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Osservatorio Inclusione Scolastica: al centro continuità didattica e il nuovo PEI informatizzato
Giovedì 2 ottobre si è riunito, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, l’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica, un organismo consultivo che si occupa di monitorare le politiche educative relative all’inclusione degli alunni e delle alunne con disabilità. All’ordine del giorno vi erano diversi temi rilevanti, tra cui le misure da adottare per garantire la continuità didattica agli studenti e alle studentesse con disabilità e la situazione dei percorsi formativi ai sensi dell’articolo 6 e 7 del Decreto 71/2024. Un altro importante tema trattato è stato l’adozione della modalità informatizzata per la redazione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI), strumento fondamentale per la personalizzazione dell’offerta formativa e il supporto specifico agli studenti con disabilità.
Alla riunione ha partecipato anche la Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH), che attraverso le proprie rappresentanze all’interno dell’Osservatorio ha presentato alcune criticità, pervenute da molte famiglie, relative all’avvio dell’anno scolastico. Nonostante gli sviluppi positivi derivanti dall’applicazione del Decreto 32/2025, che ha avuto un impatto positivo nel garantire la continuità didattica, restano irrisolte alcune problematiche, in particolare per quanto riguarda l’effettiva implementazione delle misure di supporto agli studenti e alle studentesse con disabilità e alle loro famiglie.
Nel corso del dibattito sono state avanzate diverse proposte operative per affrontare le problematiche emerse, tra cui l’implementazione di un percorso formativo dedicato per gli insegnanti di sostegno e una campagna più capillare di informazione riguardo la redazione dei PEI. Inoltre, per migliorare l’efficacia delle attività dell’Osservatorio, è stato richiesto di recepire ufficialmente il regolamento di funzionamento dell’organismo, di incrementare il numero degli incontri e di creare dei gruppi di lavoro tematici, che permettano di affrontare in modo puntuale e approfondito le problematiche legate all’inclusione scolastica.
Il Ministro Valditara ha espresso il suo impegno a proseguire il lavoro congiunto con tutte le parti coinvolte, per garantire che la scuola sia davvero inclusiva per tutti e tutte.
Inoltre la Legge 112/2016, universalmente nota come ‘Dopo di Noi’, rappresenta un pilastro essenziale nel sistema di welfare italiano, concepito per garantire misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare o in previsione del venir meno di esso. L’obiettivo primario è sostenere soluzioni abitative innovative che promuovano la qualità della vita e l’inclusione sociale del disabile.
La vicenda del signor Giuseppe, sfrattato a 91 anni insieme al figlio disabile, una storia recentemente riportata dal Corriere della Sera, squarcia il velo sull’urgenza sociale e le criticità irrisolte della Legge.
Queste storie evidenziano come la promozione dell’autonomia abitativa e del modello di vita indipendente sia strettamente legata alla creazione di percorsi di sostegno all’autonomia (co-housing, gruppi appartamento) e agli investimenti infrastrutturali per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di sistemi di teleassistenza.
La transizione al ‘Dopo di Noi’ dovrebbe iniziare, infatti, in modo programmato e graduale già nel periodo ‘Durante Noi’, ma questo percorso è ostacolato da criticità sistemiche come la disomogeneità applicativa tra le diverse Regioni e Ambiti Territoriali e l’incertezza sui servizi. In molte aree, la definizione e la garanzia dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) restano incomplete o assenti, lasciando le famiglie in una situazione di profonda incertezza sui servizi a cui hanno diritto.
“La Legge ‘Dopo di Noi’ è nata per rispondere alla paura di migliaia di famiglie italiane: cosa sarà dei nostri cari con disabilità grave quando non potremo più assisterli?”, sottolinea il presidente della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH) Vincenzo Falabella: “A distanza di anni dalla sua entrata in vigore, pur riconoscendo il valore della norma, dobbiamo denunciare una frattura significativa tra il principio di diritto e la sua effettiva applicazione sul territorio. La storia del signor Giuseppe e di suo figlio ci ricorda che siamo ancora lontani dalla piena attuazione della Legge. Dobbiamo continuare a lavorare per questo obiettivo che è un dovere istituzionale e una promessa di civiltà”.
Il COR per il giubileo dell’associazione
In occasione dell’80° dell’associazione, il Centro Oratori Romani celebrerà il suo Giubileo associativo oggi presso la Basilica di San Giovanni in Laterano per ringraziare il Signore per quanto vissuto in questi decenni di servizio agli oratori nella Diocesi di Roma. L’associazione, fondata dal Venerabile Arnaldo Canepa nel 1945 per diffondere la pastorale oratoriana nelle periferie della città subito dopo i disastri e le sofferenze della Seconda guerra mondiale, ha proseguito nel suo carisma di promozione e accompagnamento dei catechisti ed animatori delle parrocchie in favore delle giovani generazioni e delle loro famiglie.
Molto è cambiato a livello sociale e ecclesiale da quei primi anni di sperimentazioni nelle comunità parrocchiali di Roma Est, dove Canepa e i suoi ragazzi avviarono i primi oratori, ma la valenza pastorale dell’oratorio e la specifica vocazione di servizio missionario a Roma rimane il punto di forza del COR e di coloro che a vario titolo, soci, catechisti, animatori, sacerdoti, adulti e religiosi, adolescenti e giovani spendono con gratuità il loro tempo e i propri talenti a servizio dei più piccoli.
L’oratorio si è diffuso in questi 80 anni in molte parrocchie romane da nord a sud, da est ad ovest e fino ad Ostia, raggiungendo decine di migliaia di bambini e coinvolgendo migliaia di animatori, soprattutto adolescenti e giovani, come intuito profeticamente dal fondatore che per loro aveva immaginato un servizio alla Chiesa sin dalla giovane età.
Nel pomeriggio di oggi, dalle ore 16.30, i catechisti e i soci del COR verranno accolti sul sagrato della Basilica dal presidente, Stefano Pichierri, e dall’assistente ecclesiastico, don Andrea Cavallini, per un momento di preghiera e il passaggio comunitario della Porta Santa. Il Giubileo del COR proseguirà in un pellegrinaggio per le vie della città fino alla sede sociale presso la chiesa di SS. Gioacchino e Anna in Monti a Via Monte Polacco, dove alle 19.00 verrà celebrata la S. Messa.
All’appuntamento sono attesi tutti coloro che da sempre sostengono e vivono la vocazione di catechisti d’oratorio condividendo lo specifico carisma di attenzione ai piccoli e alle giovani generazioni, che si traduce nella creazione di spazi di accoglienza, per portare loro l’annuncio evangelico attraverso uno stile di animazione, ma anche e soprattutto in un atteggiamento di cura e di prossimità per ciascun bambino, ragazzo e giovane.
“In questo importante anniversario”, sottolinea il Presidente del COR, Stefano Pichierri, “vogliamo essere ancora una volta grati al Signore per l’esperienza missionaria e di promozione dell’oratorio della nostra associazione. La nostra missione non è cambiata: continuiamo ad investire sulla formazione di qualità che prepari animatori e catechisti alla sfida della catechesi e all’incontro con i bambini. Ci stiamo dirigendo sempre più verso un vero e proprio accompagnamento dei territori, con la formazione di educatori, leader, catechisti di gruppi di oratori perché siamo consapevoli che lavorare in rete diventa sicuramente più sostenibile e ha una maggiore efficacia, coinvolgendo maggiormente i giovani in dinamiche trasversali di Chiesa”.
Il nuovo anno pastorale del COR dal titolo ‘Il Tesoro dello Scriba. Rotta Oceano Blu’ si aprirà ufficialmente il prossimo 10 novembre con il rinnovo delle promesse di servizio dei soci e l’accoglienza dei nuovi giovani che hanno maturato la loro scelta di servire la Chiesa attraverso la speciale vocazione all’oratorio.
Il programma intende proseguire nella linea di rinnovamento degli ultimi anni sostenendo l’azione di valorizzazione della radice carismatica del servizio in oratorio, la finalità associativa orientata alla leadership oratoriana implementando le azioni pastorali che ancora richiedono cambiamenti, rotture e innovazioni per perfezionare il cambiamento intrapreso.
Inclusione scolastica: FISH chiede continuità didattica e formazione obbligatoria per gli insegnanti
Si è svolta nei giorni scorsi l’audizione della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH) presso la VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati. I relatori per la FISH Vincenzo Falabella, presidente e Roberto Speziale, vicepresidente vicario hanno presentato la Memoria della Federazione nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2303, recante l’introduzione della qualifica di ‘docente per l’inclusione’.
A oltre quarant’anni dall’introduzione, con la Legge 104 del 1992, dell’insegnante specializzato per il sostegno, il sistema italiano presenta criticità strutturali che compromettono gravemente la realizzazione effettiva del diritto all’inclusione scolastica. In particolare, ad oggi circa il 43% degli insegnanti di sostegno è privo di specializzazione specifica, e quindi non ha seguito percorsi formativi abilitanti e professionalizzanti per rispondere ai bisogni educativi degli alunni con disabilità, come ha dichiarato il presidente Falabella:
“Questa percentuale inaccettabile compromette seriamente la qualità dell’istruzione offerta ai nostri studenti e alle nostre studentesse con disabilità, L’introduzione di una figura professionale dedicata all’insegnamento di sostegno non può e non deve essere un contentino o un provvedimento spot, ma l’occasione per sanare le disfunzioni sistemiche che riguardano formazione, continuità e stabilità del personale”.
La Federazione, da decenni impegnata per un’istruzione di qualità, ha presentato una propria Proposta di Legge per la Continuità Didattica e la Formazione Specializzata sul Sostegno, che prevede in particolare l’istituzione di specifiche classi di concorso per il sostegno didattico; il riconoscimento della continuità didattica come elemento strutturale dell’inclusione; i criteri chiari e qualificanti per la nomina dei docenti specializzati; l’obbligo di formazione specifica in materia di inclusione anche per i docenti curricolari; la definizione chiara di ruolo e competenze degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM), figure essenziali per l’effettiva partecipazione scolastica, secondo l’affermazione di Roberto Speziale, vicepresidente vicario della FISH:
“Concordo pienamente con quanto dichiarato dal presidente Falabella, l’inclusione scolastica deve essere, prima di tutto e soprattutto una questione di qualità e non solo di quantità. Al centro ci devono essere sempre gli interessi delle bambine/i, alunne/i, studenti/esse con disabilità. Il primo soggetto che deve essere responsabilizzato è l’insegnante curriculare ma è anche necessario valorizzare ulteriormente la figura del docente specializzato sul sostegno e dell’assistente all’autonomia e comunicazione, se si vuole realmente che l’inclusione scolastica non rimanga un mero enunciato normativo”. “L’auspicio è che al più presto si approvi la proposta della FISH in ordine all’istituzione di specifiche classi di sostegno”.
Per questo la FISH esprime perplessità in merito agli emendamenti, presentati agli articoli 6 e 7 del Decreto-Legge 71/2024, i quali prevedono lo slittamento del termine dei corsi di specializzazione per insegnanti di sostegno erogati dall’INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) fino a dicembre 2026.
Il Decreto 71/2024 stabilisce che fino al 31 dicembre 2025 la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni e alle alunne con disabilità possa essere conseguita attraverso percorsi di formazione attivati da INDIRE, in modalità prevalentemente asincrona. Gli emendamenti in questione estenderebbero la validità di queste modalità di erogazione dei corsi fino al 31 dicembre 2026.
La FISH, pur comprendendo le difficoltà insite nell’apportare cambiamenti tempestivi e radicali a un sistema complesso come quello della formazione degli insegnanti di sostegno, invita i Senatori che hanno presentato gli emendamenti di ritirarli e ad aprire un confronto con la Federazione. La FISH, infatti, ribadisce con forza la necessità di lavorare per la creazione di un sistema scolastico veramente inclusivo, che garantisca una formazione adeguata e di alta qualità ai docenti.
La Federazione sottolinea che la formazione degli insegnanti di sostegno è un pilastro essenziale per assicurare un’istruzione di qualità per tutti e tutte, in grado di rispondere in modo efficace e competente alle esigenze degli studenti e delle studentesse con disabilità.
La FISH continuerà a lavorare per questi obiettivi con l’auspicio che il sistema scolastico evolva presto verso soluzioni che coniughino l’efficienza organizzativa, con l’indispensabile necessità di una formazione adeguata agli insegnanti di sostegno.
‘La cultura della relazione per la nuova comunità globale di pace’: a Firenze la firma del protocollo tra Lions Toscana e Rondine Cittadella della Pace
Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ha accolto sabato 20 settembre un grande momento di confronto e condivisione dedicato alla costruzione di una cultura di pace. L’incontro, promosso da Lions International – Distretto 108La Toscana e Rondine Cittadella della Pace, in collaborazione con il comune di Firenze, ha avuto come titolo “Insieme Costruiamo Oggi la Pace di Domani”
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare le progettualità comuni a favore dei giovani e della cultura della pace, valorizzando il ruolo dell’educazione e della leadership giovanile come strumenti di trasformazione dei conflitti e di costruzione di un futuro più giusto e pacifico. Dopo la cerimonia di apertura numerosi gli ospiti intervenuti e moderati da Cristina Privitera, vicedirettrice de La Nazione.
Ad aprire i lavori Sara Funaro, Sindaca di Firenze che ha ringraziato per il valore di questo evento capace di riportare l’attenzione su un messaggio oggi urgente ricordando alcune delle tragiche guerre che ogni giorno si inaspriscono intorno a noi: “Conflitti armati che generano dolore, che scuotono le coscienze e ci portano spesso alla polarizzazione, impedendoci di restare nel dialogo e di tenderci la mano, che è l’esercizio più difficile. Avere oggi a Palazzo Vecchio i Lions, che sono una grande risorsa per il territorio, insieme a Rondine, che conosco da anni, è motivo di grande gioia.
A Rondine viene portato avanti questo straordinario esercizio nel modo migliore, partendo dai giovani. A Rondine accade questo miracolo che dimostra che, di fronte ai conflitti più drammatici, può esserci dialogo e che i giovani possano vivere insieme nella speranza. Questi giovani possono davvero dare una mano e fare la differenza per un mondo che sembra andare sempre più verso la disumanità”.
Tra i saluti istituzionali delle autorità cittadine e regionali ricordiamo, don Marco Zanobini, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Firenze che ha portato i saluti dell’Arcivescovo mons. Gherardo Gambelli; la Prof.ssa Maria Paola Monaco, delegata all’inclusione e diversità in rappresentanza della Rettrice dell’Università di Firenze; Lorenzo Pierazzi, Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Arezzo che ha portato i saluti del Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia. Tra le altre autorità intervenute anche il sindaco di Montemurlo Simone Calamai e Benedetta Albanese, assessore all’Educazione e Pari opportunità del Comune di Firenze.
Al centro dell’evento la firma del protocollo “La cultura della relazione per la nuova comunità globale di pace” che sancisce una partnership strategica tra Lions e Rondine con l’obiettivo di unire le rispettive competenze e reti per diffondere il Metodo Rondine, sviluppare progetti congiunti e coinvolgere le comunità locali in iniziative educative e sociali. Tra i principali ambiti di collaborazione previsti: il sostegno alla World House, la diffusione del Quarto Anno Rondine, la realizzazione di campus internazionali per i giovani Leo e la creazione di percorsi di formazione esperienziale per i club Lions.
“Adesso, in quest’epoca, credo che tutti noi abbiamo il cuore spezzato. Ascoltare le testimonianze di queste giovani e immaginare il dolore che c’è dietro deve farci riflettere seriamente. Ma vogliamo anche continuare a credere e a sperare, e vogliamo continuare a combattere la nostra battaglia di civiltà” Dichiara Gilberto Tuccinardi, Governatore Distretto Lions 108 La Toscana. ”Nel nostro cammino abbiamo incrociato gli amici di Rondine e desideriamo continuare a percorrerlo insieme a loro, perché insieme troviamo forza e possiamo incidere davvero. Vogliamo svegliare le coscienze e mettere in moto tutte le energie affinché tutte le persone di buona volontà possano continuare a credere e a impegnarsi per la pace.”
Così quindi Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine Cittadella della Pace, che ha ripercorso la storia e la missione dell’organizzazione e sottolineato il valore di questo momento. “Esprimo profonda gratitudine agli amici Lions per la scelta di camminare insieme a Rondine e di collaborare concretamente. Quando due storie come le nostre si intrecciano, nasce un servizio che si moltiplica a favore della causa della pace, che ci sta tutti così a cuore. Oggi non siamo qui semplicemente per parlare di pace perchè viviamo in un tempo attraversato da guerre tragiche e devastanti.
Vogliamo impegnarci a costruire la pace a prescindere dalla guerra proprio perché la pace è un bisogno originario dell’essere umano – continua Vaccari – La firma di questo Protocollo ha un valore profondo perché ci impegna a lavorare ogni giorno, in ogni luogo, a partire dalle periferie, per trasformare i conflitti che riguardano il quotidiano di tutti noi. Il dolore può generare odio e violenza, oppure trasformarsi in indignazione e impegno civile. È questa è la scelta che i giovani del nostro Studentato Internazionale – World House compiono quotidianamente. Se questo passo saprà tradursi in azioni concrete per la scuola, i giovani e le comunità, allora potremo davvero dire che avremo aperto uno spiraglio di futuro.”
Insieme a lui, alcuni giovani della World House hanno portato le loro testimonianze, dando voce all’esperienza concreta di convivenza e trasformazione del conflitto che caratterizza la vita quotidiana a Rondine.
“Essere oggi presente davanti a voi ha per me un significato particolarmente simbolico: domani, 21 settembre, sarà un anno esatto da quando anch’io – una ragazza carica di ansie e timori – sono arrivata a Rondine. Ho varcato la soglia di quella che sarebbe diventata la mia nuova casa per i successivi due anni. Racconta Anna, 27 anni, studentessa russa di Mosca.
“Anche dopo un anno, ogni volta per me è difficile dire da dove vengo. Le mie emozioni oscillano tra la disperazione e l’indignazione. So che nella storia di tutti i paesi del mondo ci sono pagine oscure, e che la storia in generale è sempre complessa. Quando tutto questo lo vivi ogni giorno nel presente, parlarne diventa doppiamente complicato”.
Continua Anna. “In quest’anno ho intrapreso, e continuo a percorrere, un lungo cammino per comprendere meglio me stessa, per trovare le mie certezze in un mondo che è cambiato e per scoprire quali nuove possibilità posso creare. Ogni giorno lo faccio attraverso il dialogo con gli altri, accogliendo le loro storie e intrecciando le nostre relazioni. Una cosa è leggere o ascoltare parole, un’altra è vivere fianco a fianco con le stesse persone: condividere esperienze, compiere gesti quotidiani insieme e vederle agire nella realtà”.
Tra le sue compagne di viaggio Alena. Racconta che la sua famiglia proviene dall’Ucraina orientale, ma è nata a San Pietroburgo. “Fin da bambina non è stato facile per me trovare il modo di essere ucraina con un unico passaporto russo”. Dice. E poi l’arrivo della guerra nel 2014 ha cambiato tutto. “Vedere le conseguenze della guerra riversate sulla mia famiglia mi ha condotto ad investire il mio tempo, la mia energia, la mia conoscenza in un dialogo di comprensione e trasformazione dei conflitti”.
Un percorso che l’ha condotta a Rondine dove ha intrecciato il suo cammino con la sua “nemica” Anna. “Abbiamo vissuto sotto lo stesso tetto, abbiamo cucinato e mangiato insieme. Io non ho fatto propaganda ucraina. E questa nostra apertura per fare il compromesso e vivere insieme ci ha dato dei frutti”. – continua Alena – “E adesso, per me, questa piccola rivelazione è il frutto delle nostre relazioni umane, che io mi aspettavo da Rondine. Perciò finalmente mi sento grata”.
A seguire, sono intervenuti alcuni rappresentanti del mondo Lions: PDG Antonio Poma, con un intervento dedicato al tema “I Lions e la Pace”; PDG Pier Luigi Rossi, che ha affrontato il tema “Spiritualità e Umanesimo, essere Lions contemporanei”; Francesco Oliva, presidente Leo Distretto Toscana, che ha richiamato il ruolo delle nuove generazioni nel servizio e nell’impegno civico.
In chiusura non è mancato il saluto di Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana in collegamento da remoto: “Ringrazio di cuore Rondine e i Lions. Come Lions, mi sento orgoglioso della nostra capacità di valorizzare una realtà di riferimento per la Toscana come quella di Rondine. Rondine, nel corso del tempo, è riuscita a trasformare un borgo spopolato in un punto di riferimento riconosciuto dalle più alte autorità nazionali e internazionali. L’auspicio è che Rondine possa librarsi sempre più in alto e continuare a portare azioni di pace concreta: una realtà che rende orgogliosa tutta la Toscana ed esprime al meglio i suoi tratti identitari.”
La giornata è terminata con le riflessioni finali e un invito a trasformare le parole in azioni. La collaborazione tra Lions e Rondine si propone ora di radicarsi nei territori e di aprirsi al mondo, contribuendo alla costruzione di una comunità globale fondata sulla relazione, sulla responsabilità e sulla pace.
L’evento fiorentino ha rappresentato un passaggio storico: non solo un incontro di idee, ma l’avvio di un percorso comune che mette al centro i giovani e la loro capacità di immaginare e realizzare un futuro senza nemici.
Rondine: riconoscimento UNESCO all’inaugurazione dell’anno formativo
«Rondine è nata per dimostrare che la pace non è una parola da pronunciare, ma una pratica quotidiana fatta di coraggio, fatica e convivenza. Da ventisette anni, ogni giovane che arriva qui porta con sé un pezzo di conflitto e lo trasforma in un seme di dialogo».
Con queste parole, Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine, a dato il là all’inaugurazione dei percorsi formativi della Cittadella della Pace 2025-26. Inaugurazione battezzata da un riconoscimento di valore mondiale: nel giorno dell’avvio del nuovo anno scolastico e accademico, infatti, Rondine ha ricevuto l’importante riconoscimento dell’UNESCO come esperienza educativa innovativa per la trasformazione creativa dei conflitti e la promozione della pace. Un traguardo che si intreccia con la Giornata della Virtù Civile in Toscana, promossa dall’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli, la quale per il secondo anno ha scelto la Cittadella come cornice simbolica della sua iniziativa: «Il riconoscimento UNESCO ci ricorda che ciò che accade a Rondine non resta chiuso tra queste mura, ma parla al mondo intero. L’educazione è il nostro strumento di pace e dialogo, anche nei luoghi segnati dal conflitto», ha sottolineato Vaccari.
Per l’occasione è arrivato anche il messaggio del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Ringrazio Rondine Cittadella della Pace e l’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli per l’invito a rivolgere un messaggio di saluto in questa giornata di inaugurazione dei percorsi formativi di Rondine. Un caloroso benvenuto ai nuovi studenti, giunti in Toscana da ogni parte del mondo: a tutti voi, il mio più grande incoraggiamento per questa importante esperienza in Italia.
Di fronte a un quadro internazionale sempre più complesso, il messaggio e il modello di Rondine per la promozione della pace e del dialogo sono una risorsa preziosa, da proteggere e sostenere. Non solo un percorso formativo universitario, ma un’esperienza di convivenza e gestione dei conflitti dove la pace non si proclama ma si pratica concretamente ogni giorno! Il Governo vi sostiene ed è al vostro fianco! Siamo in prima linea per mettere sempre più l’Italia e Roma, specie in questo santo anno giubilare, al centro dell’impegno per la pace in tutti i teatri di crisi… Un’azione che portiamo avanti mettendo sempre la persona al centro».
Cui ha fatto seguito la lettera del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il quale ha voluto ricordare come: «La Costituzione italiana ci ricorda che il nostro Paese ripudia la guerra. Non è un’astensione passiva, ma una scelta coraggiosa che nasce dal dolore della storia e diventa un impegno presente. In questo c’è una profonda affinità con Rondine, che educa i giovani al dialogo, al confronto e alla mediazione, formando costruttori autentici di pace e di società».
Quella società proveniente da tutta Italia che in massa ha preso parte a una mattinata intensa e partecipata, segnata da momenti istituzionali, testimonianze e simboli che hanno dato l’avvio ufficiale al nuovo anno formativo.
«So che iniziare un nuovo percorso qui richiede coraggio e apertura, ma guardandovi oggi so che non siete soli. Siete già parte di una comunità che vi sostiene e vi accompagna. Che quest’anno sia pieno di coraggio, di dialogo, e della scoperta che la casa non è solo il luogo dove si abita, ma quello in cui si sceglie di costruire la pace insieme», ha detto la Rondine d’Oro Adelina. «Qui ho imparato che la pace non è un grande discorso da fare davanti a un microfono, ma tante piccole scelte quotidiane: ascoltare anche quando non si ha voglia, affrontare i conflitti invece di evitarli, e sì, a volte anche discutere animatamente… per poi ritrovarsi a cena insieme con una conoscenza più profonda dell’altro, una relazione più forte», ha ribadito Ahmad, anche lui Rondine d’Oro, all’inaugurazione della cerimonia nel Teatrotenda, dopo il benvenuto di Franco Vaccari.
E dopo quelli del fondatore e presidente di Rondine, sono arrivati i saluti istituzionali dell’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli, con il presidente Roberto Notarbartolo di Villarosa e la consigliera Veronica Marzotto Notarbartolo, che hanno sottolineato l’importanza di legare la memoria di Giorgio Ambrosoli e il valore della responsabilità civile alle nuove generazioni impegnate nei percorsi di pace: «Grazie ragazze e ragazzi per il vostro grande impegno, grazie agli educatori e alle educatrici, alle vostre famiglie e a tutti coloro che in questo progetto credono e a questo progetto collaborano e, soprattutto, grazie Franco per aver dedicato la tua vita a questa meravigliosa Rondine», ha affermato Roberto Notarbartolo di Villarosa, insieme con la moglie, per salutare l’inizio dei percorsi formativi della Cittadella della Pace.
Uno dei momenti più attesi è stata la presentazione della nuova generazione della World House, lo Studentato Internazionale cuore della Cittadella, che per i prossimi due anni accoglierà 20 giovani provenienti da aree di conflitto, tra Europa dell’Est, Balcani, Caucaso e America Latina, con il significativo ritorno di studenti e studentesse che arrivano dal Medio Oriente, più precisamente: abcasi, georgiani, serbi, kosovari, ucraini, russi, ceceni, daghestani, palestinesi, israeliani, libanesi e colombiani. «Ricordate: Rondine è uno spazio di integrazione e dialogo, dove ogni cultura e lingua è accolta con rispetto. Qui non importa da dove venite, che lingua parlate, il vostro genere o la vostra religione: qui siete a casa», li ha saluti Djenebou, studentessa Senior della World House cui ha fatto eco la collega Anna:
«Dal primo giorno Rondine ci accoglie con un proposito speciale: costruire un mondo migliore attraverso il dialogo e la trasformazione dei conflitti. Quella che anche voi vivrete non sarà solo un’occasione di formazione, ma un viaggio di vita». A consegnare la borsa di studio dedicata a uno degli studenti è stata proprio l’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli, con un riconoscimento che lega la testimonianza di Ambrosoli al percorso di Rondine.
Luca Verzichelli, Direttore del Master in “Conflict Management and Humanitarian Action” (master-cmha.unisi.it) dell’Università di Siena, il percorso accademico realizzato in collaborazione con Rondine che mira a implementare le competenze nell’ambito della gestione dei conflitti e più in generale per operare nel settore umanitario, ha ribadito la sinergia tra accademia e formazione esperienziale: «Forse non sappiamo sempre cosa insegniamo, ma sappiamo di certo cosa impariamo da questi giovani. E, sicuramente, abbiamo bisogno gli uni degli altri per portare avanti quello che ho ribattezzato “Metodo Rondine & Company”», rilanciando la collaborazione tra Rondine e l’Università di Siena con un percorso formativo accademico che da anni è uno dei fiori all’occhiello della World House.
Il progetto dello Studentato Internazionale – World House è stato realizzato con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica Italiana, della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, della Fondation Assistance Internationale, di The Rising Tide Foundation, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Fondazione Mondo Unito, di Aboca S.p.A., della Regione Toscana – Giunta Regionale, dell’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli, di HABITECH, di F2i Sgr, di Vianord Engineering, del Gouvernement Princier – Principauté de Monaco, di Amitié Sans Frontières – Club di Firenze, delle Associazioni di Categoria di Udine, di Visia Imaging S.r.l., Fila SOLUTIONS S.p.A., Lions Club – Distretto 108La Toscana, numerosi Imprenditori e Manager per la Pace, molti membri del Programma Ambassador, e il Fondo di solidarietà World House insieme ad amici e sostenitori.
Grande partecipazione anche delle scuole italiane che hanno aderito al progetto Sezione Rondine: oggi sono 36 le Sezioni Rondine con 56 classi attive in istituti secondari di primo e secondo grado e in partenza la pre sperimentazione anche in una scuola primaria nell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di Terranuova Bracciolini, con una Prima e una Seconda elementare, e l’Istituto comprensivo Circolo IV di Piacenza con una Terza elementare. In totale oltre 1.200 alunni, 800 docenti e 51 tutor certificati con il Metodo Rondine, il tutto declinato su 15 regioni. È stato, inoltre, attivato un protocollo con la Regione Lombardia che permetterà di attivare Sezione Rondine in 26 scuole e 12 province lombarde.
Per l’occasione è stato presentato il nuovo bando per il corso tutor (https://sezione.rondine.org/corso-di-alta-formazione-per-tutor-di-classe/), che sarà attivo da gennaio 2026, e il lancio del nuovo sito di Sezione Rondine (https://sezione.rondine.org/).
Sezione Rondine è realizzata nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per la promozione del dialogo e della pace attraverso attività didattiche innovative (Atti del Ministro, prot. n 21/2023), in collaborazione con la Direzione Regionale Toscana e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo. Il progetto è sostenuto da Enel Cuore Onlus e realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Fondazione KPMG.
La giornata si è conclusa con un momento simbolico: il suono simultaneo delle campanelle nelle classi Sezione Rondine di tutta Italia così come nella Cittadella della Pace, un gesto corale per dare il via all’anno scolastico 2025-26 sotto il segno del dialogo e della pace.
Rondine e Lions insieme ‘Costruiamo oggi la pace di domani’
In occasione dell’imminente Giornata Internazionale della Pace, il Distretto Lions 108 La Toscana, insieme a Rondine Cittadella della Pace e in collaborazione con il Comune di Firenze, promuovono un evento di valore simbolico e civile: la presentazione ufficiale del Protocollo d’Intesa triennale tra i Lions Club della Toscana e Rondine, che sarà siglato il 20 settembre 2025 alle ore 10.00 nella prestigiosa cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare le progettualità comuni a favore dei giovani e della cultura della pace, valorizzando il ruolo dell’educazione e della leadership giovanile come strumenti di trasformazione dei conflitti e di costruzione di un futuro più giusto e pacifico.
All’evento prenderanno parte autorità istituzionali a partire dai rappresentati del Comune di Firenze, delegati lionistici e civili, giovani di Rondine e leader del mondo Lions, che offriranno testimonianze e riflessioni sul tema della pace, dell’impegno civico e della responsabilità collettiva.
Dopo i saluti istituzionali il programma vede al cuore dell’incontro le voci dei giovani di Rondine, provenienti da luoghi di guerra e portatori di storie di conflitti trasformati in opportunità di dialogo e riconciliazione, insieme al contributo del fondatore e Presidente Franco Vaccari.
A seguire, gli interventi lionistici offriranno prospettive su pace, spiritualità e impegno giovanile.
La cerimonia culminerà con la firma del Protocollo di Intesa e la presentazione del Fondo di Solidarietà, siglando una collaborazione che nei prossimi tre anni vedrà Lions e Rondine impegnati fianco a fianco per promuovere percorsi formativi, progetti sociali e iniziative territoriali capaci di rafforzare la cultura della pace. L’incontro sarà moderato da Cristina Privitera, vicedirettrice de La Nazione.
Il Governatore del Distretto Lions 108 La Toscana, Gilberto Tuccinardi, sottolinea: “Il nostro obiettivo è quello di rafforzare le progettualità comuni a favore dei giovani e della cultura della pace, con uno sguardo concreto verso il futuro e l’impatto sui territori. Perché se una Pace è possibile, per noi Lions è un dovere ricercarla e promuoverla”.
Franco Vaccari, Presidente e Fondatore di Rondine Cittadella della Pace, dichiara: “La firma di questo Protocollo rappresenta un passo concreto verso la costruzione di una rete sempre più ampia di attori impegnati per la pace. Con i Lions della Toscana condividiamo la convinzione che i giovani siano i veri protagonisti del cambiamento: offrire loro strumenti per trasformare i conflitti significa investire sul futuro delle nostre comunità e del mondo intero. Rondine nasce proprio con questa missione e oggi, grazie a questa collaborazione, possiamo rafforzarla con nuove energie e nuove prospettive”.
Con questa iniziativa, i Lions e Rondine segnano un nuovo passo comune nelle tracce della loro missione storica: essere costruttori di pace in un mondo tormentato da guerre e violenza, rafforzando il legame con la società civile per il dialogo e la trasformazione creativa dei conflitti, all’insegna del Metodo Rondine.
Due percorsi universitari: Teologia e Scienze religiose per formare gli insegnanti di religione e per la qualifica e l’aggiornamento degli operatori pastorali
Due percorsi universitari, proposti in diverse sedi del Triveneto, per una formazione teologico-umanistica tramite lo studio della filosofia, della Bibbia, della storia, della teologia, della pedagogia, psicologia e sociologia; una preparazione da spendere soprattutto nella scuola, come insegnanti di religione cattolica, ma che fornisce competenze utili anche per figure “educative” a servizio della comunità cristiana e della società, ad esempio operatori negli uffici diocesani e nella vita pastorale, nell’ambito interculturale e interreligioso, dell’etica e della bioetica, nella comunicazione, giornalismo ed editoria. È questa, in sintesi, la proposta formativa della Facoltà teologica del Triveneto, che ogni anno è frequentata da circa 1700 studenti (tre su quattro sono laici) e dove insegnano 300 docenti.
È possibile scegliere fra il percorso di Teologia – caratterizzato da un approfondimento più ampio della filosofia e delle fonti bibliche e teologiche, mediante anche lo studio delle lingue greca ed ebraica (articolato in tre cicli: baccalaureato, licenza, dottorato – disponibili nella sede di Padova; il solo baccalaureato anche negli Istituti teologici affiliati con sedi a Pordenone, Treviso, Udine e Verona) – e il percorso di Scienze religiose – dove hanno un peso maggiore le scienze umane, in particolare la pedagogia, in rapporto stretto con la teologia (baccalaureato e licenza – negli Istituti superiori di Scienze religiose collegati in tutto il Triveneto: a Treviso-Belluno, Verona, Vicenza, Padova, Udine, Trento e Bolzano).
Info: www.fttr.it – www.iostudioteologia.it
Una formazione completa in vista della professione di insegnante di religione cattolica è quanto propone, nella sede di Padova, il primo ciclo (baccalaureato) del PERCORSO DI TEOLOGIA, articolato in cinque anni. Nei prossimi cinque anni in Veneto, grazie ai pensionamenti, ci sarà un turn over del 33 per cento degli insegnanti di religione, con reali prospettive quindi di trovare un impiego per i giovani laureati. Per la preparazione degli insegnanti sono offerti percorsi universitari completi e articolati in: corsi di pedagogia, didattica, teoria della scuola e legislazione scolastica; tirocinio biennale nelle scuole pubbliche con tutor qualificati.
Oltre a formare competenze professionali in ambito pedagogico-didattico, lo studio della teologia, come le altre lauree umanistiche, sviluppa l’apertura mentale e il pensiero critico, le capacità di relazione e di comunicazione, che permettono alla persona di spendersi con libertà e intraprendenza in diversi settori. Data la sempre maggiore carenza di clero, in un futuro non troppo lontano si può prospettare un’apertura nell’attività pastorale nelle parrocchie, ad esempio nei servizi educativi rivolti ai giovani e alle famiglie.
L’offerta formativa del primo ciclo della Facoltà affianca alla parte istituzionale del piano di studi anche diversi seminari su temi filosofici, teologici e biblici in relazione con l’attualità, fra i quali: la condizione umana, la crescita spirituale, il senso della vita, il ruolo della fede e della ragione nel mondo contemporaneo, il rapporto tra chiesa, società e cultura, il dialogo tra le diverse fedi, l’affettività e l’accompagnamento spirituale. Tutti i corsi possono essere scelti e seguiti anche singolarmente.
Più mirato alla qualificazione, aggiornamento e formazione permanente di presbiteri, operatori pastorali, insegnanti, laici e laiche interessati ad approfondire alcune tematiche è il secondo ciclo (licenza) del percorso teologico, un biennio di specializzazione suddiviso in due indirizzi: teologia pastorale e teologia spirituale. Oltre a numerosi corsi, sono in programma due seminari-laboratori: l’indirizzo di teologia pastorale porterà l’attenzione su Forme di famiglia. La pastorale di fronte alle trasformazioni sociali e culturali; l’indirizzo di teologia spirituale si soffermerà su La mistica. Contenuti, esperienza spirituale, storia e ascolto.
I singoli corsi e i seminari-laboratori possono essere frequentati anche come studenti uditori.
Per chi desidera completare la formazione teologica, è a disposizione il terzo ciclo di studi (dottorato di ricerca), che permette agli studenti di “fare teologia”, cioè di elaborare un contributo originale allo sviluppo della ricerca teologica, e abilita all’insegnamento e alla ricerca presso facoltà ecclesiastiche e istituti teologici a livello universitario.
Formazione nel Triveneto
Il primo grado del percorso di teologia (baccalaureato) può essere seguito anche nei quattro Istituti teologici affiliati alla Facoltà con sedi a Pordenone, Treviso, Udine e Verona.
Per i programmi consultare i siti dei singoli istituti al seguente link: https://www.fttr.it/offerta-formativa/percorso-di-teologia/
Il PERCORSO DI SCIENZE RELIGIOSE, finalizzato in particolare alla formazione degli insegnanti di religione cattolica, può essere seguito nei sette Istituti superiori di Scienze religiose collegati alla Facoltà, con sedi a Treviso-Belluno, Verona, Vicenza, Padova, Udine-Trieste, Trento, Bolzano.
Per i programmi consultare i siti dei singoli istituti al seguente link: http://www.fttr.it/offerta-formativa/percorso-di-scienze-religiose/
Per informazioni: Segreteria generale, via del Seminario, 7 – 35122 Padova, tel. 049-664116
I giovani e il fascino per il male
La fase adolescenziale della vita è caratterizzata dal ‘paradosso’, come afferma il noto psicoanalista Ammaniti. Pertanto, se da un lato il processo di secolarizzazione e scristianizzazione ha allontanato i giovani dalla fede, dall’altro versante si assiste a una crescita tra i giovani del fascino per l’occulto e il satanismo. I dati risultano di difficile censimento a causa della segretezza di questo tipo di culti. Tuttavia, per quanto concerne l’Italia, stando ai dati dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, il 30% dei culti estremi in Italia riguarda il satanismo e lo spiritismo. Inoltre, le richieste di aiuto, che nel 2017 erano 851, sono giunte nel 2018 a 1.400.
Fenomeno silente ed allarmante. Molti esperti individuano alla radice diverse cause: bisogno di appartenenza, fragilità emotive, conflitti familiari, desiderio di ribellione, dipendenza da droghe e alcol, isolamento sociale. Disturbi tipici della personalità che non di rado caratterizzano il vissuto dei giovani nell’attuale contesto sociale. Sulla base di queste acquisizioni, si ritiene che molti giovani sottovalutino la pericolosità di avere a che fare con il mondo del satanismo e dell’occulto in generale che, ad esempio, negli anni ’90 portò alle cronache il famigerato gruppo delle ‘bestie di Satana’, responsabile di diversi omicidi e induzione al suicidio di diversi giovani, tragici eventi che si consumarono dal 1997 ai primi anni del 2000.
Se è vero che tristemente la storia si ripete e che prevenire è meglio che curare, che cosa si può fare per difendere i giovani da questo oscuro abisso che il mondo del satanismo e dell’occulto rappresenta? Sensibilizzare i giovani circa queste tematiche e formarli e informarli adeguatamente è il primo passo da compiere, perché i ragazzi e le ragazze possano conoscere innanzitutto chi è Satana e di che cosa si occupano e cosa fanno le organizzazioni a lui dedicate.
L’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) potrebbe riservare, specialmente, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, delle unità di apprendimento che nel corso dell’anno potrebbero far luce ai ragazzi circa questi fenomeni, allo scopo di formarli, così da favorire in essi l’acquisizione e lo sviluppo del pensiero critico, cosicché essi possano approcciarsi a queste tematiche con più attenzione e sicurezza, evitando anche online sul web di divenire delle prede facili per guru alla ricerca di giovani da ‘deviare’.
E’ opportuno che a scuola, quindi, non si liquidino troppo facilmente queste tematiche e si presti ad esse la dovuta attenzione per prevenire eventuali tragiche conseguenze. In secondo luogo, incoraggiare una lettura critica ma al contempo consapevole della Bibbia tra i giovani, con particolare riferimento alla figura del male e alle sue azioni. Il Vangelo affronta la questione senza tabù; allo stesso modo, il magistero della Chiesa ha dedicato al fenomeno la sua premura ed attenzione pastorale.
La Bibbia, opportunamente presentata ai giovani, può costituire per essi una risorsa potente e un supporto efficace affinché essi possano acquisire e sviluppare conoscenza, padronanza per certi temi e, di conseguenza, accrescere oltre alla loro capacità di introspezione anche la loro resilienza. Infine, come terzo aspetto, bisogna sottolineare l’importanza di avvicinare, specialmente nel tempo attuale, i giovani alla fede in maniera credibile e responsabile.
I giovani hanno bisogno di poter avere a disposizione nell’attuale contesto socioculturale anche modelli positivi: testimoni credibili, affidabili e concreti che possano rappresentare per loro dei punti di riferimento stabili.
E’ necessario poter e saper fornire ai giovani delle alternative valide e sostenibili; tale aspetto va al di là della questione del satanismo e abbraccia anche altri rischi per i giovani odierni, come il diventare facili reclute delle organizzazioni criminali. Riscoprire la dimensione spirituale della vita, imparare a leggere ed interpretare la realtà alla luce della fede lungi dal costituire una proposta retrograde e fuori moda per i giovani!
Essi hanno uno spiccato bisogno di potersi immaginare un futuro e la Fede se non sganciata ma saggiamente ancorata alla ragione può fornire loro un orizzonte di senso entro cui poter sviluppare una identità personale solida. Si legga il suggerimento del libro di Giobbe:
Ecco, temere Dio, questo è sapienza e schivare il male, questo è intelligenza. (Cf. Gb 28,27). La Sapienza nello scenario dell’uomo biblico consiste nell’apprendere il ‘timore di Dio’ che non si identifica con la paura ma con l’amore filiale come tra un padre e un figlio. San Paolo apostolo in tal senso metteva in guardia i cristiani della comunità di Efeso con queste esortazioni: la nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. (Cf. Ef 6,12-17).
Ed ancora si raccomandava con Timoteo suo figlio spirituale e vescovo: tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. (Cf. 2Tm 3,16-17). Recita la Lettera agli Ebrei: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore (Cf. Eb 4,12)”.
Infine, si afferma nella prima Lettera di Pietro: Gettate su di lui [Gesù] ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede. (Cf. 1Pt 5,7-9). I giovani, per evitarlo, devono imparare a conoscere il male e avere la capacità e gli strumenti necessari per resisterlo e vincerlo.
Solitamente ciò che è ‘ignoto’ e ‘proibito’ esercita sui giovani un fascino maggiore; stessa cosa dicasi, ad esempio, per la questione relativa alla sessualità. Ai giovani, più che imporre divieti e proibizioni, è utile imparare a dare loro delle risposte. Questo implica per gli adulti, che siano genitori, docenti o educatori, impegno, responsabilità, formazione e dedizione.
‘Scuola nuziale’: un percorso per capire chi sono gli sposi cristiani
Quando un uomo e una donna si sposano in Chiesa, hanno piena consapevolezza di cosa questo significhi, di ciò che promettono e in Nome di chi lo fanno? Sanno che possono contare realmente sulla grazia di Gesù, o ignorano la potenza del sacramento? Quale è l’identità specifica dei coniugi cristiani? E qual è il ruolo del corpo?
A queste domande vuol cercare di rispondere un corso pensato specificamente per conoscere la chiamata al matrimonio cristiano e le varie sfaccettature di questo meraviglioso e grande impegno.
A breve, dopo l’esperienza straordinaria dello scorso anno, ripartiranno, infatti, i lavori di Scuola Nuziale, un percorso interamente online a cui è già possibile iscriversi. Per farlo, o per chiedere informazioni, questo è l’indirizzo mail: scuolanuziale@misterogrande.org.
Gli artefici del progetto, ovvero coloro che lo hanno fortemente voluto e messo in piedi, sono: p. Luca Frontali, don Renzo Bonetti, e le famiglie di Mistero Grande, Antonio e Luisa De Rosa, che sono due sposi, autori del blog ‘Matrimonio cristiano’ e legati alla realtà di Intercomunione di Famiglie. La referente ufficiale è Giorgia Sartori, moglie e mamma che nella vita si occupa di riconoscimento naturale della fertilità e che ha molto approfondito il tema della sessualità vissuta in conformità con la proposta della Teologia del Corpo.
Papa Francesco sosteneva che i corsi per fidanzati erano spesso poco formativi e insufficienti e che gli sposi siano abbandonati a loro stessi dopo le nozze. Questo itinerario vuole offrire strumenti ai fidanzati e agli sposi per vivere bene e consapevolmente la propria vocazione. Tanti i relatori, dalla consulente famigliare Nicoletta Musso Oreglia allo scrittore Giorgio Ponte, dagli sposi Nicola e Giulia Gabella, a Fabrizia Perrachon.
Come ha spiegato Giorgia Sartori in una un’intervista a Punto Famiglia, i nuovi corsi, quest’anno, saranno due. Visto il grande successo della prima edizione, quest’anno avremo la scuola nuziale base, che, con delle piccole modifiche, ricalcherà il programma dell’anno precedente; e poi il corso approfondito, creato sulle richieste emerse dai feedback dei partecipanti del primo anno.
I due corsi inizieranno e termineranno con due lezioni in plenaria tenute da don Renzo Bonetti, oltre che con il ritiro finale sempre condiviso. Le differenze dell’approfondito rispetto al base sono: i partecipanti, che devono aver già fatto scuola nuziale base, la quantità di appuntamenti, un solo mercoledì sera al mese, e il maggior affondo su tematiche specifiche. La modalità però è esattamente la stessa: incontri online, con tutti i pro e i contro di questa scelta che però abbiamo cercato di ovviare con il ritiro finale in presenza, con una parte di tempo iniziale prevista per relazione e testimonianza, e una parte finale per le domande dei corsisti.
‘Scuola nuziale’ è pensata per le coppie di sposi, di ogni età, che hanno desiderio di approfondire e di condividere con altri la strada della vita coniugale. Tuttavia, possono partecipare anche fidanzati, utilizzando la scuola come corso prematrimoniale, consacrati e sacerdoti, separati e persone in ricerca della propria strada.
Inoltre, quest’anno c’è una bella novità: si possono fare dei buoni regalo che permettono di donare il corso base o approfondito ad amici e parenti in vista delle nozze o di anniversari di matrimonio o sacerdozio o consacrazione. Perché non cogliere questa preziosa occasione? Per avere info o iscriversi a ‘Scuola Nuziale’: scuolanuziale@misterogrande.org.
Università e solidarietà: la scelta di esserci
All’Università Europea di Roma (UER) si è concluso un altro anno di attività di Responsabilità Sociale, promosse dal Centro di Formazione Integrale dello stesso ateneo. Questa università non si limita ad offrire un semplice percorso accademico, ma coinvolge gli studenti in iniziative orientate a sviluppare uno spirito di servizio per gli altri.
Queste attività occupano un ruolo centrale nella formazione e nella crescita personale degli studenti, sensibilizzandoli alle dinamiche sociali, all’esercizio attivo della solidarietà e al riconoscimento del valore sociale intrinseco nell’impegno professionale.
Gli studenti collaborano con diverse realtà che operano nel sociale sul territorio (associazioni, Onlus, fondazioni, laboratori, organizzazioni di volontariato) e si impegnano a svolgere attività di vario genere: supporto a persone senza fissa dimora o in condizioni di disagio socio-economico, assistenza a minori e disabili, tutela dell’ambiente, promozione della cultura e dell’educazione, sostegno a persone anziane o malate.
L’obiettivo è che lo studente UER sia preparato tanto dal punto di vista tecnico-scientifico quanto dal punto di vista umano, per essere capace di relazionarsi agli altri con sensibilità e rispetto, e di vivere la propria professione non solo come una realizzazione personale ma anche come un servizio per la trasformazione della società.
Nell’anno accademico 2024-25 il Centro di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma ha visto il coinvolgimento di circa 300 studenti che hanno svolto circa 15.000 ore totali di attività presso 31 enti del territorio.
Gli studenti hanno raccontato le loro esperienze in una serie di articoli scritti nell’ambito del Laboratorio di comunicazione ‘Non sei un nemico!’, attività di Responsabilità Sociale diretta dal giornalista Carlo Climati, che si ispira alla cultura dell’incontro.
Una studentessa, Alexia, ha descritto la sua esperienza in aiuto delle persone senza fissa dimora: “Tornando a casa, ci siamo portati dietro molto più di quanto avessimo lasciato. Quell’incontro ci ha cambiati. Ha incrinato quella barriera invisibile che ci separa dal dolore degli altri. E forse è proprio in questo piccolo spostamento dello sguardo che inizia la possibilità di un cambiamento più grande: nella città, nelle relazioni, in noi stessi”.
Un’altra studentessa, Martina, ha raccontato la giornata solidale ‘Angeli per un giorno’, trascorsa con i bambini delle case famiglia romane: “L’esperienza mi ha insegnato che il volontariato non è solo un’azione generosa. E’ uno specchio. Ti mette davanti agli occhi la realtà degli altri, ma anche la tua. Ti costringe a rivedere le priorità, a rimettere a fuoco cosa conta davvero. Ti educa al rispetto, alla gratitudine, alla presenza”.
(Foto: Università Europea)




























