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Voci di pace per l’Ucraina: #unabbracciodipace
“In Ucraina scorrono fiumi di sangue e di lacrime. Non si tratta solo di un’operazione militare, ma di guerra, che semina morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose, così come le persone in fuga, specialmente mamme e bambini. In quel Paese martoriato cresce drammaticamente di ora in ora la necessità di assistenza umanitaria. Rivolgo il mio accorato appello perché si assicurino davvero i corridoi umanitari, e sia garantito e facilitato l’accesso degli aiuti alle zone assediate, per offrire il vitale soccorso ai nostri fratelli e sorelle oppressi dalle bombe e dalla paura”.
In Ucraina la guerra continua
“Gloria a Gesù Cristo! Saluti dalla Kyiv ucraina, dalla nostra capitale storica. Oggi è il primo giorno di un nuovo periodo: oggi entriamo nella seconda settimana di questa terribile guerra. Da otto giorni l’Ucraina resiste. Da otto giorni di guerra, l’Ucraina sta combattendo. Oggi cominciamo a sentire, e a scoprire in modo speciale, il ruolo e il posto di Kyiv nella vita della nostra Chiesa, nella vita del nostro popolo, nella vita dello Stato ucraino”: questo videomessaggio è stato lanciato da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, ricordando al mondo che in Ucraina si sta combattendo una guerra di invasione.
Dal fronte orientale europeo la richiesta di pace
Appena terminati i colloqui di pace tra Mosca e Kiev gli aerei russi hanno iniziato a bombardare Kiev e le condizioni poste da Putin per un accordo con Kiev sarebbero le seguenti: neutralità internazionale dell’Ucraina e riconoscimento dell’annessione della Crimea alla Russia, avvenuta di fatto nel 2014 ma mai riconosciuta dalla comunità internazionale. D’altro canto Putin si è impegnato a ‘sospendere tutti gli attacchi contro i civili e le abitazioni’ e ha dato ‘il suo accordo a restare in contatto nei prossimi giorni per prevenire l’aggravamento della situazione’.
Appello alla pace in nome di Benedetto, Cirillo e Metodio
Dalla terra terremotata di Norcia, terra di san Benedetto, che è ‘punto di riferimento’ per l’Europa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato il suo messaggio per l’unità di tutti nel ricercare la pace, dopo l’accensione della Fiaccola della Pace tratta dalla Lampada di San Benedetto:
I pacifisti chiedono pace in Ucraina
Fino ad avanti ieri il presidente degli USA, Joe Biden, aveva ‘accettato in via di principio un incontro con il presidente Putin’ a patto che nel frattempo ‘non sia avvenuta un’invasione’ dell’Ucraina, secondo la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, dopo l’annuncio del presidente francese, Emmanuel Macron, di un vertice tra i leader americano e russo.
I cattolici in preghiera per la pace in Ucraina: ogni guerra è una follia
Ieri Mosca ha annunciato l’inizio del ritiro di truppe schierate ai confini con l’Ucraina, che avrebbero ‘completato’ le manovre nell’area, come ha scritto su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: “La data del 15 febbraio del 2022 entrerà nella Storia come il giorno del fallimento della propaganda di guerra da parte dell’Occidente. Svergognati e annientati senza sparare un colpo”.
Le Ong a Mattarella: strappare l’accordo con la Libia
Negli ultimi cinque anni sono state oltre 82.000 le persone intercettate in mare e riportate in Libia: uomini, donne e bambini andati incontro alla detenzione arbitraria, alla tortura, a trattamenti crudeli, inumani e degradanti, agli stupri e alle violenze sessuali, ai lavori forzati e alle uccisioni illegali.
Nei 48 sbarchi la Caritas di Ugento ha assistito 2852 persone
La Caritas di Ugento – Santa Maria di Leuca comunica che nel 2021, nei porti di Leuca, Gallipoli e Otranto sono avvenuti 48 approdi per un totale di 2852 persone migranti, con un incremento di gran lunga maggiore rispetto agli anni precedenti, nel 2018 erano giunti nel Salento 535 persone, nel 2019 erano stati 861 e nell’anno successivo 1204.
Venti di guerra in Ucraina
La Russia deve fornire le prove che non intende invadere l’Ucraina; mentre gli Usa devono inviare la prossima settimana risposte scritte alle più volte sollecitate richieste di ‘garanzie’ di Mosca: questo è il frutto del colloquio a Ginevra tra il segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, ed il ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov, che non prodotto grande risultati sulla via della pace.





























