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Papa Leone XIV ha ricordato ai carabinieri la fedeltà
“Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci consegna l’autentico significato cristiano di queste due parole. Fratello e sorella sono nomi di relazione, che ripetiamo spesso nella liturgia come saluto, come segni di prossimità e di affetto. Gesù, il Figlio unigenito di Dio, ne spiega il senso in relazione a sé e al Padre suo, rivelando un legame più forte del sangue perché ci coinvolge tutti, accomunando ogni uomo e ogni donna. Tutti, infatti, siamo davvero fratelli e sorelle di Gesù quando facciamo la volontà di Dio, cioè quando viviamo amandoci gli uni gli altri, come Dio ha amato noi”: questa mattina papa Leone XIV, visitando il Comando dell’Arma di Castel Gandolfo, ha presieduto una celebrazione eucaristica alla presenza del ministro della Difesa italiano Crosetto e del comandante generale dei Carabinieri Luongo, con un invito a rispondere alla violenza con la legge.
Per questo ha ricordato che ogni relazione di Dio è un dono: “Ogni relazione che Dio vive, in sé e per noi, diventa così un dono: quando il suo unico Figlio diventa nostro fratello, il Padre suo diventa Padre nostro e lo Spirito Santo, che unisce il Padre e il Figlio, viene ad abitare nei nostri cuori. L’amore di Dio è tanto grande che Gesù non tiene per sé neanche sua madre, consegnando Maria come madre nostra, nell’ora della croce”.
Riprendendo le parole di sant’Agostino il papa ha sottolineato la necessità di essere discepoli di Gesù: “Solo chi vive di una dedizione così piena può affermare: ‘chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre’. In particolare, queste parole ci fanno capire che Maria diventa madre di Gesù perché ascolta la parola di Dio con amore, la accoglie nel proprio cuore e la vive con fedeltà.
Commentando il brano del Vangelo ora ricordato, sant’Agostino ha perciò scritto che ‘vale di più per Maria essere stata discepola di Cristo anziché madre di Cristo’. Difatti, ‘Maria fu beata, poiché ascoltò la parola di Dio e la mise in pratica’. Il senso della vita di Maria è custodito nella fedeltà alla Parola ricevuta da Dio: il Verbo della vita da lei accolto, portato in grembo e donato al mondo”.
Ricordando il 75^ anniversario della proclamazione della Vergine fedele a patrona dell’Arma dei Carabinieri, papa Leone XIV ha sottolineato che nel 1949, la fedeltà di Maria verso Dio diventava modello per ogni carabiniere: “Proprio da Castel Gandolfo, nel 1949 il mio venerato predecessore papa Pio XII accolse questa bella proposta del Comando generale dell’Arma. Dopo la tragedia della guerra, in un periodo di ricostruzione morale e materiale, la fedeltà di Maria verso Dio diventava così modello della fedeltà di ogni Carabiniere verso la Patria e il popolo italiano”.
Ecco, quindi, l’impegno del carabiniere per la tutela della sicurezza del cittadino: “Questa virtù esprime la dedizione, la purezza, la costanza dell’impegno per il bene comune, che i Carabinieri tutelano garantendo la pubblica sicurezza e difendendo i diritti di tutti, specie di coloro che si trovano in condizioni di pericolo. Esprimo perciò profonda gratitudine per il nobile e impegnativo servizio che l’Arma rende all’Italia e ai suoi cittadini, oltre che a favore della Santa Sede e dei fedeli che visitano Roma: penso specialmente ai molti pellegrini di quest’anno giubilare”.
Per il papa la devozione alla Madre di Dio dà risalto al motto dei carabinieri: “La devozione alla Vergine fedele rispecchia inoltre il motto dei Carabinieri, ‘Nei secoli fedele’, esprimendo il senso del dovere e l’abnegazione di ogni membro dell’Arma, fino al sacrificio di sé. Ringrazio dunque le Autorità presenti, civili e militari, per quello che fate nell’adempimento dei vostri compiti: davanti alle ingiustizie, che feriscono l’ordine sociale, non cedete alla tentazione di pensare che il male possa averla vinta. Specialmente in questo tempo di guerre e di violenza, restate fedeli al vostro giuramento: come servitori dello Stato, rispondete al crimine con la forza della legge e dell’onestà. E’ così che l’Arma dei Carabinieri, la Benemerita, meriterà sempre la stima del popolo italiano”.
Infine ha ricordato i carabinieri che hanno sacrificato la vita per compiere il loro dovere: “In questa Eucaristia, mentre celebriamo la passione, morte e resurrezione del Signore, è giusto e doveroso far memoria dei Carabinieri che hanno dato la vita compiendo il proprio dovere: vi affido come esempio il venerabile Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione. In ogni missione, la Virgo fidelis vi accompagni, vegliando amorevole su ciascuno di voi, sulle vostre famiglie e sul vostro lavoro”.
Infatti anche domenica scorsa al termine della recita dell’Angelus papa Leone XIV aveva salutato gli allievi del Corso Carabinieri della Scuola di Velletri, intitolata al venerabile Salvo D’Acquisto: “Vi incoraggio a proseguire il vostro percorso al servizio della patria e della società civile”.
(Foto: Santa Sede)
Card. Zuppi: la fedeltà per il bene comune
‘Virgo Fidelis’ è l’appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù, scelta quale patrona dell’Arma dei Carabinieri l’11 novembre 1949, data della promulgazione di un apposito Breve apostolico da parte di papa Pio XII. Il titolo di ‘Virgo Fidelis’, proposto con voto unanime dai cappellani militari dell’Arma e dall’Ordinariato militare per l’Italia, era stato sollecitato in relazione al motto araldico dell’Arma (‘Nei secoli fedele’) dall’arcivescovo, mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, che nel 1949 era ordinario militare, che compose anche il testo della Preghiera del Carabiniere alla ‘Virgo Fidelis’.




























