle sfide e ai problemi sociali ed economici del Paese. Mi unisco a quelle autorità religiose nell’esortare tutte le parti in causa a mantenere un atteggiamento pacifico, senza cedere alla violenza. Faccio appello a tutti coloro che hanno responsabilità, perché ascoltino le aspirazioni della gente garantendo il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà civili”.
Il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori in visita in Ucraina
La Famiglia Vincenziana internazionale tra i firmatari dell’appello per proteggere i senzatetto
“Data la grande vulnerabilità dei gruppi di persone come i senzatetto, migranti – ospitati o no, ed altri gruppi che sopravvivono in condizioni precarie; le associazioni congiunte chiedono che tali gruppi siano prioritari per lo screening test al Covid-19. Questi uomini e queste donne corrono un rischio reale di essere contaminati dal virus e il loro ambiente di vita precario è un fattore di rischio aggravante. La mancanza di attenzione per questa specifica popolazione non può che aggravare la situazione epidemiologica”: così si apre l’appello globale alla solidarietà e all’azione per proteggere i senzatetto sottoscritto da un centinaio di associazioni e organizzazioni caritative, compresa la Famiglia Vincenziana internazionale.
Il presidente della Repubblica: il volontariato è vita
“Il volontariato non ama il clamore, non gradisce la riconoscenza, preferisce l’operoso silenzio, ma quando abbiamo condiviso con il Sindaco di Padova, la possibilità di candidare la nostra città a Capitale Europea del Volontariato eravamo convinti che ciò ci avrebbe permesso di far emergere la grande funzione educativa e culturale che rappresenta oggi il volontariato italiano”, ha sottolineato Emanuele Alecci, presidente CSV Padova, accogliendo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia inaugurale di Padova ‘Capitale europea del Volontariato’ 2020.




























