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Papa Leone XIV invita a fare la scelta di santa Chiara di Assisi
“Nel testo biblico appena letto, l’Evangelista nota che alcune persone, dopo aver ascoltato Gesù, lo deridevano. Sembrava loro assurdo il suo discorso sulla povertà. Più precisamente, si sentivano toccati sul vivo per il loro attaccamento al denaro”: nell’udienza giubilare odierna papa Leone XIV ha spiegato come da una scelta si può giungere a sperare sull’esempio di santa Chiara di Assisi.
Ed il Giubileo è un tempo di speranza: “Cari amici, siete venuti come pellegrini di speranza, e il Giubileo è un tempo di speranza concreta, in cui il nostro cuore può trovare perdono e misericordia, affinché tutto possa ricominciare in modo nuovo. Il Giubileo apre anche alla speranza di una diversa distribuzione delle ricchezze, alla possibilità che la terra sia di tutti, perché in realtà non è così. In questo anno dobbiamo scegliere chi servire, se la giustizia o l’ingiustizia, se Dio o il denaro”.
Quindi la speranza implica una scelta: “Questo significa almeno due cose. Quella più evidente è che il mondo cambia se noi cambiamo. Il pellegrinaggio si fa per questo, è una scelta. La Porta Santa si attraversa per entrare in un tempo nuovo. Il secondo significato è più profondo e sottile: sperare è scegliere perché chi non sceglie si dispera. Una delle conseguenze più comuni della tristezza spirituale, cioè dell’accidia, è non scegliere niente. Allora chi la prova è preso da una pigrizia interiore che è peggio della morte. Sperare, invece, è scegliere”.
Come ha scelto santa Chiara di Assisi: “Una ragazza coraggiosa e controcorrente: Chiara di Assisi. E sono contento di parlare di lei proprio nel giorno della festa di San Francesco. Sappiamo che Francesco, scegliendo la povertà evangelica, dovette rompere con la propria famiglia. Era però un uomo: lo scandalo ci fu, ma fu minore. La scelta di Chiara risultò ancora più impressionante: una ragazza che voleva essere come Francesco, che voleva vivere, da donna, libera come quei fratelli!”
La santa assisiate ha compreso in pieno la vita in quanto ha scelto di vivere il Vangelo: “Chiara ha capito che cosa chiede il Vangelo. Ma anche in una città che si crede cristiana, il Vangelo preso sul serio può apparire una rivoluzione. Allora, come oggi, bisogna scegliere! Chiara ha scelto, e questo ci dà una grande speranza.
Vediamo infatti due conseguenze del suo coraggio nel seguire quel desiderio: la prima è che molte altre ragazze di quel territorio trovarono lo stesso coraggio e scelsero la povertà di Gesù, la vita delle Beatitudini; la seconda conseguenza è che quella scelta non fu come un fuoco di paglia, ma dura nel tempo, fino a noi. La scelta di Chiara ha ispirato scelte vocazionali in tutto il mondo e così continua a fare fino a oggi”.
La sua è stata una scelta radicale per non vivere da ‘fotocopie’: “Gesù dice: non si possono servire due padroni. Così la Chiesa è giovane e attira i giovani. Chiara di Assisi ci ricorda che il Vangelo piace ai giovani. E’ ancora così: ai giovani piacciono le persone che hanno scelto e portano le conseguenze delle loro scelte.
E questo fa venire voglia ad altri di scegliere. E’ una santa imitazione: non si diventa ‘fotocopie’, ma ognuno (quando sceglie il Vangelo) sceglie sé stesso. Perde sé stesso e trova sé stesso. L’esperienza lo dimostra: succede così”.
Per questo il papa ha chiesto di pregare per i giovani: “Preghiamo dunque per i giovani; e preghiamo per essere una Chiesa che non serve il denaro o sé stessa, ma il Regno di Dio e la sua giustizia. Una Chiesa che, come santa Chiara di Assisi, ha il coraggio di abitare diversamente la città. Questo dà speranza!”
Inoltre in questo giorno in cui la Chiesa celebra san Francesco di Assisi papa Leone XIV ha firmato la sua prima esortazione apostolica, ‘Dilexi Te’, che sarà presentato giovedì 9 ottobre.
(Foto: Santa Sede)
Assisi onora santa Chiara: la contemplazione scopre la bellezza
“Santa Chiara vergine e povera, nata da una famiglia aristocratica si unisce ai frati minori della chiesetta della Porziuncola, vestita col sacco della penitenza, divenendo, nelle parole di Papa Benedetto XVI, vergine sposa di Cristo umile e povero, affascinata dall’amore per Cristo che, bellezza della sua divina persona, riempie il suo cuore”: con queste parole il card. Luis Francisco Ladaria Ferrer, prefetto emerito del Dicastero per la dottrina della fede, ha introdotto la celebrazione eucaristia della solennità di Santa Chiara di Assisi, che si è celebrata venerdì 11 agosto.
In un film la grande bellezza di Chiara d’Assisi
Sul prato numerosi passeri, tortore, colombe, piccioni e volatili vari si sono posati attorno a Chiara; ci si sarebbe aspettati alla fine un’ammonizione come quella che fece nella famosa predica agli uccelli san Francesco e invece un semplice sorriso della protagonista fa spiccare il volo a tutti che tornano a librarsi nell’aria.
Una licenza poetica della regista Susanna Nicchiarelli nel film ‘Chiara’, ma soprattutto una reminiscenza che rimanda a ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino in cui al sussurro di poche parole di un’anziana santa donna i fenicotteri posati sul balcone prendono il via verso il terso cielo romano.
Vi è la consulenza storica di Chiara Frugoni, l’ultima prima del suo transito, ma non è propriamente un film storico; vi è un intreccio di volgare e latino e la musica ha un ruolo importante ma non è un musical essendovi parecchio silenzio; vi sono paesaggi che parlano ma anche un gioco di chiaro scuri, luci e ombre che ricorda quadri come quelli di Caravaggio, Gherardo delle Notti e il Maestro della Candela.
Il miracolo non è assente ma senza effetti speciali, narrato come se fosse la cosa più naturale. Per chi ha potuto condividere, ad esempio presso la Pontificia Università Antonianum in Roma, negli ultimi decenni con Chiara Frugoni ed altri studiosi la ricerca inerente all’assisiate nella visione del film che sarà nelle sale dal 7 dicembre prossimo intuisce pubblicazioni, convegni, edizioni e quant’altro ha contribuito a conoscere meglio questa pagina non secondaria della storia.
Su varie scelte, ad esempio la preminenza della clausura nella tensione con la gerarchia ecclesiastica, si può anche dissentire ma si deve dare adito che l’intreccio tra attenzione alle fonti e l’arte cinematografica è assicurato.
E la danza delle sorelle ricorda quanto visse una delle figure più significative della posterità di Chiara d’Assisi, ossia la clarissa umanista Caritas Pirckheimer (1467-1532) la quale isolata in una Norimberga divenuta protestante con le sue consorelle non poté più assistere alle celebrazioni per l’assenza di sacerdoti ma questo non impedì di solennizzare le feste anche danzando.
Alla fine non resta che la domanda colma di stupore perché, senza ignorare la fragilità e le cadute, si intuisce che nella storia di Chiara d’Assisi vi è una realtà sostenuta da qualcosa che precede e provoca la libertà (cfr. P. Messa, Chiara e Francesco d’Assisi.
L’amore di Dio rende felici, Assisi 2022). Si tratta dell’inizio, o meglio la continuazione, da stranieri e pellegrini, come ripeteva frate Francesco d’Assisi, del viaggio che non si fa da soli ma in un cammino comune in cui si è sostenuti dall’eterno nel tempo.
(Tratto da Il Cattolico)



























