Tag Archives: Benessere
La fragilità delle famiglie di oggi in uno studio del Centro Internazionale Studi Famiglia
Il tema del ‘CISF Family Report 2025’ ha come focus il benessere psicologico e relazionale delle persone e nasce dall’esigenza di chiarire come questo possa essere salvaguardato e protetto nella dialettica tra famiglie e società, ‘Il fragile domani. La famiglia alla prova della contemporaneità’, in presentazione nelle città italiane. L’ipotesi verificata in questa ricerca è che il benessere generale (salute) e psico-relazionale (equilibrio, serenità) di ogni individuo dipende dall’interazione dello stesso (con i suoi punti di forza e debolezze personali) con il contesto familiare e con quello sociale.
Tra le cause di ansia e di stress ci sono la salute in famiglia (45,2%), le difficoltà economiche (34,7%) e i problemi lavorativi (32,2%); infatti secondo il report il benessere personale, gestione della casa e la salute sono le prime tre voci di spesa a cui le famiglie hanno dovuto rinunciare. Intanto, le case sono sempre più digitali: il 58% dei nuclei con figli fa uso di ChatGPT quotidianamente.
La ricerca, intervistando un campione di 1.600 persone, ha evidenziato che nel 2024 le famiglie hanno tagliato molte spese, principalmente quelle per il benessere personale o il tempo libero (nel 32,5% dei casi), per la casa (32,4%), le cure sanitarie (18,5%), o le vacanze già preventivate (16,9%), ma hanno fatto di tutto per non comprimere quelle necessarie alle attività ricreative-educative dei figli (4,1%), oppure non rispettare la rata del mutuo o dell’affitto (il 2,9%, però, ha dovuto cedere). Dal punto di vista della salute, emerge una diffusa ‘vulnerabilità psicologica’: mentre oltre un terzo della popolazione (35,2%) segnala almeno un problema di salute, il 60% dichiara di soffrire di ansia e stress (24,9% ‘spesso’; 37,3% ‘a volte’).
A causarli, per il 45% del campione sono i problemi di salute personali e familiari, per il 34,7% i problemi economici, per il 32,2% i problemi lavorativi, come ha spiegato il direttore del CISF, Francesco Belletti: “Il fragile domani non è solo questione personale o individuale, ma riguarda la qualità di vita, la coesione sociale e il benessere dell’intera collettività. Per questo abbiamo voluto scattare una fotografia sullo stato di salute della società tra solitudini, difficoltà economiche e sfide educative”.
Quindi per il direttore del CISF dal punto di vista delle relazioni familiari “non si può dimenticare che le famiglie vivono oggi nel contesto culturale della società post-familiare, che sempre meno ne valorizza il ruolo sociale ed istituzionale. Dalle relazioni familiari è quindi legittimo aspettarsi protezione, promozione, libertà e appartenenza (e ciò è responsabilità diretta di ciascuna famiglia), ma questo non può più essere dato per scontato, e implica un gigantesco compito sociale, sia educativo verso le famiglie che di accompagnamento e sostegno nelle diverse fasi e passaggi critici della vita familiare, senza dimenticare la disponibilità di un supporto professionale vero e proprio.
Per questo sarà interessante verificare se i Centri per la famiglia previsti su tutto il territorio nazionale dall’ultimo Piano nazionale per la famiglia saranno in grado di promuovere nuove relazioni di cittadinanza attiva, più che offrire nuovi servizi professionali”.
Allora, quanto è importante il benessere psicologico per la famiglia?
“Più che di benessere psicologico parlerei di benessere psico-relazionale, perché il benessere di ogni persona è costruito e protetto prima di tutto dalle sue relazioni più corte, più ‘calde’, dalla presenza di persone significative con cui costruire i propri progetti di vita. Un posto dove sentirsi ‘a casa’, protetti e sostenuti. In caso contrario, solitudine, isolamento sociale e senso di impotenza possono crescere a dismisura, generando ansia, paura del futuro e incapacità di affrontare in modo positivo la realtà”.
Perché un report sul benessere psicologico delle persone nella famiglia?
“Nel dibattito attuale sulla famiglia in genere i riflettori vengono accessi sui problemi strutturali: povertà economica, politiche fiscali e di sostegno ancora insufficienti, conciliazione tra tempi lavorativi e di cura familiare, difficoltà per i giovani di trovare lavoro (e soprattutto lavoro ‘decente’), costi dell’abitare… La lista è lunga, e verrebbe l’illusione di poter dire: ‘Se risolvessimo tutti questi nodi, se avessimo sufficienti risorse economiche, le famiglie non avrebbero più problemi’. Ma la concreta esperienza quotidiana delle famiglie ci dice che non è così: ci sono aspetti psico-relazionali che fanno la differenza: quando le relazioni familiari sono fragili o ‘cattive’, non bastano certo le risorse economiche per garantire il benessere delle persone e delle famiglie”.
La famiglia è fragile?
“Se si pensa alle circa 90.000 separazioni di coppia che avvengono ogni anno, difficile non rispondere: ‘Sì, la famiglia è fragile’. Però la fragilità (o vulnerabilità) è condizione generale della vita, nessuno può pensarsi invulnerabile. In altre parole, la fragilità delle famiglie non è ‘scandalosa’, non è un fallimento, ma va affrontata come un passaggio critico, in cui ricercare un nuovo equilibrio. Ed ogni famiglia (i dati del Report Cisf 2025 sono molto chiari su questo) ha un proprio mix, unico ed irripetibile, di risorse e punti di difficoltà, che generano un percorso di proattività e ‘resilienza’: capacità, cioè, di attraversare le difficoltà senza perdere le proprie qualità. Alcune famiglie falliscono, ma la stragrande maggioranza riesce a tenere insieme i pezzi”.
Per quale motivo la famiglia è stressata?
“Gli elementi di stress sono di varia natura, e spesso sono compresenti, il che ovviamente rende la loro gestione più complessa: in prima battuta i dati segnalano problemi di salute delle persone (per oltre il 50% dei casi); segue il tema della cura (per figli e genitori anziani, per un terzo), e naturalmente le criticità economiche (circa il 20%). Ma (tema che ha poi dato anche titolo al volume) un elemento cruciale è una sorta di generale sfiducia e paura del futuro (guerre, pandemia, ecoansia), elemento che paralizza e genera un senso di impotenza”.
Un ulteriore motivo di conflitto familiare riguarda l’uso delle nuove tecnologie: a quale sfida educativa è chiamata la famiglia?
“Per i genitori il mondo digitale dei propri figli è spesso poco accessibile, a volte incomprensibile, e la rapidità dei mutamenti tecnologici accentua le difficoltà: non abbiamo ancora capito bene come gestire social e smartphone, tra divieti e accompagnamento, che subito diventa indispensabile capire cosa succede con l’intelligenza artificiale. E spesso i genitori si sentono, ancora, ben poco competenti. Eppure è un mondo da abitare, perché ormai tutti viviamo on life, in un mondo in cui il digitale non è ‘altrove’, ma è strettamente connesso con ogni aspetto della vita quotidiana”.
Prendendo spunto dal caso della famiglia di Palmoli: cosa significa oggi esercitare la genitorialità?
“La storia della ‘famiglia nel bosco’ è davvero complicata; se il modello di vita scelto sembra estremo (antidigitale, antitecnologico, con rischio di isolamento sociale, ma anche con altissima condivisione di tempi tra genitori e figli), mi è sembrato estremo anche un intervento così radicale, e prolungato nel tempo, ormai, quale l’allontanamento dei bambini dai loro genitori. In ultima analisi, mi pare che oggi la fatica e la sofferenza dei bambini per un incomprensibile distacco dai genitori sia la grande dimenticata. Ed andrebbe invece affrontata come priorità assoluta”.
(Tratto da Aci Stampa)
Banca Etica sostiene il cinema indipendente italiano
Banca Etica, prima e tuttora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, rinnova il suo impegno a favore del cinema italiano indipendente. L’istituto annuncia il rinnovo della collaborazione con CNA Cinema e Audiovisivo (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), nell’ambito dell’accordo quadro con la CNA, stanziando per il 2026 un plafond di € 3.000.000 destinati a sostenere le piccole e medie imprese cinematografiche attraverso lo strumento del tax credit.
L’accordo prosegue nel solco di un percorso virtuoso iniziato nel 2022, che ha già permesso di immettere nel sistema € 5.500.000 di finanziamenti ordinari cui si sono aggiunti € 2.500.000 tramite il tax credit. L’obiettivo è duplice: contrastare la cronica carenza di fondi che affligge le produzioni indipendenti e valorizzare un comparto che impiega migliaia di professionisti e artigiani di eccellenza. Oltre al meccanismo del credito d’imposta, la convenzione prevede l’accesso a linee di credito dedicate a condizioni agevolate per la gestione finanziaria delle opere, come ha commentato Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica:
“Banca Etica indirizza il credito verso settori capaci di generare benessere per la collettività. Siamo convinti che il cinema indipendente abbia un ruolo fondamentale per stimolare consapevolezza e valori condivisi. Per questo, accanto alla social economy, continuiamo a investire nella cultura come motore di crescita civile”.
D’altra parte Gianluca Curti, presidente di CNA Cinema e Audiovisivo, ha sottolineato che tale partnership ha garantito la sostenibilità per il cinema indipendente: “Mai come in questa fase, segnata da una forte tensione finanziaria per l’industria cinematografica italiana e in particolare per le micro e piccole imprese indipendenti, strumenti strutturati di accesso al credito rappresentano un fattore decisivo.
Il rinnovo della convenzione con Banca Etica è la prosecuzione di una partnership consolidata che negli ultimi quattro anni ha garantito liquidità immediata e sostenibilità finanziaria alle imprese del settore, trasformando il tax credit in una leva concreta per la gestione dei flussi di cassa e la pianificazione delle produzioni. Lo stanziamento di € 3.000.000 per il 2026 rappresenta un segnale concreto per sostenere l’eccellenza artigiana del cinema indipendente italiano e un comparto che genera occupazione qualificata e valore culturale diffuso sui territori. Accordi come questo dimostrano come strumenti di finanza responsabile possano accompagnare le imprese lungo tutto il ciclo produttivo, rafforzando la solidità della filiera e la sua capacità di sviluppo”.
Per approfondire ulteriormente: https://www.bancaetica.it/prodotti/tax-credit-cinema/
Mons. Delpini agli atleti: ascoltare il corpo
Giovedì scorso si è celebrata nella basilica di san Babila a Milano la messa di accoglienza della ‘Croce degli Sportivi’, presieduta da mons. Mario Delpini, che ha segnato l’avvio ufficiale del progetto ‘For each other’ (L’uno per l’altro), promosso dalla diocesi di Milano in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina con un calendario pieno di iniziative educative, culturali e sportive diffuse sul territorio cittadino, rivolte in particolare ai giovani.
La Croce degli Sportivi, inviata dal Dicastero vaticano della Cultura e consegnata da Athletica Vaticana (associazione polisportiva della Santa Sede), è affidata a ogni Diocesi che ospita i Giochi estivi e invernali sin da Londra 2012. Prima dell’omelia dell’arcivescovo ambrosiano è stato letto un messaggio di papa Leone XIV, in cui è stato sottolineato “il valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana’, ‘assicurando la sua preghiera affinché queste giornate di sana competizione contribuiscano a costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace”.
Nell’omelia mons. Delpini ha riflettuto sul valore educativo e formativo della pratica sportiva come scuola di ascesi: “Ascolta: parla il corpo, parla, come si immagina san Paolo il piede, l’orecchio, parla l’occhio, parla la testa. Ascolta: il corpo ti parla, il tuo corpo parla a chi ti incontra.
Non ridurre il corpo a una macchina da sfruttare, non ridurre il corpo a un meccanismo complicato che ogni tanto deve essere aggiustato, non ridurre il corpo tuo e altrui a un oggetto da desiderare, non ridurre il corpo a una prigione di cui liberarsi, a una apparenza di cui vergognarsi.
Il corpo ti parla, il corpo parla: dice della gioia del benessere, dice dell’ardore appassionato dell’atleta che affronta la gara, dice della ferita per cui tutto soffre, non solo il piede, ma anche la mente, anche l’umore: se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme”.
Le gare sono una scuola per apprezzare il corpo: “In queste settimane i Giochi olimpici e paralimpici saranno una specie di festival del corpo. Gli atleti affronteranno le gare per cui si sono preparati da tanto tempo. Ed il corpo racconterà le sue avventure e potrà istruire la città e tutti coloro che sanno ascoltare: il racconto infatti è come una lezione di vita, è come una predica severa, è come una confidenza commovente”.
Ecco il motivo per cui lo sport è una scuola di ascesi: “Il corpo degli atleti delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi dirà di quanta volontà sia necessaria per affrontare gli sforzi, le fatiche dell’allenamento. Una scuola di ascesi. Dirà di quanta virtù sia necessaria per custodire le passioni, i capricci, le seduzioni della prestazione artefatta, la pigrizia che cede alla stanchezza, l’incostanza che si concede alle trasgressioni. Una scuola di morale”.
Inoltre lo sport aiuta a sviluppare uno spirito di squadra: “Dirà di quanta amabilità sia necessaria per coltivare lo spirito di squadra, coordinare i movimenti con gli altri e le altre della squadra; dirà quale umiltà richieda lasciarsi condurre dall’allenatore per correggersi e per migliorarsi. Una scuola di umanità”.
Lo sport è una scuola di vita: “Dirà di quale fortezza sia necessaria per accettare la sconfitta senza deprimersi, per vivere la vittoria senza esaltarsi, per vivere le reazioni scomposte degli altri, le rabbie impreviste, i puntigli irritanti, gli scoraggiamenti paralizzanti. Una scuola di vita”.
Inoltre lo sport aiuta a conoscere il proprio corpo: “Dirà di quanta libertà sia necessaria per riconoscere di non essere perfetti e confrontarsi con le prestazioni degli atleti bellissimi e giovani, e riconoscere la condizione della disabilità senza farne un tormento e viverla invece come la propria condizione per esprimere i talenti e sfidare il limite. Una scuola di audacia e di fantasia”.
Concludendo l’omelia l’arcivescovo ha invitato gli atleti ad accogliere la Croce degli sportivi: “La croce degli sportivi è più uno spiraglio che una figura: il corpo di Cristo, crocifisso per amore, è l’apertura per andare oltre e accogliere il mistero. Il corpo assente incoraggia le domande, lo sguardo, l’attenzione…
Se volete sapere che cos’è l’amore, se volete sapere se ci sia una speranza, se volete sapere come possano i molti diventare uno e quale potenza di Dio rende possibile che tutte le membra del corpo, pur essendo molte, siano un corpo solo, se chiedete che cosa significhi il comandamento di Gesù di amarci gli uni gli altri, ecco che cosa vogliamo dire: Guardate a Gesù, adorate il corpo crocifisso e risorto, ascoltate le sue parole e seguitelo, perché lui è la via, la verità, la vita”.
(Foto: Arcidiocesi di Milano)
La famiglia non ce la fa più!
“In occasione della Giornata internazionale della famiglia istituita dall’Onu, il Forum delle associazioni familiari rinnova l’appello a riconoscere fattivamente il valore della famiglia come nucleo fondamentale della nostra società, cardine della coesione e della solidarietà tra generazioni. La famiglia è una risorsa per tutti senza la quale non c’è futuro”: lo ha sottolineato il presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, Adriano Bordignon, in occasione della Giornata internazionale della famiglia istituita dall’Onu che ricorre oggi.
Ed ha ricordato che per l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite, la famiglia è il ‘fondamentale gruppo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini’: “Molti Paesi, nelle proprie leggi fondamentali, mettono al centro della società la famiglia dedicandole alcuni articoli molto importanti e densi di grandi obiettivi morali e sostanziali, tuttavia, in un gran numero di essi le famiglie si trovano spesso ad essere prive degli adeguati supporti per educare i più piccoli, sostenere i più fragili, supportare la crescita economica, culturale, sanitaria e lavorativa dei componenti.
Le sfide epocali che stanno attraversando la società e trasformando le famiglie chiedono uno sforzo supplementare fatto di investimenti di risorse, progetti e pensieri. Amareggia un mondo che, attraversato da oltre 60 conflitti, sceglie di spendere ancora per armamenti che distruggono vite, culture ed intere società, invece che investire per rilanciare la natalità e per la funzionalità delle famiglie”.
Quindi è necessario dare un adeguato supporto alle giovani coppie che vogliono ‘costruire’ una famiglia: “La spesa per la famiglia non può essere considerata un costo ma un investimento strategico per il benessere e la sostenibilità del nostro tessuto sociale. Investire sulla natalità non è solo una scelta valoriale: è una necessità economica. Senza nuove nascite, viene meno la base stessa su cui poggia il nostro sistema di welfare, si indebolisce il mercato del lavoro, crollano la competitività e la produttività e si mette a rischio la tenuta delle pensioni e dei servizi pubblici essenziali”.
Ed ecco la richiesta al governo italiano di “un potenziamento dell’Assegno unico universale, un rafforzamento dei congedi parentali e un’estensione dei servizi educativi, sanitari e di prossimità sui territori, affinché ogni famiglia possa contare su un ambiente favorevole in cui crescere figli e prendersi cura dei propri cari. Ma tutto questo non basta se non si accompagna a una vera e propria azione culturale: serve restituire alla famiglia il suo ruolo centrale nel dibattito pubblico, nei media, nella scuola, superando stereotipi e marginalizzazioni”.
Infatti secondo una ricerca dell’IREF dedicata al reddito delle famiglie italiane, sulla base di dati rigorosamente anonimi forniti dal Caf Acli di circa 550.000 nuclei familiari riferiti a 5 anni fiscali consecutivi (2020-2024) il reddito delle famiglie si sta ‘sgretolando’ con uno scivolamento del ceto medio, ben il 10%, e quindi di coloro che hanno anche un lavoro, verso la povertà:
“La crisi non solo ha eroso i redditi, ma ha anche allargato la forbice tra le aree del Paese e tra le fasce sociali. Rischiamo che alcuni pilastri fondamentali del nostro Stato, come la salute, non siano più un diritto ma una scelta. Servono politiche strutturali che riescano ad aumentare il valore reale dei salari e poi bisogna garantire tutela dell’esercizio dei diritti fondamentali”.
Lo studio, intitolato ‘Sempre meno ceto medio’, mette in luce le crescenti disuguaglianze territoriali e la contrazione della fascia intermedia della popolazione, come ha sottolineato Lidia Borzì, delegata per la Famiglia e gli Stili di vita delle Acli: “Il Panel Redditi Acli (PRA) che abbiamo costruito in questi anni, con la pandemia ancora in corso, segue oltre 549.000 famiglie italiane, parliamo di numeri veri e non di campioni, con un raffronto reale lungo cinque anni fiscali che ci offrono davvero una delle immagini più dettagliate disponibili sullo stato dei redditi reali nel nostro Paese. Questo impoverimento del ceto medico rischia anche di influenzare i dati già drammatici, sulla denatalità.”
La ricerca ha messo in evidenza una serie di diseguaglianze e di squilibri che si sono accentuati negli ultimi anni: le famiglie residenti nelle grandi città dichiarano redditi medi superiori del 17% rispetto a quelle delle aree interne. Il gap può arrivare ad oltre € 9.000 annui tra i nuclei familiari più ricchi a seconda dell’area geografica.
Quindi, anche considerando differenti composizioni familiari, con diversi livelli di impegno nel mercato del lavoro e carichi non si appiana il gap reddituale tra città e territori marginali. L’unica comunanza che si riscontra è nei redditi molto bassi, rispetto ai quali la geografia non fa purtroppo grande differenza.
Dalla ricerca è emerso che tra il 2020 e il 2024, la percentuale di famiglie appartenenti al ceto medio è scesa dal 59,6% al 54,9%; in particolare, oltre 55.000 famiglie sono passate dal ceto medio al ceto inferiore. In sostanza il 10% delle famiglie del panel è passata dal ceto medio al ceto inferiore mentre solo lo 0,8% è riuscito a salire al ceto superiore.
La Fondazione ‘Patrizio Paoletti’ analizza le emozioni dei giovani
A fine ottobre alla Biblioteca della Camera dei Deputati la Fondazione ‘Patrizio Paoletti’ ha presentato il report ‘Mai più soli. Focus adolescenza: sfide e risorse positive nel post-pandemia’, facente parte del progetto ‘Prefigurare il futuro’, come approccio neuro-psicopedagogico di intervento a favore degli adolescenti nelle scuole italiane, e gli studi di ricerca condotti in collaborazione con l’Università di Padova che fotografano le problematiche che stanno mettendo a rischio il benessere degli adolescenti.
Michele Dotti: la salute ambientale è conveniente
Rapporto Caritas: Roma sempre più povera
Quasi il 10% della popolazione romana non riesce ad affrontare spese improvvise o quelle legate all’abitazione come mutuo, locazioni, spese condominiali, bollette. E il 7% vive in condizioni di grave deprivazione abitativa: immobili insicuri o precari, immobili mal riscaldati o in condizioni igieniche inadatte, alloggi in strada come roulotte, tende o baracche, un dato superiore di quasi 2 punti percentuali rispetto a quello nazionale che arriva 5%.
District, l’aggregatore di siti e blog per essere aggiornati sui libri
Con District tutte le news sul mondo dei libri provenienti da testate giornalistiche e blog di diversi Paesi del mondo sono ora disponibili, in lingua originale, in tempo reale e in un unico contenitore personalizzabile in base alle preferenze dell’utente. District, il cui nome richiama i grandi spazi delle metropoli, è il nuovo servizio nato in casa PerfectBook, primo motore di ricerca emozionale per libri che ad oggi conta più di 2.000 titoli (da oltre 300 case editrici) letti in chiave emozionale e inseriti nella Libreria e 20.000 consigliati nei primi sei mesi del 2020 (a fronte dei 33.000 del 2019).






























