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#DonoDay2026: il Ministero dell’Istruzione e del Merito apre la partecipazione
Nei giorni scorsi si è aperto il cantiere #DonoDay2026, il progetto culturale di respiro nazionale previsto per Legge dal 2015 per dare meritata visibilità all’idea e alla pratica del dono e della donazione in tutte le sue forme. Sono ufficialmente aperte le iscrizioni delle scuole al Giorno del Dono, che si celebra ogni anno il 4 ottobre. Anche RAI tra i media partner già confermati per l’edizione 2026 del più grande evento italiano dedicato a dono.
L’Istituto Italiano della Donazione (IID), nell’ambito del protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, invita anche quest’anno le scuole a partecipare al Giorno del Dono 2026, l’iniziativa che da oltre dieci anni celebra e promuove la cultura del dono in tutta Italia portando nelle aule i valori della solidarietà, della cittadinanza attiva e della partecipazione democratica, per offrire a studenti e docenti un’esperienza educativa concreta e riconosciuta a livello nazionale.
Con queste parole il presidente dell’Istituto Ivan Nissoli apre i lavori che porteranno, il prossimo ottobre, alla più grande festa nazionale del dono e della donazione: “Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con nota del 13 marzo scorso, invita le scuole di ogni ordine e grado a partecipare a #DonoDay2026: saranno ancora una volta gli studenti a dare lezione di dono. Le scuole hanno tempo fino al 15 giugno per presentare il proprio elaborato e partecipare da protagoniste al più grande evento in Italia dedicato alla cultura del dono che mette al centro la solidarietà, la gratuità e la partecipazione democratica alla vita culturale del Paese”.
Cuore dell’iniziativa è il contest #DonareMiDona Scuole, che consente agli studenti di esprimersi attraverso elaborati creativi, integrando educazione civica, impegno sociale e innovazione didattica in un percorso formativo strutturato.
Promosso dall’Istituto Italiano della Donazione, ‘Il Giorno del Dono’ rappresenta un unicum a livello internazionale: l’Italia è infatti il primo e unico Paese ad aver istituito per legge una giornata nazionale dedicata al dono e alla solidarietà. Aggiunge Nissoli:
“Aderire significa entrare a far parte di una rete nazionale di istituti impegnati nella promozione della solidarietà, valorizzare il lavoro di studenti e docenti con visibilità nazionale, rafforzare il PTOF con progettualità coerenti e offrire agli studenti un’opportunità concreta di protagonismo attivo”. Per trovare ispirazione e partecipare al contest nazionale #DonareMiDona gli studenti possono ascoltare la voce delle scuole che hanno partecipato nel 2025.
Tra le principali novità dell’edizione 2026, il coinvolgimento della Fondazione Geronimo Stilton come partner tecnico dell’iniziativa attraverso un video-invito rivolto alle scuole da parte di Elisabetta Dami, ideatrice e autrice del celebre personaggio, che rinnova così il proprio sostegno all’iniziativa. Grazie al supporto dei partner tecnici, le scuole partecipanti potranno accedere a numerose opportunità. I premi del contest #DonareMiDona 2026 sono offerti da partner d’eccezione: Fondazione Geronimo Stilton, Esse Due S.a.s., Associazione Il Tarlo e Jobiri. Grazie alla Fondazione Geronimo Stilton tre scuole si aggiudicheranno un incontro online della durata di un’ora con Elisabetta Dami, ideatrice e scrittrice di Geronimo Stilton: un’occasione speciale di dialogo e ispirazione per studenti e docenti.
Due scuole riceveranno uno strumento tecnologico per la didattica (scanner, visualizzatore wireless, laboratori digitali di scienze e chimica) a scelta tra quelli donati a favore del progetto da Esse Due S.a.s. di Scolè Enrico. Associazione Il Tarlo donerà due laboratori ludici creativi realizzati presso le scuole grazie alla speciale ludoteca mobile dell’associazione stessa, per produrre dal vivo trottole in legno al CicloTornio o utilizzando materiali di riciclo. Due scuole si aggiudicheranno l’accesso gratuito per un anno alla piattaforma per l’orientamento ed il supporto automatizzato alla ricerca lavoro per studenti di Jobiri.
Dalla sua nascita, il Giro dell’Italia che dona ha reso protagonisti oltre 132.600 studenti provenienti da 930 istituti, con la realizzazione di 827 elaborati artistici: numeri che testimoniano la crescita costante di una comunità educante impegnata nella diffusione della cultura del dono.
Le iscrizioni sono già aperte e la partecipazione è gratuita per le scuole di ogni ordine e grado. Le scuole possono consultare il regolamento 2026 e compilare il form di adesione; c’è tempo fino al 15 giugno per inviare i propri elaborati candidati al contest #DonareMiDona Scuole in occasione di #DonoDay2026. Il Giorno del Dono continua a crescere grazie alle scuole che scelgono di investire sul futuro attraverso i valori della solidarietà e della partecipazione. Tutte le informazioni su #DonoDay2026 sono disponibili su www.istitutoitalianodonazione.it.
Ente promotore: Istituto Italiano della Donazione nell’ambito del protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e del protocollo di intesa con il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia. Con il patrocinio di: ANCI. Con il sostegno di:Fondazione CRC, Sogedai. Media Partner: Rai, 1 Caffè Onlus, Avvenire, Docenti Senza Frontiere, Famiglia Cristiana, InBlu2000, TV2000 e Play2000, Korazym, Ma Che Razza Di Umani, Radio Bullets, RMC101. Partner tecnici: Associazione Il Tarlo, Esse Due S.a.s., Fondazione Geronimo Stilton, Insolito Cinema. Partner progetto Osservatorio sul dono:ASSIF, Caritas Italiana, Centro Nazionale Trapianti, CMW, Eumetra, Ipsos Doxa, Istat, Scuola di Fundraising di Roma, Università LIUC, Walden Lab.
Didacta Italia, Rondine e Regione Toscana: a Firenze la scuola si conferma laboratorio di pace, relazione e trasformazione dei conflitti
Si è svolto giovedì 12 marzo alla Fortezza da Basso di Firenze, nell’ambito di Didacta Italia 2026, l’incontro ‘Generare habitat di pace. Abitare il conflitto con le relazioni’, promosso da Rondine Cittadella della Pace con il sostegno della Regione Toscana, per approfondire il valore educativo della trasformazione dei conflitti dentro e fuori la scuola, come ha spiegato la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop:
“Un luogo che rischiava lo spopolamento è diventato negli anni una vera cittadella dedicata alla pace. Un progetto che la Regione Toscana sostiene anche attraverso le risorse del Fondo Sociale Europeo + 2021–2027 e che dimostra concretamente come giovani provenienti da Paesi segnati dai conflitti possano incontrarsi, studiare e vivere insieme, trasformando la distanza e la diffidenza in dialogo e responsabilità. In un momento storico in cui la guerra torna a colpire intere generazioni, esperienze come questa ci ricordano che un’altra strada è possibile.
Nei prossimi mesi avvieremo anche il percorso degli Stati Generali della Pace, che abbiamo scelto di costruire come uno spazio aperto e partecipato. Crediamo che la pace debba nascere dal confronto, dalle relazioni, dalla cultura e dall’impegno delle comunità. Sarà un lavoro diffuso su tutto il territorio toscano, insieme alle istituzioni, alle associazioni, alle scuole, alle università e soprattutto alle giovani e ai giovani”.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti istituzionali, mondo educativo, studenti e studentesse, offrendo una riflessione condivisa su un tema sempre più centrale nel presente: costruire comunità scolastiche capaci non di rimuovere il conflitto, ma di attraversarlo senza distruggere la relazione, come ha ribadito Paola Butali, vicepresidente di Rondine Cittadella della Pace, ricordando la centralità del Metodo Rondine:
“L’esperienza di Rondine rappresenta oggi uno dei modelli più autorevoli e concreti di educazione alla pace. Il suo insegnamento è profondo: il conflitto, se attraversato con strumenti adeguati, può trasformarsi da frattura in occasione di crescita, riconoscimento e bene comune. E’ un metodo che parla ai contesti internazionali come alle scuole, alle comunità e alle relazioni quotidiane, offrendo una prospettiva educativa capace di incidere davvero nel presente”.
Al centro dell’incontro, coordinato da Elena Calistri, Autorità di gestione FSE Regione Toscana, i primi risultati del progetto ‘Educazione alla Pace e alla Trasformazione dei Conflitti’, sostenuto dal PR FSE+ 2021-2027 della Regione Toscana, avviato nelle scuole toscane per promuovere cittadinanza globale, partecipazione attiva e strumenti concreti per la gestione delle tensioni nei contesti educativi. Un percorso che ha mostrato come la pace, per essere credibile, debba uscire dal linguaggio delle dichiarazioni di principio e diventare pratica quotidiana, esercizio di ascolto, responsabilità e riconoscimento dell’altro, ha affermato Paolo Caldesi, FSE Regione Toscana:
“Nel quadro delle politiche regionali per la promozione della cultura di pace, Rondine rappresenta un interlocutore di particolare rilievo, riconosciuto per la qualità della propria esperienza e per l’impatto dei progetti sviluppati in ambito educativo e sociale. La collaborazione con Rondine rafforza la capacità della Regione Toscana di portare nelle scuole e nei territori percorsi strutturati di cittadinanza globale, dialogo e trasformazione dei conflitti, con un investimento concreto rivolto a migliaia di studenti e studentesse”.
Un ulteriore contributo è arrivato da Alessandro Zecchin, presidente di Assodidattica, che ha posto l’accento sul rapporto tra ambienti di apprendimento e qualità della relazione educativa: “Le imprese possono e devono stare accanto a esperienze come Rondine, perché educare alla pace significa anche costruire spazi e relazioni che rendano possibile la trasformazione dei conflitti. Il contributo delle aziende può essere concreto: sostenere ambienti, tecnologie, reti e opportunità che aiutino questa metodologia a diffondersi sempre di più”.
L’incontro ha guardato anche al futuro con il focus su YouTopic Fest 2026, che si svolgerà dal 4 al 7 giugno, il Festival internazionale sul conflitto promosso da Rondine, e sulla prossima Marcia per la Pace che apre il Festival, momenti che intrecciano educazione, cittadinanza e protagonismo giovanile. In questo quadro si è inserito l’intervento di Spinella dell’Avanzato, ufficio Scuola Rondine, che ha richiamato il ruolo della scuola come luogo vivo, attraversato da domande generative:
“Con YouTopic 2026 Rondine propone una riflessione profonda sul tema dell’inquietudine, intesa non come elemento di fragilità da neutralizzare, ma come dimensione generativa dell’esperienza educativa e umana. Il festival intende offrire a studenti, studentesse e docenti uno spazio di confronto in cui le domande aperte, i conflitti e le fragilità possano essere riconosciuti e trasformati in risorsa per la crescita, la responsabilità e la costruzione di relazioni più consapevoli”.
Particolarmente significative le testimonianze delle Rondinelle d’Oro, Anna Iacci, Giacomo Parini e Francesca Gerardo, ex studenti e studentesse del Quarto Anno Rondine, insieme alla proiezione dei video del meglio di YouTopic 2025 e delle voci di pace della World House, che hanno dato corpo e voce a un’esperienza in cui la pace non viene raccontata in astratto, ma vissuta nelle relazioni e nelle differenze.
Uno spazio specifico è stato inoltre dedicato ai lavori con gli studenti e le studentesse delle classi 4HENO, 4NSAL e 4RSAL dell’IPSSEOA ‘Bernardo Buontalenti’, coinvolti in un’attività sul tema di YouTopic Fest 26 a cura dell’ufficio Scuola Rondine e del team del festival, coordinato dalle Rondinelle d’Oro Anna Iacci e Giacomo Parini: un passaggio concreto che ha mostrato come i contenuti dell’incontro possano tradursi immediatamente in pratica educativa.
L’incontro di Didacta ha così restituito un’immagine netta: la pace, nella scuola, non è un tema ornamentale né una parentesi celebrativa. E’ un metodo, una postura educativa, una competenza da allenare con continuità. In un presente che sembra spesso organizzato attorno alla semplificazione dello scontro, la proposta emersa da Firenze indica una direzione diversa: fare della relazione il primo spazio di costruzione del futuro.
Quarto Anno Rondine 2026-27: prorogato il bando fino al 7 aprile per iscriversi e accedere alle borse di studio
E’ un modo diverso di stare dentro la scuola. Con la stessa serietà delle lezioni, delle verifiche e dei programmi, ma con qualche ingrediente in più: la possibilità di imparare anche ciò che non entra in un registro, come si vive un conflitto, come si regge una responsabilità, come si ascolta senza difendersi, come si diventa adulti senza perdere la parte migliore di sé.
È così che ragazzi e ragazze da tutta Italia vivono il loro Quarto Anno Rondine: un’esperienza scolastica e umana, per la quale sono messe a disposizione borse di studio, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica. Non è un semplice anno di liceo, ma un tempo di scoperta, di relazione e di crescita interiore. Un anno in cui si impara a conoscere il mondo e, insieme, a conoscersi davvero.
Per questo Rondine Cittadella della Pace annuncia la proroga della scadenza del bando del Quarto Anno Rondine per l’a.s. 2026-27 al 7 aprile 2026. Una scelta che nasce da una richiesta semplice e concreta arrivata da molte famiglie e dagli studenti: avere più tempo per capire, valutare, scegliere bene. Perché un anno così non si decide “di corsa”.
«Non ero sicuro di essere pronto a un cambiamento così grande e non sapevo davvero cosa aspettarmi da questa esperienza. Tutto è cambiato però quando sono arrivato a Rondine per le selezioni. Fin dal primo momento me ne sono innamorato. Ho scoperto un luogo davvero speciale, immerso nella natura, capace di trasmettere pace ma anche energia», racconta Carlo arrivato da Nola.
«“In qualsiasi modo voi siate arrivati qui, va bene”. Sono rimasta paralizzata. Una frase banale solo in apparenza, ma potentissima. In un contesto nuovo, con persone nuove, viene spontaneo voler apparire bravi, composti, determinati, all’altezza… Invece il tutor ci stava dicendo l’opposto: siete accolti così come siete», gli fa eco Laura di Bologna.
Il Quarto Anno Rondine è un anno scolastico pieno, rivolto a studentesse e studenti che nell’anno scolastico in corso frequentano la terza superiore nei licei: classici, scientifici ordinamentali o con opzione Scienze Applicate, di scienze umane ordinamentali o con opzione Economico-Sociale e linguistici italiani, e scelgono di svolgere la quarta a Rondine, nel borgo alle porte di Arezzo.
Il percorso mantiene la solidità della didattica e dei contenuti e la affianca a un’esperienza residenziale che fa una cosa rara: mette insieme lo studio e la vita quotidiana, come se fossero davvero parte dello stesso apprendimento. Qui le giornate non “si aggiustano” solo con l’orario delle lezioni. Si aggiustano con le relazioni, con il modo in cui si sta in una comunità, con il confronto tra storie diverse, con il lavoro su sé stessi e sugli altri. È un anno che ti chiede di imparare anche l’alfabeto delle emozioni e delle parole: quelle che spesso non sappiamo usare, e allora diventano silenzi, urla, isolamento.
Il bando si rivolge a ragazze e ragazzi dei percorsi liceali previsti e, soprattutto, a chi sente che la scuola può essere più di un itinerario da ‘portare a termine’. A chi ha curiosità, voglia di mettersi in gioco, disponibilità a vivere in comunità e a confrontarsi senza maschere. Non serve essere impeccabili. Serve essere pronti a crescere. Perché crescere, spesso, significa accettare una cosa scomoda: farsi vedere per davvero.
E, in questo, la proroga al 7 aprile 2026 è un invito a fare le cose con cura. La candidatura richiede di raccontarsi e di motivare una scelta importante, non solo di compilare un modulo. Serve tempo per preparare i materiali richiesti, per fare domande, per immaginarsi lì, lontani da casa, dentro una comunità, con un ritmo diverso, ma anche con una struttura solida. E serve tempo per le famiglie: per capire, confrontarsi, sentirsi rassicurate da un progetto che non improvvisa, accompagna.
La giornata di selezione – prevista per il 2 maggio 2026 nella Cittadella della Pace – non è pensata come una “gara”. È già un primo contatto con il metodo: ascolto, confronto, attività condivise, colloquio, una prova didattica che serve ad allineare i programmi e a sostenere il percorso scolastico, strumenti utili a comprendere inclinazioni e motivazioni. Anche qui, l’obiettivo è chiaro: costruire una classe che funzioni come gruppo, fatta di differenze che si incontrano e imparano a stare insieme.
E quando finisce il Quarto Anno, la cosa più interessante non è soltanto ciò che hai studiato – che resta fondamentale – ma come lo hai studiato, e con chi. Molti raccontano di avere smesso di vivere “in apnea”, di avere imparato a dare un nome alle emozioni, a gestire le pressioni, a ricostruire la fiducia. E spesso questa trasformazione rimette a fuoco anche lo studio: perché quando stai meglio, impari meglio.
Alle famiglie il Quarto Anno Rondine offre una promessa concreta: vostro figlio o vostra figlia non “mette in pausa” un anno, lo attraversa con una guida educativa presente, competente, strutturata. In un’età in cui si è forti e fragili insieme, avere un contesto che non giudica ma lavora, che non etichetta ma accompagna, può cambiare una traiettoria.
Ai partner il Quarto Anno offre qualcosa di altrettanto solido: un investimento nel capitale umano e sociale. Sostenere questo progetto significa contribuire a formare giovani capaci di tornare nei propri territori con una competenza decisiva: trasformare il conflitto in dialogo, la differenza in risorsa, l’incertezza in progettazione. Non è un valore astratto: è una ricaduta reale su comunità, scuole, famiglie e futuro.
A rendere possibile tutto questo il Liceo Vittoria Colonna di Arezzo, titolare della sperimentazione ministeriale e capofila della rete scolastica provinciale costituita a sostegno del progetto e composta dal Liceo F. Petrarca, Liceo F. Redi, ITIS Galilei e Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II.
Non solo, una rete di alleanze che unisce fondazioni, enti, imprese e partner privati garantisce ogni anno borse di studio parziali e totali per permettere a studenti di ogni provenienza di partecipare. Le borse di studio rappresentano il cuore solidale del Quarto Anno Rondine: strumenti concreti per garantire pari opportunità, valorizzare il merito e rendere accessibile un’esperienza formativa unica anche a chi non dispone di risorse economiche. Ogni borsa di studio è un investimento nella persona, nel suo potenziale e nella sua capacità di generare futuro.
Il progetto Quarto Anno Rondine, infatti, è realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, dell’Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, della Fondazione Cariplo, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Cattolica, di Gecofin, della Fondazione Mondo Unito, della Fondazione ONLUS Niccolò Galli, della Banca del Valdarno Credito Cooperativo con la “Borsa di studio in memoria di Bani Giovanni”, della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione Friuli, della Fondazione Vincenzo Casillo, della Fondazione Augurusa, della Fondazione Andrea Biondo Istituto di Cultura, della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, di Aboca S.p.A., di DHL Express Italy, della Fondazione Banca Popolare di Milano, del Fondo Portaverta, della Rotary Foundation – Distretto 2071 Toscana, del BLM Group, nonché del Fondo di solidarietà Quarto Anno insieme ad amici e sostenitori. Un sistema di alleanze che si estende anche ai percorsi di approfondimento come Ulisse e Itaca, nati grazie alla collaborazione con realtà quali Fondazione Finanza Etica, Istituto Jacques Maritain, Nuovo Laboratorio di Psicologia e Goel Gruppo Cooperativo.
Per maggiori informazioni quartoanno.rondine.org.
A Milano aperto al pubblico ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica di Sant’Ambrogio’
Inserendosi nel pieno rispetto della vita liturgica, Ambrosius prevede due interventi principali: il nuovo percorso museale del Tesoro, per valorizzare un patrimonio storico-religioso straordinario, articolato tra l’Aula Ambrosii – l’antica sacrestia dei monaci aperta per la prima volta al pubblico, dove trova definitiva collocazione il letto di Ambrogio – il sacello di San Vittore in Ciel d’oro e il Capitolino, ed una nuova area dedicata all’accoglienza dei visitatori e alla didattica: punto di partenza per le visite guidate, luogo di ascolto del racconto multimediale di Ambrogio, ambienti nei quali si svolgeranno i laboratori creativi ispirati ai Tesori e alle tecniche artistiche presenti in Basilica. Due piccoli orti monastici arricchiscono il percorso culturale ed educativo permettendo la conoscenza delle erbe officinali e tintorie.
Fino al 23 dicembre, mattino e pomeriggio, e il 24 dicembre, solo al mattino: apertura straordinaria gratuita per i fedeli e per la città. Da venerdì 26 dicembre il percorso museale apre ufficialmente al pubblico con orari, modalità e proposte didattiche indicate sul sito www.ambrosiusiltesorodellabasilica.it.
Dopo l’inaugurazione con le autorità che ha preceduto il consueto discorso dell’Arcivescovo di Milano alla Città e i giorni dedicati al Santo Patrono, museo,la Basilica di Sant’Ambrogio offre a tutti i fedeli e i cittadini la possibilità di visitare gratuitamente in anteprima fino al 24 dicembre Ambrosius. Il Tesoro della Basilica, il nuovo percorso di valorizzazione culturale e spirituale del complesso monumentale e del suo straordinario Tesoro, materiale e immateriale.
Un progetto promosso da monsignor Carlo Faccendini, abate-parroco della Basilica di Sant’Ambrogio, con l’Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano e la Soprintendenza, il patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia e del Comune di Milano, grazie al lavoro di un illustre Comitato Scientifico e al contributo di Fondazione Cariplo.
Dopo le festività natalizie, da venerdì 26 dicembre il percorso museale sarà visitabile in maniera permanente con orari e proposte didattiche consultabili sul sito www.ambrosiusiltesorodellabasilica.it.
La Basilica rimane sempre liberamente accessibile ai fedeli quale luogo di devozione e di preghiera, nel rispetto delle celebrazioni liturgiche. Armonizzandosi con la vita liturgica della comunità parrocchiale presente in Basilica, Ambrosius introduce una modalità inedita di conoscenza e valorizzazione del complesso basilicale, riletto con sguardo contemporaneo nella sua continuità millenaria. Una visione unitaria in cui architettura, arte e fede si intrecciano intorno alla figura di Ambrogio, restituendo alla città di oggi e a quella futura un frammento essenziale della propria identità civile e spirituale.
Il nome Ambrosius richiama la centralità di Ambrogio, pastore e intellettuale, vescovo e uomo di governo, capace di coniugare il pensiero classico con la visione cristiana del mondo. A lui si deve una delle più profonde riflessioni sull’idea di città come spazio di dialogo tra coscienza spirituale e responsabilità civica. Ispirato alla modernità del suo pensiero, il progetto si configura come un atto di cura verso la memoria collettiva di Milano, rivolgendosi a un pubblico nazionale e internazionale.
Anche la scelta di destinare un’aula multimediale, affacciata sullo spazio pubblico adiacente la Basilica, al racconto di Ambrogio, conferma l’intento originario del progetto: rendere il messaggio ambrosiano attuale, accessibile a tutti in maniera trasversale.
Il rinnovamento promosso da Ambrosius si articola in due interventi principali, che ridefiniscono in profondità l’esperienza del complesso: il nuovo racconto museografico del Tesoro della Basilica che, grazie all’ampliamento dello spazio espositivo con l’apertura al pubblico per la prima volta dell’antica sacrestia dei Monaci, l’Aula Ambrosii, si propone di valorizzare l’eccezionale patrimonio storico-religioso legato alla figura di Ambrogio e alla storia millenaria della Basilica e il ridisegno dell’area dedicata all’accoglienza e alla trasmissione didattica, che include anche l’antico Oratorio della Passione.
Ad accompagnare questi interventi anche un nuovo programma di attività educative e visite guidate ispirate ai Tesori, alle tecniche artistiche della Basilica e alle erbe officinali e piante tintorie, presenti nei due nuovi piccoli orti monastici realizzati. Dal 2 dicembre ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ è un museo riconosciuto da Regione Lombardia.
Fondamentale in questo percorso è stato l’apporto del Comitato Scientifico, composto da autorevoli esperti e stimati professionisti con competenze specialistiche di alto livello – Silvia Bruni, Cristina Cattaneo, Mons. Marco Navoni, Marco Petoletti, Davide Porta, Marco Rossi, Sabine Schrenk, Luigi Carlo Schiavi, Silvia Lusuardi Siena, Fabrizio Slavazzi, Francesca Tasso, Don Giuliano Zanchi, Annalisa Zanni – con il coordinamento della dott.ssa Miriam Rita Tessera, responsabile dell’Archivio e della Biblioteca Capitolare della Basilica e curatore scientifico di Ambrosius.
Al centro del racconto museografico si trova la figura di Ambrogio e i manufatti tradizionalmente legati alla sua memoria (fra cui il letto di Sant’Ambrogio e la scodella attribuita al Santo, qui esposti per la prima volta, l’Urna degli Innocenti e altri preziosi oggetti di oreficeria sacra, i cinque Pleurantes, rarissimi frammenti di seta, arredi lignei), che vengono così restituiti alla comunità come patrimonio vivo e fruibile.
L’intervento si propone di dare leggibilità e profondità di significato a un patrimonio liturgico e artistico in parte inedito, intimamente legato alla figura di Ambrogio e alla millenaria devozione di Milano. La scelta del termine Tesoro (non museo) ha infatti un significato profondo e richiama la presenza fisica del corpo di Sant’Ambrogio nella cripta e delle reliquie dei santi, il vero tesoro della Basilica, cuore spirituale e fondamento della comunità ambrosiana.
Cuore del nuovo percorso, l’Aula Ambrosii custodisce un patrimonio prezioso legato alla vita e alla memoria del Santo Patrono. Elemento centrale dell’allestimento è il letto di Sant’Ambrogio, un manufatto ligneo ricomposto dai 17 frammenti originali rinvenuti nell’altare di San Vittore in Ciel d’oro dall’architetto Ferdinando Reggiori, che guidò la ricostruzione successiva ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Secondo la tradizione giaciglio funebre del vescovo, il letto rappresenta una reliquia tanto eccezionale quanto enigmatica. Oggi, dopo un lungo periodo di prestito al Museo Diocesano, si colloca stabilmente nel Tesoro di Sant’Ambrogio, dove per la prima volta è in corso una campagna di studi storico-archeologici e di indagini scientifiche.
Il progetto e la realizzazione dell’allestimento dell’area accoglienza e didattica è invece firmato da Giuseppe Amato, designer, artista ed ebanista, che ha operato in sinergia con l’architetto Giorgio Ripa, incaricato della direzione lavori per il restauro architettonico di questi ambienti.
Il rinnovato modello di fruizione del complesso santambrosiano, articolato su più livelli, presenta anche un’ampia offerta didattica promossa da Ad Artem, partner ufficiale della Basilica di Sant’Ambrogio, che comprende numerose attività pensate per rispondere ad esigenze differenti e per portare il pubblico – adulti, famiglie e bambini, con particolare attenzione alle scuole – alla scoperta della Basilica anche attraverso esperienze di apprendimento attivo. Il programma spazia dalle visite guidate tradizionali alle visite con attività laboratoriale, integrando conoscenza, partecipazione e sperimentazione e offrendo uno sguardo inedito sulla storia, sul patrimonio e sulle tecniche artistiche che caratterizzano il complesso monumentale, dai materiali ai mosaici alle creazioni orafe.
L’offerta didattica promossa da Ambrosius si arricchisce inoltre con una serie di attività legate alla realizzazione di due piccoli orti, ispirati alla tradizione medievale dei giardini monastici, un Hortus simplicium dedicato alle erbe medicinali e officinali e un Hortus holerorum con piante tintorie. Questa proposta, curata da Elisabetta Cavigioli, orticultrice e garden designer, e Angela Ronchi, biologa ed educatrice botanica, è infatti accompagnata da iniziative rivolte alle famiglie e a gruppi di adulti e da un’offerta educativa dedicata, sviluppata in collaborazione con la Rete degli Orti Botanici della Lombardia.
All’interno di Ambrosius, il linguaggio museografico e quello educativo si uniscono quindi in una visione condivisa: offrire ai visitatori di oggi un’inedita esperienza di conoscenza, inclusiva e scientificamente rigorosa della Basilica e del suo Tesoro, capace di rileggere la storia ambrosiana alla luce del presente.
Progetto Compiti@casa: gli studenti universitari diventano tutor online per i ragazzi delle medie
Stanno per partire i tutorati online attivati all’interno di Compiti@casa, un progetto selezionato da ‘Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, per sostenere nello studio, nell’arco di tre anni, circa 1.600 allievi delle scuole secondarie di primo grado, compresi alunni con backgroud migratorio.
A fare loro da tutor saranno 840 studenti delle università coinvolte nel progetto che, selezionati tramite un apposito bando, opportunamente formati e remunerati, aiuteranno i ragazzi e le ragazze più giovani nelle materie scientifiche e umanistiche. Un’opportunità preziosa per chi è in situazione di difficoltà di apprendimento, disagio educativo, scarso rendimento scolastico, bassa partecipazione alla vita scolastica.
‘Compiti@casa’ è un progetto triennale che ha l’obiettivo di innovare lo studio a distanza e sviluppare metodologie didattiche capaci di motivare e sostenere gli alunni e le alunne in difficoltà. Ideato nel 2020 dalla Fondazione De Agostini e dall’Università di Torino, per questa edizione è finanziato da Fondazione De Agostini, Fondazione Con i Bambini, Fondazione Alberto e Franca Riva, UniCredit Foundation, Fondazione Comunità Novarese.
La partnership è costituita da Parsec cooperativa sociale (capofila, Roma), cooperativa sociale Raggio Verde (Novara), Traparentesi aps (Napoli), associazione I Tetti Colorati (Ragusa), Università di Torino (responsabile scientifico), Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Messina e 16 scuole che operano in contesti complessi delle quattro regioni coinvolte: Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. E’ prevista una valutazione di impatto sociale affidata alla Fondazione Bruno Kessler.
Il progetto offre un sostegno all’apprendimento, realizzato a distanza utilizzando un ambiente digitale progettato e sviluppato dall’Università di Torino. I tutor sono selezionati tramite un bando e opportunamente preparati attraverso un percorso di formazione a cura dell’ateneo torinese. Per ognuno dei tre anni del progetto, le università coinvolte selezionano ognuna 70 tutor tra gli studenti dei propri corsi, 35 per l’area umanistica e 35 per l’area scientifica.
Il tutorato ha una durata complessiva di 15 settimane e si attiva nel secondo quadrimestre. In ogni appuntamento un tutor incontra due alunni che frequentano la stessa classe. Sono previsti due appuntamenti settimanali della durata di due ore ciascuno (un’ora per le materia umanistiche, un’ora per quelle scientifiche) per un totale complessivo di 60 ore per ogni alunno seguito.
La vicinanza generazionale dei tutor agli studenti delle scuole secondarie di primo grado facilita la comunicazione, sono giovani figure di riferimento che, in un’ottica di peer education, non solo portano novità in termini di metodologie e contenuti, ma sono capaci di accorciare le distanze comunicative e di amplificare gli effetti del supporto a distanza, facendo leva sulla costruzione di un rapporto di fiducia e reciprocità.
Le ragazze e i ragazzi che usufruiscono dei tutorati sono individuati dalle scuole secondarie di primo grado coinvolte, che scelgono 28 allievi per ogni anno di progetto, abbinati in coppie della stessa classe. Il progetto offre alle scuole coinvolte anche un’attività di segretariato socio-educativo: un servizio presente nell’istituto una volta a settimana, per tutto l’anno scolastico, gestito da un operatore e dal coordinatore del progetto, rivolto al corpo docente e al personale amministrativo ma anche alle famiglie, per aiutare nel disbrigo delle pratiche burocratiche correlate alla vita scolastica, facilitare le relazioni con gli altri servizi del territorio, sostenere le attività di orientamento scolastico.
“Di fronte a una generazione scarsa numericamente e afflitta, come da più parti sottolineato, da stati di ansia che ne compromettono un sano ingresso nella vita adulta”, dichiara Barbara Guadagni, responsabile del progetto, “risulta inaccettabile che molti studenti delle scuole medie vivano uno stato di frustrazione legato a uno scarso rendimento scolastico spesso motivato dalla povertà materiale e dalla povertà educativa delle loro famiglie. Il servizio che offriamo è teso a contrastare queste difficoltà, offrendo un supporto didattico e motivazionale facilmente fruibile nella versione online. Tutto ciò è reso possibile grazie alle risorse messe a disposizione a livello nazionale da una rete di fondazioni da tempo impegnate sul tema della povertà educativa”.
Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.
Quarto Anno Rondine: prorogato il bando fino al 15 aprile
Grazie alle tantissime manifestazioni di interesse e richieste ricevute nelle ultime settimane da tutta Italia per conoscere meglio il Quarto Anno e partecipare all’ottava edizione, abbiamo deciso di prorogare la scadenza del bando al 15 aprile 2024 per permettere a tutti e tutte di scoprire i dettagli di questa unica e innovativa offerta formativa.
Il programma si rivolge agli studenti e alle studentesse dei Licei classico, scientifico e delle scienze umane di tutta Italia. Un’occasione irripetibile per ogni ragazzo o ragazza che sogni di allargare i propri orizzonti, che desideri mettersi alla prova come persona oltre che come studente, che voglia scommettere sulla didattica delle relazioni e iniziare a costruire da oggi il proprio futuro.
Per accedere alla selezione per l’a.s. 2024/25 e ai contributi a sostegno degli studenti è possibile inviare la propria candidatura online entro il 15 aprile 2024 dal sito https://quartoanno.rondine.org/partecipa-al-bando/. Per informazioni scrivere a segreteria@quartoanno.rondine.org.
Una proposta formativa internazionale e interculturale unica che combina l’esperienza consolidata in oltre 25 anni di formazione di Rondine con il mondo della scuola italiana, attraverso il Metodo Rondine, accreditato come un modello di riferimento per la didattica innovativa. Recentemente il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha sottoscritto un nuovo protocollo per impegnarsi nella sua diffusione nella scuola riconoscendolo un valido strumento per promuovere ‘i valori del dialogo, dell’inclusione, della convivenza pacifica, della cittadinanza attiva e digitale e agevolare la lotta al bullismo e alla violenza nelle scuole’.
Imparare a gestire il conflitto e crescere nella relazione. Il Quarto Anno Rondine è ideato per sostenere le ragazze e i ragazzi nello sviluppo delle proprie risorse interiori e ‘attrezzarli’ ad affrontare i conflitti che pervadono la nostra società. Una pratica quotidiana alla relazione che passa attraverso la didattica che forma giovani capaci di elaborare e gestire le proprie emozioni imparando a trasformare il conflitto in una risorsa che permette di crescere attraverso la diversità evitando che possa degenerare in violenza.
Luigi Paolo Favini, studente del QAR di Padova, ha sentito parlare di Rondine da un ragazzo più grande, del suo stesso liceo. Lui aveva in testa di fare il quarto anno all’estero ma non aveva le idee chiare: “Non avevo capito bene cosa fosse Rondine. Ho capito solo quando l’ho toccata e l’ho respirata, per le selezioni. Ci ho trovato tantissime cose che stavo cercando, ad esempio una relazione vera con i compagni e con i professori.
Su Rondine si può leggere tanto, ma c’è tanto di più oltre alle parole: il di più siamo noi, tutti noi che la abitiamo. Sono le persone che fanno Rondine. Il Quarto Anno Rondine si fonda proprio sulle relazioni tra le persone. Ma anche la relazione con noi stessi è centrale. Con questa esperienza abbiamo modo di scoprire di più di noi e dell’altro”.
La didattica innovativa del percorso formativo che rimette al centro la relazione educativa tra docente, studente e gruppo classe e coniuga l’avanguardia tecnologica, tramite l’uso del digitale a supporto del percorso formativo, con il metodo didattico di Rondine, che da anni investe sulla crescita emotiva e relazionale dei giovani.
Questo approccio innovativo favorisce un’appropriazione più critica e creativa dei contenuti disciplinari, attraverso il collegamento con l’attualità, lezioni non frontali, applicativi digitali e percorsi tematici interdisciplinari collegati ai temi propri di Rondine.
La dimensione internazionale. Il Quarto Anno Rondine, infatti, significa trascorrere un anno di scuola nella Cittadella della Pace (Arezzo), un ambiente capace di mettere in comunicazione Paesi e culture diverse grazie all’interazione con la World House di Rondine, lo Studentato Internazionale che accoglie giovani laureati provenienti da luoghi di conflitto di tutto il mondo che hanno scelto di impegnarsi per la costruzione della pace. Un’opportunità unica in Italia per aprirsi e sviluppare un senso critico capace di abbracciare una visione globale.
Uno sguardo sul futuro. Il programma, inoltre, integra un percorso per mettere a fuoco il proprio talento, la vocazione professionale e una formazione alla progettazione sociale. Strumenti concreti per realizzare i propri sogni al servizio del bene comune.
Non solo. Il Quarto Anno Rondine non finisce a giugno: la formazione continua a distanza anche nell’anno successivo, con il supporto di docenti e mentori di diversi ambiti professionali, accompagnando i giovani nella realizzazione concreta dei propri progetti per far fiorire anche la comunità di appartenenza e il territorio attraverso la rigenerazione del Metodo Rondine. Due anni di formazione e accompagnamento alla progettazione.
Generare cambiamento. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo del network di giovani cittadini attivi e l’attuazione dei progetti di impatto sociale elaborati dagli studenti del Quarto Anno Rondine, pensati per rispondere ai bisogni concreti di coesione sociale dei territori d’Italia grazie anche al sostegno dei partner a livello locale. Un ulteriore sviluppo dell’Associazione come incubatore delle idee e delle progettazioni dove i giovani imparano come e in che modo attivarsi all’esterno muovendosi indipendentemente ma coerentemente con la formazione ricevuta e con la mission di Rondine:
“Stiamo imparando un nuovo significato della parola conflitto. Conflitto generalmente suona come qualcosa di negativo, mentre il conflitto è una cosa naturale, è l’incontro tra due parti diverse, anche di noi stessi. Ogni giorno viviamo il conflitto solo perché incontriamo persone diverse, nuove materie, nuove esperienze. Il mio contesto di casa iniziava a starmi un po’ stretto. Mi serviva un posto dove capire meglio che cosa posso dare agli altri e che cosa posso dare a me stessa, quali sono davvero le mie abilità. Volevo mettermi in gioco”, ha raccontato Benedetta Mancini, studentessa del QAR di Cisterna latina.
Fondamentale il supporto di tutta la rete scolastica territoriale. Il Liceo Vittoria Colonna di Arezzo è titolare della sperimentazione presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito e tramite un accordo di rete stipulato tra l’associazione Rondine Cittadella della Pace e le scuole della provincia di Arezzo (Liceo F. Petrarca, Liceo F. Redi, ITIS Galilei, Convitto nazionale Vittorio Emanuele II), permette di garantire i piani ministeriali a tutti gli indirizzi liceali presenti nel Quarto Anno a Rondine.
Il progetto Quarto Anno Rondine è realizzato con il contributo di: Fondazione di Sardegna, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Deloitte, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Fondazione Andrea Biondo Istituto di Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Gecofin, Fondazione Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, Fondazione ONLUS Niccolò Galli, Banca del Valdarno Credito Cooperativo – “Borsa di studio in memoria di BANI GIOVANNI”, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Mike Bongiorno, Fondazione Vincenzo Casillo, Associazione Patrizia Funes, 2MV, Fondo di solidarietà Quarto Anno Amici e Sostenitori e con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana ai sensi della L.R. 10/2021.
I partner che hanno collaborato allo sviluppo del percorso formativo sono: Fondazione Finanza Etica, Istituto Jacques Maritain, Nuovo Laboratorio di Psicologia, AIESEC, FiordiRisorse, Scuola di Economia Civile, Aboca, GOEL – Gruppo cooperativo e FEduF.
Quarto Anno Rondine: iscrizioni aperte fino al 31 gennaio 2024
Sono aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2024-2025 del Quarto Anno Rondine. C’è tempo fino al 31 gennaio 2024 per candidarsi e poter accedere a un’opportunità educativa e formativa riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica.
Quarto Anno scolastico a Rondine, città della Pace: il bando è aperto fino al 10 aprile
C’è tempo fino al 10 aprile per candidarsi alla prossima edizione del ‘Quarto Anno Rondine’. La scadenza del bando per l’anno scolastico 2023-2024 è stata prorogata per dare accesso al più ampio numero di candidature al programma di formazione e studio promosso da Rondine Cittadella della Pace e riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica.
Università della Calabria verso la riapertura: censimento degli spazi sicuri e valutazione degli scenari
Il rettore dell’Unical, Nicola Leone, ha nominato un gruppo di lavoro composto dai tre prorettori, Maria De Paola, Patrizia Piro e Francesco Scarcello, dalla direttrice generale Masè e dalla delegata alla sicurezza Sandra Costanzo, che, censite le aule utilizzabili in sicurezza, sta analizzando le problematiche e ipotizzando diversi scenari futuri, progettando soluzioni che consentano di gestire al meglio la didattica, adattandone le modalità di erogazione all’evoluzione della situazione epidemiologica.





























